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Il ginecologo manterrà il bimbo nato per errore
 10 ottobre 2002

Dopo una battaglia lunga nove anni, la prima del genere in Italia, una donna si è vista riconoscere un risarcimento danni di 105 mila euro da parte del suo ginecologo.

La donna, per non avere ulteriori gravidanze, si era rivolta al ginecologo il quale le ha praticato la chiusura delle tube tramite un’iniezione di alcune gocce di metilcianoacrilato (una sostanza usata anche nelle colle). Un sistema sicuro ed economico - a detta del ginecologo - che consente di avere rapporti senza l’utilizzo di altri contraccettivi.

Il problema è che il sistema di ‘incollaggio delle tube’ in realtà è reversibile, infatti dopo qualche mese la donna scopre di essere incinta e, contraria all’aborto, è costretta a tenere il figlio rinunciando al lavoro e ad una vita finalmente agiata dopo i sacrifici dei primi figli.

Il ginecologo, portato in tribunale dall’avvocato della donna per inadempienza contrattuale, viene condannato dopo una battaglia legale lunga ben nove anni ad un risarcimento di 105 mila euro, somma calcolata come necessaria al mantenimento del figlio fino all'università.

A pagare sarà l’assicurazione del ginecologo.



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