La Storia
"La Juve infatti è la città di Torino, è
la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo
più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione
fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è
scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità
d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati
e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per
conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come
due mani di pianista."
Lo Juventus Football Club, più noto come Juventus, all'estero come Juventus
Torino e informalmente come Juve, è una società calcistica di
Torino, fondata nel 1897 e militante nella Serie A del campionato di calcio
italiano (dove ha sempre giocato dalla sua fondazione, tranne nella stagione
2006-2007) insieme alla concittadina Torino Football Club 1906. La squadra si
allena nei campi del centro sportivo Juventus Center a Vinovo, nei dintorni
del capoluogo piemontese. Il nome del club è una licenza letterale del
sostantivo latino iuventus (gioventù in lingua italiana) e fu scelto
dai fondatori della società, che erano proprio giovani studenti liceali
torinesi. La Juventus, la terza società calcistica italiana per ordine
di antichità tra quelle in attività ad oggi, è la più
blasonata tra di esse, con un totale di 51 trofei ufficiali vinti: 40 trofei
di livello nazionale e 11 trofei internazionali (vedi capitolo palmarès
in questa voce). In ambito internazionale la Juventus è la seconda squadra
italiana, la terza squadra europea e la quinta al mondo per numero di titoli
vinti e ufficialmente riconoscuti dall'UEFA e dalla FIFA. La Juventus è
quindi tra le dieci squadre più gloriose e titolate della storia del
calcio mondiale. La Juventus, inoltre, è l'unica società calcistica
al mondo ad avere vinto tutti i tornei e coppe ufficiali a livello internazionale
e nel 1985 fu la prima società calcistica a vincere le tre maggiori competizioni
europee (traguardo che in seguito sarebbe stato raggiunto da altre due squadre:
l'Ajax nel 1992 e il Bayern Monaco nel 1996). Secondo una ricerca pubblicata
nel giornale La Repubblica nel Agosto 2007, la Juventus è la prima squadra
d'Italia per numero di sostenitori con il 28% delle preferenze, in leggero calo
rispetto agli ultimi anni. Al pari dell'Inter, la tifoseria juventina ha una
diffusione geografica eterogenea sul territorio nazionale. Non esistono notizie
e/o cronache che attestino con certezza la nascita della Juventus, tenuto conto
che la stampa dell'epoca dedicava pochissimo spazio agli sport. L'unico scritto
considerato "ufficiale" fu redatto da uno dei fondatori della società,
Enrico Canfari, nel 1914.
Le Origini
"L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di
sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla
nostra volontà di esistere e continuamente migliorare."
Il 1 novembre 1897 nasce a Torino lo Sport Club Juventus grazie all'idea di
alcuni studenti del liceo D'Azeglio, tra i quali Eugenio ed Enrico Canfari,
che erano soliti ritrovarsi su una panchina (oggi gelosamente custodita nella
sede della società). La prima maglia era rosa, con cravatta o papillon,
e nel 1903 divenne bianconera. Il primo presidente della storia bianconera fu
Eugenio Canfari per volere di suo fratello Enrico (che morirà al fronte
durante la Prima Guerra Mondiale).
Il primo quarto di secolo
Nel 1900, con il nome di Foot-Ball Club Juventus, la società si iscrive
al suo primo campionato nazionale, ma viene subito eliminata, dovendo affrontare
avversari molto più preparati di lei. Ma già dopo soli 5 anni
arriva il primo scudetto, in seguito a un palpitante finale (terza finale consecutiva
in campionato) a tre contro US Milanese e Genoa Il presidente era a quel tempo
lo svizzero Alfed Dick che però, dopo alcune accese discussioni di spogliatoio,
decise di lasciare la società, e quasi per ripicca fondò il Torino
F.C. 1906. In quegli anni e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la
Juventus dovette però accontentarsi di un posto di secondo piano rispetto
alle altre potenze calcistiche, in particolar modo il Casale e il Pro Vercelli.
Nel 1913 la squadra, insieme ad altre cinque, si classifica ultima nel suo girone
ed evita la Seconda Categoria grazie a una manovra diplomatica di un suo furbo
dirigente. Con la fine della Grande Guerra una Juventus rinata grazie ai suoi
presidenti Giovanni Hess e Corrado Corradini, tra 1914 e 1920, compì
grandi passi in avanti nel campionato nazionale fornendo anche alcuni giocatori
alla Nazionale maggiore.
Il sodalizio con gli Agnelli e il Quinquennio d'Oro
Dal 24 luglio 1923 il nome della Juventus è saldamente legato a quello
della famiglia Agnelli con Edoardo, figlio del fondatore della FIAT, presidente
della società. In quella Juventus esordisce in prima squadra il portiere
Giampiero Combi. Poi, con l'arrivo di giocatori come Federico Munerati, Virginio
Rosetta, Carlo Bigatto I, tra gli altri, i bianconeri vincono il loro secondo
scudetto nella stagione 1925-26. In quegli anni la società bianconera
comincia a dimostrare di essere una nuova potenza calcistica e, con allenatore
Carlo Carcano e i nuovi arrivi Umberto Caligaris, Giovanni Ferrari, Felice Placido
Borel II, Mario Varglien I, Giovanni Varglien II e i calciatori d'origine argentina
Raimundo Orsi e Luis Monti, entra nella storia del calcio italiano vincendo
cinque scudetti consecutivi (dalla stagione 1930-31 alla stagione 1934-35),
record storico del calcio italiano ancora oggi. Ben nove giocatori di quella
squadra fanno parte della Nazionale di Vittorio Pozzo, campione del mondo nel
1934. In campo internazionale la Juventus approda alla Coppa Europa Centrale
(o Mitropa Cup) ma, per ben quattro anni consecutivi si ferma alle semifinali.
Durante il cosiddetto "Quinquennio d'Oro", precisamente nel 1933,
la Juventus fa il suo ingresso allo Stadio Comunale (l'attuale Stadio Olimpico
di Torino), nel quale verranno scritte pagine indimenticabili della storia bianconera.
Il 14 luglio 1935, in un incidente aereo davanti al porto di Genova, perde la
vita il presidente bianconero Edoardo Agnelli: bisognerà aspettare ben
12 anni prima di rivedere un membro della famiglia Agnelli alla guida della
Juventus. Archiviato il "Quinquennio d'Oro" (la prima età d'oro
della società bianconera) ci si avvia ad un periodo meno ricco di vittorie,
che si concluderà con il secondo conflitto mondiale e con la conseguente
sospensione del campionato nel 1944 e nel 1945. Al posto dei vecchi campioni
della terza decade del XX secolo - che, ad eccezione di Monti e di Borel II,
lasciano la squadra o per un'altra società o per fine carriera - arrivano
nuovi campioni del calibro di Alfredo Foni, di Pietro Rava, dell'albanese Riza
Lushta e di Teobaldo Depetrini. In questo periodo non si registrano vittorie
in campionato, ma solo un secondo posto nella stagione 1937-38 e due vittorie
in Coppa Italia: nel 1938 (per la prima volta, in concomitanza con il secondo
titolo mondiale degli azzurri), e nel 1942, rispettivamente contro il Torino
e il Milan.
Il dopoguerra e la prima stella
La formazione della prima Stella d'Oro nel 1958.
Nel 1947 Gianni Agnelli diventa presidente della Juventus Football Club, in
sostituzione di Pietro Dusio, e resterà alla guida della squadra fino
al 1953. Inizia un nuovo periodo di vittorie: soltanto quindici anni dopo la
Juventus vincerà un altro scudetto (stagione 1949-50, il primo scudetto
post-guerra della società), grazie anche al supporto di nuovi campioni,
come Carlo Parola, i danesi Karl Aage Præst e John Hansen e, in particolar
modo, Giampiero Boniperti. Nel frattempo (1959) la squadra vince la sua terza
Coppa Italia.
Nel 1956, su consiglio di Gianni Agnelli, che lo affiancherà, diviene
presidente suo fratello Umberto. Con lui si apre un nuovo ciclo di vittorie,
grazie anche a nuovi campioni come il gallese John Charles e l'argentino di
origine italiana Omar Sivori (primo calciatore juventino a conquistare il Pallone
d'oro nel 1961). La Juventus conquista altri tre scudetti nelle stagioni 1957-58
(il decimo, che le dà diritto di fregiarsi della Stella d'oro al Merito
Sportivo), 1959-60 e 1960-61 e due Coppe Italia nelle stagioni 1958-59 e 1959-60.
Il Ciclo Leggendario (1972-1986)
Celebrazioni per il quindicesimo scudetto nella stagione 1972/73.
Nel 1960 Umberto Agnelli lascia la presidenza. Nel 1966-67, con Vittore Catella
presidente e Heriberto Herrera, d'origine paraguayana, allenatore (uno dei precursori
del calcio totale in Italia), la Juventus conquista il suo tredicesimo scudetto:
la società juventina si appresta così a trascorrere uno dei periodi
più gloriosi della sua storia: "Il Ciclo Leggendario" (la seconda
età d'oro della società bianconera).
Il 13 luglio 1971 Giampiero Boniperti, ex simbolo della squadra, diventa presidente.
Chiamò ad allenare la squadra prima il ceco ?estmír Vycpálek,
poi l'ex calciatore juventino Carlo Parola ed infine l'ex giocatore milanista
Giovanni Trapattoni, quasi al debutto come allenatore. In quegli anni la Juventus
si avvale di grandi campioni, tra i quali Dino Zoff, Roberto Bettega (proveniente
dalle giovanili), Franco Causio, Claudio Gentile, Pietro Anastasi, Josè
Altafini, Antonello Cuccureddu, Romeo Benetti, Roberto Boninsegna, Giuseppe
Furino, Marco Tardelli, Antonio Cabrini e, soprattutto, il capitano di tante
battaglie Gaetano Scirea, e successivamente il francese Michel Platini, Liam
Brady, Zbigniew Boniek, Paolo Rossi, il portiere Stefano Tacconi e Massimo Bonini;
vinsero nove scudetti in quindici anni (1971-72, 1972-73, 1974-75, 1976-77,
1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84 e 1985-86), conquistando la seconda Stella
d'oro al Merito Sportivo, e ponendosi alla ribalta europea e mondiale vincendo
tutte le coppe internazionali ufficiali, (la Coppa UEFA, senza calciatori stranieri,
il 18 maggio 1977 a Bilbao contro l'Athletic Club, la Coppa delle Coppe il 16
maggio 1984 a Basilea, sconfiggendo il Porto per 2-1, la Supercoppa Europea
il 16 gennaio 1985 a Torino contro il Liverpool, superato 2-0, la Coppa dei
Campioni, nella sua terza finale, il 29 maggio 1985, battendo ancora il Liverpool
per 1-0 nella tragica notte dell'Heysel, e la Coppa Intercontinentale conquistata
a Tokyo l'8 dicembre 1985 contro l'Argentinos Juniors, 2-2 il risultato dopo
i tempi supplementari e 6-4 dopo i rigori). La Juventus entra nella storia del
calcio europeo come la prima società a centrare il Grande Slam (ossia
ad aver vinto le 3 principali coppe europee), ricevendo dall'Unione delle Federazioni
Calcistiche Europee la Targa UEFA (The UEFA Plaque) nel 1987.
I primi anni novanta
Dopo quattro anni senza trofei, con Vittorio Caissotti di Chiusano presidente,
nel 1990, anno dell'inaugurazione dello Stadio delle Alpi, la Juventus allenata
da Dino Zoff conquista la Coppa Italia per l'ottava volta e la Coppa UEFA. Nella
stagione successiva Zoff lasciò il posto all'emergente allenatore Gigi
Maifredi, il quale, nonostante l'arrivo di nuovi campioni del calibro di Roberto
Baggio (futuro Pallone d'oro nel 1993), Júlio César, Paolo Di
Canio e Jürgen Kohler, non solo non vinse nulla, ma non riuscì neanche
a portare la squadra oltre il settimo posto in campionato: dopo ventotto anni,
la Juve non si qualificò per nessuna competizione europea.
Con il ritorno di Trapattoni, la Juventus vinse la Coppa UEFA nel 1993 con una
squadra che comprendeva, tra gli altri, Roberto Baggio, Andreas Möller,
Gianluca Vialli -diventato il nuovo idolo della tifoseria- ed Antonio Conte.
Francobollo commemorativo della vittoria juventina in Champions League (1996).
Gli anni della triade
Nell'estate del 1994 si volta pagina con l'arrivo ai vertici della triade Bettega-Giraudo-Moggi
e dell'allenatore Marcello Lippi. Grazie a giocatori del calibro di Alessandro
Del Piero, Gianluca Pessotto, Fabrizio Ravanelli, Angelo Peruzzi, Didier Deschamps,
Ciro Ferrara e Paulo Sousa inizia un nuovo ciclo. Lippi riesce a conquistare
lo scudetto già nella stagione di esordio, nel campionato stagione 1994-1995.
La stagione del ventitreesimo titolo bianconero, il primo dopo nove anni, è
caratterizzata anche dalla nona affermazione in Coppa Italia, vinta dopo aver
sconfitto il Parma nella doppia finale.
Nella stagione 1995-1996 la Juventus torna sulla vetta calcistica continentale
dopo undici anni, trionfando nella Champions League il 22 maggio 1996, nella
finale dello Stadio Olimpico di Roma contro l'Ajax. In campionato si piazzano
secondi dietro al Milan. Pochi mesi più tardi, il 26 novembre a Tokyo,
i bianconeri conquistano anche la Coppa Intercontinentale contro il River Plate,
grazie ad un gol di Del Piero. Nel 1997 i torinesi proseguono la serie di successi
mettendo in bacheca la Supercoppa Europea, vinta ai danni del Paris Saint-Germain
(6-1 al Parco dei Principi di Parigi e 3-1 a Palermo).
Sempre con Lippi in panchina, ma con nuovi campioni come Zinédine Zidane,
Edgar Davids e Paolo Montero, i bianconeri conquistano altri due scudetti nel
1996-1997, battendo il Parma in un testa a testa, e nel 1997-1998, dopo un campionato
segnato da molte polemiche per una serie di controverse decisioni arbitrali,
come la decisione di non assegnare un calcio di rigore per un fallo ai danni
di Ronaldo nello scontro diretto contro l'Inter alla quartultima giornata. Nelle
medesime stagioni, la squadra raggiunge per due volte la finale di Champions
League, perdendole rispettivamente contro il Borussia Dortmund ed il Real Madrid.
Nell'estate del 1998 Zden?k Zeman, all'epoca allenatore della Roma, rilascia
dichiarazioni molto pesanti circa il possibile uso di sostanze dopanti da parte
dei giocatori juventini, citando in particolare Vialli e Del Piero: sulla base
delle sue dichiarazioni il procuratore di Torino, Guariniello, apre un'inchiesta
che porta in primo grado all'accertamento di un comportamento irregolare della
società e del suo medico, Agricola; in secondo grado tale sentenza viene
ribaltata e il processo termina senza aver accertato l'esistenza del reato.
La sentenza della Cassazione del 2007 ha poi annullato la precedente, di fatto
riconoscendo i casi di doping passati a giudizio e la responsabilità
diretta di Giraudo e Agricola, ma senza poter più comminare pene a causa
della decadenza dei termini di prescrizione. La stagione 1998-99 è segnata
dal grave infortunio patito da Alessandro Del Piero nella partita contro l'Udinese,
ad Udine, in un momento in cui la Juventus era sola in testa alla classifica,
e dall'addio di Lippi, che abbandona dopo la brutta sconfitta interna con il
Parma (2-4). Prende il suo posto Carlo Ancelotti, ma non riesce a portare la
squadra oltre il settimo posto in campionato (perdendo lo spareggio per la Coppa
UEFA e qualificandosi per la Coppa Intertoto contro l'Udinese, 0-0 in Friuli
e 1-1 a Torino) però ad un punto dal quarto posto del Parma e arrivando
a una sfortunata semifinale con il Manchester United in Champions League (1-1
all'Old Trafford, 2-3 a Torino).
Nella stagione 1999-2000 la Juventus di Ancelotti vince una nuova competizione
internazionale[7] : la Coppa Intertoto[3] e proprio da qui, dopo una campagna
acquisti in sordina, riparte la squadra bianconera, snobbata dai pronostici
e descritta ormai come alla fine di un ciclo. Nella stagione 1999-2000 perde
uno scudetto che sembrava già vinto (aveva 9 punti di vantaggio a poche
giornate dalla fine), venendo superata all'ultima giornata dalla Lazio, dopo
la sconfitta a Perugia (su un campo allagato da un violento nubifragio abbattutosi
sul capoluogo umbro nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo ma, nonostante
questo, l'arbitro Collina volle farla disputare ad ogni costo) e nella stagione
successiva arriva seconda dietro la Roma di due punti, dopo aver tentato il
sorpasso nello scontro diretto di Torino finito 2-2, dopo la rimonta dei giallorossi.
Lippi torna alla guida dei bianconeri nel campionato 2001-02 e può contare
su una squadra rafforzata dagli innesti di campioni del calibro di Gianluigi
Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedv?d. Il tecnico toscano conduce la formazione
torinese alla conquista di un altro scudetto, scavalcando l'Inter all'ultima
giornata in quello che i tifosi bianconeri ricordano come il "Cinque Maggio",
e della Supercoppa Italiana. Nella stessa stagione la Juventus è battuta
in finale di Coppa Italia dal Parma. Nella stagione 2002-03 la Juventus vince
il suo ventisettesimo scudetto e arriva per la settima volta alla finale della
Champions League, che perde 2-3 ai calci di rigore contro il Milan, nella prima
edizione della Champions League con due finaliste italiane.
La stagione 2003-04 è avara di soddisfazioni. Si vocifera da tempo del
probabile passaggio di Marcello Lippi sulla panchina della Nazionale. Dopo una
partenza lanciata con la vittoria della Supercoppa Italiana ai rigori contro
il Milan, i bianconeri falliscono uno dietro l'altro tutti gli obiettivi stagionali,
anche per via di molti infortuni. In campionato la squadra si piazza terza e
non è coinvolta nella lotta per il titolo, appannaggio di Milan e Roma.
In Coppa Italia la Juventus è finalista perdente contro la Lazio. L'annata
è ricordata anche per il Pallone d'oro conferito a Nedv?d in dicembre.
Il 28 maggio 2004 arriva, a sorpresa, sulla panchina bianconera Fabio Capello,
ex centrocampista degli anni Settanta. Con lui arrivano a Torino calciatori
del calibro di Emerson, Fabio Cannavaro, Patrick Vieira e Zlatan Ibrahimovi?.
Con lui in panchina la Juventus ottiene altri due primi posti al termine dei
campionati 2004-05 (in seguito revocato) e 2005-06 (in seguito assegnato d'ufficio
all'Inter). Come conseguenza del comportamento antisportivo (art. 1 del regolamento)
accertato in tutti i gradi di giudizio dalle sentenze della giustizia sportiva
nell'ambito dello scandalo definito Calciopoli, la società viene retrocessa
in serie B con 30 punti di penalizzazione, successivamente ridotti a 17 dalla
Corte d'appello e infine ridotti a 9 dall'arbitrato del CONI.
La serie B ed il ritorno in A
Partita con una penalizzazione di 17 punti, ridotta poi a 9, e dopo aver a lungo
condotto la classifica della serie cadetta, il 19 maggio 2007 la Juventus, sotto
la guida tecnica dell'ex calciatore bianconero Didier Deschamps, nella partita
vinta allo stadio Comunale di Arezzo contro l'omonima squadra per 1-5, allenata
tra l'altro dall'ex capitano juventino Antonio Conte, raggiunge la matematica
promozione in serie A con tre giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato.
Nella partita successiva, il 26 maggio 2007 all'Olimpico di Torino, i bianconeri
ottengo anche matematicamente il primo posto finale in seguito alla vittoria
per 2-0 sul Mantova. Quella stessa sera l'allenatore francese Didier Deschamps
risolve consensualmente il contratto con la società. La guida tecnica
passa, fino al termine del campionato, all'allenatore in seconda Giancarlo Corradini.
Il 4 giugno 2007 viene ufficializzato il nome del nuovo allenatore, Claudio
Ranieri, divenuto tale dal 1° luglio 2007. Sotto la sua guida la Juventus
ambisce a ritornare in tempi brevi una squadra di vertice, anche con acquisti
di notevole spessore (Vincenzo Iaquinta, Hasan Salihamidi?, Zden?k Grygera,
Tiago Mendes, Sergio Bernardo Almirón, Jorge Andrade), e grazie soprattutto
al prolungamento dei contratti dei suoi giocatori più rappresentativi
(Gianluigi Buffon, Mauro Camoranesi, David Trézéguet e Pavel Nedv?d).
Cronistoria
Cronistoria della Juventus Football Club
" 1897 Fondazione dello Sport Club Juventus il 1° novembre a Torino
[12]. Adotta come divisa una maglia rosa con cravatta nera e calzoncini nere.
" 1898 Non prende parte al campionato nazionale.
" 1899 Cambia denominazione in Foot-Ball Club Juventus [12]. Non prende
parte al campionato nazionale.
" 1900 Partecipa al III Campionato Federale di Prima Categoria (il suo
primo campionato a gironi). Non supera il Girone Eliminatorio Piemontese. Vince
la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione.
" 1901 1^ nel Girone Eliminatorio Piemontese, arriva fino alle semifinali
del Campionato Federale. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione,
ricevendo il Gonfalone e la Medaglia del Municipio dalla Città di Torino.
" 1902 2^ nel Girone Eliminatorio Piemontese dopo spareggio. Vince la Coppa
del Ministero della Pubblica Istruzione e la Coppa Città di Torino.
" 1903 Adotta la attuale divisa composta di una maglia a strisce bianconere
e calzoncini bianche. 1^ nelle eliminatorie nazionali, finalista del Campionato
Federale. Vince la Coppa Città di Torino.
" 1904 1^ nelle eliminatorie nazionali, finalista del Campionato Federale.
Vince la Palla d'Argento Henry Dapples, il Torneo di Trino Vercellese e la Coppa
Universitaria.
" 1905 Vince il Campionato italiano di Lega. Vince il Torneo di Seconda
Categoria (o Campionato di Squadre Riserve) e la Coppa Luigi Bozino.
" 1906 Dimmisione societaria e fondazione del Foot-Ball Club Torino. 2^
nel Girone Finale del Campionato Federale per delibera della FIF avendo rinunciato
a disputare la finale di spareggio a Milano col Milan. Vince la Coppa Luigi
Bozino.
" 1907 2^ nel Girone Eliminatorio Piemontese.
" 1908 Vince il Campionato Federale di calcio, Coppa James Spensley. Ritirata
dal Girone Unico del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni.
" 1909 Vince il Campionato Federale di calcio, Coppa James Spensley. 3^
nelle eliminatorie Piemontesi del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni.
" 1909/10 3^ nel Girone Unico Nazionale.
" 1910/11 9^ [13] nella classifica finale del Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese
o Torneo Maggiore [14].
" 1911/12 8^ nella classifica finale del Torneo Maggiore.
" 1912/13 6^ [13] nel Girone Piemontese e ammesa nel Girone Lombardo.
" 1913/14 2^ nel Girone Lombardo e 4^ nel Girone Finale del Campionato
dell'Alta Italia.
" 1914/15 2^ nel Gruppo B del Campionato dell'Alta Italia e 2^ [15] nel
Girone A delle semifinali interregionali.
" 1915/16 1^ nel Girone Piemontese Occidentale (o Girone Piemonte A) e
2^ nel Girone finale della Coppa Federale di calcio.
" 1919/20 1^ nel Gruppo A Piemontese, 1^ nel Girone B delle semifinali
interregionali e 2^ nella classifica finale del Campionato dell'Alta Italia.
" 1920/21 4^ nel Gruppo A del Girone Eliminatorio Piemontese.
" 1921/22 4^ nel Girone A della Lega Nord del Campionato C.C.I. (Confederazione
Calcistica Italiana), 6^ [16] nel Girone finale del Campionato C.C.I.
" 1922/23 Sodalizio della Juventus con la famiglia Agnelli il 24 luglio
1923. 5^ nel Girone B della Lega Nord.
" 1923/24 6^ [17] nel Girone A della Lega Nord.
" 1924/25 3^ [18] nel Girone B della Lega Nord.
" 1925/26 Vince il Campionato italiano di Lega.
" 1926/27 1^ nel Girone A della Divisione Nazionale e 3^ nel Girone Finale.
Arriva fino al quarto turno eliminatorio [19] di Coppa Italia.
" 1927/28 2^ nel Girone B della Divisione Nazionale e 4^ [20] nel Girone
Finale.
" 1928/29 2^ nel Girone B della Divisione Nazionale e 3^ nel Girone Finale.
Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell'Europa Centrale (o Mitropa
Cup).
La Juventus fu ammessa alla Serie A [21] del Campionato a Girone Unico, istituito
dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Leandro Arpinati,
nel luglio 1929.
" 1929/30 3^ in Serie A.
" 1930/31 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino ai quarti di
finale della Coppa dell'Europa Centrale.
" 1931/32 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
[22] della Coppa dell'Europa Centrale.
" 1932/33 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
della Coppa dell'Europa Centrale.
" 1933/34 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
della Coppa dell'Europa Centrale.
" 1934/35 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
della Coppa dell'Europa Centrale.
" 1935/36 5^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
" 1936/37 5^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
" 1937/38 2^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale
della Coppa dell'Europa Centrale.
" 1938/39 8^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
" 1939/40 3^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
" 1940/41 5^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
" 1941/42 6^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. " 1942/43 Prende il
nome di Juve Cisitalia [23]. 3^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale
di Coppa Italia.
" 1944 2^ nel Girone Eliminatorio Ligure-Piemontese e 2^ nel Girone Ligure-Lombardo-Piemontese
delle semifinali del Campionato di Guerra.
" 1945/46 Cambia denominazione e assume l'attuale nome di Juventus Football
Club. 3^ nel Campionato dell'Italia Settentrionale e 2^ nel Girone Finale del
Campionato Misto Serie A-B.
" 1946/47 Adotta il rango di società per azioni (S.p.A) nel 1947.
2^ in Serie A.
" 1947/48 3^ [18] in Serie A.
" 1948/49 4^ in Serie A.
" 1949/50 Vince il Campionato italiano di Lega.
" 1950/51 3^ in Serie A. Finalista di Coppa Rio (prima edizione ufficiale
del Campionato Mondiale di Clubs della FIFA [24]).
" 1951/52 Vince il Campionato italiano di Lega. 3^ in Coppa Latina.
" 1952/53 2^ in Serie A.
" 1953/54 2^ in Serie A.
" 1954/55 7^ in Serie A.
" 1955/56 12^ [25] in Serie A.
" 1956/57 9^ in Serie A.
" 1957/58 Vince il Campionato italiano di Lega.
È la prima società italiana di calcio in centrare in bacheta dieci
vittorie di campionati di lega, ricevendo per la prima volta la Stella d'Oro
al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
" 1958/59 3^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi
di finale della Coppa dei Campioni.
" 1959/60 Vince il Campionato italiano di Lega. Vince la Coppa Italia.
Vince il Campionato di Martino.
" 1960/61 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
" 1961/62 12^ [26] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.
" 1962/63 2^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
Vince la Coppa Delle Alpi.
" 1963/64 5^ [16] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa Città
di Torino.
" 1964/65 4^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa delle
Fiere. Vince la Coppa della Amicizia Italo-Spagnola.
" 1965/66 5^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata
nei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe.
" 1966/67 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere.
" 1967/68 3^ in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Arriva
fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
" 1968/69 5^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
" 1969/70 3^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
" 1970/71 4^ in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Finalista
della Coppa delle Fiere.
" 1971/72 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale
di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa UEFA.
" 1972/73 Vince il Campionato italiano di Lega. Finalista di Coppa Italia.
Finalista della Coppa dei Campioni.
" 1973/74 2^ in Serie A. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia.
Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni. Finalista [27]
della Coppa Intercontinentale.
" 1974/75 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale
di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa UEFA.
" 1975/76 2^ in Serie A. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata
negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
" 1976/77 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale
di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA.
" 1977/78 Vince il Campionato italiano di Lega. Raggiunge il Girone Semifinale
di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
" 1978/79 3^ in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi
di finale della Coppa dei Campioni.
" 1979/80 2^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva
fino alla semifinale della Coppa delle Coppe.
" 1980/81 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di Finale di Coppa UEFA.
" 1981/82 Vince il Campionato italiano di Lega.
Riceve per la seconda volta la Stella d'Oro al Merito Sportivo della Federazione
Italiana Giuoco Calcio al centrare in bacheta venti vittorie di campionati di
lega. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di
finale della Coppa dei Campioni. " 1982/83 2^ in Serie A. Vince la Coppa
Italia. Finalista della Coppa dei Campioni. Vince la Coppa Super Clubs [28].
" 1983/84 Vince il Campionato italiano di Lega. Eliminata negli ottavi
di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa delle Coppe.
" 1984/85 6^ [17] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa
Italia. Vince la Coppa dei Campioni e la Supercoppa Europea [29].
È la prima società europea di calcio a centrare le tre principali
coppe europee per clubs [30], ricevendo in riconoscimento la Targa UEFA (The
UEFA Plaque) dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee nel 1987.
" 1985/86 [31] Vince il Campionato italiano di Lega. Eliminata negli ottavi
di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa Intercontinentale.
È la prima società calcistica al mondo ad aver vinto tutte le
coppe e campionati ufficiali per clubs a livello internazionale [7].
" 1986/87 2^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
" 1987/88 6^ in Serie A [32]. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
" 1988/89 4^ in Serie A. Eliminata nel 2° turno di Coppa Italia. Arriva
fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
" 1989/90 4^ [20] in Serie A. Vince la Coppa Italia e la Coppa UEFA.
" 1990/91 7^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe. Finalista della Supercoppa
Italiana.
" 1991/92 2^ in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Vince il Memorial Pierre
Cesare Baretti.
" 1992/93 4^ in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Vince
la Coppa UEFA. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
" 1993/94 2^ in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
" 1994/95 Vince il Campionato italiano di Lega. Vince la Coppa Italia.
Finalista di Coppa UEFA.
" 1995/96 2^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
Vince la UEFA Champions League [33] e la Supercoppa Italiana.
" 1996/97 I Centenario di fondazione istituzionale della Juventus Football
Club (Il Juvecentus). Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino ai quarti
di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions' League. Vince la Supercoppa
Europea e la Coppa Intercontinentale.
" 1997/98 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino alla semifinale
di Coppa Italia. Finalista di Champions' League. Vince la Supercoppa Italiana.
" 1998/99 7^ [17] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa
Italia. Arriva fino alla semifinale di Champions' League. Finalista della Supercoppa
Italiana.
" 1999/2000 2^ in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA. Vince la Coppa Intertoto [3].
" 2000/01 2^ in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
Eliminata nella prima fase a gironi della Champions' League.
" 2001/02 Vince il Campionato italiano di Lega. Finalista di Coppa Italia.
Eliminata nella seconda fase a gironi della Champions' League.
" 2002/03 Vince il Campionato italiano di Lega. Arriva fino ai quarti di
finale di Coppa Italia. Finalista di Champions' League. Vince la Supercoppa
Italiana.
" 2003/04 3^ in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi
di finale di Champions' League. Vince la Supercoppa Italiana.
" 2004/05 1^ in Serie A ma il titolo viene revocato al club per illecito
sportivo. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti
di finale di Champions' League.
" 2005/06 1^ in Serie A [34] ma il titolo non viene assegnato al club,
che viene retrocesso in Serie B, per illecito sportivo. Arriva fino ai quarti
di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions' League.
Finalista della Supercoppa Italiana.
" 2006/07 1^ in Serie B (9 punti di penalizzazione), promossa in Serie
A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia.
" 2007/08 Stagione in corso.
Colori e simboli
La maglia
I fondatori-giocatori juventini con la prima maglia nel 1898.
" hi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgrado tutto
e la terrà come prezioso ricordo. " (Frammento delle dichiarazioni
di Eugenio Canfari, uno dei fondatori della Juventus Football Club, all'assumire
la presidenza della società torinese nel 1898 [35].)Secondo la leggenda,
un certo John Savage, commerciante all'ingrosso di prodotti tessili a Torino
nel 1903, giocatore di calcio nell'International Football Club Torino, ma soprattutto
arbitro designato di determinate partite ufficiali, viste le magliette color
rosa pallido con cravatta nera e pantaloni neri dei giocatori della Juventus
(la tenuta di gioco originariamente adottata proprio per l'esigenza dei suoi
soci di distinguersi dalle altre società calcistiche) propose loro di
rinnovare quell'uniforme, comprando in Inghilterra un nuovo e più completo
modello di maglie rosse con bordi bianchi, simile a quello utilizzato dal Nottingham
Forest.
Ricevuto l'incarico, Mister Savage si mise subito in contatto con una fabbrica
tessile di Nottingham ed inviò l'ordine d'acquisto accompagnato dalla
più maltrattata delle vecchie uniformi rosa e nere. L'impiegato di Nottingham,
vista la scolorita maglietta rosa, credette che fosse piuttosto bianca e macchiata.
Quindi, vista la coincidenza con i colori del Notts County (e non del Newcastle
come molti pensano dalla gara del I Centenario di fondazione juventina nel 1997),
uno dei più antichi clubs del campionato di calcio inglese e rivale storico
dei Garibaldi reds, pensò bene di spedire in Italia una dotazione di
uniformi appunto dei magpies. A Torino, quando fu aperto il grosso pacco postale,
le maglie a strisce verticali bianche e nere non piacquero ma, data la prossimità
del campionato, non vi erano alternative per i soci-giocatori juventini, pertanto
dovettero adottarle. Da allora diventò la divisa ufficiale della squadra
torinese. Con il tempo, le strisce bianconere diventarono un simbolo di "semplicità,
austerità, aggressività e, soprattutto, potere".
"[La] uve indossa le maglie [bianconere] da allora, considerando i colori
aggressivi e forti. Un esempio di come il Notts ha contribuito a modellare uno
dei più grandi clubs al mondo e la prova di questo è che la divisa
della Juventus è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo[36]."
La formazione juventina che vinse il suo primo scudetto nel 1905, due anni dopo
l'abbandono della maglia rosa, portava sul petto otto righe che successivamente
variarono in numero da sette a nove, come quelle delle formazioni che si ricordano
nel mitico Quinquennio d'Oro (1931-1935).
Fra gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso furono introdotte delle
righe più larghe accompagnate dai numeri rossi (il primo elemento di
colore diverso dal classico bianco o nero) sul retro della maglia. Dalla seconda
metà degli settanta, si passò a delle righe più strette
(addirittura undici, in omaggio agli undici giocatori titolari della squadra):
era la Juventus guidata da Giovanni Trapattoni nel Ciclo Leggendario (1972-1986),
le cui casacche attillate erano indossate da giocatori come Roberto Bettega,
Franco Causio, Pietro Anastasi e Giuseppe Furino. Il periodo trapattoniano della
storia juventina è poi contraddistinto da un nuovo cambiamento: ritornano
infatti le righe medie su maglie meno aderenti al corpo e i numeri bianchi con
fondo nero dal 1979 al 1999. In questo periodo, le righe sul dorso e nella zona
degli sponsor tendono a scomparire.
Nella stagione 1998/99, però, si è deciso di tornare all'antico
con la reintroduzione dei numeri di colore rosso, per poi tornare neri su fondo
bianco dal 2001 al 2003. Dalla stagione 2003/04 ad oggi, il colore dei numeri
sul dorso della maglia è il giallo.
Le seconde maglie nei primi anni furono bianche; diventarono nere all'epoca
di Giampiero Boniperti e successivamente, dalla fine degli anni settanta agli
anni novanta, furono blu o gialloblu (i colori della Città di Torino),
ad eccezione del 1991 e del 1999, quando furono nere, come solitamente negli
anni seguenti.
In occasioni particolari la Juventus ha utilizzato colori particolari per la
seconda maglia o per la maglia di coppa, ad esempio la maglia rosa in occasione
del Juvecentus e nel 2004, la maglia rossa con strisce biancoverdi per il centenario
del primo scudetto, la maglia gialloblu in coppa del 2005-06 per la commemorazione
della vittoria in Coppa delle Coppe nel 1984.
A margine, la tradizione della divisa per i portieri juventini: fin dal principio
hanno dominato il nero e il grigio (quest'ultimo è stato il colore preferito
da Dino Zoff anche come portiere dell'Italia) con qualche concessione al bianco
nel periodo di Giampiero Combi e, poi, di Carlo Mattrel e Vavassori. Recentemente
gli sponsor tecnici hanno avuto molta libertà. Gianluigi Buffon, attuale
portiere della Madama bianconera, ha adottato come "sua" prima divisa
le seconde maglie della squadra torinese, come la maglia rosa nella stagione
2003/04, la azzurra nella stagione 2004/05 e la nera in alcune partite della
stagione 2006/07.
Lo stemma
L'attuale stemma della Juventus Football Club è il risultato di diverse,
e piccole, variazioni dello stemma originale dagli anni 20 fino al 2004. Lo
stemma è costituito da uno scudo ovale suddiviso in strisce verticali
bianche e nere al cui interno sono posti: nella regione superiore, una banda
orizzontale bianca bordata inferiormente d'oro contenente il nome della società;
nella regione inferiore, uno scudetto triangolare sormontato da una corona turrita,
in cui è rappresentato un toro furioso, simbolo della Città di
Torino.
Precedentemente, lo scudo rappresentante la Città era di color azzurro
e aveva dimensioni maggiori rispetto ad oggi. Un'altra caratteristica degli
stemmi passati era l'aggiunta sopra lo scudo ovale delle stelle che simboleggiano
la vittoria di dieci campionati italiani, che attualmente vengono usate come
elemento stilistico separato della maglia.
Lo stadio
Per approfondire, vedi le voci Stadio "Olimpico" di Torino e Stadio
delle Alpi.
Lo stadio Comunale "Vittorio Pozzo", campo juventino dal 1933 al 1990.
Dopo i primi due anni (1897-1898) in cui la Juventus giocò al Parco del
Valentino e al Parco Cittadella, le partite interne si svolsero allo Stadio
Piazza d'Armi fino al 1908, a parte nel 1905, anno del primo scudetto, e nel
1906, anni in cui si giocò al Velodromo Umberto I.
Successivamente, dal 1909 al 1922, la Juventus giocò le sue gare interne
al Campo di Corso Sebastopoli, per poi spostarsi dall'anno successivo e fino
al 1933 al Campo di Corso Marsiglia, dove vinse 4 scudetti. Alla fine del 1933
iniziò a giocare al nuovo stadio "Benito Mussolini" (poi Stadio
Comunale "Vittorio Pozzo" e infine Stadio "Olimpico" di
Torino), inaugurato in vista dei Campionati Mondiali del 1934. In tale stadio
giocò per 57 anni, fino al 1990, e vinse 17 scudetti, 8 Coppe Italia
e 5 trofei internazionali (tra cui le tre principali coppe europee). Anche successivamente
continuò ad allenarsi in questo stadio, fino a quando il Comune di Torino,
nel 2003, lo cedette a titolo gratuito al Torino, affidando contemporaneamente
il "delle Alpi" alla Juventus.
Lo Stadio "delle Alpi", campo di gioco juventino dal 1990 al 2006.
A partire dal 1990 e fino alla stagione 2005-06, ha disputato tutte le gare
interne allo Stadio delle Alpi, costruito in occasione dei Mondiali di Calcio
Italia 1990 (anche se in rarissime circostanze, ha preferito disputare alcuni
incontri in altri stadi, quali il Dino Manuzzi di Cesena, il Giuseppe Meazza
di Milano e il Renzo Barbera di Palermo). In tale stadio la Juventus ha vinto
5 scudetti. Attualmente lo stadio è in ristrutturazione: il progetto
prevede un netto calo del numero di posti (da 67.000 a 40.600), ma con numerosi
servizi in più, tra cui il museo del club, bar, ristoranti e piccoli
palchi per le autorità. Nel frattempo, i bianconeri sono tornati a giocare
nel glorioso "Comunale", ora con l'appellativo di stadio "Olimpico",
dopo la ristrutturazione in occasione dei Giochi Olimpici del 2006, impianto
capace di ospitare 27.168 spettatori.
Il 5 febbraio 2007 il Consiglio di Amministrazione (CdA) della Juventus Football
Club ha di fatto approvato il progetto del nuovo stadio del club che sorgerà
al posto dello Stadio delle Alpi [37], in attesa dei fondi del credito sportivo
per una cifra di 100 milioni di euro (escluse le aree commerciali [38]). Il
6 febbraio tale progetto fu approvato dal Comune di Torino.
Il nuovo stadio, progettato dagli studi Gau e Shesa, coordinato per la progettazione
dall'architetti Gino Zavanella ed Eloy Suarez e dai disegni dell'ingegnere Massimo
Majoviecki, sorgerà su un'area di 50.000 mq (37.000 metri quadrati per
lo stadio, 12.000 per le attività commerciali e 5.000 a disposizione
per gli uffici) ed avrà una struttura quasi rettangolare, circondata
da due semi-ellissi che ospiteranno le attività commerciali, i ristoranti
e i bar [38]: alle tribune si accederà con delle specifiche passerelle
inserite nei diversi settori dello stadio. Guardando invece i disegni in sezione,
risaltano i palchi VIP, con affaccio direttamente sul prato.
Lo stadio, nell'area più a diretto contatto con il campo, avrà
40.600 posti, cifra calcolata sulla base dell'affluenza al delle Alpi negli
ultimi anni: un po' di più dell'esigenza minima dettata dall'UEFA per
eventi a livello internazionali, distribuiti in un unico invaso e non prevede
la pista di atletica, come l'AOL Arena di Amburgo (Germania) e lo Stade de Suisse,
allestito per Euro 2008 nella città di Berna (Svizzera).
Due significative novità riguardano la struttura esterna e la copertura.
La prima sarà avvolta da una rete microforata che le permetterà,
attraverso un sistema di proiezioni, di assumere colorazioni diverse a seconda
delle ore del giorno e di ospitare scritte, video e immagini per essere "bianca
e metallica di giorno, multicolore di notte". La copertura, in teflon trasparente,
lascerà filtrare la luce all'interno dello stadio. L'inaugurazione è
stata proposta per il 2009-10 [38].
Rosa 2007-2008
Portieri
1 Gianluigi Buffon 12 Emanuele Belardi 22 Jess Kedwell Vanstrattan 31 Cristiano
NovembreDifensori
2 Alessandro Birindelli 3 Giorgio Chiellini 5 Jonathan Zebina 14 Jorge Andrade
18 Jean-Alain Boumsong 19 Domenico Criscito 21 Zden?k Grygera 28 Cristian Molinaro
33 Nicola LegrottaglieCentrocampisti
4 Sergio Bernardo Almirón 6 Cristiano Zanetti 7 Hasan Salihamidi?
11 Pavel Nedv?d 8 Mauro Camoranesi 23 Antonio Nocerino 24 Ruben Olivera 30 Tiago
32 Marco MarchionniAttaccanti
9 Vincenzo Iaquinta 10 Alessandro Del Piero(C) 17 David Trézéguet
20 Raffaele PalladinoAllenatore
Claudio Ranieri
Giovani aggregati dalla Primavera
34 Christian Pasquato (C) 35 Simone Esposito (C) 36 Luca Castiglia (C) 37 Marco
Duravia (D)
Stagioni passate
Juventus F.C. - Archivio delle stagioni
1897/98 - 1898/99 - 1899/00 - 1900/01 - 1901/02 - 1902/03 - 1903/04 - 1904/05
- 1905/06 - 1906/07 - 1907/08 - 1908/09 - 1909/10 - 1910/11 - 1911/12 - 1912/13
- 1913/14 - 1914/15 - 1915/16 - 1916/17 - 1917/18 - 1918/19 - 1919/20 - 1920/21
- 1921/22 - 1922/23 - 1923/24 - 1924/25 - 1925/26 - 1926/27 - 1927/28 - 1928/29
- 1929/30 - 1930/31 - 1931/32 - 1932/33 - 1933/34 - 1934/35 - 1935/36 - 1936/37
- 1937/38 - 1938/39 - 1939/40 - 1940/41 - 1941/42 - 1942/43 - 1943/44 - 1944/45
- 1945/46 - 1946/47 - 1947/48 - 1948/49 - 1949/50 - 1950/51 - 1951/52 - 1952/53
- 1953/54 - 1954/55 - 1955/56 - 1956/57 - 1957/58 - 1958/59 - 1959/60 - 1960/61
- 1961/62 - 1962/63 - 1963/64 - 1964/65 - 1965/66 - 1966/67 - 1967/68 - 1968/69
- 1969/70 - 1970/71 - 1971/72 - 1972/73 - 1973/74 - 1974/75 - 1975/76 - 1976/77
- 1977/78 - 1978/79 - 1979/80 - 1980/81 - 1981/82 - 1982/83 - 1983/84 - 1984/85
- 1985/86 - 1986/87 - 1987/88 - 1988/89 - 1989/90 - 1990/91 - 1991/92 - 1992/93
- 1993/94 - 1994/95 - 1995/96 - 1996/97 - 1997/98 - 1998/99 - 1999/00 - 2000/01
- 2001/02 - 2002/03 - 2003/04 - 2004/05 - 2005/06 - 2006/07 - 2007/08
Giocatori celebri
" o giocato nel Nancy perché è la squadra della mia città,
nel Saint-Étienne perché è la squadra più forte
di Francia, e nella Juventus perché è la squadra più forte
del mondo. "
(Michel Platini, ex calciatore francese, in risposta a un giornalista rispetto
alla sua carriera nel AS Nancy-Lorraine, nel AS Saint Étienne e nella
Juventus FC e alla sua fedeltà alle squadre in cui ha giocato. Stadio
Comunale Vittorio Pozzo di Torino, maggio 1987.)Quello che segue è un
sintetico elenco, suddiviso per epoche storiche, di alcuni dei più grandi
giocatori che hanno vestito la maglia della Juventus FC.
? Espandi
I primi trent'anni di vita
? Espandi
Il Quinquennio d'Oro (1931-1935)
? Espandi
I campioni del mondo Italia 1934
? Espandi
I campioni olimpici 1936 e mondiali 1938
? Espandi
Gli anni 1940, 1950 e 1960
? Espandi
Il Ciclo Leggendario (1972-1986)
? Espandi
I campioni del mondo Spagna 1982
? Espandi
Gli anni 1986-1995
? Espandi
L'era Lippi (1995-1999)
? Espandi
Il XXI secolo
? Espandi
I campioni del mondo Germania 2006
N.B.
(CM) Campioni del mondo stranieri come giocatori juventini.
(CE) Campioni d'Europa come giocatori juventini.
(GP) Golden Player dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee.
Presidenti ed allenatori
I Presidenti della Juventus F.C.
I Presidenti della Juventus F.C.
[{{fullurl:{{{link}}}|action=edit}} modifica]
" 1897-1898 - Eugenio Canfari
" 1898-1901 - Enrico Canfari
" 1901-1902 - Carlo Favale
" 1903-1904 - Giacomo Parvopassu
" 1905-1906 - Alfred Dick
" 1907-1910 - Carlo Vittorio Varetti
" 1911-1912 - Attilio Ubertalli
" 1913-1915 - Giuseppe Hess
" 1915-1918 - Gioacchino Armano, Fernando Nizza e Sandro Zambelli (Comitato
Presidenziale di Guerra)
" 1919-1920 - Corrado Corradini
" 1920-1923 - Gino Olivetti
" 1923-1935 - Edoardo Agnelli
" 1935-1936 - Enrico Craveri e Giovanni Mazzonis
" 1936-1941 - Emilio de la Forest de Divonne
" 1941-1947 - Pietro Dusio
" 1947-1954 - Giovanni Agnelli
" 1954-1955 - Enrico Craveri, Nino Cravetto e Marcello Giustiniani (facenti
funzioni)
" 1955-1962 - Umberto Agnelli
" 1962-1971 - Vittore Catella
" 1971-1990 - Giampiero Boniperti
" 1990-2003 - Vittorio Caisotti di Chiusano
" 2003-2006 - Franzo Grande Stevens
" 2006-oggi - Giovanni Cobolli Gigli [[|Leggi...]]
Gli Allenatori della Juventus F.C.
Gli Allenatori della Juventus F.C.
[{{fullurl:{{{link}}}|action=edit}} modifica]
" 1923-1926 Jeno Karolý
" 1927-1929 József Viola
" 1929-1930 George Ajtken
" 1930-1935 Carlo Carcano
" 1935 (int.) Carlo Bigatto I e Benè Gola
" 1935-1938 Virginio Rosetta
" 1938-1940 Umberto Caligaris
" 1940-1942 Federico Munerati
" 1942-1946 Felice Placido Borel II
" 1946-1947 Renato Cesarini
" 1948-1949 William Chalmers
" 1949-1951 Jesse Carver
" 1951 (int.) Luigi Bertolini
" 1951-1953 György Sárosi
" 1953-1955 Aldo Olivieri
" 1955-1957 Sandro Puppo
" 1957-1959 Ljubia Bro?i?
" 1959 (int.) Teobaldo Depetrini
" 1959-1961 Renato Cesarini
" 1961 (int.) Carlo Parola
" 1961 (int.) Gunnar Gren e Július Korostelev
" 1961-1962 Carlo Parola
" 1962-1964 Paulo Amaral Lima
" 1964 (int.) Eraldo Monzeglio
" 1964-1969 Heriberto Herrera
" 1969-1970 Lùis Carniglia
" 1970 (int.) Ercole Rabitti
" 1970-1971 Armando Picchi
" 1971-1974 ?estmír Vycpálek
" 1974-1976 Carlo Parola
" 1976-1986 Giovanni Trapattoni
" 1986-1988 Rino Marchesi
" 1988-1990 Dino Zoff
" 1990-1991 Luigi Maifredi
" 1991-1994 Giovanni Trapattoni
" 1994-1999 Marcello Lippi
" 1999-2001 Carlo Ancelotti
" 2001-2004 Marcello Lippi
" 2004-2006 Fabio Capello
" 2006-2007 Didier Deschamps
" 2007 (int.) Giancarlo Corradini
" 2007- Claudio Ranieri [[|Leggi...]]
Palmarès (trofei riconoscuti da UEFA e FIFA)
Per approfondire, vedi la voce Palmarès della Juventus Football Club.Competizioni
nazionali
Campionati italiani di lega: 27[39] (record)
1905
1925/26[40]
1930/31
1931/32
1932/33
1933/34
1934/35
1949/50
1951/52
1957/58
1959/60
1960/61
1966/67
1971/72
1972/73
1974/75
1976/77
1977/78
1980/81
1981/82
1983/84
1985/86
1994/95
1996/97
1997/98
2001/02
2002/03 Coppe Italia: 9 (record)
1937/38 - 1941/42 - 1958/59 - 1959/60 - 1964/65 - 1978/79 - 1982/83 - 1989/90
- 1994/95 Supercoppe Italiane: 4
1995 - 1997 - 2002 - 2003Competizioni internazionali[3]
Coppe Intercontinentali: 2
1985 - 1996
Seconda Classificata: 1973 Coppe dei Campioni - Champions' League: 2
1984/85 - 1995/96
Seconda Classificata: 1972/73 - 1982/83 - 1996/97 - 1997/98 - 2002/03 Coppe
delle Coppe: 1
1983/84 Coppe Uefa: 3 (record)
1976/77 - 1989/90 - 1992/93
Seconda Classificata: 1994/95 Coppa Intertoto: 1[3]
1999/2000 Supercoppe Europee: 2[41]
1984 - 1996Record e statistiche
Per approfondire, vedi la voce Record e statistiche della Juventus Football
Club.
Michel Platini, vincitore del Pallone d'Oro nel 1983, 1984 e 1985 con la Juventus.
Il Pallone d'Oro, trofeo individuale messo in palio dal periodico francese France
Football è stato assegnato per otto volte a giocatori che all'epoca del
riconoscimento militavano nella Juventus. I vincitori di tale trofeo sono stati
Omar Sivori (1961), Paolo Rossi (1982), Michel Platini (1983, 1984 e 1985),
Roberto Baggio (1993), Zinédine Zidane (1998) e Pavel Nedv?d (2003).
Questo rappresenta un record, dato che nessun'altra squadra in Europa ha avuto
tra le sue file un maggior numero di vincitori di questo trofeo. Fabio Cannavaro,
vincitore del trofeo nel 2006 per le sue prestazioni nella squadra torinese
e nella nazionale italiana durante la stagione 2005/06, fu acquisito dal Real
Madrid nella stagione successiva. Da notare che tutti i calciatori d'origine
italiana - con la sola eccezione del milanista Gianni Rivera - hanno vinto il
trofeo durante la loro militanza nella Vecchia Signora.
Gaetano Scirea detiene il record di presenze con la maglia bianconera in partite
ufficiali (552 partite dal 1974 al 1988). Giampiero Boniperti è il recordman
di presenze con la Juventus in Serie A con 444 gare dal 1946 a 1961. Il capocanniere
storico della Juventus è Alessandro Del Piero con 212 reti - a marzo
2007 - in gare ufficiali dal 1993. Boniperti - capocannoniere della Signora
fino al 2006 - è il secondo giocatore bianconero per numero di reti (182
in 460 gare).
Le 31 reti di Felice Placido Borel II in 34 gare del campionato nazionale 1933/34
sono il record della società in uno stesso campionato di calcio di Serie
A. L'ungherese Ferenc Hirzer, insieme a Gunnar Nordahl, è il giocatore
ad aver segnato più reti in una stessa stagione della massima serie con
le sue 35 reti in 26 gare nel Campionato Federale 1925/26. Il calciatore argentino
Omar Sivori è, insieme a Silvio Piola, l'unico calciatore nella storia
del campionato a girone unico che segnò 6 reti in una stessa partita
(Juventus Inter 9-1, nella ventottesima giornata del campionato di Serie A 1960/61).
La vittoria con la maggior differenza reti in una gara ufficiale nella storia
bianconera è stata per 15-0, fuori casa, contro il Cento nel secondo
turno della Coppa Italia 1926/27. La vittoria con la maggior differenza reti
della Vecchia Signora in un campionato di calcio italiano, dalla sua prima partecipazione
nel 1900, è stato un doppio 11-0: contro la Fiorentina e contro il Fiumana,
rispettivamente nella seconda e nella sesta giornata del Campionato Federale
1928/29.
Le sconfitte con la maggior differenza reti nella storia della Juventus sono
state contro il Milan, 1-8 nella tredicesima giornata del Campionato Federale
1911/12, e contro il Torino FC 1906, 0-8 nella terza giornata del Campionato
Federale 1912/13.
La Juventus e la nazionale italiana
Per approfondire, vedi la voce Nazionale di calcio dell'Italia.
Sandro Pertini con Zoff, Causio e Bearzot, di rientro dal campionato del mondo
1982, giocano una partita di Scopone scientifico in aereo.
In assoluto la Juventus è il club che ha fornito il maggior numero di
giocatori alla Nazionale italiana e, in particolare, in occasione delle quattro
vittorie nel campionato del mondo del 1934, 1938, 1982 e 2006 (che avvennero
in coincidenza con grandi epoche vincenti della società, soprattutto
i mondiali del 1934 e del 1982).
Il primo giocatore della Juventus che indossò la maglia della nazionale
fu il portiere Giovanni Giacone, il 28 marzo 1920, a Berna contro la Svizzera.
La partita finì 3-0 per la Svizzera.
I nove giocatori della Juventus divenuti campioni del mondo nel 1934 furono
il portiere (e capitano) Combi, G. Ferrari, Monti, Orsi e Bertolini tra i titolari,
Rosetta, Borel II, Caligaris e Varglien I tra le riserve.
Due giovanili juventini, Foni e Rava, vinsero anche il torneo olimpico di calcio
a Berlino nel 1936 e il campionato del mondo 1938.
I giocatori juventini impiegati da Enzo Bearzot in Spagna per il campionato
del mondo 1982 furono il portiere (e capitano) Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea,
Tardelli e Rossi (che vinse la classifica marcatori del torneo).
Nel 2006, agli ordini di Marcello Lippi, gli juventini che sono diventati campioni
del mondo in Germania sono stati Buffon, Zambrotta, F. Cannavaro (capitano),
Camoranesi e Del Piero.
Franco Causio, pur avendo giocato per lungo tempo nella Juventus, divenne campione
del mondo 1982 durante la sua militanza nell'Udinese.
Non mancano, ovviamente, i giocatori di indiscusso valore tecnico che hanno
militato in Nazionale pur non avendo mai vinto il campionato del mondo, come
ad esempio Roberto Baggio, Pietro Anastasi (vincitore di un Campionato d'Europa
nel 1968), Romeo Benetti, Salvatore Schillaci (che vinse la classifica marcatori
del campionato del mondo 1990) o Roberto Bettega (che non poté partecipare
al campionato del mondo 1982 a causa di un infortunio riportato nel novembre
1981 in uno scontro con il portiere dell'Anderlecht, Jacky Munaron, in Coppa
dei Campioni).
Tra gli stranieri campioni del mondo al momento della loro militanza nella Juventus,
il più famoso è certamente il francese Zinédine Zidane
(1998); ma sono da ricordare anche Platini (1984) e Deschamps (2000) (quest'ultimo
anche campione del mondo insieme a Zidane nel 1998), divenuti campioni d'Europa
con la nazionale francese mentre militavano nella Juventus.
La Signora è, in assoluto, la squadra che vanta il maggior numero di
giocatori che abbiano vinto almeno un'edizione del campionato del mondo con
24 giocatori (di cui 22 sono italiani[42]). Limitatamente alla sola nazionale
italiana, i giocatori della Juventus convocati furono 9 nell'edizione 1934,
2 nel 1938, 6 nel 1982 e 5 nel 2006.
Partite storiche
Per approfondire, vedi la voce Partite storiche della Juventus Football Club.Dalla
sua prima partecipazione al Terzo campionato italiano a gironi, nel lontano
1900, ci sono alcuni incontri della Juventus FC che sono rimasti negli annali,
sia per il risultato, sia per il livello calcistico osservato, sia per il rendimento
della squadra e/o di un calciatore in particolare, sia per il prestigio dei
tornei a livello nazionale e/o internazionale e la fase raggiunta dalla squadra.
La prima gara ufficiale:
________________________________________
III Campionato Federale di Calcio, primo turno, prima giornata
Domenica 11 marzo 1900
FC Torinese
1 - 0 FC Juventus
Campo Piazza d'Armi, Torino
Ore 15:30
Arbitro: Jourdain
Marcello Colongo
Struttura societaria
Gianni Agnelli, presidente della Juventus FC dal 1947 al 1954.
Dal 1947, sotto la presidenza di Giovanni Agnelli, la Juventus Football Club
è una società per azioni. Attualmente il sessanta per cento del
totale del pacchetto azionario è detenuto dalla finanziaria IFIL Investment
S.p.A, la holding proprietà della Famiglia Agnelli. Il resto del pacchetto
azionario è detenuto da Libyan Arab Foreign Investment Company per il
7,5% e da altri azionisti per il 32,5%.
A partire dal 2001 la società è quotata sul listino della borsa
italiana (codice ISIN: IT0000336518 - codice alfanumerico: JUVE). La Juventus
è una delle tre società italiane di calcio quotate in borsa insieme
alla Lazio e la Roma.
La Vecchia Signora è anche uno dei membri fondatori del G-14, associazione
dei diciotto club calcistici europei più importanti, influenti e prestigiosi
consorziatisi per ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e
televisivi di fronte all'UEFA e alla FIFA.
Organigramma della società
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Staff attuale dell'area amministrativa
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Staff attuale dell'area sportiva
Sponsor tecnici ed ufficiali
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Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali
Curiosità
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Per approfondire, vedi la voce Curiosità sulla Juventus Football Club.Tifosi
Per approfondire, vedi la voce Tifoserie della Juventus Football Club.
" a Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire
a bordo quindici milioni di suoi tifosi. "
(Mario Sconcerti, giornalista italiano di La Stampa e opinionista di SKY Sport,
8 gennaio 2007[43].)I tifosi della Juventus Football Club sono più di
dieci milioni in Italia, cifra record (28% delle preferenze) secondo un sondaggio
nel Agosto 2007 dell'istituto giudato di Demos scatta pubblicato dal giornale
La Repubblica[8]. La squadra torinese, inoltre, è una delle squadre col
maggior numero di sostenitori al mondo[9] - più di ventuno milioni solo
in Europa[44] - con associazioni di tifosi nel Canada, Stati Uniti, Malta, San
Marino, Svizzera, Germania, Regno Unito, Iran, Israele e Vietnam per citare
solo alcuni paesi[45]. Nell'ambito nazionale, la squadra bianconera - tradizionalmente,
la più trasversale del paese dal punto di vista territoriale e demografico[8]
- è anche molto popolare nelle regioni meridionale e insulare[10], risultando
così una delle compagini col maggior seguito di sostenitori nelle partite
in trasferta.
Politicamente, il tifo organizzato è schierato su posizioni di destra
al pari di quasi tutta la tifoseria calcistica nel paese.
La tifoseria juventina è gemellata con quelle dell'Avellino, l'ADO Den
Haag olandese e il Legia Varsavia polacco, mentre le rivalità più
accese sopravvivono con l'Inter (vedi Derby d'Italia), il Torino (vedi Derby
della Mole), il Milan, la Fiorentina e la Roma. Curiosamente le presenze casalinghe
del tifo juventino allo stadio arrivano all'apice, intorno all'esaurimento dei
posti, quando ci sono le sfide con le rivali storiche prima indicati.
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Tifosi juventini famosi
Voci correlate
" Calcio
" Campionato di calcio italiano
" Albo d'Oro del campionato della Serie A
" Derby d'Italia
" Derby della Mole
" Juventus Center
" Juventus Channel
" FIFA 100
" G-14
Note
1. ^ (IT) Articolo "La Juve restituisca lo scudetto" - www.repubblica.it,
16 maggio 2006.
2. ^ Più antiche della Juventus, tra quelle in attività ad oggi
secondo la data di fondazione delle squadre di calcio italiane - o di una sezione
per il calcio -, sono solo il Genoa, fondata nel 1893, e l'Udinese, fondata
nel 1896. Secondo la cronologia di fondazione sportiva di tutte le società
che partecipano al calcio italiano, la Vecchia Signora è la nona società
d'Italia per ordine di antichità dopo le due squadre prima indicate,
la Ginnastica Torino, fondata nel 1844 come società ginnastica, l'Internazionale
Torino (1891), la Ginnastica Sampierdarenese (1891 come società ginnastica),
la Pro Vercelli (1892 come società ginnastica), il Football Club Torinese
(1894) e l'Andrea Doria (1895 come società ginnastica). Vedi anche gli
articoli "Prima squadra di calcio italiana" ed "Origini del calcio
italiano".
3. ^ 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 (EN, FR, DE, ES, IT, PT, RU, JA, ) Records e statistiche
della Juventus FC in competizioni ufficiali di livello internazionale dal 1959
- www.uefa.com, luglio 2006.
4. ^ Con 11 trofei in bacheca la Juventus è - insieme al Liverpool -
la terza squadra europea col maggior numero di titoli ufficiali a livello internazionale
(alle spalle di due sole squadre, il Milan con 16 trofei vinti ed il Real Madrid
con 15 trofei). Al mondo, la Vecchia Signora è la quinta squadra col
maggior numero di trofei internazionali riconosciuti dall'Unione delle Federazioni
Calcistiche Europee e la Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche
(alle spalle solo del Boca Juniors, con 17 trofei vinti, l'Independiente, con
15 trofei, e le due squadre europee prima indicate).
5. ^ (EN) Ranking storico mondiale del calcio a livello dei clubs- Record Sport
Soccer Statistics Foundation (RSSSF).
6. ^ (ES) Tabella storica dei club nel mondo nelle competizioni internazionali
ufficiali - www.universofutbol.com.ar.
7. ^ 7,0 7,1 7,2 7,3 (EN, FR, DE, ES, IT, PT, RU, JA, ) Competizioni calcistiche
riconoscute dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee - www.uefa.com,
dicembre 2006.
8. ^ 8,0 8,1 8,2 (IT) Articolo Calcio, va di moda tifare contro - www.repubblica.it,
24 agosto 2007. Nella stessa statistica il Milan è la seconda squadra
in patria per numero di sostenitori con il 23% e al terzo posto l'Inter (16%).
Il Napoli è quarto con il 9% (e la prima squadra tra quelle della Regione
Sud), davanti alla Roma (7%) ed alla Lazio (3%).
9. ^ 9,0 9,1 (IT) Calcio in borsa: I club con più tifosi in Italia ed
Europa - www.calcioinborsa.com.
10. ^ 10,0 10,1 La Juventus è la squadra col maggior numero di tifosi
in 11 su 18 regioni d'Italia (Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia
Romagna, Trentino Alto Adige, Toscana, Abruzzo/Molise, Puglia, Basilicata, Calabria
e Sicilia) e la seconda squadra più seguita in tutte le altre a meno
della Liguria (terzo club dopo il Genoa e il Sampdoria) secondo l'articolo (IT)
Calcio In Borsa: I club di calcio più seguiti per singola regione (Elaborazione
Carat Sport su Ricerca AC Nielsen del dicembre 2002) - www.calcioinborsa.com.
11. ^ La società torinese adottò il nome di Juve Cisitalia tra
1943 e 1946.
12. ^ 12,0 12,1 (IT) Magica Juventus: la storia - www.magicajuventus.com.
13. ^ 13,0 13,1 Nel 1910 fu introdotta la retrocessione in Seconda Categoria
per l'ultimo club classificato a fine campionato e per quelle società
che non davanno solide garanzie economiche alla FIF per afrontare la Prima Categoria
nella stagione successiva. Nei fatti solo l'Ausonia viene retrocessa in Seconda
Categoria nella stagione 1909/10. Nelle altre tre stagioni questo progetto non
fu veramente applicato. Così, la Juventus, una delle cinque società
ex campioni d'Italia, non fu retrocessa nel 1911 per il posto vacante - e non
più occupato durante il campionato - dal Venezia. Il club Piemonte non
fu retrocesso in Seconda Categoria nel 1912 per via della riforma del campionato.
Nel 1913, il primo anno dove viene inserita la retrocessione in Promozione,
tutte le squadre classificate all'ultimo posto nei loro rispettivi gironi regionali
(la Juventus, il Racing Libertas, il Modena, il Pisa, l'Alba Roma e l'Internazionale
Napoli) del campionato italiano furono ammesse nel campionato la stagione successiva
e, con alcune eccesioni, nei loro propri gironi regionali per disposizioni della
FIF del allargamento geografico del torneo.
La Federazione di calcio decise in un'assemblea ai fini di 1913 la sospensione
del sistema di retrocessione in Promozione ai anni 1920, dove viene istituito
con il nome di Seconda Divisione. L'attuale campionato italiano di Serie B,
al pari di quello di Serie A, fu introdotto al termine della stagione 1928/29
come risoltato della reagrupazione delle 32 squadre partecipanti nel campionato
di massima divisione.
14. ^ Il Torneo Maggiore, conosciuto anche come Campionato dell'Italia Settentrionale
o Alta Italia, è stato il principale gruppo eliminatorio del campionato
italiano di calcio dal 1911 al 1915 riservato alle società della regione
nordoccidentale d'Italia (Piemonte, Lombardia e Liguria) tant'è che il
torneo veneto-emiliano della regione nordorientale - introdotto nel 1911 e poi
inserita nel Torneo Maggiore - ed il torneo della regione centro-meridionale
o Torneo Peninsolare - introdotto nel 1912 - furono, secondo la propria Federazione
di calcio, tornei di secondo livello rispetto al campionato prima indicato.
15. ^ La edizione del Campionato Federale della stagione 1914/15 è stato
sospesa in conseguenza della partecipazione dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale.
16. ^ 16,0 16,1 Posizione raggiunta per differenza-reti. Appaiata in punti con
la squadra classificata nel 4^ posto.
17. ^ 17,0 17,1 17,2 Posizione raggiunta per differenza-reti. Appaiata in punti
con la squadra classificata nel 5^ posto.
18. ^ 18,0 18,1 Posizione raggiunta per differenza-reti. Appaiata in punti con
la squadra classificata nel 2^ posto.
19. ^ La Juventus si classificò al quarto turno eliminatorio della seconda
edizione della Coppa Italia dopo avere sconfittado al Parma per 2 a 0 alla città
omonima il 27 febbraio 1927. Il torneo è stato interrotto per risoluzione
dalla FIGC all'inizio del quarto turno eliminatorio a causa della mancanza di
date disponibili per lo svolgimiento delle partite tra le squadre classifícate
a quello turno.
20. ^ 20,0 20,1 Posizione raggiunta per differenza-reti. Appaiata in punti con
la squadra classificata nel 3^ posto.
21. ^ Le squadre classificate dal primo al nono posto nei Gironi A e B a fine
del ventinovesimo Campionato Federale di Calcio nella stagione 1928/29 furono
ammesse al primo campionato di Serie A nella stagione 1929/30, mentre le squadre
classificate dal decimo al ultimo posto nei entrambi gironi furono iscritte
nel primo campionato di Serie B nella stagione prima indicata.
22. ^ La semifinale della Coppa dell'Europa Centrale di 1932 tra la Juventus
e lo Slavia Praga fu annulata, e squalificate entrambe le squadre, per delibera
degli organizzatori di tale competizione internazionale come conseguenza di
azioni irregolari di alcuni giocatori della squadra cecoslovacca nella gara
di ritorno a Torino il 10 luglio 1932, assegnando poi la vittoria del campionato,
senza giocare mai la finale, alla squadra italiana del Bologna (vedi detagli
della partecipazione della Juventus FC nella edizione della Coppa dell'Europa
Centrale nel capitolo "Storia della Juventus Football Club").
23. ^ (IT) Storia della Juventus FC: Le F.A.Q. - "www.juworld.net".
24. ^ La Coppa Rio di 1951, vinta dal Palmeiras, è stato riconosciuta
dalla Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche come la prima
edizione ufficiale del Mondiale per club FIFA, secondo resoluzione della principale
organizzazione calcistica a livello mondiale con data 9 marzo 2007. Vedi detagli
sulla edizione della Coppa Rio di 1951 (PT) Articolo Il Palmeiras è campione
del mondo da FIFA - www.palmeiras.com.br, 29 marzo 2007.
25. ^ Posizione raggiunta per differenza-reti. Appaiata in punti con le squadre
classificate nel 9^ posto del Campionato di Serie A.
26. ^ Posizione raggiunta per differenza-reti. Appaiata in punti con la squadra
classificata nel 11^ posto del Campionato di Serie A.
27. ^ La edizione della Coppa Intercontinentale di 1973 è stato disputata
tra l'Independiente, campione della Coppa Libertadores de America 1973, e la
Juventus, finalista della Coppa dei Campioni 1972/73, chi giocò la coppa
per via della rinuncia dell'Ajax - squadra campione del torneo in quella stagione
- ad affrontare le partite in Sudamerica come conseguenza del trattamento poco
sportivo che le squadre di tale regione offrivano nelle partite alle squadre
europee nel corso degli anni Sessanta e Settanta del passato secolo. Si decise
per una finale unica da disputarsi allo Stadio Olimpico di Roma nel dicembre
1973, vinta per 1 rete a 0 dalla squadra argentina.
28. ^ Competizione internazionale conosciuta anche con il nome di "Mondialito
per clubs" secondo (EN) Coppa Super Clubs: risoltati e classifica - Record
Sport.Soccer Statistics Foundation - www.rsssf.com.
29. ^ La edizione della Supercoppa Europea di 1984 è stato giocato in
una gara unica perché il Liverpool d'Inghilterra, secondo i bassi dell'Unione
delle Federazioni Calcistiche Europee in qualità di vincitore della Coppa
dei Campioni nella stagione 1983/84, ha potuto trovare una sola data in cui
affrontare la Juventus, campione della Coppa delle Coppe nella stessa stagione.
Le altre due edizione dove si giocò solo la gara d'andata nella storia
di quella competizione furono nel 1986 (Steaua Bucarest 1-0 Dinamo Kiev a Monaco
il 24 febbraio 1987) e nel 1991 (Manchester United 1-0 Stella Rossa a Manchester
il 19 novembre 1991).
30. ^ (EN, FR, ES, DE) Calcio Classico (squadre): Juventus F.C. - www.fifa.com,
15 dicembre 2006.
31. ^ Non si giocò la partita di Supercoppa Europea di 1985 tra la Juventus,
campione della Coppa dei Campioni della stagione 1984/85 e l'Everton d'Inghilterra,
campione della Coppa delle Coppe della stagione 1984/85 a causa della sospenzione
ai clubs inglesi in conseguenza della Strage dell'Heysel.
32. ^ Classificata alla Coppa UEFA dopo spareggio col Torino (0-0; 4-2 ai calci
di rigore).
33. ^ La Champions' League è il nome assunto dalla Coppa dei Campioni
nel 1992, entrambi competizioni organizzate dall'Unione delle Federazioni Calcistiche
Europee (UEFA).
34. ^ Posizione a fine del campionato. 20^ in Serie A su delibera della Commissione
di Appello Federale nel agosto 2006 basata nel sistema delle retrocessioni della
Federazione Italiana Giuoco Calcio.
35. ^ (IT) Un po' di storia: gli inizi - www.cuoribianconeri.it
36. ^ (EN) Articolo "Bianco e nero: un disegno da vita", frammenti
dalla storia ufficiale del Notts County Football Club ed articoli correlati
pubblicati nel giornale inglese Daily Mail - www.nottscountyfc.premiumtv.co.uk;
21 maggio 2007.
37. ^ (IT) Galleria fotografica "Il progetto Delle Alpi pensato sul modello
Arsenal" - www.lastampa.it, 11 luglio 2007.
38. ^ 38,0 38,1 38,2 (IT) Articolo "Il salotto bianconero" - www.lastampa.it,
11 luglio 2007.
39. ^ Sono escluse da questo conteggio i 2 scudetti vinti dalla Juventus nelle
stagioni 2004/05, revocato per illecito sportivo secondo le sentenze del processo
sullo scandalo del calcio italiano nel luglio 2006, e 2005/06, il quale non
viene assegnato secondo le sentenze del processo sullo scandalo del calcio italiano
nel luglio 2006, poi assegnato dalla FIGC all'Inter quale prima nella nuova
classifica .
40. ^ In particolare la Juventus ha 2 vittorie negli Campionati Federali di
Prima Categoria (una sotto il nome di Prima Categoria, in 1905, ed altra come
Prima Divisione in 1926) e 25 vittorie negli campionati di Serie A (conoscuti
anche come campionati a girone unico), nome assunto dal principale livello del
calcio italiano nel 1930.
41. ^ Non si giocò la partita di Supercoppa Europea di 1985 contro l'Everton
F.C. d'Inghilterra, campione della Coppa delle Coppe della stagione 1984/85
a causa della Strage dell'Heysel.
42. ^ (IT, EN, ZH) Articolo "Juve-Mondiali, una storia infinita" -
www.juventus.com, 7 luglio 2006.
43. ^ (IT) Chiedilo a SuperMario nr.8 - www.skylife.it, 8 gennaio 2007.
44. ^ (IT, EN, ZH) Juventus Football Club - Società: Profilo - www.juventus.com.
45. ^ (IT, EN) Centro Coordinamento Juventus Club DOC - www.juventusclubdoc.it
Bibliografia
" AA.VV.. La Storia della Juventus. L'airone editrice, 2003. ISBN 88-7944-721-1
" Giampiero Boniperti. La mia Juventus. G.P. Ormezzano Editore, 1958.
" Giampiero Boniperti, Enrica Speroni. Una vita a testa alta. Cinquant'anni
sempre e solo per la Juventus. Rizzoli Editore, 2003. ISBN 88-1710-685-2
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Collegamenti esterni