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:: UNA
NUOVA VITA :: DISCLAIMERS: I personaggi che conosciamo bene appartengono Alla MCA/UNIVERSAL PICTURES Cmq se volete farci sapere cosa ne pensate o volete darci un consiglio, o ancora delle critiche siete i benvenuti; potete scriverci a quest’indirizzo: Stordimento-Totale@libero.it ………………..E ORA……. -UNA NUOVA VITA- “Sei giunta: hai fatto bene, io ti bramavo. All’animo mio, che brucia di passione, hai dato refrigerio….”. Saffo …Gabrielle, era lì sulla prua della nave che l’avrebbe portata in Egitto, lontano dal Giappone, luogo che ormai odiava con tutte le sue forze, luogo che le portò via la persona più importante della sua vita…la sua adorata Xena. Tra le mani aveva l‘urna contenente le ceneri tanto care quanto patite. Guardava fisso verso l’orizzonte che le prostrava davanti ai suoi occhi verdi… quelle acque azzurre, che le ricordavano quegli occhi nei quali il suo sguardo si perdeva incantato… gli occhi di colei che tanto le mancava! Su quella prua, tra ricordi e rimorsi, il tempo trascorreva rapido tra il vento e le onde; il cielo divenne a poco a poco sempre più scuro fino a confondersi in una moltitudine di colori…..davanti hai suoi occhi si presentò un tramonto splendido. –Quanto vorrei poterlo vivere con Xena- pensò Gabrielle. Si recò nella sua cabina, la notte stava calando, un vento freddo, gelido saliva sul pontile. Posò l’urna e incominciò a prepararsi per la notte. Nella sua mente migliaia d’immagini, mille pensieri, un solo desiderio….LEI! Guardo l’urna con molta nostalgia… pensando che dentro vi era il corpo più sensuale ed attraente che mai avesse visto, un piccolo sorriso le comparì sul viso.. ricordò quei massaggi rilassanti, e travolgenti passioni in piccoli laghi o in qualche luogo di fortuna di tutto il mondo; ricordò di quante volte l’avesse derisa per il suo corpicino esile, riparando poi all’offesa con tanta tenerezza! All’improvviso la finestra si spalancò ed un vento gelido entrò nella stanza. Si senti avvolta, abbracciata, sfiorata, in un attimo si ritrovò distesa sul letto della sua cabina e una voce –ti desidero Gabrielle- un attimo bastò per capire che Xena era li. Si lasciò trasportare in lunghissimi baci, impazziva dal desiderio, la voglia cresceva, ma non potendola vedere, i suoi movimenti sembravano impacciati; si fermò guardando nel punto ove pensava che fosse e disse- non possiamo così! Non riesco a vederti … ho bisogno di vedere il tuo corpo sul mio, le tue mani su di me, VOGLIO TE, il tuo spirito non mi basta –Gabrielle guardava ora nel vuoto, Xena si era spostata e aveva raggiunto il mobiletto sul quale era posta l’urna… lentamente l'apri… La giovane amazzone se n’accorse.. il vento che prima l’ aveva travolta, ora stava trasportando le ceneri per la stanza in un vortice che andò sempre più a restringersi fino a raggiungere la forma di un corpo, il corpo sinuoso che ella conosceva bene. -Finalmente, quanto mi sei mancata- i loro sguardi s’incrociarono, le lacrime rigarono i volti di entrambe, l’emozione era fortissima. Con molta calma Xena, si diresse verso la sua adorata amica, che ora sedeva sul bordo del letto, le posò una mano sul capo accarezzandola dolcemente e sedendosi accanto a lei si strinsero in un caloroso abbraccio, non una parola….In poco tempo tutto ciò si trasformò in qualcosa di più. Xena ardeva dal desiderio –Possederla-. Le sue mani sul corpo seminudo, coperto solo da una semplice veste, scivolavano lungo i fianchi; le mani di Gabrielle erano dirette sull’attaccatura dell’armatura di Xena, le sue dita fecero scivolare le chiusure con molta grazia, l’armatura cadde sul letto e fu subito spostata da lei, che la guardava con un sorriso dolcissimo e uno sguardo quasi incredulo… i calzari sfilati posati accanto al letto…la sottile veste che ancora la copriva fu tolta a sua volta. Gabrielle si alzò, guardò Xena negli occhi, fissandola, le sue stesse mani raggiunsero il laccio che chiudeva la veste nel petto, lentamente lo sfilò, mentre un profondo respiro rimase soffocato nella gola della principessa…l‘abito cadde in mille pieghe ai piedi di Gabrielle che un po’ imbarazzata continuava a fissarla. Prese le sue mani, la spinse a se e in un attimo si ritrovarono una cosa sola. Si scambiarono lunghissimi baci appassionati, sguardi intensi mentre i capelli neri di Xena ricadevano sulle spalle di Gabrielle, le dita s'intrecciavano, mentre i sospiri aumentavano. Il corpo di Xena si muoveva su quello della sua amata, un pensiero le sfiorò la mente –è tutto così strano- da quando tempo desiderava questo e ora finalmente stava facendo quel che aveva sempre sognato, non le sembrava vero. Le mani di Gabrielle scivolavano sulla schiena della principessa guerriera, sentiva la sua pelle calda sulla propria, nulla aveva più importanza. Tutto ciò che voleva ora, era avere la sua Xena come non mai, tutta la notte e per tutta la vita se fosse stato possibile…le baciò il collo salendo fino all'orecchio e poi di nuovo al volto, si guardavano, si volevano… le labbra su ogni parte del suo corpo, sentiva le mani di Xena ovunque. Le sentiva scendere sui suoi fianchi fino a scorrere lungo le sue cosce. Il respiro si faceva sempre più affannato, sempre più frequente e intenso, come il movimento dei loro corpi. Il silenzio della stanza era rotto dai soli ansimi che presto divennero gemiti di piacere…. Nulla le avrebbe più fermate… era quello che avevano sempre sognato ardentemente: -….Xena non fermarti…non fermare le tue mani…-, -…lo….vuoi?-Rispose con uno sguardo che non lasciava tralasciare il minimo dubbio.. -più di qualsiasi altra cosa al mondo… tu?-. -secondo te?prova ad indovinare- rispose lei. – Qualcosa mi dice di si!!!!saranno forse i tuoi sguardi maliziosi? O ….- cerco di rispondere Gabrielle, ma non riuscì a finir la frase …... Dall’ esterno si senti urlo soffocato, dietro alla porta comparì Afrodite –lavoro ben fatto!- disse tra se e se… -ora quel che mancava era solamente riuscire a riportarla in vita- penso nuovamente, per poi scomparire così com’era apparsa, in un lampo!Poco dopo arrivarono alcuni marinai, incuriositi da quell’urlo. Bussarono più volte alla porta, ma come sappiamo erano troppo occupate per pensare a quegli stupidi marinai, e continuarono lasciandosi andare nuovamente a sfrenate passioni. L’alba comparì, un nuovo giorno stava per cominciare. Gabrielle si svegliò, passarono pochi attimi, subito pensò a quel che era successo, si guardò attorno per cercarla ma lei non c’era, cominciò a pensare che quel che era successo fosse stato solo un sogno, ma si rese subito conto che non era proprio così, ritrovò ancora la sua veste hai piedi del letto e l’urna ancora aperta, ma purtroppo per lei conteneva nuovamente le ceneri. Con fare molto frettoloso si rivesti invocando il nome di Xena a gran voce, ma fu tutto vano, nessuno rispose, nessuno le riapparve… presa dallo sconforto si diresse verso la porta, sentiva in lei che era nei paraggi, ma non riusciva a vederla, a toccarla come la notte prima…quanto avrebbe voluto. Accostò la mano alla maniglia e mentre si apprestava ad aprire la porta, un lampo si parò davanti e qualche petalo di rosa rossa le cadde dolcemente sul capo… era comparsa Afrodite con grande stile, come lei stessa puntualizzò poco dopo -Buon giorno amica mia!! È questa l’ora di alzarsi? Il sole è già alto e la nave sta per giungere al suo primo scalo? Ma come diavolo ti sei vestita? Hai tutta la gonna storta vieni qui che ti sistemo- si avvicinò a Gabrielle e proprio come fa una mamma con la sua fanciulla le raddrizzò la gonna.- ti sei vestita frettolosamente? Perché tutta quest’impazienza? Hai premura per qualcosa? Dal tuo aspetto sembri come rinata, nonostante ciò, il tuo abbigliamento fa pensare che la tua mente sia in qualche luogo remoto …ma d’altro canto dopo la notte che hai passato, posso immaginare dove si focalizzino i tuoi pensieri ora!-lo sguardo della dea puntava al letto ancora disfatto e alla veste che Gabrielle aveva ancora lasciato ai piedi del letto- per quel che vedo hai anche preso l’iniziativa!! Ma brava!! Stai proprio imparando bene sai?- scoppiò in una melodiosa risata mentre la giovane amazzone rossa in viso raccoglieva il rimanente della calda notte trascorsa. – Ma tu come fai a sapere..-, -quando c’è di mezzo l‘amore….- a quelle parole Gabrielle non riuscì a fermare le lacrime che tentava già da prima di nascondere poiché avrebbe dovuto raggiungere, sul ponte, i marinai. –Non piangere Gabrielle, non piangere…. Troveremo una soluzione per riportarla in vita- –ma allora quel che c’è stato stanotte, beh insomma….Non è stato un sogno, era vero, tutto vero….Ti prego assicurami che è così- supplicò Gabrielle rivolgendosi alla dea, ella subito rispose –è tutto vero mia cara, mai cosi vero direi, stando ha quanto si sentiva fuori dalla porta…deve essere stato anche molto soddisfacente….-un sorriso alquanto malizioso si stampò sul viso della dea dell’amore, Gabrielle non riuscì a non diventare più rossa di prima dall’imbarazzo, per poi scoppiare in una risata!!! -Da quanto tempo non ti vedevo così soddisfatta e allegra….Mi rincuora aver concesso quel pat…-e si blocco all’improvviso, essendosi accorta del terribile errore commesso -cosa stavi dicendo?? perché ti sei fermata, di quale patto stavi parlando….parla ti prego, non farmi soffrire di più di quanto già non stia….-allora non potendo più tenere nascosto quel che doveva esser tenuto nascosto, e rimanendo di ghiaccio dalle parole pronunciate dall’amica in tono così disperato, parlò, rivelando…. - Ebbene si, Xena mi aveva pregato di poterti vedere ancora una volta, poterti sfiorare ancora. Credimi anche lei soffre, soffre all’idea di non poterti essere accanto al tuo risveglio per veder nascere quel tuo splendido sorriso, per non poter esserti accanto quando desideri essere coccolata da lei, quante volte a tentato di sfiorarti, parlarti, ma non riusciva, un muro vi separava e vi separa tuttora, muro che deve essere abbattuto, superato a d’ogni costo, perché anche io, dea dell’amore soffro nel veder voi soffrire, voi che siete le mie predilette, le mie più care amiche. Non posso vedervi così….mi si spezza il cuore- Ascoltato ciò Gabrielle non seppe dar risposta, ma doveva trovare una soluzione a queste sue sofferenze, doveva riavere accanto la persona che amava, a costo di rendere la sua stessa vita. - Dimmi, esiste un modo per riportarla in vita?? devo saperlo, devo avere almeno una piccola speranza, per continuare a vivere, devo….rispondimi Afrodite, rispondimiii- urlò Gabrielle….scusandosi poi successivamente. Sentite queste parole la dea cominciò a riflettere, pensò, pensò, non curante del tempo che passava, dall’alba passò al tramonto, tempo che per Gabrielle era una sofferenza atroce, quando poi…- Trovatoooooooooooooo……….- urlò dalla gioia Afrodite, cosa che fece prendere un gran bello spavento alla povera Gabrielle. -Ho trovato, effettivamente esiste un modo….maaa….saresti disposta a donare le tue grazie ad un altro??? So che è una domanda imbarazzante, l’ho è anche per me proportela, sapendo del tuo amore per lei- non riuscì a finire la frase perché una simpatica guerriera gelosona e alquanto alterata tirò con insistenza la dorata chioma della dea provocandole un dolore così forte da dover addirittura farla imprecare -non è bello che dopo tutto quello che faccio io per te, tu mi tratti così! Mi hai fatto del male sai!! Per non parlare del danno recato alla mia divina acconciatura!! A già !! mi hai fatto anche profanare il nome di mia madre il che è gravoso per una dea della mia importanza… ma tanto che parlo a fare!! Non mi stai neanche a sentire… cheee??? Cosa le devo dire?? Ma tu sei matta!!!- una tazza cadde per terra – ok, ok lo dirò, ma non rompere tutto- riprese la divinità. – ehm, Gabrielle, insomma… - cambio il tono della voce che divenne più profondo quasi comico- ieri notte è stato stupendo- disse e poi si volto di scatto verso le sue spalle – ecco l’ ho detto contenta!!!- -Anche per me…Xena- rispose dolcemente l'amazzone che ora non era più rossa in viso, anzi aveva un espressione come regale, fiera – ero certa che tu fossi ancora qui, sentivo la tua presenza.. tutto ciò che non capisco è perché Afrodite possa vederti e io no…ma ora non ha importanza- ora il volto era serio e mesto. -presto dimmi cosa devo fare per riportarla tra noi!- - ebbene, ho pensato e ripensato, facendo quattro calcoli, siamo ancora in tempo… tutto ciò che ci serve sono: il sangue dell’anima gemella del defunto, le ceneri del defunto, l’acqua della fonte sul monte Fujii e una notte di luna piena. - -Ma questo è un rituale amazzone! Tutti gli ingredienti vanno uniti e poi gettati nel sacro fuoco!!! Si, si può fare! questa è l’ultima notte di luna piena e abbiamo tutti gli ingred… o no… no no no nooo non abbiamo l’acqua della fonte!!! Come posso tornare in Giappone entro stanotte? È impossibile!!!- -per te sarà impossibile, ma per me no, biondina!- disse una voce fuori campo…- Ares!- esclamarono contemporaneamente sia Gabrielle sia Afrodite, e probabilmente anche Xena, solo che nessuno l’ aveva sentita. - si io! Non posso essere partecipe di questo piano anche io?- -cosa ti conduce sin qui fratello? Questa tua gentilezza non è da te!- replicò la dea dell’amore in modo seccato. – hei, sorella, vedi di portare rispetto per chi ti offre il suo aiuto! Ti servo, vi servo, non riuscirete mai in due a adempiere alla vostra missione! - Come farai ad alimentare il fuoco sacro se sarai in Giappone ad intingere il calice sublime nelle acque della mistica fonte?come faresti senza il calice? Per quanto possiamo essere divini, anche per noi il viaggio comporta una certa durata.. sono circa 20 minuti di sola andata! Come faresti? Dimmi un po’ - -Ares ha ragione, mi ero dimenticata questo particolare !- concluse Afrodite con voce avvilita.- già- proseguì Gabrielle – puoi esserci utile, ma so che hai qualcosa in mente e vorrei sapere cosa…- disse con tono sospettoso. - Ogni cosa a suo tempo mia carissima seduttrice, ogni cosa a suo tempo, Gabrielle – fu la risposta. Decisero così di organizzarsi nel seguente modo: nell’arco di 15 minuti avrebbero attraccato a Arosanzio, cioè il primo scalo che il vascello effettuava prima di raggiungere l’Egitto; li sarebbero scese le due donne più ovviamente l’irrequieto spirito; nel frattempo Ares sarebbe partito alla volta del monte Fujii con il sacro calice. Poi, tutti si sarebbero rincontrati nel cuore della foresta Kelandra dove si sarebbe allestito il sacro fuoco per il rituale. Così fu, Gabrielle raccolse le sue cose e con precipitazione scese dalla nave. Appena girato l’angolo del porto riapparve la dea ancora con la sua nuova presentazione ricca d’effetti speciali, petali e fulmini e altro ancora. -Abbiamo poco tempo mia dolcissima, dobbiamo fare in fretta, il tempo c’è tiranno!- disse la Dea. Gabrielle pensierosa rispose con un solo e secco –lo so Afrodite- quest’aria fece insospettire la divinità, che non riusciva a comprendere la natura di tale serietà, si pose mille domande, senza trovare risposta, in tanto il tempo trascorreva, le ore sembravano minuti, Gabrielle sempre più con aria scura ma nello stesso tempo felice di riavere al suo fianco la persona che tanto amava, nella sua testa si chiedeva e forse aveva già intuito cosa Ares volesse da lei, le parole da lui pronunciate e il tono non lasciavano dubbi, ma non si chiedeva solo ciò, quel che desiderava era sentirsi dire da Xena quelle magiche quattro parole che da sempre aveva sognato, le sentiva pronunciare ogni notte nei suoi sogni. Da quel momento Gabrielle non aveva proferito parola, solo un lunghissimo silenzio, che fu interrotto da delle parole sussurrate, portate dal vento, era Xena – Gabrielle ti sono vicina, sono qui, accanto a te!!Io….Gabrielle io ti…. –Gabrielle rimase senza parole, si girò d’impulso, in cerca di qualcosa, che neanche lei stessa sapeva cosa fosse. -Afrodite, hai sentito anche tu questo vento??? Non hai sentito delle parole in esso???-chiese con tono stupito –no, non ho sentito assolutamente nulla….ma è da quando siamo scese dalla nave che ti vedo immersa nei tuoi pensieri, cosa stai pensando ?? se posso domandartelo!!- rispose la dea con un curioso sorriso in volto, e subito desideroso di una risposta! –ma è mai possibile che tu tutte le volte debba fare allusioni, in ogni momento, in ogni luogo???ma sei veramente fissata, il tuo è un chiodo fisso….- rispose con un sorriso la fanciulla, ma che subito si tramuto in una smorfia di tensione per la paura che il rito non funzionasse e che Ares non arrivasse in tempo- so ha cosa stai pensando, hai terribilmente paura, paura di non poterla più avere al tuo fianco, di non poter sentire ancora la sua voce, il suo profumo vero??- Gabrielle annui, -è così, ho un terribile presentimento, ho paura di perderla di nuovo, morirei se quel che stiamo facendo non dovesse funzionare, vederla scomparire nuovamente…..mi si spezzerebbe il cuore- detto ciò scoppiò in un pianto che in qualche modo la risollevo. Si fece notte, tutto era ormai pronto nella foresta, il gran fuoco sacro era accesso, tutti i preparativi erano fatti, la luna era quasi alta nel cielo, e la tensione si faceva ormai sempre più forte, attendevano il dio della guerra con molta impazienza, quando all’improvviso un lampo squarciò il cielo, -ECCOLO….finalmente è arrivato!!!- urlò Afrodite, mentre Gabrielle si era persa a guardare le fiamme del sacro fuoco…- Ares, hai con te tutto? Il calice ???--eccolo biondina è tutto tuo….maaaaa…ah….cosa ci guadagno in cambio ???-; -cosa vuoi- rispose in tono freddo e distaccato Gabrielle, mentre Afrodite assisteva a tutta la scena in silenzio, lei già sapeva cosa volesse suo fratello, al pensiero gli venivano i brividi. - Ma come, perché mi rispondi così….dopo tutto quel che faccio per te……comunque ecco il calice, a noi penseremo dopo, non è vero??- disse il dio in tono provocatorio, - si, so benissimo cosa vuoi, vuoi me…vuoi il mio corpo, vuoi una notte, una sola notte e non c’è cosa peggiore, squallida di questo, ma è quel che vuoi!- rispose con sguardo freddo, che metteva in soggezione chiunque, ma nonostante questo intervenne Afrodite –basta parlare, c’è la tua dolce metà da riportare in vita!-. Ecco, il rituale ebbe inizio, la luna era alta in cielo, il fuoco continuamente alimentato, la cui fiamma era splendente e alta sfavillava nella botte nera come la pece, schiarita solo dal chiarore della luna che ora splendeva del tutto piena… -è il momento basta discutere, voi due mettevi nelle posizioni stabilite e prendete l’oggetto che vi è stato affidato… soprattutto non interferite con il rito o sarà tutto vano- la voce di Gabrielle era irriconoscibile, il tono seccato di poco fa era stato del tutto sostituito da parole ben scandite, chiare e concise, con una tale serietà da far rabbrividire… i suoi occhi brillavano mentre guardava il fuoco. Afrodite brandì il pugnale d’argento intarsiato di piccole pietre. Pugnale che sarebbe servito per ferire la giovane amazzone e raccogliere il suo sangue; si posizionò su uno dei lati del falò, dalla parte opposta, Ares reggeva l’urna con le ceneri; tra i due vi era Gabrielle che si apprestava a compiere dei sinuosi e lenti movimenti delle mani presto seguiti da ondeggiamenti dei fianchi e della testa.. lentamente divennero sempre più veloci, più intensi, più selvaggi, ai passi s’intonò un canto amazzone, tutto nel loro gergo che anche per le due divinità era incomprensibile. Cantava, danzava, si agitava di fronte al sacro fuoco e alla luce divina dell’astro notturno, ai suoi piedi stava il calice con l’acqua della mistica fonte. Ben presto il corpo della giovane cominciò a sudare, le gocce le scendevano dalla testa lungo il collo, sul petto, lentamente alcune schizzavano durante la frenetica danza.. sembrava una baccante, pazza, quasi furiosa danzava incurante della sua vicinanza alle fiamme…cadde… Le due divinità sussultarono nel vedere la scena ma non potevano intervenire, quindi rimasero inermi ad osservare. Il corpo di Gabrielle giaceva a terra sfinito, non un suono, non un respiro… pareva svenuta.. poi all’improvviso si alzò e lentamente si diresse verso Ares.. lui la guardava stupefatto e anche molto meravigliato: aveva sottovalutato quel corpo che pareva debole e che invece ora sprigionava tanta forza quanta attrazione e forte sensualità. Gabrielle afferro l’urna innalzandola al cielo e recitando una formula incomprensibile, contemporaneamente giunse da Afrodite e le sottrasse l’arma sacrificale, si diresse poi verso il calice e s’inginocchiò. Continuava a recitare le sue formula prima a bassa voce poi sempre più alta fino ad urlare. Nella notte le sue parole echeggiavano per tutta la foresta. Riprese ad ondeggiare solo il busto e le braccia protese al cielo mentre nelle mani teneva il piccolo vaso, le sua ginocchia sprofondavano nel terreno misto a cenere, il calice era li di fronte a lei e parve muoversi come scosso. Gabrielle arresto ogni suo movimento rimase con le braccia alzate, il volto rivolto verso la luna, i nervi del collo era ben visibili; una piccola goccia di sudore le cadde dal mento e toccò terra, sembrava paralizzata, non muoveva più un muscolo… solo i suoi capelli morbidi e profumati seguivano il flusso del vento che era nato dal nulla poco prima del rito… Rimase immobile per un minuto circa, le divinità si guardarono perplesse. Il vento prese a soffiare più forte: qualcosa stava succedendo. Improvvisamente un’imponente fiammata s’innalzò minacciosa, e sommerse Gabrielle che non emise neanche un suono, una spirale di fiamme l’ avvolgeva mentre ancora era immobile.. il fuoco impedì al dio della guerra e alla dea di vedere che cosa accadde dopo. Un continuo crepitio si udiva tra le fronde mosse dal vento, Afrodite pensò che la sua amica, stesse ardendo viva tra le fiamme e volle intervenire ma fu fermata in tempo da Ares che la raggiunse con il pensiero e le evitò di compiere un danno irreparabile interrompere il rito. Tra le fiamme Gabrielle riprese a recitare le sue formule, con uno scatto improvviso si mosse, poggiando a terra l’urna accanto al calice, estrasse il coltello argentato dal petto ove l’aveva deposto durante le danze, lo innalzò e subito lo infilzò violentemente nel terreno.. prese l’urna con due mani, l‘ aprì e ne verso il contenuto nel calice, poi estrasse il pugnale e guardando tra le fiamme si tagliò la vena della mano sinistra. Fu lì che provo un intenso dolore che la spinse ad urlare mentre il sangue sgorgava all’interno della sacra coppa. Il contenuto divenne di un rosso intenso mentre le ceneri galleggiavano: sangue acqua, erano ora un tutt’ uno nel quale si rispecchiava la luce lunare. In quell’istante un raggio di luna andò ad illuminare il centro del calice. La luce si rifletteva sul volto dell’intrepida amazzone immersa nella cerimonia. Bevve. Bastò solo un sorso della sacra miscela e le fiamme che la avvolgevano sparirono, Afrodite si rincuorò nel poter vedere la sua amica ancora integra non notando la ferita sul polso. Gabrielle si alzò a fatica, il volto verso terra, le braccia penzolati, le spalle cadenti… aspettava qualcosa che presto arrivò.. il fuoco di fronte a lei era ormai quasi spento, una sottile striscia di fumo nero si elevava disperdendosi nell’aria. Ma il fumo che nacque dopo fu diverso, parve compiere un disegno del vuoto, ecco era questo il segno… lentamente la suo sagoma comparve in tutta la sua maestosità, poi apparve qualche tratto più definito fino a che la completa immagine era li di fronte a Gabrielle. - Gabrielle!! Gabrielle, puoi alzare lo sguardo ora..eccomi sono qui, guardami ti prego, voglio vedere i tuoi splendidi occhi- -Xena- sussurrò la ormai esterrefatta giovane. – allora c'è l’ ho fatta! Sei tornata da me! Per sempre!!- -non ancora, sono solo anima ora, ma ben presto sarò corpo, manca poco, ricorda manca poco- -che intendi? – -non farti ingannare Gabrielle, tieni gli occhi aperti, manca poco e tornerò per sempre così potremo final….- e svanì -Xena!! Xena che succede!! Dove sei? Perché sei scomparsa?Xenaaaaaa- nessuna risposta. Afrodite si spostò allora dalla sua postazione e raggiunse l’amica che piangeva e correva tutto intorno al resto del fuoco come una pazza, incredula dell’accaduto. Afrodite l’abbracciò forte mentre lei si dimenava, scalmanata quasi furiosa! - dov’ è? Dov’ è la mia Xena!! Mi avete ingannato, dov’è Ares? sei un infame, mentoniere calunniatore!!! Dove sei??- -calmati Gabrielle ricordi che ti ha detto? Ti ha assicurato che mancava poco all’adempimento completo del rito. – - ma non doveva finire così ! questo rito doveva finire con il suo corpo materializzato subito dopo lo spegnimento del fuoco!! Non doveva finire cos..- ma fu interrotta da un forte colpo alla nuca infertole da Ares. -Ma perché l‘ hai fatto? Sei impazzito?- si accanì contro di lui Afrodite. -si stava agitando troppo e con la ferita che reca al polso non è la cosa migliore- solo ora la dea dell’amore sia accorse del taglio e del sangue che ancora scorreva e che le aveva anche macchiato la divina veste. Quando riprese i sensi si ritrovò su di un giaciglio di petali di rose rosse, sotto la sua nuca stava un cuscino di seta anch’essa rossa; tutt’intorno era in movimento mentre un forte odore di unguento la inebriava. - mia divina, la giovane si è destata finalmente- - grazie mia fidata, procedete pure con le vostre cure, non le nuoceranno di certo- le voci intorno a lei erano confuse, si sentiva rilassata. Quando aprì gli occhi una giovane ancella le stava massaggiando le tempie mentre con la stessa grazia, un'altra le massaggiava i piedi..una terza le cospargeva una sostanza rinfrescante sul ventre. -ti sei risvegliata finalmente, per essere il bardo delle amazzoni ci hai messo un bel po’ per riprendere i sensi, pensare che ne hai passati di momenti peggiori di questo tipo, battaglie e cose simili…- Afrodite le sedeva ora accanto, aveva i capelli sciolti e la sua lunga chioma bionda cadeva sulle gote rosse della ben svegliata; indossava una tunica rosa senza maniche con delle sottili spalline ricoperte da un bordino in pizzo dorato. Il suo tono di voce era molto dolce, i suoi occhi erano luminosi e il suo sorriso raggiante ma allo stesso tempo non troppo vistoso. Gabrielle, ancora confusa cerco di alzarsi, ma la mano della divinità la respinse sul letto con molta calma - sei ancora debole è meglio che riposi ancora un po’- si distese accanto a lei, schioccò le dita e le ancelle se n’andarono. -cerca di riposare, ti conviene, ne hai bisogno, chiudi gli occhi e non pensare a nulla, niente ti disturberà qui, riposa- voltatasi verso di lei le accarezzò il viso. Per una volta la sua voce non era squillante come al solito, era anzi come una musica melodiosa che accarezza l‘orecchio abbandonando tutto il corpo alla calma assoluta. E fu così che Gabrielle che sentì, la sua mente leggera; distendendo il corpo tornò a respirare profondamente come se stesse dormendo…lentamente si voltò anche lei verso la sua amica, erano a faccia a faccia, la giovane aveva un semplice sorriso sul viso, ma gli occhi spenti mostravano tutta la sua immensa sofferenza. Vedendo ciò lo sguardo della dea s’incupì, la sfiorò nuovamente, ma questa volta le spostò una ciocca dei biondi capelli che le era scivolata sulla tempia… -ho fallito…e non so spiegarmi come sia potuto accadere…io, devo vederla, devo parlarle, devo dirle che…..- ma Afrodite la interruppe posandogli un dito sulle labbra, le sorrideva con tanta gentilezza e si avvicinò ancora..- non pensarci ora- disse e l’abbraccio stretta stretta a se… Un piacevole profumo invase le membra dell’amica che si lasciò trasportare da un pianto soffocato, le lacrime inumidirono la divina veste sulla spalla destra mentre la mani sgualcivano la spalla sinistra, il braccio destro di Gabrielle si cingeva attorno al collo di Afrodite la quale guardava ora fissava il soffitto della camera in cui si trovavano, si mordeva il labbro chiudendo gli occhi e crucciando la fronte in segno di dolore. Poi improvvisamente sbarrò le palpebre e sussultò. -non fargli sapere che sono qui, ci starebbe ancora peggio, riferiscigli che non ha sbagliato, appena potrò mi spiegherò meglio. Grazie, amica mia.- La voce di Xena riecheggiava nella sua mente, mentre la sua figura fioca spariva come era comparsa… continuò a stringere Gabrielle che non smetteva di piangere e di rimproverarsi. - non è colpa tua, ci sarà di certo una soluzione logica a tutto questo, ci sarà di certo- la baciò sulla fronte. -sorella!- un lampo azzurro squarciò la luce fioca della stanza – ti chiedo cortesemente di concedermi un breve colloquio privato con la tua amica.. le devo parlare… vero Gabrielle ?- su queste ultime parole un ghigno apparve sul volto di Ares e la sua voce si fece più insistente poggiando molto sulla “G” di Gabrielle. - che cosa c’è di così importante da non essere rimandato ad un momento migliore?- rispose a tono Afrodite. Fu allora che la giovane amazzone sciolse e si sciolse dal caloroso abbraccio. Guardando la dea negli occhi con un pallido sorriso assicurò che vi era il bisogno impellente di discutere con il dio della guerra e che loro si sarebbero riviste fra non molto. La dea allora si alzò dal giaciglio si diresse verso il fratello e lo guardò dritto negli occhi, puntandogli il dito sul petto gli sussurrò – sta tornando… sfiorala una sola volta e te la vedrai non solo con me! Ricordatelo.- Detto ciò, la divinità scomparve, trovandosi soli, furono avvolti da un silenzio, che fu interrotto dopo poco dalle parole del dio – finalmente soli, ho molte cose da dirti!!!- Gabrielle ancora distesa sul letto, l’ascoltava senza proferire parola, in completo silenzio, guardandolo solamente dritto negli occhi. I suoi occhi erano spenti, privi d’espressione, senza vita, occhi che una volta donavano una tale serenità al contrario di ora, che donavano solamente una strana sensazione di tristezza e malinconia, il suo corpo disteso immobile, -è veramente bella, ogni movimento da lei assunto le dona una gran sensualità e una gran carica erot……- penso fra se e se Ares, quando poi il silenzio fu rotto - cosa devi dirmi di così importante o meglio forse devo dire cosa vuoi….- la sua voce era calma, ma velata di malinconia.. Ares rispose – mia dolcissima biondina, sai, quel che pensavo di te ora è solamente un puro ricordo, un sentimento più profondo ora mi lega a te, qualcosa che va oltre la semplice “amicizia” se così si può definire, quel che mi lega a te l’ho scoperto da poco, sono rimasto affascinato dal tuo corpo, dai tuoi movimenti, credimi mentre ti guardavo un brivido mi attraversava, e uno strano desiderio ardeva e arde tuttora in me…- mentre s’avvicinava sempre più dove si trovava Gabrielle. Gli si sedette accanto, le accarezzo i capelli, le strinse le mani, guardandola sempre fisso nei suoi occhi, -sai Gabrielle quel che provo per te….io non so come dirtelo, l’ho provato solo per una persona e ora, mai credevo potessi provarlo nei tuoi confron….- e senza pensare si avvicinò sempre più al viso di Gabrielle, parlava si avvicinava, fino a quando le sue labbra non toccarono quelle della donna, trasportandosi in un bacio, prima freddo poi sempre più passionale e profondo. Gabrielle si lasciò andare, ma una sola persona occupava la sua mente, la sua immagine riflessa nei suoi occhi, il desiderio di riaverla accanto le fece immaginare di essere con lei ora. Il bacio li trasportò ad una serie di movimenti dettati dal desiderio, le mani del dio sfioravano la dolce chioma della ragazza, incominciò a baciarla nuovamente, scendendo fino ad arrivare ai suoi seni, le sue mani tentarono inutilmente di sfilare il corpetto che ricopriva quel corpo che desiderava. Gabrielle non si rendeva conto di ciò che stava accadendo con Ares, perché la sua mente era altrove, si faceva trasportare da questa romantica atmosfera, ma un solo nome, un solo volto la sua mente proiettava nei suoi pensieri, fino ad arrivare ad invocarlo, ad urlarlo – Xena…… è splendido….ancora una volta ti desidero, ancora una volta sei mia…- queste parole furono urlate, parole che fecero arrestare il dio, parole che gli bloccarono il respiro, e pensò: come può essere, si è lasciata andare a me, e pensa alla sua amata……non riuscirò mai ad averle, nessuna delle due, sono troppo legate, sono anime gemelle, ma io sono il dio della guerra, nessuno può rifiutarmi così…… umiliarmi in questo modo, nessuno….- con un spinta scostò dal suo corpo la giovane che si era da poco accorta dell’errore commesso; la spinta provocò la caduta a terra della donna. Lei si coprì le labbra con la mano, i suoi occhi erano sgranati, guardava fisso Ares che glaciale l’osservava come se fosse stata un verme. Il torto subito era per lui troppo grande per meritare perdono. Gabrielle continuava a tenere la bocca chiusa come se avesse paura di pronunciare qualche altra parola sbagliata, poi si fece coraggio e cerco di pronunciare qualcosa – Ares, mi dispiace non so cosa mi sia successo..- - taci sgualdrina, come ti permetti di fare un oltraggio del genere a me, il dio della guerra, l’unico dio ancora in vita e con tutti i suoi poteri, pagherai l’insulto datomi e pagherai anche per la tua amica che ha ucciso tutti i miei fratelli, lasciandomi solo- - non sei solo fratello, non sei l’unica divinità ancora in vita e con tutti i suoi poteri!! Ti sei dimenticato di me? E ti sei dimenticato delle mie parole poco fa? Se tu l’ avessi anche solo sfiorata te la saresti vista con me…- - e non solo con te, Afrodite!- disse una terza voce inaspettata! - Xena !!!!- esclamarono sorpresi Ares, Afrodite e Gabrielle - Xena!!! Xena!!! Oh Xena!!! Sei tornata finalmente!! Credevo..- - Taci, non è il momento per discutere questo, ho un paio di conti in sospeso con il tuo nuovo amico, a quanto pare!- accentando molto la parola “tuo”. - bene, bene!! Siamo tornate alla carica vero mia principessa??- disse Ares molto aggressivo- cominciamo pure non vedo l’ora di provare qualcosa di veramente forte e soddisfacente- disse guardando bruscamente la giovane amazzone. Anche Xena si voltò a guardarla, il suo sguardo era fermo privo di emozione, il busto in posizione eretta, un braccio sul fianco, l’altro accarezzava il chakram, le gambe leggermente divaricate. - a noi due- ringhio Xena!!! Incominciò un combattimento sfrenato, Xena sfoderò la sua spada e sferrava colpi a tutto spiano verso il corpo di Ares, il quale abilmente le schivava rispondendo con sfere di fuoco e di energia. L‘avversaria, pratica ormai a battersi con lui, conosceva le sue mosse alla perfezione, non si faceva certo intimorire da qualche colpo ricevuto. Lanciò il chakram verso il soffitto della stanza nella quale combattevano, facendogli assumere una traiettoria imprevedibile, fu allora che Afrodite si decise a raggiungere Gabrielle portandola in un luogo più protetto. -vieni con me non ci conviene rimanere qui a lungo potremmo finire male- -no, non me n’andrò, non permetterò che Xena sia sconfitta da quell’essere- ma mentre ancora stava parlando, la dea la aveva già trasportata nella sala accanto da dove si udiva lo svolgimento dello scontro. Urla e rumore di spade si incrociavano, mentre la tensione cresceva. - come hai fatto a tornare? noi tutti credevamo che fossi spacciata per sempre!- urlò Ares mentre le sferrava un poderoso calcio nel ventre- dopo aver incassato il colpo, Xena rispose – dovresti conoscermi ormai, sai benissimo che io vinco sempre!!- - non esserne così sicura!! Io sono immortale, e tu, tu sei appena tornata dal regno degli spiriti! Pretendi forse di competere con me!!!?? Illusa- e scoppiò in una fragorosa risata che infastidì non poco la grandiosa guerriera - stai cercando di provocarmi? Perché sappi che le tue parole, per quel che vali tu per me, valgono tanto quanto un granello di sabbia nell’acqua…. Praticamente nulla!- rispose a tono ma si accorse che ora Ares la stava guardando intensamente con un leggero sorriso sulle labbra, sembrava non prestare ascolto alle sua parole bensì sembrava avvolto nei suoi pensieri; non era più in posizione d’attacco, era rilassato… anche Xena rilassò i muscoli fin troppo tesi e si mise a fissare con sguardo interrogativo il suo rivale. Il silenzio fu subito notato nella stanza accanto ove si tratteneva dall’intervenire la giovane amazzone…- dove sono le mie vesti? Le mie armi? Questi abiti non mi appartengono! Chiama una ancella e fammeli portare, ne ho bisogno- disse Gabrielle con tono quasi indispettito, Afrodite la guardava inizialmente con uno sguardo pieno di compassione, poi ricco di disapprovazione e le rispose- non è questo il momento per intervenire, devono risolvere da soli la loro questione..- ma fu interrotta dalla giovane, che le tappo la bocca con la mano.. nella sala accanto qualcuno stava ridendo fragorosamente… - ah, ah, ah, ah, ma come ho potuto pensare di potermi innamorare di un’altra donna? Sei tu la donna che amo! Quella che voglio al mio fianco per dominare il mondo! Tu, tu sola e non la tua brutta copia!!!ah, ah, ah!- Xena alzo il sopracciglio, e guardò l’antagonista con molta tranquillità, quasi con derisione. - Non mi stupiscono le tue affermazioni! Non puoi innamorarti di nessuna all’infuori di me, perché tu non sai cos’ è l’amore! Credi di essere innamorato di me, non ti rendi conto che ciò che provi e solo un’attrazione fisica, possiamo dire anche sessuale e nulla più- - tu credi?- ribatté il dio. -ne sono certa!- disse con tono autorevole la guerriera poi proseguì – amare non è solo attrazione! È vivere per la persona che si ama, starle accanto quando più ne ha bisogno, e se servisse, morire per lei….. ma tu, cosa vuoi saperne di ciò…..di questo sentimento….-disse nuovamente la donna con fare rilassato, e deciso, quasi una presa in giro. Pochi minuti di silenzio….Xena osservava Ares con fare dubbioso. Si domandava che cosa nuovamente gli stesse passando per la testa proprio nel bel mezzo di un combattimento. - ma che stai facendo?? Che ti succede?? Perché hai smesso di combattere? Ti sei forse accorto che sono più forte di te ?- disse la guerriera. -ora sei tu che stai provocando me! Ma non risponderò alle tue provocazioni, anzi, ti renderò partecipe dei miei pensieri….- rispose il dio, -e poi vedremo chi sarà il più forte…- aggiunse sotto voce. -Ebbene sentiamo- replicò la donna ora appoggiata col fianco alla colonna, le braccia incrociate e il sopracciglio inarcato. –beh sai, stavo pensando… che vi amo tutte e due! E si! Poco fa ti dissi che non potevo amare nessuna donna all’infuori di te….ma ora che ci penso posso eccome…- Xena lentamente riprese la posizione d’attacco- spiegati meglio! Cosa intendi dire Ares-; -beh vedi…con te potrei dominare il mondo, distruggere e conquistare tutto quello che desidero…mentre con la tua amica… beh, con lei potrei soddisfare ben altri desideri, di diversa natura, non so se puoi capire…. ma perché mi guardi così, sei forse in collera con me perché ho fatto sesso con la donna che ami? O sei in collera con lei perché si è concessa senza opporre resistenza? Ebbene si Xena, lo ha fatto di sua spontanea volontà. Si è data a me!!!!Corpo e anima….a me….!!! Ah ah ah…- rise, mentre la donna come una furia tentava di trattenersi dal reagire e rispose: -Tu stai mentendo, non sai amare Ares….lei non si è concessa a te, mai e poi mai….- - tu credi di saper amare?? E chi, se si può sapere….forse quella biondina?–ma non ti vedi?ti sei innamorata di quella, di una donna…- - Stai mentendo, la pagherai per tutto questo Ares!!Ti ucciderò…………-la collera violenta di Xena si sentì in tutto l’Olimpo, le sue grida echeggiavano in ogni stanza, i rumori delle spade squarciavano gli echi producendone di nuovi. –non puoi uccidermi….Illusa!!!!! Sarai tu a soccombere e io godrò della tua sconfitta e non solo, anche della tua cara amica, come tu non potrai mai!!!Sei già morta Xena, non sei gradita qui, è giunta l’ora di tornare da Yodoshi!!!!- detto ciò le sferrò un poderoso calcio nel ventre che la fece volare a qualche passo di distanza. Mentre nella stanza accanto, in quel momento Gabrielle riuscì a districarsi dall’abbraccio di Afrodite - mi dispiace, ma Xena ha bisogno di me- e la spinse, facendola urtare contro una statua che stava alle loro spalle. Corse nella stanza accanto ove imperversava il duello all’ultimo sangue tra i due contendenti, giunse all’ingresso e vide Xena che recuperava il suo chakram che fino a quel momento aveva continuato a girovagare per la stanza, e abilmente schivato dal suo rivale. La valorosa guerriera impugnò il disco d’acciaio e lo scaglio verso le gambe del dio, il quale parò il colpo con la spada, conferendogli una traiettoria molto variabile, che confondeva chiunque. L’amazzone osservava pietrificata la scena che le si prostrava davanti agli occhi: Xena era ferita…le braccia sanguinavano copiosamente, le ginocchia reggevano a malapena il peso del suo corpo. La sua fronte coperta dal sudore, ma nonostante ciò continuava a guerreggiare con Ares, che non le dava un attimo di tregua. -io non credo alle tue parole!Stai mentendo!! Tu non potrai mai amare Gabrielle!! E lei non amerà mai te, perché noi ci amiamo e daremmo la vita l’una per l’altra se fosse necessario!! Tu non sai amare!!!- detto ciò si scaglio nuovamente contro il nemico, colpendolo con ripetuti pugni al volto, fino a farlo crollare a terra. Ares, si rialzo velocemente e riprese a scontrarsi vibrando un ennesimo colpo con la spada e colpendo l’avversaria alla spalla destra, Xena cadde a terra stremata e dolorante. -Xena!!- urlò Gabrielle dall’ingresso, la scena si era svolta a breve distanza da lei, ma i due duellanti non si erano accorti della sua presenza. –Xena!!- ripeté, la guerriera si voltò ad osservare l’amica e le sorrise, ma in quel momento il chakram che ancora scorreva per la stanza andò a colpire la sua proprietaria, provocandole una nuova ferita alla guancia. Xena si sfiorò il volto, distraendosi dal combattimento e non rendendosi conto che Ares, a pochi passi da lei, le stava per infliggere il colpo micidiale. –è la tua fine mia principessa guerriera!! Ah ah ah!!- urlò sferrando l’ultimo colpo, ma proprio in quell’istante, gli si parò dinnanzi Gabrielle, che si era scagliata verso i due duellanti, scivolando sulle ginocchia e giungendo proprio davanti a Xena dandole le spalle. Divaricò le braccia, la spada del dio le trafisse il petto, penetrando fino al cuore e uccidendola all’istante. Il sangue macchiò la sua veste bianca, mentre il corpo esanime cadeva all’indietro. Xena scioccata e distrutta vide lo splendido corpo, che tanto adorava, della sua migliore e amata amica cadere senza vita, il capo poggiava sulla spalla ferita, i capelli biondi si mescolarono ai suoi neri, un ricordo affiorò in quell’istante, il ricordo di quella notte. Gli occhi di Gabrielle ancora aperti rivolti verso il soffitto, mentre una lacrima le accarezzava il viso lentamente scendendo lungo il collo. Alla vista di tutto ciò, Ares fece cadere l’arma e rimase senza parole, non sapeva che dire, che fare, ora come ora tutto era superfluo, inutile – Cosa ho fatto….- pensò ad alta voce..subito fulminato dallo sguardo carico d’odio di Xena. In quell’attimo comparì sulla scena Afrodite, che passandosi una mano fra i capelli disse –scusatemi, ma non sono riusciut…… Gabrielle….cos’è successo?cos’è accaduto?….. Xena, Ares parlate….Gabrielle!!!!!!!!!- . Xena in preda alla disperazione, non diede ascolto alle parole pronunciate dalla dea, tentava in ogni modo di rianimarla, ma ogni tentativo risultava vano; il corpo era li, inanimato, privo di vita. La disperazione era visibile sul volto di tutti i presenti, e tentando di riprendere il controllo di se, Xena raccontò l’accaduto alla divinità, che incredula, ascoltava senza proferir parola, ma guardando il proprio fratello con uno sguardo che avrebbe pietrificato chiunque, persino un dio. Ascoltato il tutto, Afrodite tentava di trovare una soluzione per riportarla in vita -non doveva finir così, ha sofferto, pianto disperatamente per riaverla accanto. Per riaverla vicino a se, l’ama talmente tanto….non può finire così, no, ci deve essere una soluzione…..ma ha pensarci bene!!!- pensò fra se, -ha pensarci bene, esiste un modo per riaverla fra noi- mentre parlava guardava Xena, la guardava e nei suoi occhi vedeva una tale tristezza e sofferenza. –esiste eccome, ma io devo donarle la mia immort…- non riuscì a finire la frase che fu subito interrotta dal fratello –no Afrodite, so cosa vuoi dire, dobbiamo darle la nostra immortalità, e così potrà ritornare in vita, ma devo essere io!! L’ho uccisa io, ma credimi Xena, non avrei voluto. Credimi, non avrei voluto portarti via la persona che ami. Perché tu la ami, devi rivelaglielo, non credi che sia giunto il momento???- mentre ascoltava le parole di Ares, Xena lo guardava, quante volte avrebbe voluto dirle che l’amava, ma qualcosa dentro, lei si bloccava. -Rivela i tuoi sentimenti Xena, non ti rifiuterà, altrimenti, perché mai avrebbe fatto quel che a fatto per riaverti accanto!!! Lei ti ama alla follia, Gabrielle ti ama come non ha mai amato nessuno. E mai avrei creduto potesse esistere un legame così forte come il vostro….perdonami Xena, perdonami per quel che ti ho fatto…..- detto ciò Ares, voltò lo sguardo verso la sorella, con uno sguardo carico di sofferenza. La guardava mentre era chinata verso Gabrielle, le stava posando la propria mano sul capo, emanando una strana luce, potentissima, luce che donava un tale tranquillità, una luce che riuscì a rimarginare le ferite presenti sul corpo di Xena, luce che donò a Gabrielle un colore diverso. La ferità provocata dalla spada, stava pian piano richiudendosi, facendone scomparire ogni traccia. Le stava donando quel che Xena le aveva ridonato in passato, lo stava facendo perché le voleva bene, come a una sorella o forse anche qualcosa di più, ma quel che contava era che finalmente la stava riportando in vita. La luce di colpo scomparì, gli occhi di Xena e di Ares poterono finalmente ritornare a vedere, non riuscivano a credere hai loro occhi, Gabrielle era li, non sembrava più morta, sembrava addormentata –ora tocca a te Xena, io ho svolto il mio compito….vai…- disse Afrodite, con un sorriso sul volto, che lasciava trasparire tutta la felicità e la commozione che aveva in corpo……-ma come, cosa devo fare, io non capisco…..- rispose la guerriera, con uno sguardo carico di dubbio misto a paura, successivamente intervenne il dio della guerra –vai Xena, sai cosa devi fare, guardati dentro, trova in te la risposta- detto ciò si rivolse alla sorella –ma perché l’hai fatto, ora tu, sei una semplice splendida donna, dovevo donarle io la mia immortalità, se tutto ciò è successo è per la mia stupida voglia vincere, ad ogni costo, ad ogni prezzo, ma perché tu!!- . La dea rispose che non era questo il momento di parlarne, ora c’era qualcosa di più importante a cui dovevano assistere. Tutte e due, in silenzio, pieno di emozione guardarono ciò che si presentò hai loro occhi. Xena era chinata su Gabrielle, si stava domandando cosa doveva fare, stette a riflettere per un momento, quando capì, basto un attimo e si ritrovò a baciarla. In lei, stava nascendo una passione travolgente, qualcosa dentro, la spingeva ad abbracciare l’amica, in un attimo gli occhi di Gabrielle si aprirono lentamente, ciò che videro subito era lo splendido sorriso di Xena –Xena, ma cosa….dove sono….- -shhhhh….non parlare- e subito le labbra si toccarono, si lasciarono andare ad un altro lunghissimo bacio irresistibile, quell’istante sembrava interminabile…… Agli occhi dei presenti questa scena, parve molto romantica, così decisero di lasciarle sole, avevano molte cose da dirsi, e si diressero nella stanza accanto. Le due donne si ritrovarono sole…….. -Xena, quanto mi sei mancata, io, non posso vivere senza te! Io devo dirti una cosa, è da tanto tempo ormai, Xena io…..- -shh!- la interruppe Xena, - Gabrielle io ti amo!!! Ti amo da impazzire, sei dentro di me, fai parte di me…- Ooh Xena, per quanto tempo ho sperato di sentir da te queste splendide parole. Ti amo anch’io, ti amo da sempre, dal primo momento in cui i miei occhi hanno incrociato i tuoi, ho sentito dentro me crescere una sentimento che non riuscivo a controllare, che mi spaventava….era impensabile amarti, ma io ti amavo e ti amo ancora, sempre più di prima….- non riuscì a finire la frase, che si ritrovarono travolte da un’incontrollabile desiderio, si ritrovarono abbracciate, si desideravano alla follia… ma si fermarono, o meglio si fermò Gabrielle, domandandosi: - ma ora, la nostra vita, intendo, cambierà qualcosa??- -ma certo, ritorneremo alla nostra vita di sempre….- rispose Xena con uno splendido sorriso, ma lo sguardo di Gabrielle non approvava quel che aveva appena detto –NO, Xena, la vita di prima no, non voglio, io voglio vivere con te, senza vivere con la perenne paura di perderti o vederti morire di nuovo. Se vuoi questo, mi dispiace ma allora tra noi, finisce qui. Se veramente desideri la vita di prima allora vattene e non farti più vedere….Vattene Xena!!!- detto ciò scoppiò in un pianto. Xena, senza parola, si mise a riflettere, e pensò, mentre una mano faceva ruotare il suo chakcram, e con l’altra sfiorava l’elsa della sua spada –la amo, non posso vivere senza lei, se lo desidera, rinuncerò, rinuncerò a tutto…..ma come posso…- - Gabrielle, se è questo che vuoi, lascerò, abbandonerò la mia vita, per ricominciarne una con te, che sei la mia vita….- pronunciate queste parole, ci fu un momento di silenzio, i loro sguardi s’incrociarono, si guardavano, si desideravano, nei loro occhi bruciava il fuoco della passione, del desiderio….- Xena…..non so che dire- non devi dire niente, abbracciami forte, non lasciarmi più- e così fecero, un abbraccio le strasporto poi a qualcosa di più, ma per questo tipo di passioni e desideri dovevano aspettare un po’ di tranquillità ed intimità, ma soprattutto qualcosa di più comodo…. . Raggiunsero la stanza dove si trovavano le due divinità a ragionare sul futuro delle due donne, arrivarono durante una discussione un po’ animata -no, devono scegliere loro la loro vita…non puoi decidere tu..- disse Afrodite, ma Ares rispose subito – ma è solo un idea, possono vivere nella famosa e per fortuna mia, dimenticata fattoria di Xena….li possono vivere e soddisfare ogni loro desiderio… di ogni origine e di ogni passione, vero Xena….- si rivolse alla principessa, che successivamente rispose con una risata e con un gesto di consenso!!! -Bene, allora sapete cosa fare e dove andare…..- disse la dea sorridendo. –Aspetta- disse Gabrielle, -hai rinunciato al tuo essere divinità, va da Odino, ricordi le mele, ne sono rimaste ancora due…..una è tua di diritto!!!Grazie Afrodite, e Grazie anche a te Ares, e perdonami…ora mi aspetta una vita finalmente tranquilla…vero Xena??- La guerriera rispose con un sorriso, poi rivolgendosi alle due divinità presenti disse: - Vi ringrazio per tutto….-. Detto questo, Afrodite si avvicinò, le prese per mano, in un lampo si ritrovarono davanti alla famosa casettina, magicamente ristrutturata….- ora, una nuova vita vi aspetta, andate….avete qualcosa in sospeso..- un sorrisino malizioso si stampò sul viso della dea, ma non solo sul suo. Si guardarono… Xena inarcò il sopracciglio, sorrise….-beh, cosa stavamo dicendo prima???- in tanto salivano la scaletta che le avrebbe portate all’interno della casa. -Si Xena, avevamo lasciato qualcosa in sospeso, anzi due cose…- Xena capì al volo, - La mia vita, da questo preciso avrà una svolta…..la mia vita da guerriera si conclude qui….è giunto il momento di appendere le armi al chiodo-, magicamente apparve un chiodo sulla parete che le stava di fronte; Gabrielle intanto era nella stanza vicina, nella stanza da letto; compari sulla soglia della stanza Xena, le si avvicinò, l’abbracciò dal dietro e disse –beh, a che punto eravamo ??- -stavamo….-si girò e la baciò appassionatamente. La spinse sul letto, ma nell’altra stanza magicamente si accese il fuoco e compari una tappeto sul pavimento, si fermarono, si guardarono continuando a baciarsi andando nella stanza accanto. Gabrielle spingendo Xena la fece inginocchiare, la desiderava, le tolse l’armatura e tutto ciò che andava tolto, nello stesso tempo Xena faceva lo stesso con lei. Si ritrovarono completamente nude, Xena si fermò, si mise a guardarla, -Gabrielle sei splendida….Ti amo- Gabrielle emozionata: - Mi sembra come la prima volta…..-. In un attimo le mani Xena scivolarono sul corpo ormai nudo di lei, conosceva ogni più piccolo particolare, ogni curva….la sua bocca ovunque, prese Gabrielle e l’avvicinò a se, si ritrovarono distese e la passione scoppiò………fecero l’amore come se fosse per la prima volta. La casa era avvolta dal silenzio interrotto solo dai loro sospiri, dai loro ansimi di piacere. E lascio intuire a voi cosa accadde dopo, come passarono la notte queste due donne. Passarono molte e molte lune, una simpatica divinità, ripresi i suoi poteri fece un gran dono alle giovani donne: una piccola e dolcissima creatura, con lo sguardo di Xena e il sorriso e la dolcezza di Gabrielle. La chiamarono Saffia, in onore di Saffo, poetessa greca, con la quale Xena dichiarò per la prima volta il suo amore per Gabrielle. Come tutte le storie a lieto fine…. Le guerriere in pensione anticipata vissero felici e contente, anzi direi molto contente e soddisfatte. ……………………FINE!!!! |