::  IL POPOLO DI DAHAK ::
di
OLIMPIA

Il sole stava sorgendo dalle acque del mar Tirreno ,dalla parte opposta una striscia di terra si estende per una breve lunghezza. Xena che osserva la terra ferma avvicinarsi sempre di piu’ alla galea  e con essa un brutto presentimento. Si dirige a chiamare Olimpia ,che stava ancora dormendo nella sua stanza, ma la trova già sveglia

XENA:- Come mai sei già sveglia?

OLIMPIA:- Mi sono riposata abbastanza stanotte e poi sono ansiosa di rivedere mio zio Giasone. È stata una fortuna che i marinai di questa galea ci abbiano ospitate per un viaggio così lungo verso questa isola gallica …

XENA:- Non ti capisco… fare un viaggio così lungo per una persona che non è piu’ venuta a trovare te ne la tua famiglia….

OLIMPIA:- 2 lustri fa ho fatto la promessa di andarlo a trovare prima della sua morte ovunque fosse stato e ora devo tener fede alla parola data…se non è piu’ tornato a trovarmi avrà avuto i suoi buoni motivi…

XENA:- Continuo a non capire come tu possa tenere tanto a una persona che non si interessa di te…comunque ora saremo quasi arrivati.

Detto questo Xena esce dalla stanza e Olimpia la segue, poco dopo la nave attracca su una spiaggia di sabbia fine e chiara che alle prime luci dell’alba prende una sfumatura dorata. Le due donna scendono dalla nave e seguendo un sentiero si dirigono ad un villaggio aldilà della spiaggia ,passano per uno spiazzo erboso nel quale alcuni bambini stavano giocano

BAMBINO:- Quella è Xena!

Il bambino e i suoi amici corrono verso di lei che nel frattempo si inginocchia per parlare con loro

XENA:- Come hai fatto a riconoscermi?

BAMBINO:- Mio padre mi ha raccontato di una donna guerriera molto forte che porta sempre con se un cerchio; ma è vero che può uccidere?

XENA:- Certo, ma può anche non essere mortale.

Olimpia si inginocchia anche lei per parlare al bambino

OLIMPIA:- Conosci un uomo di nome Giasone giunto qui 2lustri fa?

BAMBINO:- Sì, abita nel castello sulla montagna.

Il fanciullo indica un castello abbastanza grande situato al centro di una catena montuosa

OLIMPIA:- Mi puoi dire la strada per arrivarci?

BAMBINO:- Devi seguire il sentiero a destra dopo il villaggio e ti porterà direttamente lì.

Le due donne e i bambini si salutano.

Dopo aver fatto come gli era stato detto, Xena e Olimpia si trovano alle porte del castello davanti alle quali ci sono 2 sentinelle di guardia

OLIMPIA:- Vorremmo parlare con Giasone…

GUARDIA1:-Mi dispiace oggi non riceve nessuno.

OLIMPIA:- Ma è molto importante, sono sua nipote!

GUARDIA1:-Torna domani, mi dispiace.

Xena afferra per il collo la guardia e la sbatte contro il muro

XENA:- Non hai sentito? Ha detto che è importante, perciò aprici subito o sarà peggio per te!

La seconda sentinella cerca di aiutare l’amico assalendola alle spalle, riceve un calcio in pieno petto, che lo fa cadere a terra, dalla principessa guerriera che nel frattempo si era accorta dell’agguato; in quel momento la prima guardia riesce a liberarsi e sfila la spada, a sua volta la estrae Xena. Il portone del castello si apre ed esce un uomo sulla quarantina in abiti sfarzosi

UOMO: Che cos’è tutto questo baccano?!

La prima guardia si rialza ,la seconda ritrae la spada ed entrambe si inginocchiano

GUARDIA2:- Grande Giasone perdonaci! Ma queste donne volevano introdursi nel suo castello…

Giasone guarda le due con serietà

OLIMPIA:- Zio Giasone sono io! Tua nipote Olimpia!

L’espressione accigliata dell’uomo si tramuta in una di gioia e va ad abbracciare la ragazza

GIASONE: Olimpia, nipote mia! Da quanto tempo ho desiderato rivederti! Brava, vedo che non hai dimenticato la tua promessa…ma non state li fuori, entrate!

I tre entrano nella reggia che subito appare immensa e bellissima

OLIMPIA:- Perché non sei mai tornato a trovarci?

GIASONE:- Qui ho molto da fare, questa povera gente conta su di me per amministrare il loro paese e se me ne andassi ho paura che cadrebbero in rovina…

OLIMPIA:- Capisco…Sai, sembra che per te il tempo non sia passato…ma come hai fatto ad ottenere tutto ciò?

GIASONE:- Il segreto è farsi subito molti amici e poi un buon lavoro può darti molto piu’ di ciò che ti aspetti…per il tempo ,beh penso che sia merito dell’aria salubre di questo posto!

Dopo aver gustato un pranzo squisito offerto dallo zio di Olimpia ed aver passato l’intero pomeriggio a raccontare le numerose vicende accadute alle une o all’altro giunge il tramonto

GIASONE:- Restate anche a cena e per la notte vi offrirò le mie stanze!

OLIMPIA:- Grazie ma non posso accettare ,non voglio arrecarti altro disturbo…

GIASONE:- Figurati, puoi restare quanto vuoi!

OLIMPIA:- Davvero ,non posso accettare, sarebbe come sfruttarti…

GIASONE:- Va bene…Ma domani torna a trovarmi!

OLIMPIA:- Certamente! A domani.

Xena e Olimpia, uscite dal castello si incamminano verso il villaggio e sostano a una locanda per cenare, si siedono ad un tavolo libero e ordinano la specialità della casa. Dopo poco entra un uomo coperto da un mantello nero che si dirige verso la oste dietro al bancone, tutti tacciono improvvisamente, l’individuo le sussurra qualcosa e se ne va altrettanto in fretta quanto era arrivato, la porta sbatte dietro a esso e la donna scoppia in un pianto correndo dentro alla cucina, e ognuno riprende la propria discussione .Xena e Olimpia si guardano senza capire che cosa stia succedendo, un uomo che prima era vicino al bancone e aveva sentito tutto si appresta ad uscire passando davanti al tavolo delle due. Xena si alza e lo ferma

XENA:- Chi era quell’uomo e cosa voleva?

UOMO:- Non sono certamente affari che riguardano voi forestieri!

L’uomo si gira e se ne va dalla locanda ,Xena rimane attonita.

Dopo aver finito il pranzo  escono anche loro e vanno a riposarsi sotto l’albero in mezzo allo spiazzo erboso dove prima giocavano i bambini

OLIMPIA:- Domani potremmo fermarci da mio zio anche per cena, sarà sicuramente meglio di quella locanda…

XENA:- Non è una cattiva idea, in effetti era tutto un po’ costoso…

In quell’istante si ode una  musica molto vicina composta da tamburi e canti

XENA:- Saranno partiti i festeggiamenti alla locanda…ora però dormiamo, se questa musica ce lo permette…

Dopo poche ore Olimpia è già caduta in un sonno profondo mentre Xena si rigira non riuscendo a dormire per il troppo rumore, si alza seduta ,di scatto, furente; Olimpia si sveglia

OLIMPIA:- Che c’è? Non riesci a dormire?

XENA:- Come si fa con questa musica!!

Xena si alza in piedi e con passo deciso si avvia verso il sentiero del villaggio ,Olimpia si alza a sua volta e la segue

OLIMPIA:- Che hai intenzione di fare?

XENA:- Vado a chiedere se possono fermare la musica, e se non dovesse bastare con le buone…

Le due guerriere giungono alla locanda ma la trovano chiusa, mentre la musica è sempre martellante

OLIMPIA:- Potrebbe provenire dalla spiaggia…

XENA:- Sì, ma non da quella dove siamo sbarcate, perché se no ce ne saremmo accorte.

Ascoltando meglio la musica si accorgono che proviene dalla parte est della spiaggia, le due si mettono in cammino basandosi sul loro udito; percorrono un tratto di strada su un sentiero costeggiato da cespugli rigogliosi ma tetri che sembravano macchie nere nella notte stranamente chiara, infatti il celo era coperto da nuvole dalla sfumatura rossastra che sembravano in qualche modo illuminare piu’ della luna; ad un tratto una figura scura si dirige verso di loro sul sentiero, Xena e Olimpia tengono a portata di mano le loro armi, la figura si avvicina sempre di piu’ fino a incrociarle, era un uomo coperto da un mantello nero con cappuccio

UOMO:- Buona sera.

Xena e Olimpia rimangono senza parole, mentre la losca figura si allontana sempre seguendo il sentiero, ma quando si girano è ormai scomparso nei cespugli tenebrosi.

Le due proseguono il cammino fino ad oltrepassare la piccola macchia di vegetazione prima della spiaggia, si accorgono che la musica proviene da vicino la scogliera, Xena cerca di precipitarsi a protestare dagli artefici di quel baccano, ma Olimpia la ferma

OLIMPIA:- Cosa credi di fare?

XENA:- Vado semplicemente a far valere il mio diritto di dormire in pace…

OLIMPIA:- Potrebbe non essere solo una semplice festa, stiamo a vedere prima di commettere un errore…

Nascondendosi dietro a un cespuglio guardano cosa stia accadendo e davanti ai loro occhi si presenta una scena molto strana: delle donne in abiti succinti che danzano attorno un fuoco molto ampio e alto, dalle sfumature violacee che sembra illuminare l’intera spiaggia, mentre una serie di altre persone coperte da un mantello con cappuccio nero compongono un cerchio piu’ ampio. A un certo punto si avvicina al fuoco una persona anch’essa coperta da un mantello con cappuccio ma questa volta rosso, alza le braccia e urla parole incomprensibili in quell’istante le danze si fanno piu’ frenetiche e pure i tamburi sembrano aumentare il ritmo e il fuoco divampa per un attimo. L’uomo si china e raccoglie dalla base del fuoco una lastra di vetro circolare alla quale manca solo un quarto per essere completata, la innalza alla luna e poi la  getta di nuovo nel fuoco il quale si spegne tutto d’un tratto e con esso scompare la lastra di vetro.

Xena e Olimpia che hanno appena assistito alla scena rimangono esterrefatte

OLIMPIA:- Hai visto anche tu Xena…

XENA:- Certo, non era un sogno….però adesso torniamo indietro prima che ci scoprano…

La notte non fu lieta per le due guerriere che continuavano a pensare a quella scena irreale e al mattino, appena sveglie ,decidono di andare da Giasone a chiedere spiegazioni.

Arrivate al suo castello le guardie le lasciano passare senza discutere ma lanciando occhiate feroci, appena entrate le due donne trovarono Giasone sul suo trono con un grande sorriso

GIASONE:- Vi stavo aspettando, sono ansioso di sapere come trovate questo magnifico paese!

OLIMPIA:- è davvero magnifico come dici tu, ma ti devo chiedere una cosa…

GIASONE:- Chiedi pure…

OLIMPIA:- Ieri a notte fonda abbiamo assistito a una strana scena sulla spiaggia: persone che cantavano e ballavano attorno a un fuoco e avevano tutta l’aria di appartenere a una setta…non ne sai niente?

Giasone scoppia in una risata

GIASONE:- Non preoccupatevi di ciò, piuttosto vi mostrerò un paese…

Xena lo interrompe

XENA:- Rispondi, chi erano?

L’uomo con aria scocciata si gira

GIASONE:- Ho già detto che non dovete preoccuparvi, sono solo dei fanatici di qualche strana setta che non fanno male a nessuno e si fanno gli affari loro, a volte ci sarebbe da prenderli a esempio…

Lancia un occhiataccia a Xena.

GIASONE:- Prima vi stavo dicendo che vi mostrerò il paese piu’ vicino a qui, dove troverete una locanda che vi offrirà alloggio per qualche notte, visto che ultimamente ho molto da fare e non avrei tempo da dedicarvi…

Detto questo il sorriso gli tornò e mostrata la strada alle due ritorna al suo castello.

Le due donne ormai sono quasi arrivate al villaggio

XENA:- C’è qualcosa che non mi convince…come mai solo oggi ci ha mostrato questa locanda, invece ieri non si è preoccupato a farci dormire fuori…

OLIMPIA:-E cosa vorresti fare per toglierti questi dubbi?

XENA:- Sta notte torneremo alla tessa spiaggia di ieri…

Giunse la notte, dopo un pasto discreto alla locanda, Xena e Olimpia si diressero verso la spiaggia nella quale avevano assistito a quella scena così strana.

Passato il sentiero e inoltratesi nel bosco notarono che la loro visibilità non era piu’ tanto ampia come la notte prima, infatti il cielo non era piu’ rosso ma una coltre di stelle si estendeva fino sopra al mare calmo e tetro. Giunsero alla fine di questo e si nascondono dietro le piante e gli arbusti per osservare ancora i movimenti di quella strana setta. Vedono che la scena non è cambiata dalla notte prima ,stesse danze, stessa musica ma  questa volta in un angolo abbracciati c’erano la locandiera del paese vicino alla costa e suo figlio che piangevano

XENA:- Sta succedendo qualcosa di strano…

OLIMPIA:- Attenta Xena!

Xena si gira e alle spalle vede due persone, con lo stesso abito di quelle della setta ,che brandiscono un bastone e si avvicinano con aria non amichevole, una delle due figure si scaglia contro Xena e cerca di colpirla col bastone ma la guerriera salta colpendogli la testa con il gomito e la persona cade per terra svenuta, mentre Olimpia con l’asta colpisce l’altra persona che cade contro un albero e sviene anch’essa. Le due donne decidono di rubare gli abiti ai due aggressori e così travestite andare a vedere da vicino cosa stesse realmente accadendo.

Scendono  una duna di sabbia e la persona vestita di rosso si avvicina a loro

PERSONA:- Tutto a posto?

Le due fanno un cenno con la testa per confermare

PERSONA:- Bene, non voglio  problemi sta sera…

La persona misteriosa va vicino al fuoco e si gira verso ai suoi seguaci fermi in contemplazione, basta un cenno di essa che le danze si bloccano e anche la musica, le danzatrici si posizionano davanti ai seguaci in ginocchio in segno di rispetto

PERSONA:- Questa è una notte importante per tutti noi, è la notte della venuta di Dahak il signore del fuoco. Con il sacrificio di questo fanciullo dimostreremo al grande dio la nostra fedeltà ed egli ci offrirà la sua protezione accettandoci come suo popolo, attraverserà la sacra porta che unisce i due mondi e avremo una nuova vita!

La persona estrae ancora la lastra di vetro da sotto il fuoco e la alza al celo, gli altri componenti della setta si inchinano

PERSONA:- Ecco la sacra porta! In questa notte sarà completata e potrete esultare davanti a Dahak! Per essere pronti ad incontrarlo dovete prima dar prova della vostra fedeltà…

Detto ciò estrae da una sacca una bacchetta di ferro con all’estremità una pietra rossa triangolare, la mette sul fuoco e in poco tempo la pietra diventa ardente e di un rosso ancora piu’ vivo.

Si avvicina al primo adepto, gli fa cenno di mostrare il braccio e gli appoggia la pietra che quando viene ritratta si vede che ha formato un tatuaggio indelebile sul braccio dell’uomo ancora sofferente…

Xena e Olimpia anche loro in fila assistono alla scena con timore, Olimpia pensa ancora alla voce di quella persona che le suona così famigliare ma a causa del cappuccio che copre il volto non riesce a riconoscerla…

La persona arriva ormai quasi alla fine della fila e fa cenno a Xena di mostrare il braccio ma Xena non si muove, nel giro di pochi secondi ha tutti gli occhi puntati addosso, allora scopre il braccio anche lei, vede il ferro rovente avvicinarsi sempre di piu’ e all’ultimo sferra un calcio al braccio del capo della setta e il ferro con la pietra cade sulla sabbia.

Xena si toglie il cappuccio e la lunga veste e sfodera la spada

XENA:- Olimpia, va a prendere l’asta!

Olimpia annuisce e corre verso una duna nei pressi di uno scoglio dove in precedenza aveva appoggiato la sua asta, in pochi secondi la afferra e si gira, vede che è stata seguita da un uomo anch’esso con un’asta in mano e subito scaturisce una lotta tra i due.

Olimpia riesce a parare ogni colpo ma l’uomo cerca di colpirla alle gambe, l’amazzone fa un salto mortale all’indietro per evitare ciò e si ritrova su uno scoglio abbastanza alto, la lotta tra i due va avanti a colpi parati ed evitati ma sempre avanzando in direzione opposta della donna, a un certo punto si trovano sullo scoglio piu’ alto, Olimpia da un’occhiata all’amica che nel frattempo stava combattendo contro numerosi adepti sulla spiaggia ma quella distrazione le risulta fatale, l’uomo riesce a colpirla e lei precipita lanciando un urlo. Xena guarda in direzione degli scogli e vede l’amica precipitare negli abissi oscuri

XENA:- Olimpia!!!

Nel frattempo il capo della setta, riuscito a togliersi dalla battaglia richiama una delle danzatrici

PERSONA:- Alice ,in nome di Dahak uccidi quella donna!

ALICE:- Ogni cosa per il mio dio…

La donna si alza, va verso il mare e compiendo una specie di danza bisbiglia parole strane. Il mare inizia ad agitarsi e in poco tempo le onde si alzano a dismisura, si vede uno strano ribollimento in lontananza che si avvicina sempre piu’ ,in poco tempo arriva vicino a Olimpia che ripresasi dal tuffo e recuperata l’asta che galleggiava a poca distanza cerca di tornare a riva aggrappandosi agli scogli per non essere trascinata via dalle onde. Un tentacolo lunghissimo sbuca dall’acqua in ebollizione e presto emerge un polipo enorme, Olimpia si ferma un attimo per lo stupore e poi piu’ veloce di prima cerca di salire su uno scoglio ma viene afferrata da un tentacolo e trascinata nuovamente in acqua.

Xena tra uno scontro e l’altro ha assistito all’intera scena e con un salto mortale scavalca i suoi avversari e corre ad aiutare l’amica.

Dalla spiaggia corre verso il mare, nuota fino a raggiungere Olimpia che nel frattempo si dibatte tra il tentacolo del polipo e nonostante lo colpisca con l’asta non riesce a liberarsi, Xena sfodera la spada e taglia il tentacolo che tiene prigioniera Olimpia, il mostro marino emette un suono stridulo e cupo come se fosse un urlo

XENA:- Presto, sali sullo scoglio alla tua destra!

OLIMPIA:- Ma Xena…

XENA:- Fa come ti dico, a quest’essere ci penso io!

Olimpia sale sullo scoglio indicatole da Xena: è abbastanza alto e si estende fin quasi sopra la testa del polipo, sale fino in cima per osservare il combattimento tra i due. Xena ormai non riesce a tenerlo piu’ a bada e quasi tutti i tentacoli della bestia sono attorcigliati a lei, la guerriera alza lo sguardo verso l’amica

XENA:- Olimpia, afferra la mia spada!

Detto ciò Xena lancia la spada a Olimpia la quale la afferra con entrambe le mani e lascia ricadere l’asta sullo scoglio

XENA:- Presto uccidilo!!!

Olimpia prende tutto il suo coraggio, salta dallo scoglio e si ritrova in piedi sulla enorme e viscida testa dell’essere, con tutta la sua forza gli infila la spada  in mezzo alla testa e tirandola verso di se produce un enorme squarcio dal quale fuoriesce una sostanza liquida nera, il polipo emette ancora quel suono simile a un urlo ma molto piu’ forte, i tentacoli incominciano a sciogliersi da Xena e l’itero corpo del mostro affonda sempre di piu’.

Olimpia si tuffa nelle onde ormai calme del mare e raggiunge Xena, ridandole la spada

XENA:- Ritorniamo sugli scogli ,dobbiamo raggiungere la spiaggia!

Le due si arrampicano sulle sporgenze di roccia piu’ vicine a loro, Olimpia recupera la sua asta  in pochi secondi sono nuovamente sulla spiaggia.

Il capo della setta strappa dalle braccia della madre il bambino e lo porta vicino al fuoco

PERSONA:- Grande Dahak prendi questo fanciullo nelle tue sacre fiamme, è un nostro dono per la tua venuta!

La persona si appresta a gettare il bambino nel fuoco, ma Xena riesce a salvarlo in tempo spingendolo via dalle fiamme, il bambino in lacrime corre dalla madre.

PERSONE:- Presto attaccatele!

Ma Xena sfodera il cerchio rotante ,lo lancia, in un solo colpo taglia i bastoni degli adepti e ritorna nelle mani della principessa guerriera che lo punta al collo del capo della setta

XENA:- Avvicinatevi e farà una brutta fine!

PERSONA:- Fate come vi dice…

XENA:- Sono curiosa di sapere chi c’è sotto a quel cappuccio….

OLIMPIA:- C’è solo un modo per scoprirlo…

Detto questo sfila il cappuccio alla persona misteriosa e con tutto il suo stupore riconosce un volto noto, suo zio Giasone! Il quale approfitta del momento di distrazione delle due, impietrite dallo stupore, per girarsi e bloccare  Olimpia per le braccia e puntarle un coltello appena prima sfilato dai calzari

OLIMPIA:- Zio, perché?!

GIASONE:- Xena, se ci tieni alla tua amica  riponi le armi! E voi prendetela e immobilizzatela!

Subito la guerriera viene circondata da una decina di persone che la conducono e la legano a un albero appena sopra la spiaggia

GIASONE:- Nipotina mia hai il diritto di sapere perché ho fondato questa setta…Vedi, quando sono arrivato qui ero soltanto uno straniero senza nemmeno i soldi per permettersi un alloggio di una notte, solitamente dormivo sulla spiaggia o nel grande spiazzo erboso all’imboccatura del sentiero che porta al primo villaggio…ma una notte venne una grande tempesta e andai a ripararmi in una vecchia costruzione somigliante a un tempio abbandonato, entrai e notai la fitta oscurità che pervadeva l’interno .Dopo un po’ si accese un fuoco dal nulla rimasi stupito da ciò e mi avvicinai, dal fuoco uscì una voce, mi disse che era il dio Dahak e che da molto nessuno veniva piu’ al suo tempio. Nei giorni seguenti tornai a portare delle offerte egli promise che mi avrebbe donato la ricchezza e l’eterna giovinezza ma in cambio avrei dovuto concedergli un passaggio al nostro mondo e donargli un corpo terreno con un sacrificio. Dopo due lustri sono riuscito a creare un gruppo di fedeli per compiere a termine il progetto del grande dio e ora non posso rovinare i miei piani per un tuo capriccio…

OLIMPIA:- Non è un capriccio! Stai servendo il male, prova a pensare non solo a te stesso!

GIASONE:- Sei ancora giovane, non  puoi comprendere…quando la tua giovinezza sfiorirà scoprirai quanto fa paura la vecchiaia e la morte…

OLIMPIA:- Se non lo fai per gli altri, fallo almeno per me…

GIASONE:- Mi dispiace, hai fatto un danno troppo grosso lasciando scappare il bambino…ora sarai tu la vittima sacrificale…

Olimpia si gira e guarda negli occhi lo zio, lo sguardo della ragazza si riempie di terrore e Giasone si prepara a gettarla nelle fiamme dell’enorme fuoco

GIASONE:- Grande Dahak ti dono mia nipote in modo che tu possa ottenere un corpo terreno…

Ma le parole di Giasone vengono sovrastate da un rumore che va avvicinandosi

XENA:- Yyyyyyyaaaaaaaaayyyyyyyyaaaa

È Xena che con una ruota in mezzo agli adepti per farsi strada e un salto mortale si trova alle spalle di Giasone, gli afferra il polso e glie lo storge  fino a quando non lascia il coltello e Olimpia; Sul volto di Xena appare un sorriso di scherno

XENA:- Come potevi pensare che una semplice corda mi avrebbe fermata?

GIASONE:- UCCIDETELA!!!

Lo zio si gira verso la nipote che nel frattempo ha recuperato l’asta cadutale in precedenza e ora glie la sta puntando contro con aria decisa. Nel frattempo Xena combatte nuovamente con quella decina di persone

GIASONE:- Come puoi minacciare tuo zio….

OLIMPIA:- Come puoi cercare di uccidere tua nipote….

GIASONE:- Hai ragione…sono stato uno sciocco a pensare solo a me stesso…non ti biasimo se ora non ti fidi piu’ di me…

OLIMPIA:- Devi promettermi che rinuncerai al progetto di Dahak….PER SEMPRE!

GIASONE:-...te lo prometto…

Olimpia abbassa l’asta e abbraccia lo zio

GIASONE:- Te lo prometto nipote mia…

Xena scorge Giasone che con la mano libera dall’abbraccio si prepara a sferrare un colpo ben assestato per gettare Olimpia nell’enorme fuoco

XENA:- ATTENTA OLIMPIA!

Olimpia alza la testa dalla spalla dello zio e vede la grande mano di Giasone arrivare velocemente verso di sé ,con un agile scatto sferra un colpo con l’asta al fianco dello zio, il colpo è così forte che lo zio cade in mezzo al fuoco e fa solo in tempo a lanciare un ultimo urlo di dolore e rabbia , il fuoco esplode in una fiammata che sembra raggiungere il celo ma subito dopo si spegne del tutto senza lasciare traccia come se non fosse mai esistito e anche la lastra di vetro circolare si polverizza.

Delle persone che avevano partecipato a quella setta ormai non c’è n’è piu’ traccia, sono tutte scappate durante l’enorme vampata finale del fuoco . Olimpia si rialza visto che la forza dell’esplosione l’aveva  scaraventata a terra e va verso Xena

OLIMPIA:- Torniamo al paese…

XENA:- Come vuoi tu…

Le due donne si allontanano senza scambiarsi nemmeno una parola, quella sera nessuna delle due ha il coraggio di parlare di ciò che era successo.

La sera dopo Xena e Olimpia sono su una duna molto alta ad osservare il mare e il cielo stellato

XENA:- Domani si riparte…

OLIMPIA:- già…se solo fosse stata una visita piu’ piacevole…

XENA:- Però sei riuscita ad evitare una catastrofe per questa gente…

OLIMPIA:- Ah…non ti ho ancora ringraziato per avermi salvato la vita due volte!

XENA:- Non sono stata io a salvarti la vita, sei stata tu a salvarla a me e a salvartela da sola…hai agito in modo giusto e senza te non sarei riuscita a fermare Giasone

Arriva un uomo sulla spiaggia verso di loro ,avvicinandosi le guerriere si accorgono che è un ragazzo sulla trentina d’anni con i capelli ricci e biondi

RAGAZZO:- Sapete dov’è il porto piu’ vicino?

XENA:- No, non siamo di queste parti e la galea che ci ha portate qui ha sbarcato su questa spiaggia…

RAGAZZO:- Capisco…grazie lo stesso

XENA:- Di niente

RAGAZZO:- Buona sera!

Le due riconoscono quella voce, appartiene alla figura misteriosa che incontrarono la notte prima! si girano di scatto ma ormai è già scomparso…

Olimpia e Xena si fermano in contemplazione del cielo stellato, passa una stella cadente luminosissima nel nero profondo della notte

OLIMPIA:- Hai espresso un desiderio?

XENA:- Sì, e tu?

OLIMPIA:- Anch’io! Chissà se diverrà mai realtà…

XENA:- Se il tuo desiderio era quello di diventare una guerriera, beh…puoi contarci che si avveri…

Sorridendo guarda l’amica che con aria fiera continua a guardare le stelle, Olimpia dentro di se sta cominciando a farsi una ragione della morte dello zio e le parole di Xena l’hanno aiutata a trovarla.

L’amicizia è come una stella cadente: illumina il cielo nero della vita.