STATISTICHE

 

 

 

Un mio amico che non si intendeva di computer diceva:

Se in una bottiglia metti del vino buono, ne caverai fuori vino buono. Se invece metti dell'acqua, berrai solo acqua.

Poco tempo fa vi fu una diatriba tra l'ISTAT e l'Associazione Consumatori. Ognuno diceva che erano giusti i propri calcoli e minacciava querele nei confronti dell'altro.

Così mi è venuto in mente che anni addietro quando lavoravo nelle FF.SS. (il nome intanto è cambiato varie volte ma per semplicità io le chiamo ancora FF.SS. ), i nuovi gestori per attribuirsi meriti che non avevano, con delle statistiche artefatte avevano dimostrato che avevano incrementato la percentuale di viaggiatori che usufruivano del treno.

Ecco un esempio:

A Pavia, tutte i giorni, verso le 8 del mattino arrivava un treno da Alessandria con personale di scorta del DPV (Deposito Personale Viaggiante) sempre di Alessandria

Non so come girasse il turno dei macchinisti ma il Capotreno verso le 8.45 ripartiva scortando un'automotrice per Stradella e ritornava indietro con la stessa motrice verso le ore 12.

Si recava quindi in mensa e dopo aver pranzato, verso le 13, scortava il treno di ritorno per Alessandria.

Poiché da indagini svolte, il treno di Stradella non era pieno zeppo, si decise di sopprimerlo sia dagli orari che dal database delle statistiche.

Venendo a mancare un treno a bassa frequentazione, la percentuale delle affluenze passeggeri rimaste, risultava aumentata.

Ora i predetti signori non indicavano, nelle stesse statistiche, che il treno era stato sostituito con un pullman privato, dietro pagamento di affitto del pullman e relativo stipendio all'autista.

Intanto il capotreno di Alessandria continuava ad arrivare alle ore 8 e, dovendo ritornare indietro sempre per le ore 13, aspettava in sala riserva leggendo il giornale o facendo le parole incrociate. Alle ore 12 si recava in mensa come prima e ripartiva alle 13 per Alessandria.

Sembra che anche il macchinista facesse una vita simile.

In poche parole, avevamo un'automotrice con rimorchio, un capotreno e un macchinista stipendiati che rimanevano inutilizzati, mentre una ditta esterna metteva a disposizione un pullman e un autista facendo pagare un conto salato alle FF.SS.

l Capo Personale Viaggiante di Voghera mi raccontava una storia simile.

E chissà, in tutta Italia, quanti altri casi simili sono stati architettati per dimostrare come i neo dirigenti FF SS erano bravi a far quadrare i conti.

Mi viene in mente anche che, i sindacalisti avevano dato per imminente l'acquisto di società di pullman in tutta Italia.

Disgraziatamente, scoppiò il caso di tangentopoli e da un giorno all'altro non si parlò più di pullman.
Sarà stato vero?
Ai posteri l'ardua sentenza.