|
:: L'ARMATA DI
CORILO ::
di
CORILO IL GRANDE
Nota
: I personaggi di questo racconto sono copyright alla MCA/Universal
Pictures.
Sono graditi critiche e commenti che, se volete, potete inviare
all'indirizzo e-mail flivero@tin.it
Buona
lettura !
Era pomeriggio. Gli
uomini dell'accampamento si stavano preparando per l'attacco del giorno
dopo. Arrivò un giovane sconosciuto.
<<Chi è quello ?>> domandò qualcuno.
Lo sconosciuto fu circondato dagli uomini.
Parlò a uno di loro :<< Tu devi essere Didaco, vero ? Ho sentito
molto parlare di te. Devo dire che hai veramente l'aspetto di un grande
guerriero... siamo molto simili noi due.>>
L'altro si limitò a fissarlo.
<<Sono io, Didaco !>> disse una voce dietro allo sconosciuto.
<<Sì, dicevo... hai veramente l'aspetto di un guerriero... siamo
molto simili noi due.>>
<<E' ciò che hai appena detto al nostro cuciniere, Timeo. Tu chi
sei e cosa vuoi ?>>
<<Bene ! Lascia che mi presenti !>>
Lo sconosciuto iniziò a cantare
:<<Sono un guerriero Detto il magnifico
Sono un gran girovago
Se incontro il nemico Certo lo combatterò...>>
Didaco gli puntò un pugnale al collo.
<<Che cosa aspetti ? Uccidilo, Didaco !>>
<<Sì ! E' pure stonato !>> dissero gli uomini.
<<Va bene ! Va bene ! Mi chiamo Corilo e sono un grande
guerriero.>>
Qualcuno si lasciò scappare una risata.
<<Pensavo di unirmi alla tua armata... se a te sta bene,
naturalmente.>>
<<E dove avresti imparato a fare il guerriero ?>> domandò
Didaco.
<<Come, dove ? Mai sentito parlare di Melicerte ?>>
<<No !>>
<<Di Filippide ?>>
<<Neanche !>>
<<Di Xena, la principessa guerriera ?>>
<<Tu sei stato nell'armata di Xena ?>>
Corilo rise.
<<Io sono stato il maestro d'armi di Xena !>>
<<Tu ?>>
<<Esatto !>>
<<Sì, e io ho baciato Venere.>>
<<Davvero ?>>
<<Ora mi hai stancato.>>
Didaco stava per infilzarlo ma uno dei briganti gridò :<< Aspetta
!>>
<<Cosa c'è ?>>
<<Guarda il suo volto. Non ti ricorda qualcuno ?>>
Didaco fissò il volto di Corilo. Rimase sorpreso.
<<Ceneo, ci stavi prendendo per il naso tutti quanti fingendo di
essere un idiota.>>
<<Non sono Ceneo. Sono suo fratello Corilo e so usare la spada molto
meglio di lui.>>
<<Ma allora non è Ceneo. Puoi ammazzarlo, Didaco.>> gridò
uno di loro.
<<Come sarebbe ? Io posso esservi utile.>> protestò Corilo.
<<Sì ! Giusto ! Lui può esserci utile.>> disse Didaco,
riponendo il pugnale nel fodero.
Un brigante sussurrò a Didaco :<< Perché non l'hai ucciso
?>>
<<Sei matto ? Uccidere il fratello di Ceneo il sicario ? Se lo
venisse a sapere ci farebbe tutti a pezzi.>> poi Didaco aggiunse a
voce alta: <<Allora, Corilo, domattina attaccheremo il villaggio di
Echino. Sarà facile. Ho mandato qualcuno dei miei in avanscoperta e non
ci sono molti uomini. Potremo portarci via tutto l'oro che hanno. Mi
raccomando ! Facci vedere cosa sai fare !>>
<<Non vi deluderò. Domani vi darò prova della mia natura di
guerriero.>>
<<Sì, buonanotte !>> pensò Didaco.
La mattina dopo, Didaco e la sua armata arrivò a Echino.
La gente si fermò, spaventata, a osservarli :<<Sono i briganti
!>>
Corilo giunse per ultimo perché era l'unico senza cavallo.
<<Ah ! Siete spaventati, eh ? E ancora non avete visto nulla !
Volete sapere con chi avete a che fare ? Ascoltate un po' !>> e cantò
:
<< Sono un guerriero Detto il magnifico
Sono un gran girovago
Se incontro il nemico Certo lo combatterò
Con la mia splendida
Splendida spada
Vittoria -- vittoria io avrò
Ooooohhhh>>
<<Ma sono briganti o menestrelli ?>>
<<Di certo se sono menestrelli, non sono tra i migliori.>>
<<E' veramente stonato !>> furono i commenti dei presenti.
Didaco e i briganti fissarono Corilo.
<<Ma che sta facendo quel cretino ?>> domandò uno di questi
ultimi.
Didaco gridò :<<Va bene ! Basta , Corilo. Quando ho detto
attaccare, intendevo attaccare il villaggio, non attaccare a
cantare.>>
Corilo parve imbarazzato.
<<Ora diamo fuoco alle case.>> proseguì Didaco.
<<Non quelle di pietra, spero.>> intervenne Corilo.
<<Eh ?>>
<<Ricordo che, anni fa, con Ceneo, abbiamo provato a incendiare a
una casa di pietra ma ci è andata male.>>
<<Ma perché lo hai portato con noi, Didaco ?>> chiese un
brigante.
La gente aggredì i briganti.
<<Addosso !>>
<<Fuori dal nostro pacifico villaggio !>>
<<Non ci farete del male !>>
I briganti furono costretti a scappare. Corilo li seguiva correndo, mentre
una vecchietta lo prendeva a calci nel sedere. Tornarono all'accampamento.
<<Non è andata tanto male per una ricognizione, vero Didaco
?>> chiese Corilo.
<<Ma non doveva essere una ricognizione. Dovevamo portare via tutti
gli averi del villaggio.>>
<<Vuoi che lo uccidiamo, Didaco ?>> domandò un brigante.
<<No !>>
Didaco si ritirò nella sua tenda.
Corilo parlò con i briganti :<<Visto ? Gli abitanti di Echino sono
stati presi dal panico appena siamo arrivati.>>
Per tutta risposta, si limitarono a lanciargli un'occhiataccia.
<<Certo, devo aver fatto impressione anche a questi
guerrieri.>> pensò Corilo.
La mattina seguente, Didaco radunò i suoi uomini.
Disse a Corilo :<< Se tu vuoi, puoi anche non venire. Abbiamo visto
di cosa sei capace !>>
<<Non sia mai che Corilo abbandoni i suoi amici.>>
<<Amici di chi ?>> domandò un brigante.
<<Ma , Corilo, non occorre che tu venga.>> insistette Didaco.
<<Corilo ha una parola sola. Verrà !>>
<<Accidenti alle parole sole.>> si lamentò un altro brigante.
<<Va bene, Corilo. Allora precedici pure al villaggio. Noi ti
seguiremo.>> ordinò Didaco.
<<Come ?>> chiese un terzo brigante.
<<Io, da solo ?>> domandò Corilo.
<<Sì, noi ti verremo dietro. Comanderai l'armata.>> disse
Didaco.
<<Va bene !>> annuì Corilo.
Partì.
<<Ma che significa, Didaco ?>> domandarono i briganti.
<<Non possiamo uccidere il fratello di Ceneo per non inimicarcelo.
Tuttavia, se a ucciderlo fosse qualcuno del villaggio...>>
<<... Ceneo non potrebbe incolpare noi. E' geniale.>> terminò
un altro brigante.
La pace tornò a regnare tra i briganti e, presto si ripresero dalle
ferite riportate nel villaggio.
Qualcuno gridò :<<Guardate ! Non è possibile !>>
Corilo stava tornando. Chiamarono Didaco. Uscì dalla sua tenda,
stravolto. Guardò Corilo a bocca aperta.
<<Gli dei ci sono contro !>> osservò.<
<Didaco ! Amici ! E' una vera fortuna che sono riuscito a
tornare.>> salutò Corilo.
<<Insomma !>> rispose qualcuno.
<<Mi sono perso e non sono riuscito a ritrovare il villaggio ma ho
ritrovato l'accampamento.>>
<<E' un vero sollievo !>> disse Didaco, piangendo.
<<Didaco, eri preoccupato per me ?>> chiese Corilo.
Didaco era troppo occupato a singhiozzare per rispondere.
<<Non ce ne libereremo mai.>> disse un brigante.
La sera, Didaco disse a Corilo :<< Ascolta. Ho deciso di affidarti
un nuovo compito. Sai cucinare ?>>
<<Sì.>>
<<Bene ! Domattina, prima di attaccare il villaggio ci preparerai la
colazione e poi...>>
<<... poi partiamo per Echino !>>
<<Non tu Corilo. I cucinieri non combattono. Ci attenderai
all'accampamento e ci preparerai la cena.>>
<<Ma io volevo combattere con voi.>>
<<Consideralo un apprendistato.>>
<<Va bene, Didaco. Ah, senti !>>
<<Dimmi !>>
<<Cos'è successo a Timeo ?>>
<<E' malato e non può lavorare.>>
<<Ah, è malato.>>
La mattina dopo, Corilo fornì una porzione di zuppa a tutti.
<<Mangiate tutti la zuppa di Corilo il grande ! La zuppa che rende
forti i guerrieri.>>
<<Cos'è, una pozione miracolosa ?>> scherzò un brigante.
<<Molto di più !>> rispose Corilo <<E' una mia ricetta
personale : sale, peperoncino, olio, bacche, semi, ortiche e
altro.>>
<<Che cosa hai detto ?>> chiese un brigante, il cui volto
stava diventando rosso fuoco.
I briganti fuggirono tra i cespugli. Didaco uscì dalla sua tenda.
<<Allora, miei uomini siete pronti per attaccare il villaggio
?>>
C'era solo Corilo nell'accampamento.
<<Dove sono gli altri ? Che è successo ?>>domandò Didaco.
<<Non lo so, forse sono già partiti.>>
<<Incredibile.>> esclamò Didaco.
Prese distrattamente una porzione della zuppa di Corilo. Ne mangiò un
po'. Scappò urlando tra i cespugli dove trovò la sua armata.
<<Questa zuppa sì che è miracolosa. La forza e l'entusiasmo che ha
donato ai briganti mi riempie d'orgoglio. Oltre che un grande guerriero
sono un ottimo cuciniere.>> pensò Corilo.
I giorni seguenti, l'armata di Didaco non si reggeva in piedi. Gli uomini
erano tutti nelle loro tende. Corilo si aggirava per l'accampamento
deserto. Una mattina, Didaco uscì dalla tenda. Era abbastanza in forze
per alzarsi in piedi. La prima persona che incontrò fu Corilo.
<<Per gli dei !>> esclamò Didaco, barcollando.
<<Ascolta, Didaco. Devo dirti una cosa...>>
<<Cosa ?>>
<<...negli ultimi giorni, non abbiamo fatto granché... non è
questa la vita che immaginavo quando dicevo che volevo fare il guerriero.
Credo che lascerò la tua armata se me lo permetti.>>
Didaco non credeva alle proprie orecchie.
<<Certo che hai il mio permesso, Corilo. Vai pure ! Il mondo ti
aspetta !>> gridò, felice.
Altri uomini uscirono dalle loro tende, increduli.
<<Va bene. Addio, amici. Non vi dimenticherò mai.>> salutò
Corilo, commosso.
Anche gli altri sembravano commossi, fino alle lacrime.
<<Dobbiamo festeggiare ! >> gridò Didaco, pazzo di gioia.
Si nutrirono di ciò che c'era in pentola.
Qualcuno chiese :<<Ma chi ha preparato questa zuppa ?>>
Qualcosa passò per la mente di Didaco.
Gridò :<<No !>>
Corilo, ormai lontano, pensò :<<Bruciare le case di pietra ! Che
sciocchi !>>
|