Non ho mai conosciuto la tua gatta
Dal dolce e profumato pelo nero
Ma so che con sue voglie ti ricatta
E con di pianto lo scorrer sincero
A che sue labbra tu sfiori distratta.
Un dì di carezzarla ancor io spero
Perché la so di lungo dolce matta
Che suo piacer soddisfi infin davvero.
Tu sol sai ciò che affamata lei vuole
E che il mio don gradirebbe golosa,
Poiché piangendo di notte ti chiede
Di non porre più mente a ciò che suole
E d'ascoltar anche lei che smaniosa
Vuole che metta in sua stanza il mio piede.
8-9-10 Agosto 1995