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Eleonora Minotto

Desaparecido

Un bel giorno il Signor "Io so Tutto" scomparve. Parenti e amici lo cercarono ovunque, perfino in uno sperduto paese del Brasile, presso una famiglia acquisita da parte di una sorella deceduta da anni che lui si era sempre rifiutato di riconoscere. Esaurita ogni pista, gli amici smisero di cercarlo prima ancora della polizia. Desaparecido.

Non aveva nemici, non aveva debiti di gioco, non si drogava, non andava neppure a puttane. Se non è stato tanto sfortunato da incrociare qualche matto che lo ha fatto fuori e ha occultato il cadavere, è probabile che sia andato a vivere sotto falso nome; altro passaporto, altra faccia, altro destino. Così ragionavano adesso amici e parenti e si mettevano il cuore in pace.

Molto più semplicemente il signor "Io so Tutto" era diventato invisibile. Ciò era accaduto nel momento stesso in cui si era posto le seguenti domande "da dove vengo? e dove vado?" Se pur a denti stretti il signor "Io so tutto" si era lasciato sfuggire cinque incaute parole : "Questo proprio non lo so". E' stato allora che il professore, così lo chiamavano gli altri, ha perduto ogni contatto con il proprio mondo. Non c'era telefono né onda radio che accogliesse i suoi appelli: quel mondo di cui tutto conosceva era davvero scomparso, mentre tutti insistevano a dire che lo scomparso era lui.

Non si potrebbe giurare che questo accadde perché cambiando le coordinate di pensiero e mettendo in dubbio le sue certezze il solito mondo andò in frantumi, forse esisteva ancora in una dimensione parallela. Chi lo sa. Ma come saperlo?

Il signor "Io so Tutto" che in quella svolta radicale della sua vita si trasformò nel signor "Io non So", sapeva soltanto che non riusciva più ad essere quello di prima e che il mondo nel quale aveva vissuto fino ad allora non c'era più. Non aveva più senso parlare di Big Bang o della teoria di Darwin, tantomeno aveva significato la relatività di Einstein perché avrebbe dovuto almeno conservare un punto di vista con il quale confrontarsi e lui neppure quello aveva più. Anche il Padre eterno era introvabile. Eppure gli avevano sempre insegnato che Lui era in ogni luogo.

Nel mondo alla rovescia dove ora si trovava, da professore egli si trasformò in studente e apprese di non sapere tutte quelle cose che credeva di conoscere così bene. A differenza del bambino che scopre di non essere nato sotto il cavolo ma dall'incontro di mamma e papà, il signor "Io non So" non riuscì a creare nuove certezze, o assiomi, o teorie, insomma nuove chiavi di lettura per conoscere e per conoscersi. Nel neo-nato sistema di pensiero fatto di domande senza risposte dentro il quale ora viveva, era più che lecito fare queste riflessioni: se nulla è certo, niente è veramente, e dunque neppure io sono. Ma anche questo discorso che appariva tanto evidente gli faceva lo sberleffo: intanto era una risposta e le risposte in quell'universo non potevano darsi, e poi come avrebbe fatto a produrre questa bella pensata se non fosse stato qualcosa? Se non fosse stato almeno un pensiero? E pensato da chi? Ma da me stesso, si rispondeva solerte, non aveva infatti elementi per sostenere di essere pensato o anche soltanto di essere sognato da qualcun altro. E se mi ingannassi da solo? Poi che posso ragionevolmente affermare tutto e il contrario di tutto niente è vero, e dunque perché soltanto io dovrei essere qualcosa? Così si tormentava nelle interminabili ore di insonnia.

Nei momenti di massima lucidità poteva perfino prevedere dove questo tarlo lo avrebbe condotto, ma presto se ne dimenticava. Suo malgrado intravvide almeno due direzioni possibili. Noi ve le narriamo anche se le sorprese in una vita vissuta fino in fondo non finiscono mai.

A) Pensando pensando, il novello studente "Io non So" destrutturava inesorabilmente il residuo sistema di pensiero che si era portato dal vecchio mondo. Interi isolati e quartieri di memoria personale o ancestrale che fosse andarono in malora. Presto anche il linguaggio cominciò a fargli difetto; se già le risposte non coagulavano più in un pensiero capace di stare in piedi adesso erano le domande che stentavano a prendere forma, e le parole, anche quelle andavano consumandosi. Senza le loro radici, senza i miti, le favole, il mondo simbolico dai quali avevano preso forma anche le parole sapevano di niente. Dimenticò davvero ogni cosa l'ex Signor "Io so Tutto" che ostentava interrogazioni ineffabili poi che aveva dimenticato anche l'ultima parola. La via d'uscita da questo spiacevole impasse gli venne offerta dalla più antica funzione immagazzinata nella memoria del corpo e sulla quale nel suo furioso pensare egli non si era mai soffermato abbastanza. Fu infatti quando dimenticò anche di respirare che egli trovò la soluzione alla fondamentale coazione a sollevare sempre nuove domande.

B) Se il tormento fu grande la scoperta che fece lo ripagò in ben più ampia misura. Macinare tutti quei pensieri lo portò infatti alla conclusione che fuor di ogni dubbio ogni teoria era null'altro che un gioco di parole. Questo pensiero era ineccepibile, se si provava a dimostrare il contrario si cadeva dritti dritti nella ragnatela del pensiero religioso. Anche se non si direbbe, sono trecento anni che fede e scienza dormono in letti separati, è tempo che intervenga una separazione di fatto, si diceva con soddisfazione. Ma un mattino al risveglio il "Signor Io non so" si ritrovò nel suo solito mondo. La meraviglia di parenti ed amici fu davvero grande, per non parlare della sorpresa che ebbe lui, si rifiutava di credere ai suoi occhi. Qual era la variabile che gli aveva consentito di ritrovarsi? Trenta miliardi di neuroni si misero al lavoro. Ma certo, esclamò, il gioco delle parole, potersi pensare in qualunque modo, anche in quello usuale, con norme e regole e proverbi e modelli di espansione universale tutti al loro posto. Ecco che cosa gli aveva consentito il ritorno a casa. Strano a dirsi, ma si trattenne solo pochi giorni. Ribattezzato da tutti "l'attore", l'ex professore riprese la sua strada e andò interpretando sulle piazze di tutto il paese gli infiniti giochi di parole possibili, mostrando anche quali scherzi si possono fare agli amici dicendo certe cose piuttosto che altre.


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