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Basta pubblicare sui giornali nomi vip che frequentano le squillo
 14 ottobre 2002

Tramite un comunicato stampa la Codacons ha informato di aver diffidato il Garante della Privacy. Secondo l’associazione, infatti, il Garante ha troppo spesso chiuso gli occhi di fronte a giornali e periodici che hanno citato nomi e cognomi eccellenti riguardo ai recenti casi delle squillo.

Il Codice di deontologia della privacy nell’esercizio dell’attività giornalistica, redatto in applicazione della legge n. 675/96, prescrive che "la sfera privata delle persone note deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica" e per quanto riguarda la sfera sessuale della persona il giornalista deve astenersi "dalla descrizione di abitudini sessuali riferite ad una determinata persona identificata o identificabile" e che ogni pubblicazione "è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell’informazione e nel rispetto della dignità della persona".

La Condacons non prende di mira solo i giornalisti, ma anche le varie procure, dalle quali partono informazioni riservate. In particolare si fa riferimento al fatto che i clienti delle prostitute non sono indagati, ma vengono solo convocati come persone informate dei fatti, in altre parole testimoni. Legittimo chiamarli in Procura, quindi, purché si garantisca il loro anonimato.

La risposta del Garante è arrivata. Stefano Rodotà ha ribadito che "i giornalisti devono rispettare quelle regole che loro stessi hanno fissato e che il Garante ha siglato". Pertanto non devono diffondere informazioni non indispensabili, soprattutto laddove queste siano legate ad aspetti riservati, come la vita sessuale delle persone.

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