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Micene, Cavaliere del Sagittario,
l'Arciere Centauro, è il custode della nona casa dello Zodiaco.
Fu lui che la notte prima del giorno della cerimonia dedicata ad
Athena, salvò vita alla piccola Isabel. Egli riuscì a bloccare il
pugnale sacro che avrebbe ucciso la Dea Athena, combattendo contro
il Gran Sacerdote.
Ma
non avrebbe mai immaginato che costui fosse dotato di così grandi
poteri, fino a quando lo colpì allo stomaco e cadde la maschera.
Allora capì che anche la sua vita era in pericolo, si trovava di
fronte un Cavaliere d'Oro, Saga di Gemini.
Nonostante aver subito il duro
colpo del Cavaliere di Gemini, "Il Demone dell'oscurità", facendo
scudo ad Athena, riuscì a scappare dal Grande Tempio portando con
se la piccola Isabel e l'armatura del Sagittario. Il Gran Sacerdote
Arles diede l'allarme di tradimento, e da allora Micene fu ritenuto
il traditore, colui che aveva ucciso la piccola Athena.
Micene
riuscì a rifugiarsi sofferente, tra le rovine di un Tempio, dove
Alman di Thule lo trovò. In punto di morte Micene disse ad Alman
che l'infante è la reincarnazione della Dea Athena e che deve proteggerla
dalle forze oscure; gli affida la bambina e la sua armatura d'oro
dicendogli di trovare un degno successore che la potesse difenderla.
Micene muore, ma il suo spirito di Cavaliere veglierà sempre sulla
Dea.
Micene, è il fratello maggiore
di Ioria e suo Maestro di arti marziali. Insegna sin da piccolo
al fratello a controllare il suo cosmo e a far sì che diventasse
un degno Cavaliere di Athena.
Arles
ordina al Cavaliere del Leone, Ioria, di uccidere tutti i Cavalieri
di Bronzo che si sono schierati con Isabel, finta Dea Athena, e
di recuperare l'armatura del Sagittario in loro possesso. Durante
lo scontro con Pegasus l'armatura del Sagittario va in suo aiuto.
Pegasus
forte dell'armatura d'oro tenta di difendere Athena dal Cavaliere
del Leone, ma sul punto di lanciare il suo colpo su Athena, Pegasus
riesce a bloccare il "Lightning Volt" del Leone. Lo spirito di Micene
è dietro Pegasus, dalla parte della giustizia, allora Ioria comprende
la verità e che il vero traditore è Arles e non suo fratello Micene.
Pegasus, Sirio il Dragone e
Andromeda sono arrivati nella casa del Sagittario. L'armatura è
ora nella nona casa e Pegasus ne è sorpreso. La volontà di
Micene difende la casa e Pegasus sicuro di non essere attaccato
dall'armatura che lo ha aiutato in passato le cammina introrno ma
la "Freccia di Sagitter" lo punta.
La
freccia d'oro viene scoccata contro Pegasus, ma il Cavaliere viene
sfiorato e colpisce la parete dietro, rivelando una buca. Nel frattempo
anche Andromeda si è ripreso e lo stesso Crystal ha raggiunto i
suoi amici nella casa di Sagitter.
Entrano nella buca e si trovano
in una sorta di mondo illusorio dove il Cavaliere li mette a dura
prova. Superata la prove, i quattro si ritrovano in un'altra stanza
della casa di Sagitter, dove l'armatura è al centro. L'illusione
è scomparsa e la freccia viene di nuovo scoccata contro il muro
rivelando questa volta l'iscrizione fatta dallo stesso Micene prima
di fuggire dal Grande Tempio.
Sono passati tredici anni da
allora e finalmente Micene ha trovato in loro i degni Cavalieri
difensori di Athena, affidandola alla loro protezione. Micene ha
riconosciuto in loro i veri Cavalieri di Athena. L'iscrizione scritta
da Micene dice "Cavalieri che quì siete giunti, dono a voi la cura
e la salvezza di Athena".
L'intervento
dell'armatura del Sagittario è uno dei punti fondamentali di tutta
la serie. L'armatura vede in Pegasus il predestinato e nei momenti
di estremo bisogno è sempre presente. Nello scontro finale con il
Dio Nettuno, l'armatura va in suo aiuto e proprio grazie a questa
che i Cavalieri riescono superare il Dio e a salvare la Dea Athena
rinchiusa nella colonna portante del Tempio di Nettuno.
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