LEGAMBIENTE RICADI

Via Monumento, 4 - 89865 Santa Domenica (VV)

Tel. 0963/669908 * Fax 0963/669908 - 1782715780 * e-mail: legambientericadi@libero.it

HOME PAGE
CHI SIAMO
ADERISCI
LEGAMBIENTE IN CALABRIA
SCRIVICI
LINKS AMBIENTALISTI
SEGNALA UN SITO
SITI SEGNALATI
SITI AMICI
GALLERIA FOTOGRAFICA
..........
SERVIZIO METEO
Piccola Grande Italia
   
 
PENSARE GLOBALMENTE E AGIRE LOCALMENTE
 
Pace
 
Goletta Verde
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE NOTIZIE
 
“Il Quotidiano della Calabria” – Mercoledì 23 agosto 2006 - pag. 25

 

Ricadi. Numerose le proteste e le segnalazioni dei turisti sparsi sul litorale di Capo Vaticano

Il mare continua ad essere sporco

«L'anno scorso il presidente Loiero ha chiesto scusa. Adesso cosa farà?»


RICADI - Previsioni, purtroppo, rispettate anche quest'anno, come in passato, turisti e vacanzieri sparsi sul litorale vibonese sono stati e sono tuttora costretti a fare i conti con il mare sporco. Nonostante le assicurazioni di parte pubblica, nonostante solenni impegni, nonostante tutto. Piaccia o meno che lo si dica, anche quest'anno la realtà purtroppo è questa: il mare vibonese, in molte parti non è certo al top della sua fama, un tempo meritata ma oggi, stando almeno alle proteste, non più. E le varie "stelle" e "vele" al merito, assegnate da questa o quella associazione ambientalista, si scontrano con la realtà che turisti e vacanzieri sempre più spesso raccontano. Numerose infatti sono state le segnalazioni giunte in particolare da chi ha scelto per le sue vacanze lo splendido litorale di Capo Vaticano quasi tutti i giorni, in prossimità delle spiagge, l'acqua, in determinate ore appare torbida, vi ci galleggiano evidenti tracce di rifiuti di incerta consistenza e provenienza, tra i quali spiccano innumerevoli pezzi di buste di plastica. Al punto che non sono pochi quanti finora si sono visti costretti a non entrare in acqua e ad osservare dalla spiaggia quel mare per il quale hanno fatto centinaia di chilometri e che, involontaria beffa, più al largo permane azzurro e smeraldino. E fioccano i dubbi, gli interrogativi e le polemiche all'indirizzo delle varie autorità che hanno competenza in materia, dalla Regione ai Comuni alle forze dell'ordine.
«Non capisco perché Capo Vaticano debba scontare una simile maledizione - sbotta, ad esempio, Lella Carini, una docente di matematica bresciana letteralmente innamorata della zona, vi torna infatti ininterrottamente da quasi 20 anni - il Vibonese ha la fortuna di avere uno dei litorali e dei mari più belli del mondo ma, vedendo certe cose, sempre più spesso ci chiediamo se continui a valere la pena di fare così tanta strada per venire qui in vacanza». E, dando voce a tanti suoi amici che soggiornano presso lo stesso camping, spiega: «E' evidente che quella sporcizia qualcuno in mare ce la scarica. Sempre più spesso sentiamo in giro voci secondo le quali sarebbero gli stessi gestori dei villaggi e campeggi che, soprattutto in occasione di mare un po' mosso, aprono qualche condotta e scaricano i loro liquami. Certo, scaricare in mare è più comodo e, soprattutto, più economico che pagare gli autospurgo… Se queste voci fossero vere, saremmo davvero all'assurdo di gente che agisce contro i suoi stessi interessi, che uccide tranquillamente da sé la gallina dalle uova d'oro che è il turismo».
Nessuna certezza, dunque, al riguardo ma, ad avviso degli interessati, non dovrebbe essere difficile arrivare ad averla: «Basterebbe, ad esempio, un attento monitoraggio aereo e marino del litorale, eseguito magari per qualche tempo 24 ore su 24: si potrebbero così notare e fotografare eventuali chiazze marroni che si dipartissero da questa o quella struttura». Questo per lo sporco da liquami organici. Ma come spiegare la presenza massiccia di pezzi di plastica? «Anche qui, basterebbe monitorare il corso dei torrenti attivi in questo periodo per scoprire se c'è qualcuno che vi scarica la spazzatura che poi, inevitabilmente, arriva al mare. O anche un controllo più attento delle imbarcazioni, da diporto e non solo, che passano un po' al largo…».
Ogni tanto, è vero, passa non distante dalla riva un natante giallo-verde della Regione con il compito di asportare i rifiuti più grossi: «Ma è un compito impari - rilevano Vincenzo Di Dio e Giuseppe Letizia, entrambi di Marcianise con circa 15 anni di "militanza" estiva qui a Capo Vaticano - il problema infatti sta a monte. E per altro quella barchetta, l'unica a quanto ci risulta per un vasto tratto di litorale, è quasi commuovente, perché può fare ben poco. Senza contare che spesso passa in orari in cui il mare è pulito. Quando, nel primo pomeriggio arriva la sporcizia, la barca "spazzino" non si vede. Non c'è che dire, un bell'esempio di razionalità!».
E così, anno dopo anno, in tanti turisti, italiani e stranieri, l'amore per questa zona di mare viene messo sempre più a dura prova. Quest'anno, proseguendo in un trend negativo già iniziato da un paio d'anni in qua, in parecchi sono mancati all'appello e sarebbe riduttivo addossarne la causa solo alla crisi economica o all'abitudine (purtroppo diffusa) di spennare il turista o, tanto meno, all'alluvione. Fare finta che non c'entri anche il mare non più pulito sarebbe fare come lo struzzo. Intervenire, dicono gli interessati, si deve e si può ma occorre farlo subito e nei modi adeguati. «L'anno scorso - conclude ironicamente Raffaella Carini - il presidente della Regione Loiero ci ha chiesto scusa per il mare sporco. Quest'anno cosa farà, ci rimborserà i soldi?».

Francesco Prestia

 

Il Quotidiano della Calabria - www.ilquotidianodellacalabria.it

 

legambientericadi@libero.it

 

Contatore visite

Sito ottimizzato per Microsoft Internet Explorer - Risoluzione consigliata 800 X 600 pixel
Copyright © 2004 - 2006 - Legambiente Ricadi