Fra gli altri simboli del Natale, c'č anche il curioso pettirosso.

Nelle nostre regioni, appare in autunno-inverno; lo si riconosce facilmente per il piumaggio vermiglio sul petto, che spicca sugli altri colori invernali.

Simpatico e non troppo impaurito dall'uomo, lo si vede spesso cantare e svolazzare nei parchi e nei giardini, in cerca di cibo.

Lo si collega al Natale, per essere spesso ritratto negli scenari invernali; tipica illustrazione fin dalle prime cartoline natalizie. Inoltre, in Gran Bretagna, i postini usavano indossare una divisa di colore rosso e, da quando cominciarono a recapitare i primi biglietti d'auguri, furono subito associati al pettirosso e, di conseguenza, chiamati "postino pettirosso". Similmente al comportamento dell'uccellino, il postino si ferma brevemente, davanti alle abitazioni come il pettirosso saltella sui nostri davanzali in cerca di cibo per, poi, volare subito via.

A legare il pettirosso al Natale, contribuisce anche questa leggenda: nella capanna, dove la sacra Famiglia aveva trovato riparo, c'era un piccolo uccellino bruno. Accortosi, che il fuoco, stava spegnendosi, volle ravvivarlo battendo le ali e tenere al caldo, Gesų Bambino. Il mattino seguente, Gesų, volle premiare l'impresa del piccolo uccellino, colorando di rosso il suo petto, simbolo dell'amore che aveva dimostrato al Signore.

In molti paesi europei, al pettirosso, ma anche allo scricciolo, viene offerto del pane tostato e inzuppato, durante le feste. Nella Provenza, non molti decenni fa, veniva celebrata una curiosa messa, sempre in occasione del Natale, detta Petouso, nome che deriva dal nome scientifico Parvus Troglodytus, una specie di piccolo scricciolo. L'uccellino, catturato qualche giorno prima, veniva liberato nel corso della celebrazione e, svolazzando all'interno della chiesa, doveva trovare la via d'uscita e ritornare all'aperto Questa cerimonia, stava a simboleggiare la nascita del Redentore, portatrice di gioia e liberazione.

Un'altra usanza, a parer mio crudele, si svolgeva nel settentrione della Francia e nella Gran Bretagna. Si tratta sempre dello scricciolo, qui simbolo dell'oltre tomba e del solstizio d'inverno. Non a Natale, ma a S.Stefano, i cacciatori, vestiti con abiti rituali, cacciavano e uccidevano un povero scricciolo. Dopo averlo appeso ad un palo, lo si accompagnava in processione facendo una questua, fino al cimitero consacrato, dove veniva seppellito. Uccidere lo scricciolo in altre stagioni, invece, portava sventura.

Anticamente nelle campagne tedesche, si riteneva, purtroppo necessario, uccidere una gazza entro i 12 giorni che corrono fra Natale e Epifania.