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ANGELI
intervista a Roberto 'Tax' Farano
(La Pecora Nera n.10_settembre 1999)
di Paolo Topa

 

Quarto appuntamento con le mirabolanti interviste della P.N. sulla nuova scena indipendente italiana. Questa volta a farla da padrone è l'hardcore degli Angeli, gruppo di Torino capitanato da Roberto 'Tax' Farano (membro storico dei Negazione insieme a Ferrusi, altro componente del gruppo insieme a Marco Conti). Impatto verticale, rabbia, chitarre aggressive e batteria che più veloce non si può. Tutto marchiato da un'attitudine hardcore senza cedimenti o cali di tensione. Ma la vera chicca di questo Voglio di più (Free Land Records) sono i testi, carichi di trasporto e intensissimi. In due parole: un grande disco per chi cerca sensazioni forti e profondità di pensiero. Non è poco. Sentiamo cosa ha da dire a sua 'discolpa' l'imputato principale, Tax Farano.

>1 - Innanzitutto vorrei chiederti con quale spirito è stato registrato Voglio di più. Ho l'impressione di essere di fronte a un disco di forte contrapposizione, di grande capacità comunicativa sia per quanto riguarda la musica sia per quanto riguarda i testi...
Sono contento di questa tua impressione perché al di là del genere musicale, riuscire a comunicare sensazioni forti con un disco è esattamente lo spirito con il quale abbiamo creato, provato e registrato il disco, come tutta la musica che facciamo. Per il resto è venuto tutto in maniera naturale, crescendo con il gruppo dopo il primo disco, io personalmente impegnandomi maggiormente nell'uso della voce, cosa che resta per me una cosa relativamente recente.

>2 - Dal punto di vista dei suoni avete puntato senza dubbio sulla tua chitarra, talvolta rafforzata da alcune sovraincisioni. Una volta si diceva che basso e batteria dovessero andare insieme. Mi sembra invece che il vostro credo sia quello di far viaggiare sulla stessa lunghezza d'onda chitarra e batteria!
Anche questo ci viene naturale per il fatto che io e Massimo (alla batteria) suoniamo insieme da diversi anni e quindi siamo molto affiatati. Poi io sono sempre stato un chitarrista più ritmico che altro e quindi anche nel fare i pezzi mi viene da seguire molto la batteria. Che basso e batteria debbano stare insieme è vero, senz'altro. Poi ogni gruppo crea la sua formula che caratterizza anche l'impatto e tutto quanto. La chitarra è poi lo strumento più bello del mondo, quindi...

>3 - Mi chiedo come siano nati i testi di questo disco: mi sembra ci sia un filo conduttore comune, che riprende tematiche vagamente sociali (Il mondo nuovo) e paure claustrofobiche (Vivo)...
Per me comunicare con questa musica vuol dire riuscire a trasmettere emozioni, e in questo le parole e le note hanno lo stesso peso, come del resto anche un urlo che non sia una parola precisa. Inoltre sia in quello che ascolto che in quello che canto, la cosa che mi interessa e piace di più è la sincerità con la quale si dice una cosa, quindi io cerco di dare libero sfogo alla mia fantasia e scrivo quello che mi passa per la testa. Il fatto che i testi siano un po' tutti di 'insoddisfazione', rabbia e sfogo, rispecchia sicuramente il mio pessimismo nel modo di vedere le cose, anche se non vedo tutto nero... solo che facendo dei pezzi incazzati non mi viene istintivo cantare d'amore o chéssoio!

>4 - Cosa pensi dell'andazzo della musica italiana in questo periodo? Destino segnato anche per il prossimo decennio?
Non so per il prossimo decennio, per ora vedo che in generale si sta perdendo la voglia, il piacere di ascoltare gente che suona gli strumenti e c'è più interesse per i suoni digitali, DJ etc. E tra chi suona, il livello energetico, per me che sono un vecchio punk ormai, mi sembra un po' affievolito...

>5 - Parliamo un po' del tuo passato: i Negazione. Ho fatto ascoltare Voglio di più a un fan dei Negazione e alla fine mi ha detto che non c'entra niente con quello che è stato fatto in passato, roba commerciale. Non me l'aspettavo. A questo punto mi piacerebbe sapere quali sono i punti di contatto fra le due esperienze.
I Negazione sono stati la mia famiglia dai 16 ai 26 anni. Ho vissuto le esperienze più belle della mia vita e niente potrà essere per me equivalente a quella storia. Detto questo, dal lato strettamente musicale, visto che ho composto la totalità della musica dei Negazione e quasi tutta quella degli Angeli (alcuni pezzi sono di Massimo), per me è la naturale evoluzione. Sul lato extramusicale sono due gruppi diversi, però devo dire che molti fan dei Negazione considerarono 'commerciali" gli ultimi dischi del gruppo, nel senso che avrebbero voluto 4 dischi identici a Lo spirito continua e non 4 dischi diversi. A me sembra ovvio che un gruppo prenda strade diverse e c'è sempre chi magari non condivide queste nuove direzioni, ma così è, se ti piace...

>6 - Come molti gruppi italiani anche voi avete deciso di abbandonare la lingua d'oltre Manica per abbracciare l'italiano. Non ti faccio la solita domanda del tubo del perché avete cambiato lingua ma ti chiedo semplicemente qual è stato il momento preciso in cui vi siete accorti che le cose funzionavano meglio con la nostra lingua. E' stata una cosa spontanea o ci sono state delle riflessioni?
Nel primo disco c'era E' un angelo come unico pezzo cantato in italiano. Era un esperimento, mentre all'inizio trovavo più facile scrivere e cantare in inglese. Quel pezzo riuscì bene secondo noi e quindi fui spinto a provare in quel senso e, visto che la cosa funzionava e dava più incisività alle parole, ai pezzi, ho continuato sulla stessa strada e così alla fine è uscito Voglio di più.

>7 - Proprio in questi giorni ho comprato il nuovo CD dei Limp Bizkit. E' musica che spacca, piena di buone intuizioni. Il rischio comunque che il buon vecchio trio basso-chitarra-batteria possa essere considerato da qualcuno come preistoria (soprattutto in prospettiva futura) effettivamente sussiste. Come ti rapporti con le nuove tecnologie e con l'interazione dei generi musicali?
Non conosco i Limp Bizkit ma credo di capire la domanda. Personalmente non mi interessa se sul palco ci sono tre persone o ce ne sono dodici. Mi interessa quello che fanno e quello che ascolto. Spesso troppa gente tende a 'riempire' troppo, mentre a me piace di più l'essenza che il grande muro di suono. Se poi tre persone riescono a spaccare tutto con l'essenza, beh, per me è il massimo. Non vorrei essere frainteso e considerato come un dinosauro del rock: certe buone 'intuizioni' sono interessanti, come usare i campionamenti o un DJ, filtrare la voce o suonare il basso cercando dei suoni percussivi. Ma le emozioni più forti le ricevo sempre dalle cose più semplici. Le tecnologie e mischiare i generi sono anche cose interessanti; personalmente 'produco' per altre questioni musica interamente campionata e solo con le macchine (Tax lavora per la RAI in questo settore N.D.R.) ma gli Angeli sono un gruppo semplice, per ora ci interessa suonare queste cose.

>8 - Sono certo che la dimensione live sia quella che maggiormente vi gratifichi vista l'energia contagiosa della vostra musica. Che cosa chiedete a un live-set e in che modo cercate di rapportarvi con il pubblico che sta sotto il palco?
Io cerco di trasmettere tutto quello che ho, sul palco. Non trovo particolarmente interessante intrattenere il pubblico con altre parole tra un pezzo e l'altro, per cui non cerco il coinvolgimento a tutti i costi. Però quando c'è riesce a darci indietro altra energia che possiamo a nostra volta restituire.

Ultima domanda: come mai siete finiti alla Free Land di Catania? Comunione di intenti o semplice coincidenza? Come si lavora con un'etichetta attenta alla qualità come quella di Maurizio Scuderi?
Ci siamo trovati un po' per caso e poi abbiamo visto i comuni intenti. Ci troviamo bene anche se le potenzialità della Free Land sono assolutamente minime, in cambio però c'è la passione. Inoltre c'è la libertà nel senso che quando si fa un disco non c'è contratto e si pensa solamente a un disco per volta!

 

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