LA SECONDA 

GUERRA MONDIALE  

 

L'ATOMICA DI HITLER 1a parte

“IN MISSIONE PER MUSSOLINI” - LA GRANDE STORIA

Rai3 di Vania Del Borgo

Parlare delle armi segrete del III Reich equivale, sovente, a un libero esercizio della parola, ad una accademica quanto inutile trattazione di quanto fossero creativi i tedeschi in campo militare per poi giungere alla conclusione che hanno perso la guerra. La stessa sensazione che si ha quando si parla dell’esoterismo della croce uncinata, che rivanga miti primordiali e forze sconosciute ai più che non sono però state in grado di fermare i cannoni russi. Su questo filone fantastico, inaugurando una nuova era di inesattezze, si innesta la trasmissione televisiva "La grande storia" che manda in onda sull'argomento una intera puntata

     

la pila atomica

 

Parto, come faccio spesso, da quello che si racconta alla gente o che la gente percepisce per vedere quanta credulità c'è in giro, e quanti imbonitori targati "informazione di regime"  la sorregge. Dal metodo americano dell'attendibilità del testimone vedrò di smontare il  personaggio Romersa, precedenti o incidenti, tutti quelli coinvolti in questa faccenda come la storicità di Sabbatucci* e dell'autrice suddetta.

Il 9 febbraio 2006 è andata quindi in onda questa trasmissione,consulente storico Giovanni Sabbatucci* (lo stesso che l'anno scorso faceva il consulente Rai per una sgangherata fiction sulle foibe senza saperne nulla), con la testimonianza dal vivo di Luigi Romersa tuttofare nella Repubblica Sociale di Salò (ex tenente, ex giornalista, ex agente segreto, ex scrittore, ex, ex....) sul primo test nucleare tedesco (vedi 2a parte per la presentazione ufficiale della Rai). Partendo da queste premesse e cercando di sfoltire la chioma delle "chiacchiere perdute" vediamo di vederci più chiaro nel campo delle armi segrete del Terzo Reich, che Romersa cavalca anche col recente libro - Le armi segrete di Hitler - Ugo Mursia Editore 2005 (la trasmissione gli fa anche pubblicità gratuita che non è poco: qualcun altro meno "allineato" definisce poi il libro revisionista e Rai 3, per aver preso per oro colato le parole di Romersa, fascista: non sarebbe la prima volta !!  ( http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri21.htm ).

Un'altra trasmissione di Rai 2 Voyager (Roberto Giacobbo), andata in onda il 15 maggio 2006 alle 23, sembrerebbe smentire l'esplosione di Ruegen e mettere in dubbio l'intero impianto di “IN MISSIONE PER MUSSOLINI”. ma due anni dopo, 26 maggio 2008 sempre con lo stesso presentatore fantasista Giacobbe rilancia le panzane di Romersa qui raccontate e quelle di Rainer Karlsch.

Il momento più divertente della trasmissione, con Giacobbe (lo chiamo anche così perche mi ricorda il comico) che si gode estasiato lo scoop, è l'intervista in esclusiva in punto di morte che Romersa rilascia e dove racconta il suo incontro con Hitler nell'ottobre del 1944 !!! - Tra le altre cose il Fuhrer gli chiede "Come va la guerra in AFRICA ?" . (La guerra in Africa l'avevamo persa 18 mesi prima !! , avevamo perchè non eravamo da soli. Per favore qualcuno avvisi Adolfo e Giacobbe che è finita male anche in Europa. Per Romersa non occorre, è morto.  Naturalmente confermo quanto qui scritto due anni fa, sia in 1a che 2a parte e tutto questo gratis senza farvi prendere per il culo da Giacobbo,  Sabbatucci e dalla Rai col suo canone lenone.

  L'argomento guarda caso viene trattato in contemporanea da Rainer Karlsch, col libro - La bomba di Hitler - (Hitler's Bomb march 2005) (Lanciato con grande clamore dall’editore tedesco, -Hitlers Bombe- si è però subito scontrato con un muro di scetticismo e contestazioni, al punto che lo stesso Karlsch ha fatto parziale marcia indietro, ammettendo di non aver prodotto prove inconfutabili, ma " di aver raccolto un’impressionante serie di indizi”. http://service.spiegel.de/cache/international/spiegel/0,1518,346293,00.html
Luigi Romersa giornalista alla Fusco (Giancarlo) racconta nel libro e in televisione !! (ma l’aveva già fatto nel
1992 su “Storia Verità” Anno I n. 5 Rivista edita da Ars Grosseto (di destra ma allora nessuno l'avrebbe presa in seria considerazione come fa la Rai e tanto meno la storia)), la storia del o dei test (3?) atomici effettuati in Germania. Basta scorrere normalmente riviste specializzate per scoprire da anni racconti sulle armi segrete del III Reich: Il tal aereo postbellico Usa lo avevano progettato i tedeschi, la tal arma, il tal carro armato, il tale, il tal’altro…e la lista non finirebbe più, passando dal motore a reazione, ai visori a raggi infrarossi, al radar, ai dischi volanti e chi più ne ha più ne metta. Quando Hitler incontrava Mussolini non faceva altro che parlargli di queste armi, le Wunderwaffen (avremmo vinto la guerra negli ultimi 10 minuti o ai supplementari), e lui da frolloccone ci cascava sempre sognando le sue di armi segrete (si perché ne avevamo anche noi italiani) ma nonostante tutto ce lo avevano già messo in quel posto, a noi e ai tedeschi, in Russia e in Africa, per non parlare della Sicilia.

 * Il professore all'epoca vero esperto della Jugoslavia se ne usciva con questa dichiarazione - “..anch’io devo ammettere che nella prima edizione del mio manuale di storia (Laterza 88)  parlavo poco delle Foibe….” Il Professore è infatti il curatore di una Storia del socialismo, sempre per restare in tema di fantascienza, in 6 volumi !!! (in tempi non sospetti). http://digilander.libero.it/trombealvento/indicecuriosi/giornatafoibe.htm

     

SCOOP - HITLER E I DISCHI VOLANTI !!!

 

Nel 1952 Luigi Romersa, inviato di “Tempo” riusciva a realizzare un'eccezionale!!! intervista con l'ingegnere e pilota tedesco Rudolf Schriever.

    

http://storiaviva.jimdo.com/documentario-tunnel-factories-armi-segrete-di-hitler-realizzate-sul-lago-di-garda/ i tunnel segreti italiani  del Garda

  "Nell'agosto del 1943 esisteva alla periferia di Praga un aeroporto in cui venivano sperimentati i motori delle officine BMW. In un angolo del campo c'era un capannone, recintato di filo spinato. Solo Schriever e tre suoi collaboratori potevano entrarvi. In quell'hangar nasceva e veniva messa a punto una Flug Kreisel, cioè una trottola volante (disco volante). L'idea di costruire un simile apparecchio, Schriever l'aveva avuta due anni prima, nel 1941, quando era collaudatore della società Heinkel di Eger, nella zona dei Sudeti. A forza di tracciare schizzi, riuscì a mettere insieme il progetto di una macchina che fondeva in sé le caratteristiche dell’aeroplano e dell'elicottero. Al centro aveva una cabina a forma sferica e tutt'attorno pale rotanti a forma di alette. Nella parte posteriore sistemò un serbatoio e ai bordi del disco una corona di reattori; uno lo collocò al di sotto, al centro, e doveva servire per il decollo verticale...". Dalle informazioni avute dal pilota, Romersa scoprì che Schriever riuscì a realizzare un prototipo il 1 giugno del 1942. In virtù di ciò, il nazista fu spedito a Praga presso la BMW, dove venivano costruiti i caccia Me (Messerscmitt) a turboreazione. "La velocità da me prevista e poi sperimentata", confessò Schriever, "superava i 3000 km/h e ciò derivava, soprattutto, dal fatto che la Flug Kreisel incontrava nell'aria una resistenza quasi insignificante". Occorsero tre anni per la messa a punto del prototipo finale. Solo nell'aprile del 1944 la trottola volante poteva considerarsi ultimata. Il disco venne portato sulla pista di decollo. "Aveva l'aspetto di un mostro", racconta Schriever, "con quella cabina centrale a cupola, in plexiglass. Salii a bordo e feci la prova dei motori. Andavano perfettamente. La corona cominciò a ruotare. In quel momento suonarono le sirene d'allarme (non di incursione aerea bensì di quel disco che vibrava). Arrestai le turbine e ordinai agli avieri di ricondurre il velivolo in rimessa. Erano necessari altri ritocchi per ridurre le vibrazioni". Furono apportati anche quelli ed il disco finalmente riuscì a decollare. Troppo tardi, però. I russi erano alle porte. Dall'alto comando venne l'ordine di chiudere le fabbriche di Praga. Il campo venne distrutto con scariche di dinamite, come in Polonia, e la trottola di Schriever frantumata con delle bombe a mano. Il pilota fuggì, attraverso il Paese in rivolta, e a stento riuscì a raggiungere il nord della Germania, stabilendosi a Brema

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  Ecco la testimonianza di Richard Miethe, raccontata sempre nel 1952 dal giornalista francese Jacques Alain: “Miethe dice di aver costruito l’apparecchio in collaborazione con sei ingegneri, tre dei quali sarebbero detenuti dai russi e tre sarebbero morti. I motori del velivolo erano derivati dal BMW 028, derivato a sua volta dal turboreattore assiale M 018. Possedevano una compressore a sei stadi, una camera anulare di combustione e una turbina studiata per i voli stratosferici, dato che la V-7 poteva superare la quota di ventimila metri. I propulsori interni erano muniti di dispositivi di post-combustione ed erano azionati da una miscela compressa a base di elio. I serbatoi esterni del gas, piazzati sotto l’apparecchio, erano blindati, così come quelli dello Junker 287, un bombardiere plurireattore del quale furono costruiti soltanto alcuni esemplari, finiti anch’essi in mano sovietica”. “Il disco non era armato”, prosegue Alain, che corredava il servizio con alcune foto della V-7, a suo dire scattate con un teleobiettivo da un ufficiale della Kriegsmarine; “data la possibilità di raggiungere i 20 km di quota con un raggio d’azione di 41.000 km (ndr: la circonferenza della terra !!!) e una velocità supersonica, non poteva essere intercettato dalla caccia nemica.
MA NON E' FINITA QUI
Luigi Romersa è molto conosciuto nel mondo della fantascienza per il libro “America 2000” scritto però nel 1968.  In questo libro Romersa raccontò le prodezze d'uno scienziato oggi purtroppo dimenticato: José Delgado.
“…Dietro quel pazzo, che in realtà era una cavia umana, c'era il professor Delgado, dell'università di Yale. L'uomo aveva la testa piena di fili elettrici sottili come capelli, quindi invisibili, e si muoveva, correva, urlava secondo gli ordini che riceveva dal professore, attraverso un congegno che lo scienziato aveva in tasca. Delgado gli stava a 20 metri di distanza". "D'altronde" proseguiva Romersa, "il professor William E. Rusk dice che se l'uomo accetterà di farsi controllare potrà essere sempre più felice. Potrà ignorare la fatica, l'angoscia. Un ragazzo, per esempio, non proverà alcun dolore a tagliarsi un dito mentre un uomo di 90 anni si scaricherà di dosso tutte le malinconie e i malanni derivanti dall'età. In altre parole, ogni piacere potrà essere fornito da stimoli elettronici. Robert Heath, della Tulane University, ha applicato a dieci studenti il sistema di elettrodi inventato da Delgado, solo che l'apparecchio era comandato dalla cavia stessa. Aveva inventato una cintura con diversi bottoni, che si metteva intorno alla vita. A ogni bottone corrispondeva una precisa volontà. Sesso, bere, violenza, bontà, piacere, felicità, dolore” !!!!!
  Aveva un equipaggio di tre uomini e poteva essere radioguidato. L’aspetto generale era quello di un disco olimpionico; il suo diametro era di 42 metri. Dodici turbine erano disposte a distanze uguali all’interno di un anello metallico mobile che ruotava come la corona di un giroscopio attorno ad un corpo centrale immobile, che conteneva una cabina a pressione per i piloti, e le installazioni radio e radar. Attorno ai serbatoi erano collocate le bombe. L’apparecchio partiva, in meno di sedici secondi, da un pilone verticale. Il lancio era provocato da un propulsore azionato da ossigeno liquido e alcool etilico. L’atterraggio e il decollo potevano effettuarsi anche senza il pilone; in tal caso l’apparecchio si comportava come un elicottero. La V-7 era costruita con leghe metalliche refrattarie, isolate termicamente. Secondo le informazioni estremamente precise che mi sono pervenute, è lecito pensare che la fabbricazione in serie delle V-7 è oggi condotta attivamente in Russia sotto la guida del Maresciallo dell’aria Golovanov...” (ndr: ecco da dove vengono tutti quei dischi volanti che si vedono ancora oggi in giro).
Più recentemente, altri tecnici hanno vuotato il sacco: il settantaseienne Heinrich Fleischner di Dasing (all’epoca dell’intervista, nella Germania Federale), ha dichiarato alla Neue Presse, il 2 maggio 1980 di essere stato “un consulente tecnico per un velivolo dalla propulsione simile ad un jet ed a forma di disco,
che era stato costruito da una squadra di tecnici a Peenemunde, benché le parti fossero state sviluppate in molti altri posti” (per forza, così nessuno, tranne i vertici, poteva avere la visione completa del progetto finale). Secondo Fleischner, Hermann Goering in persona aveva spinto per la messa a punto del jet, che “progettava di usare come velivolo personale”!!!. “A guerra finita, la Wehrmacht ha distrutto la maggior parte dei progetti ed alcune delle documentazioni iconografiche di scarsa importanza sono finite nelle mani dei russi”, ha dichiarato Fleischner. Un altro tecnico, Hermann Klaas di Muhlheim, anch’egli della Repubblica Federale, ha dichiarato di avere lavorato come specialista di volo aerodinamico su “vari modelli telecomandati a forma di disco volante”. “Il modello più comune aveva un diametro di 2 m ed era azionato da un motore elettrico fornitoci dalla Luftwaffe. Questi modelli erano molto simili a quelli costruiti da Schriever, Habermohl, Miethe e Belluzzo* a Bohmen in Cecoslovacchia ed a Breslau in Polonia”, ha dichiarato Klaas.(estratto dal forum Ducenet)

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Belluzzo
http://www.german-discs.net/builders/miethe.php 

  * L'ingegnere Giuseppe Belluzzo (1876-1952), un esperto di fama mondiale nel settore delle turbine e detentore di numerosi brevetti nonché ex-parlamentare e ministro, affermava che i dischi volanti erano lo sviluppo di un progetto originale italiano del 1942, successivamente passato ai tedeschi, i quali lo perfezionarono
Romersa: da Storia Verità 1992: Il 14 luglio 1945 annunciando ufficialmente la vittoria delle truppe alleate, Winston Churchill disse....(ndr. la guerra in Europa era finita da Maggio e quella dei Giapponesi non era ancora finita: a cosa si riferiva Churchill secondo Romersa ?)...il crollo del nemico risparmiò .. il pericolo gravissimo non solo dei siluri volanti ma anche delle batterie multiple a grande raggio (V3).. i sommergibili a immersione continua ... i tedeschi avrebbero messo in funzione un'arma risolutiva accoppiando la V2 alla bomba atomica che già possedevano in un paio di esemplari... .... parole di Romersa; Vidi una V2 al montaggio e al lancio. Era un siluro gigantesco di oltre 14 tonn., carico di esplosivo ad alto potenziale, munito di un sistema di propulsione assolutamente nuovo. Gli stabilimenti, ricavati sotto terra, erano delle piccole città, costruite nelle viscere della montagna. Vi si accedeva con ascensori. Gli ingressi erano vigilati..... Immense gallerie illuminate a giorno, si stendevano per km e km, collegate da treni decauville (mini treni a scartamento ridotto) usati per il trasporto del materiale e del personale !!!.

Che i tedeschi ci stessero studiando è indubbio, ma che Hitler fosse interessato alle armi segrete è vero in parte a partire solo da una certa data. Poi bisogna comunque spiegarsi se per sviluppare queste armi avesse fatto più di tanto (vedi sotto). Torniamo all'articolo: Il Fuhrer e il Duce parlarono per la prima volta delle armi segrete al castello di Klessheim nell'aprile 1944 (21).... passeggiando per la stanza mentre Mussolini,  seduto, lo fissava intensamente ansioso di sapere finalmente la verità su tali armi, disse "abbiamo nuovi aeroplani, abbiamo sottomarini non intercettabili ad immersione continua e carri colossali, razzi di potenza eccezionale e una bomba il cui effetto sbalordirà il mondo... non dovremo ricorrere alla guerra batteriologica per la quale siamo comunque prontissimi... Dal 13 giugno '44 (gli alleati avevano appena preso le spiagge di Normandia) le V1 cominciarono a cadere su Londra. La V1 era un razzo piccolo e lento  alimentato a olio esausto; viaggiava basso, tipo "cruiser" e cadeva dove capitava preavvisando con un fischio il suo arrivo. Veniva intercettato dalla contraerea, dai caccia, dai palloni frenati se non si era rotto prima (1/5 circa già alla partenza). Aveva un altro grave difetto: partiva da rampe facilmente individuabili dalla ricognizione. -

alcuni dei cadaveri degli italiani sfuggiti a Romersa sempre Luigi Romersa da Storia Verità n. 9 - 1993 -Rivista edita da Ars Grosseto. Fino alla battaglia d'Inghilterra erano in molti a sostenere che a pari rendimento, un razzo veniva a costare più di un bombardiere, dopo fatti i conti (un Bombardiere non sopravviveva a sei missioni) e considerando i costi umani di addestramento la cosa era leggermente diversa. Quando Albert Speer il ministro della produzione industriale si interessò alle armi, così si espresse " Sono desolato, caro generale, ritengo che sarà molto difficile ottenere quanto chiedete poiché il Fuhrer non è assolutamente convinto dell'importanza dei risultati dei vostri progetti..." (siamo agli inizi del '43), Wernher Von Braun, grande amico di Romersa !!!, aveva intanto portato avanti lo studio e la sperimentazione di un vero e proprio razzo alimentato ad alcool etilico, acqua ossigenata, ossigeno liquido e permanganato di potassio nella serie A2. A3, A4. La serie definitiva andò in produzione a fine '43 e per settembre '44 iniziarono i lanci, si chiamava V2. Esisteva in progetto anche un A9 a lunga gittata e un A10, a più stadi, in grado forse di raggiungere New York. 

in blu i passi di Romersa

Romersa non si accorse (almeno nella Rivista), che le gallerie di Dora Mittelbau erano piene "anche di operai italiani".  Wernher von Braun si dichiarerà poi dispiaciuto di quanto succedeva a Dora, e lo disse "testualmente" quando gli Usa gli assicurarono l’immunità di fronte agli inglesi che lo volevano processare a Norimberga come criminale di guerra.

 

da Wikipedia: Gli inglesi lanciarono una pesante campagna di bombardamenti contro la base di Peenemünde, che causò ritardi nella produzione dei razzi e la morte di molti operai, che erano i detenuti del campo di concentramento vicino. Dornberger aveva sempre desiderato una rampa di lancio mobile per i V-2, ma Hitler fece pressione per la costruzione di immense strutture sotterranee per il lancio (costruite anche in Francia fino al 1944). I razzi venivano prodotti in più fabbriche e spediti lungo le linee ferroviarie, in modo da permettere dei lanci quasi ininterrotti verso il nemico. La produzione del missile avveniva in grandi fabbriche sotterranee, come la tristemente nota Dora Mittelbau, al riparo dai bombardamenti alleati. Il costo di produzione di una V-2 era comparabile a quello di un bombardiere e certamente non giustificato dal limitato carico (meno di una tonnellata) di alto esplosivo.

Qualcuno ha fatto una ipotesi di costo rapportata ai giorni nostri e ha scoperto che una V1 costava 450 $ e una V2 45.000. La Germania fu tecnicamente all'avanguardia per tutto il conflitto, ma la scarsità di materie prime, ben conosciuta fin dai primi giorni, non fu mai risolta. Se a questa aggiungiamo la filosofia dispersiva progettuale ne basta e avanza per bocciare ogni capacità e discernimento guerriero. Gli americani con lo chassis del carro armato Sherman e l'autocarro Chevrolet vinsero la guerra. La loro si chiamava standardizzazione.

 
     

V2

  Dora nasce quale Arbeitskommando del Kz (Konzentrazionlager) di Buchenwald nel 1943 e a seguito dei raids aerei alleati che distruggono gli opifici fuori suolo. Hitler decide di costruire progressivamente le fabbriche di armi nelle officine sotterranee al fine di metterle al riparo da incursioni. Il 17 e 18 agosto 1943 la RAF distrugge la base di Peenemünde, sul mar Baltico, dove i nazisti avevano installato il centro sperimentale delle V1 e le V2 sulle quali contavano per capovolgere a loro favore la situazione militare. I primi deportati raggiungono Dora il 25 agosto 1943 qualche giorno dopo il bombardamento; Dora è un Kommando (distaccamento) di Buchenwald sino al 28 ottobre 1944, quando diventa un Kz autonomo con il nome originale di Dora Lager Mittelbau perché sia più facilmente salvaguardato il segreto sulle V1 e V2.
     

   MA COS'ERA SUCCESSO POI A MITTELBAU DORA?  

  LA FINE: Durante gli ultimi mesi di guerra a Dora, vengono giustiziati più di 300 deportati. Nell’aprile 1945 i bombardamenti aerei si intensificano nelle vicinanze del Lager; le fortezze volanti sorvolano quotidianamente il Kz e gli allarmi sono incessanti, interrompendo la produzione che subisce pesanti ritardi (anche i materiali indispensabili non giungono più), mentre le centrali elettriche colpite interrompono la corrente continua. Anche la disciplina pare allentare, ma la vita resta estremamente difficile e dolorosa. La fine di Dora è prossima. La sera dell’8 aprile 1945 l’aviazione alleata bombarda e distrugge Nordhausen, a tre km dalle gallerie di Dora. “Alle quattro del mattino il lavoro viene fermato, viene dato l’ordine di radunarci sulla piazza dell’appello con le nostre coperte perché il campo deve essere evacuato. Verso le undici siamo tutti in ordine per blocchi.” I 25.000 deportati sfilano davanti alla cucina per prendere “qualcosa” da mangiare, ma terminata la distribuzione soltanto la metà ha avuto “qualcosa”. La sera, circa 3.000 deportati sono trattenuti nel Kz, gli altri 22.000 evacueranno con vagoni bestiame. Molti italiani internati (IMI) sono nel gruppo dei partenti e subiranno una partenza ed un viaggio allucinante che durerà sei giorni, senza alcun rifornimento alimentare. Mangeranno l’erba e le radici alle fermate. Dopo sei giorni hanno percorso 250 chilometri e sono scaricati a forza di calci a Bergen Belsen, nuova meraviglia dell’organizzazione nazista. Il numero dei deportati di Dora e dei suoi Kommando, che il 28 ottobre 1944 era di 32.534, prima dell’evacuazione ha già avuto un’impressionante flessione: più di 15.000 i morti, e molti moriranno durante l’evacuazione. Queste cifre paiono comunque errate per difetto. ….Italo Tibaldi  brani tratti da http://www.deportati.it/static/pdf/TR/1997/giugno/24.pdf  

per saperne di più
io a Mittelbau Dora diario di un internato
http://digilander.libero.it/lacorsainfinita/diari/pezzoli.htm 
I libri delle armi segrete
http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri21.htm  
Le città sotteranee tedesche http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1325/index.html 
per le discordanze di "Rai3 e Rai 2 è stata inviata E-mail informativa che naturalmente è rimasta senza risposta.  voyager@rai.it  .  

 

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