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Il
Progetto Gemelli nasce nel 2001 presso il Dipartimento di
Psicologia di Torino da un’iniziativa della prof.ssa
Liana
Valente Torre, attualmente co-referente del progetto,
che da anni affronta ed approfondisce la realtà gemellare e
grazie al finanziamento della regione Piemonte - Assessorato
Welfare e Lavoro.
Oggi
la percentuale di gemelli nella popolazione è del 3% circa e
tende ad aumentare con i parti multipli frequenti nelle
gravidanze assistite e per l’aumento dell’età media delle
partorienti.
La
situazione gemellare, densa di aspetti positivi, necessita di
particolare attenzione perché vengano prevenuti alcuni rischi
conseguenti alla relazione di coppia: è auspicato da tutta la
bibliografia un supporto (medico, psicologico) alla famiglia fin
dal momento in cui viene diagnosticata una gravidanza gemellare.
In
funzione dei programmi che devono essere articolati per la
gestione di piccoli gemelli, implicante l’individuazione di
tutte le risorse familiari e del territorio, è importante che i
genitori e gli operatori abbiano corrette informazioni, tratte
da molte esperienze e da approfonditi studi. Tutto ciò al fine
di evitare che, a causa di preconcetti, la positività di vivere
in coppia per i gemelli si trasformi, con il passare degli anni,
nell’impossibilità di vivere separati.
Fondamentale sembra un programma finalizzato alla prevenzione
del disagio e che promuova una psicologia della salute,
intervenendo non solo direttamente sulle famiglie e sui gemelli,
ma anche sugli operatori: il disagio più grande per le famiglie
di gemelli è non ricevere nei servizi pubblici risposte
adeguate, poiché il personale non è specializzato in materia di
gemelli.
Anche nelle successive tappe dello sviluppo sarebbero
auspicabili azioni di sostegno alle famiglie di gemelli nella
crescita dei piccoli, soprattutto alle famiglie isolate; una
risposta adeguata a queste esigenze sarebbe riconoscere ai
gemelli diritti di priorità nell'iscrizione agli asili nido e
alla
scuola
materna. Supporti di tipo economico sarebbero a volte
indispensabili per attenuare disagi che si ripercuotono sul
piano psicologico.
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TRA I RISCHI PER I GEMELLI SI SEGNALANO:
•
quelli relativi alla stessa vita (vita intrauterina
più difficile, nascita prematura con frequenti
complicazioni, situazioni di allattamento
problematiche).
Molti i rischi psicologici che
Zazzo ha intuito nei gemelli (effetti di coppia
negativi)
•
rapporti di ciascun gemello con la mamma più rari e
allentati: la relazione simbiotica madre-bambino,
premessa indispensabile per una crescita armonica, è
minata e/o condizionata dalla relazione di coppia
gemellare
•
difficile processo di identificazione e, a volte,
problemi d’identità
•
rischi di sviluppo psichico asimmetrico nei gemelli,
con tendenza alla complementarietà e rigidità dei
modi di essere (es. un gemello attivo, uno passivo,
uno apparentemente estroverso, l’altro introverso)
•
chiusura eccessiva della coppia gemellare
comportante difficoltà di socializzazione
•
competitività o complicità estreme per insorgenza
contemporanea di identici bisogni
•
conflittualità (soprattutto in età adolescenziale)
•
difficoltà a pensare e attuare progetti esistenziali
implicanti separazione ed autonomia.
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PER LA FAMIGLIA CON GEMELLI LE PROBLEMATICHE
SEGNALATE SONO MOLTEPLICI:
•
gravidanza difficile, definita “a rischio”
•
nascite tendenti alla prematurità, con più frequenti
complicazioni nei primi mesi di vita
•
difficoltà economiche, di gestione delle risorse ed
anche del tempo
•
difficoltà nell'offrire tempo e spazio a ciascun
gemello, che rischia di impedire lo sviluppo di un
forte legame madre-figlio, fondamentale per favorire
successivamente corretti processi di
separazione/individuazione
•
difficoltà nel ricoprire il ruolo di genitore di un
altro eventuale figlio
•
gravi tensioni familiari conseguenti alla
conflittualità e competitività tra gemelli
•
depressione post-partum più frequente e più grave
nelle madri di gemelli che vivono una frattura con
la propria vita passata (costituita da lavoro,
amicizie, interessi culturali, sportivi, ecc.) |
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È importante perciò che i genitori e gli operatori abbiano
corrette informazioni al fine di evitare che, a causa di
preconcetti, la positività per i gemelli di vivere in coppia
si trasformi, con il passare degli anni, nell’angoscia di
non potere scegliere la separazione.
Il progetto dovrebbe accompagnare la famiglia fino a quando
la coppia gemellare affronta l’adolescenza, momento in cui,
se è stato consentito uno sviluppo autonomo, i problemi dei
gemelli coincidono con quelli di tutti i giovani,
affrontabili quindi con le stesse modalità e, se necessario,
dagli stessi servizi che vengono offerti a tutta la
popolazione adolescenziale e adulta.
Il progetto si propone di:
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conoscere, |
attraverso l’impostazione di una ricerca e contatti
con la realtà gemellare, le problematiche delle
famiglie di gemelli o nati multipli; |
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prevenire, |
nei gemelli e nei loro genitori, disagi psicologici
in genere collegati ad un’informazione non corretta
o incompleta, attraverso percorsi informativi e
formativi; |
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sostenere, |
le famiglie o le persone in difficoltà, favorendo
una dinamica relazionale costruttiva per l’intero
nucleo familiare. |
La finalità del Progetto è offrire un servizio di consulenza
per gemelli e plurigemini che collabora con la rete dei
servizi territoriali, finalizzato alla promozione della
salute e alla prevenzione del disagio in situazioni
gemellari, agendo a livello individuale, familiare, di
gruppo e sociale.
Il
progetto è rivolto:
- ai gemelli e le loro famiglie,
- agli operatori in ambito sanitario (medici, ostetrici,
infermieri, psicologi, assistenti sociali),
- agli operatori dell’infanzia (educatori, puericultrici,
vigilatrici d'infanzia),
- agli operatori in ambito scolastico (insegnanti,
pedagogisti, psicologi).
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