IL CONCORSO

 
 

Organigramma Personale Viaggiante Compartimento di Milano

 
 

 

Capo Riparto

Un Capo impianto per ogni sede di deposito
(mi pare 16)

un Primo Aggiunto per ogni sede e un Secondo Aggiunto Amministrativo solo per Milano C.le, Milano Porta Garibaldi e Brescia.

vari Capi Personale Viaggiante Distributori per ogni impianto
(
arrivai qui dopo il concorso)

Capitreno (96 a Milano Porta Garibaldi) ( ero qui prima di questo concorso )

Conduttori (250 a Milano Porta Garibaldi) ) (qui al momento dell'assunzione)

Assistenti viaggianti (?????)

frenatori (18)  freccia.gif (455 byte)

tieni d'occhio l'ultimo

Quel giorno, io stavo seduto davanti a Dante in una fila da uno sulla sinistra. Giovanni invece si era sistemato in fondo mischiato insieme a un gruppo di altri.

L'esame scritto consisteva nella compilazione di un turno di lavoro, a partire da un elenco di un certo numero di treni con relativo orario di partenza e di arrivo, dati alla rinfusa, e l'indicazione di eventuali sedi di dormitorio. Occorreva raggruppare i treni in turni che impegnassero il minor numero possibile di giornate lavorative. Si partiva dall'orario di partenza di un treno qualsiasi e si facevano gli accoppiamenti del tipo: treno di andata e treno di ritorno. Sembra semplice, ma poi spesso ci si ritrova con un servizio spaiato che impegna un lavoro giornaliero di solo un paio d'ore. Inoltre a seconda del treno con cui si comincia, alla fine non si riesce a fare in fondo il giro di boa per aggangiarsi al primo, salvo inserire un riposo talmente lungo che sembra un periodo di ferie.

Inizialmente non sapevamo se il compito doveva essere fatto seguendo la normativa appena approvata o, se occorreva farlo seguendo la vecchia normativa.
Ci venne assicurato che il compito doveva essere svolto con quella scaduta.

Io riuscii a raggruppare i treni in in turno di 9 giornate e mezzo compresa una giornata di intervallo. Ho chiesto conferma sottovoce a Dante che mi confermò l'impossibilità di accorciare le giornate di impegno.
Dopo una mezzora, mi si accostò il Capo Riparto che presenziava l'esame, mi chiese come andava. Io risposi che me la cavavo e lui di rimando mi invitò a prendere la matita e a scrivere.
Mi dettò in successione tutta la sequela dei treni del turno (
che memoria!) che si risolveva in sole nove giornate. Durante la dettatura notai che
uno degli accoppiamenti, l'avevo già preso in considerazione, ma l'avevo scartato perché non ammessodalla vecchiadalla nuova normativa. Glielo feci notare e lui mi rispose di non preoccuparmi.
A quel punto mi sentii gelare il sangue.
Costui, mi voleva aiutare, o cercava di distruggermi?. Sono stato a pensarci un po'.
E poi, perché era venuto proprio da me?.
Mi rivolsi con cautela a Dante e gli dettai la stessa sequenza. Questi mi disse subito che, quel turno era sbagliato e quindi, lui avrebbe continuato a svolgere il compito con nove giornate e mezzo.

Rimasi in stato in apprensione per un po' ma poi decisi che, se il Capo Riparto aveva deciso di fregarmi, poteva farlo anche durante l'esame orale.


Risultato:
- Dante venne bocciato con il compito esatto.
- Giovanni venne bocciato perché pur avendo ricevuto per vie traverse la mia stessa sequenza di treni, poi non ha saputo fare i conteggi finali e non ha completato il compito.
- Io, con il compito sbagliato, venni promosso assieme a tutti quelli a cui era stato suggerito. Il meccanismo (questo l'ho scoperto dopo) era semplice: Si dovevano promuovere solo i predestinati. Per dare il voto ai compiti che erano protetti dall'anonimato, occorreva creare un trucco. Poiché c'era il rischio che il compito esatto potevano farlo in molti, si preferì di poter individuare i prescelti dal fatto che avrebbero dovuto commettere ben cinque errori gravi. Uno di quelli era quello menzionato nelle righe precedenti.

Nell'impianto vi erano due posti vacanti, ma seppi che Dante, venne bocciato perché sparlava sempre alle spalle di tutti, compreso il capo impianto che poi veniva a saperlo regolarmente. Giovanni,  era prossimo alla pensione e sperava solo di andarsene con una nomina onoraria (infatti lo stipendio non cambiava perché era sempre lo stesso livello). Rimanevo io (probabilmente venni raccomandato dal mio capo impianto per esclusione). L'altro venne fatto arrivare da un altro impianto.

Dopo un paio di anni, constatai amaramente che portavo a casa uno stipendio più basso, non solo di quelli che non avevano fatto il concorso (ma era previsto). Ma, addirittura prendevo meno di uno che stava quattro livelli sotto di me.

Con l'appiattimento degli stipendi ( tanti ringraziamenti ai sindacati), dopo sedici anni di servizio e dopo due abilitazioni e due concorsi interni, con una grossa responsabilità e con un impegno di lavoro enorme gestivo in un turno a rotazione con altri cinque colleghi, trecentocinquanta agenti per la scorta dei treni. Portavo a casa lo stesso stipendio di un frenatore (vedi organigramma) assunto da soli pochi mesi, non sposato e non abilitato ad alcunché (scaricava solo i pacchi e/o i giornali dal bagagliaio, senza alcuna responsabilità che era affidata ad altra persona). Percepivo circa 960.000 lire compresi gli assegni familiari di mia figlia che, poco dopo, mi hanno tolto perché lavorava anche mia moglie e lui invece percepiva (da scapolo) 935.000 lire.

In fede..............................................................................................................Paolo

Ogni riferimento a persone o cose è puramente reale!!!!!!!!!!