Jimi Hendrix, James Marshall: la sua chitarra, musica, vita, woodstock, gli eccessi. Le sue foto. Il genio della sua musica, la sua maniacalità nelle registrazioni, le case discografiche che lo hanno accompagnato. Nora Rose Moore, Elmore James, Muddy Waters, Albert King, Robert Johnson, Leadbelly, rock and roll, come Chuck Berry, session-man, Little Richard, Wilson Pickett, Tina Turner, King Curtis, Nashville, Isleys Brothers, Gorgeous George Odell, Upsetters, Little Richard, Little Richard, Ike and Tina Turner, Ike, Tina Turner, Keith Richards, Linda Keith, Electric Ladyland
"James Marshall (Jimi) Hendrix, nato a Seattle il 27 novembre 1942 , è stato considerato il più grande chitarrista elettrico di tutti tempi oltre che uno dei maggiori innovatori nell'ambito della chitarra elettrica: durante la sua parabola artistica, tanto breve quanto intensa, si è reso precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock (come ad esempio l'hard rock) creando un'inedita fusione di blues, rhythm and blues, rock and roll, psichedelia e funky. Nacque da madre di origini cheyenne e padre afroamericano. Il piccolo Jimi passò l'infanzia in un quartiere disagiato ed ebbe l'infanzia funestata dal divorzio dei suoi genitori, avvenuto quando aveva appena 9 anni, così il geniale musicista vive i suoi primi anni di vita immerso in una situazione familiare non delle più felici. Per anni, infatti, convive con la nonna paterna, Nora Rose Moore (un'indiana Cherooke purosangue), mentre padre e mandre si arrangiano in mille lavoretti. Nel 1958 sua madre morì: fu proprio in quel periodo che Jimi ebbe la sua prima chitarra, chiamata da lui affettuosamente "Al", un piccolo strumento con cui comincia le sue prime autodidattiche esperienze musicali. Poco interessato alla scuola, che lascerà prima del diploma, Jimi iniziò a dedicarsi alacremente alla musica: i suoi punti di riferimento furono chitarristi della scena blues di Chicago come Elmore James, Muddy Waters ed Albert King, nonché leggende del più risalente delta blues, come Robert Johnson e Leadbelly, e del rock and roll, come Chuck Berry. Quando la madre muore Jimi ha solo quindici anni, all'età di sedici viene espulso da scuola, probabilmente per motivi razziali. Comincia a darsi al vagabondaggio, guadagnandosi da vivere con gruppi di rhythm and blues e di rock'n'roll. Dopo aver prestato servizio militare, aventun'anni si inserisce nel giro dei session-man, ossia di coloro che vengono pagati a cottimo per le loro prestazioni musicali. Grazie alle sue doti straordinarie, però, nel giro di poco tempo diventa il chitarrista di personalità come Little Richard, Wilson Pickett, Tina Turner e King Curtis, alcune delle stelle del firmamento rock dell'epoca. Nel 1964 cominciò per Hendrix un interminabile mordi e fuggi da una band all'altra: a Nashville lasciò gli Isleys Brothers per aggregarsi come chitarrista nel gruppo di Gorgeous George Odell; giunto ad Atlanta si inserì negli Upsetters, allora gruppo di supporto di Little Richard. Nonostante Little Richard fosse a quei tempi uno degli idoli di Hendrix, i due entrarono spesso in conflitto durante il tour per le ragioni più disparate, il più delle volte connesse alla scarsa propensione del cantante a tollerare la teatralità scenica di Hendrix. Per un breve periodo, Hendrix si dissociò dal gruppo di supporto di Richard per seguire in tour Ike and Tina Turner: ma bastarono poche date, infarcite dagli incendiari assoli del chitarrista, per indurre i due artisti a rispedirlo al mittente. Ad ogni modo, l'avventura con la band di spalla a Little Richard si sarebbe conclusa da li a pochi mesi, quando Hendrix venne licenziato per aver perso il tour bus a Washington.[ Nel 1965 forma il suo primo complesso stabile, ottenendo un contratto per esibirsi regolarmente. Con una situazione più sicura alle spalle, ha modo di concentrarsi ancora di più nello studio della tecnica esecutiva, in cui arriva a vertici difficilmente avvicinabili. Finalmente, il 15 ottobre 1965, Hendrix ottenne un contratto discografico della durata di tre anni con Ed Chalpin, un impresario che si impegnò a versargli 1 dollaro e l'1% di royalty sulle registrazioni con Curtis Knight. Anni dopo, nonostante la collaborazione con Chalpin fosse conclusa, il contratto venne impugnato con successo dall'impresario causando non pochi problemi ad Hendrix fino alla sua risoluzione. Il 1966 fu l'anno della svolta per Hendrix. Durante una serata al Cheetah Club, sulla West 21st Street, il chitarrista fece la conoscenza della ragazza di Keith Richards, Linda Keith: i due strinsero subito amicizia e Linda si prodigò per fargli conoscere Andrew Loog Oldham, manager dei Rolling Stones, ed il produttore Seymour Stein. Chas Chandler, un manager a New York in cerca di nuovi talenti, lo nota e lo porta con sé a Londra. Qui crea una band chiama "The Jimi Hendrix Experience" (formata oltre che da Jimi, dal batterista Mitch Mitchell e dal bassista Noel Redding).Il loro primo singolo, "Hey Joe", rimane nelle classifiche inglesi per dieci settimane. Il singolo del debutto è velocemente seguito dal lancio dell'LP "Are You Experienced?". Nonostante lo schiacciante successo della Hendrix Experience in Inghilterra, fu solo quando questa tornò in America infiammando letteralmente la folla del Monterey International Pop Festival (1967) che divenne la band più popolare del mondo. Al termine della sua estenuante esibizione, dopo aver dato fuoco alla chitarra, Jimi raccolse un'ovazione interminabile.
Il successivo LP sfornato dalla band fu "Axis: Bold As Love" mentre nel '68 è la volta di "Electric Ladyland", un capolavoro della storia del rock.
Ma già nel 1968 comincia il declino fisico, morale e artistico di Hendrix. Durante tutto quel fatidico anno, le richieste pressanti di concerti e registrazioni in studio snervano notevolmente la fibra del gruppo, tanto che nel 1969 l'Experience si scioglie.
Ad agosto trionfa a Woodstock, oltre che con la solita infiammata esibizione, anche con una versione delirante dell'inno americano ("Star spangled banner"), uno sberleffo divenuto celeberrimo. Con la sua chitarra Hendrix non si limita a distorcere la celebre melodia ma, in linea col pacifismo e le contestazioni del tempo, imita il suono di spari e bombardamenti, ricordando a tutti che era in corso la tragica guerra del Vietnam. Il 1969 ha inizio con una nuova collaborazione tra Jimi, Billy Cox e il batterista Buddy Miles (tutti musicisti neri), i quali danno vita alla "Band of Gypsys". Successivamente, Jimi ricontatta il batterista Mitch Mitchell e, insieme al bassista Billy Cox, rimette in piedi la Jimi Hendrix Experience. La gestazione dell'ultimo LP in studio di Hendrix, il doppio album Electric Ladyland,
non fu certamente meno travagliata di Bold As Love. Già nelle primissime fasi delle sessions Hendrix dovette registrare l'abbandono da parte del suo storico produttore Chas Chandler, letteralmente esasperato dai numerosi contrasti sorti col chitarrista. Il loro modo di concepire i brani e le registrazioni era diametralmente opposto: se Chandler premeva per avere dei brani convenzionali e dalla durata non eccedente i 5 minuti (all'ovvio scopo di poterli pubblicare su 45 giri), Hendrix ribatteva con il suo stile assolutamente non ortodosso, tanto nella concezione dei brani quanto nelle registrazioni. L'influenza di Chandler è evidente nei primi due LP della Jimi Hendrix Experience, dove raramente un brano supera i 4-5 minuti, nella migliore tradizione pop: al contrario Electric Ladyland presenta delle architetture perfettamente in linea con lo stile acido e visionario di Hendrix, intervallando tracce di cesura a lunghissime jam sessions caratterizzate da enormi spazi strumentali, secondo modalità prettamente psichedeliche . Appare evidente come l'incredibile mole di materiale inedito ed alternativo registrata da Hendrix nella sua pur brevissima attività sia da attribuirsi proprio a questo continuo fare e disfare. A provocare il logoramento degli equilibri fu anche il proverbiale perfezionismo di Hendrix. Il chitarrista, oltre ad esigere quantitativi fino ad allora impensabili di sovraincisioni nei brani, sollecitava anche i musicisti ed i tecnici a registrare nuove takes dei pezzi un numero imprecisato di volte in attesa di trovare l'alchimia che riteneva adeguata: vuole la leggenda che il brano Gipsy Eyes dovette essere registrato in ben 43 versioni differenti prima che Hendrix ne trovasse una di suo gradimento. Sfortunatamente Hendrix non riuscirà a veder pubblicato questo nuovo lavoro: un mese dopo, infatti, lo ritrovano morto a Londra, riverso sul letto di una stanza del Samarkand Hotel, per una overdose di barbiturici. E' il 18 settembre 1970. L'ultima esibizione britannica della formazione ebbe luogo il 24 febbraio 1969 alla Royal Albert Hall di Londra, seconda di due date che segnarono il tutto esaurito: i due concerti vennero peraltro filmati e registrati a fini documentaristici per una produzione Gold & Goldstein che doveva essere intitolata Experience. I nastri sono a tutt'oggi inediti.
Da allora è stato un susseguirsi di omaggi alla sua memoria, ma anche di insinuazioni sulla sua morte, considerata "misteriosa", un po' come succede a tutte le rockstar scomparse prematuramente. Intorno al patrimonio di Hendrix, com'era prevedibile, si è scatenato un vespaio di beghe legali e di operazioni speculatrici. Come in vita, anche dopo la morte il grande chitarrista nero è stato manipolato da impresari senza scrupoli. Hendrix, infatti, è stato indubbiamente uno degli artisti più sfruttati dall'industria discografica, che non esitò (e non esita tuttora) a pubblicare tutto ciò che egli aveva suonato. Nessuno sa come si sarebbe evoluta la stella di Hendrix, né che percorso avrebbe seguito la sua parabola. Stimato da tutti i veri musicisti, poco prima della sua morte circolava la voce di una sua possibile collaborazione con un altro genio: Miles Davis. Come scrive il critico Paolo Galori, l'ultimo Hendrix è "un musicista solo e visionario, pronto a volare ancora più in alto, fino a bruciarsi le ali, distrutto dagli eccessi nel disperato tentativo di non replicare se stesso di fronte a chi gli chiede prove della sua divinità". Dopo la morte, le spoglie di Hendrix vennero riportate negli Stati Uniti e sepolte nel Greenwood Memorial Park di Renton, Washington, a sud di Seattle. Il complesso funerario della Famiglia Hendrix al Memorial Park di Renton, Seattle. Sulla lapide venne fatta incidere, assieme al nome, la sagoma di quella che fu la sua chitarra-simbolo, la Fender Stratocaster.
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