:: INDICATIVO ::
di
MARTICORR

Sxo che vi piaccia, l'ho scritto col cuore... Accetto molto volentieri commenti di qualsiasi genere, che possano aiutarmi a migliorare i miei racconti.
BATTLE ON FRIENDS!
e-mail: marticorr@libero.it

““Non ti lascerò mai…Sarò sempre con te…
La voce si affievolì sparendo pian piano con la luce del sole all’orizzonte. In quel momento, Gabrielle chiuse gli occhi, respirando profondamente, mentre il dolore si faceva sempre più intenso, lacerando il suo cuore oramai a pezzi…Rimase ancora sulla coperta della nave diretta ad Anphipoli, assaporando l’odore dell’acqua del mare, il vento gelido che sbatteva sul suo volto…A Xena piaceva l’odore del mare, le incuteva un senso di pace e tranquillità, e a lei piaceva osservarla quando si metteva a poppa della nave con le braccia spiegate e gli occhi chiusi, assaporando questo gigante, quest’enorme distesa d’acqua che sembrava non finire mai…
Una lacrima scese dal suo viso, cercò di scacciare i brutti pensieri che affioravano nella sua mente…Tra le mani stringeva ancora la piccola urna dove erano riposte le ceneri della sua amica, la Grande Principessa Guerriera. Scese sotto coperta, entrò nella sua stanza, depositò l’urna nel piccolo scrigno, si tolse le vesti, la sacra Katana e il Chackram, un tempo appartenuto a Xena. Si coricò sul suo giaciglio, stringendo fortemente a sé il cuscino, cercando un po’ d’affetto e di tenerezza, che colmasse il suo vuoto interiore, che la rendeva così debole e fragile, come un piccolo lupo che ha perso il suo branco, come un giovane leone che ha perso il suo spirito combattivo, come una donna…Che ha perso la cosa più preziosa al mondo, l’unica cosa che la facesse sentire veramente se stessa… Ripensò a tutte le attraversate e a tutti i viaggi in mare compiuti al fianco della sua amica, e Gabrielle si sentì male…Aveva sempre sofferto il mal di mare ma Xena le aveva insegnato i punti del corpo sui quali fare pressione per calmare la nausea. Un triste ma ironico sorriso si formò sul suo volto, sogghignando esclamò:
Ho imparato tante cose da te…
E nuovamente l’espressione sul suo volto mutò, scoppiando in un pianto disperato.
Perché?? Perché mi hai lasciato da sola?? Non riuscirò mai più a vivere, a proseguire il mio cammino…Tu sei la metà mancante del mio cuore e senza di essa io non sono niente…
Guardò il soffitto, poi la stanza in cerca di una risposta…Nulla…Niente…Un silenzio pauroso e assoluto piombò nella cabina e Gabrielle si sentì ancora più sola…
La stanchezza per il viaggio, il dolore e la sofferenza straziante, che ogni secondo, ogni minuto le rubava parte della sua essenza vitale, fecero in modo di catapultarla nel mondo di Morfeo, dove…Forse…Avrebbe trovato un po’ di pace. Intanto, nell’angolo più buio e remoto della cabina, apparve Venere, la Dea dell’Amore, attirata dalle sue preghiere e dal suo immenso dolore. Non riusciva a non pensare a lei, la sua amica Gabrielle, che l’aveva sempre aiutata nel momento del bisogno, nei momenti difficili e di sconforto, come quando Calligola voleva rubarle la sua essenza divina, o quella volta che diventò mortale…
Non ce la faccio a vederti così…Lei ti manca, ti manca immensamente, e nei tuoi pensieri c’è solo lei………Xena, se per una volta lasciassi da parte il tuo maledetto orgoglio e senso del dovere……Sarà dura per te ricominciare eh, piccola mia? Di certo, per quanto tu sia forte e coraggiosa, questa volta non so se ci riuscirai…Non lo so…Temo per te, amica mia…
E Venere si dissolse andando chissà dove, chissà in che posto…Per trovare una soluzione…
Io devo aiutarvi, ve lo devo, dopo tutto quello che avete fatto per me…
Durante la notte, ebbe degli incubi tremendi, che ai suoi occhi parevano realtà. Il corpo di Xena riposto su un tavolo, la sua mano che si tendeva verso la quella dell’amica…Ma che non riusciva mai ad afferrare, fino a quando Xena si voltò e svanì lentamente. Gabrielle si alzò bruscamente dal suo giaciglio, andandosi a sciacquare il viso stravolto. Si guardò allo specchio quasi non riconoscendo più il suo volto, un tempo così luminoso e splendente…Ora quel volto era segnato dalle sofferenze ed era ormai stremato….
Non ce la faccio più…Il mio spirito non reggerà ancora per molto…
Dopo una breve pausa si vestì, raccolse i Saai e salì sul pontile della nave.
Un po’ di esercizio mi farà bene e mi terrà la mente occupata
Ma non fu così…Scagliò il primo colpo e successivamente un secondo, ma con più rabbia e violenza. Raccolse i Saai, indietreggiò ancora e scagliò il primo poi un secondo, mostrando le spalle al bersaglio, ma non udì il rumore dell’arma incastrarsi nel tronco dell’albero maestro della nave…
“……Marte che vuoi?
Bhe, riconosco che ora che non c’è più la tua fedele amica, ti tieni sempre in esercizio, eh? Cosa vuoi diventare una guerriera anche tu?”
Non osare nominare il suo nome…Lei è morta e non tornerà mai più…
Gli occhi di Gabrielle si fecero lucidi, mentre la colera saliva…
Vedi? Era questo che volevo…La collera in te cresce ogni giorno di più, stai diventando come la vecchia Xena…E questo mi piace
No Marte, io non diventerò mai come lei…Piuttosto sceglierei la morte, e la sai una cosa?…Non sarebbe neanche una cattiva idea…”
Ehi, ragazzina non prenderti gioco di me, io posso offrirti un’occasione per cambiare…Per ricominciare una nuova vita.”
Io non riuscirò mai a dimenticarle…Lei è…E’ tutto per me…E lo sarà per l’eternità…Come posso ricominciare?!
Ed è qui che ti volevo…Io sono una divinità e posso porre fine a tutte le tue sofferenze con un solo gesto…?” Le parole di Marte si fecero incompiute ed a Gabrielle sorse spontanea una domanda:
Marte, ti conosco troppo bene e tu non dai niente per niente…Cosa vorresti in cambio?”
Hai ragione ci stavo pian piano arrivando…Tutto questo io lo faccio per te, sia chiaro…Dopo Xena sei sempre stata la mia preferita…L’allieva e la maestra…Bhe! Dovresti….”
Dovrei?? Cosa Marte, cosa devo fare???
Diventare la mia Regina…Sai da quando Xena ha ucciso tutti gli Dei tranne me e mia sorella, mi sento molto solo…”
Mai!!! Non voglio diventare come te!
Ma io ho potere…Libertà…Lascia che ti faccia vedere…” Marte si avvicinò a lei, le pose una mano sulla fronte e una sul cuore. Gabrielle chiuse gli occhi e sentì nel suo corpo una sfrenata energia, una passione, una incredibile forza che cresceva in ogni momento dentro di lei…Il suo respiro si fece più lieve e rilassato, come in estasi…
Non provava quella sensazione di gioia e felicità dall’ultima volta che ebbe Xena al suo fianco…Marte indietreggiò, mentre il sole stava ormai per sorgere…Questo significava che Xena sotto forma di spirito avrebbe potuto mostrarsi a Gabrielle, e starle nuovamente accanto…Ma questo non le bastava…Svanì nel nulla ma la sua voce rimbombò come un ruggito dentro la sua testa…
“…Pensaci…Io aspetterò la tua decisione.”
Si precipitò sul bordo della nave, tenendosi stretto il piccolo ciondolo appeso al collo, avuto in dono dalle amazzoni. Fissava l’acqua, mentre quella forte energia cominciava pian piano a svanire. Poteva essere vero? Se avesse accettato avrebbe smesso di soffrire? Sarebbe riuscita a ricominciare tutto da capo? Eppure quella bellissima ed intensa sensazione non riusciva a scacciarla dalla mente…I primi marinai, col sorgere del sole salirono in coperta, mettendosi subito al lavoro. Gabrielle rimase ancora qualche attimo ad ammirare l’acqua, così calma e tranquilla…
“Magari potessi essere anch’io così…”
Ad un tratto sentì una presenza familiare alle sue spalle, come se le stesse dolcemente accarezzando una spalla…Era Xena, ma non disse nulla per non spaventare i marinai. Si voltò, raccolse le sue armi e scese sotto coperta. Entrò nella stanza e vide seduta sul giaciglio, la creatura più bella che potesse immaginarsi, colei che le donava la forza di andare avanti, colei che rischiarava il suo mattino, colei per cui nutriva un sentimento profondo, oltre i confini dell’amicizia tra due persone…Ma che mai aveva avuto il coraggio di confessare…
“Buongiorno Gabrielle, hai incontrato qualcuno questa notte?”
“Non credere che non sappia che tu la notte mi osservi, perciò non fare finta di non sapere…” Il tono di Gabrielle si fece improvvisamente duro e freddo.
“Perché mi dici così? Perché mi tratti freddamente?”
“Perché?? Ecco perché…” Prese il Chackrm dalla cintola e lo scagliò con forza verso Xena…La oltrepassò incastrandosi nella parete opposta.
“Ecco perché…” Xena abbassò lo sguardo, cercando di trattenere le lacrime ma gli fu impossibile.“Vattene Xena… Non potrò mai dimenticarti se continui a comparire e a scomparire dalla mia vita…Vattene!” Il suo tono si fece sempre più cupo e freddo, quasi gelido.
“E’ questo quello che vuoi?” Gabrielle si prese una piccola pausa e con tono soffocato emise un SI, che destava molti dubbi. Xena era tutta la sua vita, come avrebbe potuto dimenticarla?“Se è ciò che veramente desideri lo farò, uscirò per sempre dalla tua vita e non tornerò…” Il suo spirito si stava lentamente dissolvendo, per sparire per sempre…“Xena, aspetta!!…” In preda al dolore si gettò fra le braccia della sua amica, stringendola con tutta la forza che le era rimasta. “No…No… Non voglio perderti…No…” “Gabrielle, va tutto bene sono qui con te…Calmati ora…So che non lo avresti mai fatto…Temevo però che ti fossi lasciata suggestionare dalla proposta di Marte…” “No mai! Non avrei mai accettato. Non ce la faccio più…Mi manchi immensamente…il vuoto dentro di me è incolmabile e questo mi spaventa. Mi manca svegliarmi la mattina accanto a te, e la sera quando tramonta il sole, sapere che non ci sarà un altro giorno che passeremo fianco a fianco…E’ orribile e io non ce la faccio a proseguire il mio cammino da sola…Perché il mio destino è legato al tuo…Ricordi? Vorrei trovare il coraggio per togliermi la vita, e starti vicino…Per sempre.” “Non devi neanche dirle queste cose, non voglio più sentirle…Il mondo ha bisogno di gente come te!”
“Ma ha bisogno anche di gente come te…Io ho bisogno di te…Perché………”
“Perché Gabrielle?……”
“No niente Xena…E’ solo che è difficile parlarne…”
“Allora lascia che per una volta parli io…Per tutte e due.” Il volto di Xena si fece improvvisamente serio, e un po’ imbarazzato, sapeva che dopo, le cose sarebbero cambiate e che non sarebbero più tornate ad essere come prima…
Quando ti ho conosciuta, la mia vita non aveva più senso, non credevo di essere capace di ricominciare…Ho fatto cose tremende nella mia esistenza, cose di cui mi vergogno e ne sto ancora pagando il prezzo…Appena ti ho visto ed i nostri occhi si sono incrociati per la prima volta, è scattato qualcosa dentro di me e col tempo questo sentimento cresceva e si faceva sempre più forte. A fatica, negli ultimi due lustri riuscivo a contenerlo, avevo paura di aprirmi troppo e rovinare ciò che avevamo costruito insieme con tanti sacrifici…Avevo paura che mi avresti respinto e se fosse accaduto ti avrei persa per sempre.
Nelle sei primavere passate insieme sono successe cose che neanche gli Dei sanno spiegare…Tu sei come il sole dopo la pioggia, come la fresca brezza d’estate che accarezza i fiori appena sbocciati, come un tornado che ti travolge e non ti resta che farti trasportare…Il sentimento che provo per te oltrepassa ogni confine, ogni barriera…Come quella dell’amicizia…Ecco…Quello che ti voglio dire è che…”
“…TI AMO XENA…”Gabrielle prese la mano dell’amica e la strinse tra le sue. “Ti amo, come non ho mai amato nessuno…”
“Anch’io TI AMO Gabrielle…”
Xena accarezzò il volto della sua amica, dolcemente, si avvicinò a lei…Sempre più vicina, finchè le sue labbra toccarono quelle di Gabrielle. Si scambiarono un lungo, lunghissimo infinito bacio, come mai avevano fatto prima…
“FINALMENTE, ce ne avete messo di tempo, eh?” Dopo questo momento non poteva non presentarsi colei che rappresentava ciò che le aveva unite…Venere la Dea dell’Amore. Le due si lasciarono in evidente imbarazzo, ma per la prima volta dopo tanto tempo col sorriso sulle labbra.
“Sto lavorando duramente per voi due sapete?”
“Ah, Venere e cosa hai trovato??? Ti prego dimmelo…Non farci attendere…”
“Ehi, biondina un po’ di rispetto per una divinità…Volevo dirvi che… Sto soffrendo moltissimo per la vostra separazione e mi sono messa al lavoro per cercare una soluzione che risolvesse i vostri problemi…”
“E dimmi Venere l’hai trovata??”
Xena e Gabrielle aspettavano con impazienza una risposta dalla loro amica, quella che avrebbe potuto mettere la parola fine alla loro sofferenza…Ogni momento, ogni secondo di silenzio, rendeva tutto più difficile, aumentando l’agonia.
“Ebbene sì, forse ho trovato una soluzione! Ho dovuto mettere a soqquadro tutta la mia libreria, ma ho trovato quello che cercavo.” Sventolò la pergamena che teneva nella mano e si mise a sedere. Xena e Gabrielle sedettero anche loro, ansiose del verdetto. Si tenevano strette per mano, come due bambine con la paura di separarsi o di perdersi in un grande bosco oscuro….
“Questa pergamena fu scritta dallo stesso Giove, mio padre…Essa contiene il potere essenziale dell’amore…Ora ve la leggerò……… Se l’amore è VERO AMORE, nulla potrà separare due persone neanche la morte. Esiste un luogo non noto a nessun mortale, conosciuto soltanto agli dei…In questo luogo, chiamato Tonal, si trova una fonte dove scorre un’acqua incantata. Se le due anime bevono da questa fonte, e il loro amore è vero e puro, esse potranno ricongiungersi e trascorrere il resto dei loro giorni insieme e per tutta l’eternità.”
“E dimmi Venere, dove si trova questo luogo? Dimmelo ti prego…”
“Con calma Xena…Con calma… Vedi non è remoto a nessuna anima mortale, soltanto a noi Dei dell’Olimpo sappiamo dove si trova…”
La Venere riflettè un attimo cercando di ricordare, scrutando nei meandri più nascosti della sua mente.
“ECCO!!! Ora ricordo. E’ un luogo molto distante dalla Grecia, ma non molto dal luogo dove sei stata uccisa.”
“E allora portaci là, ci arriveremo sa sole con le nostre forze…Le ultime che ci sono rimaste.”
“D’accordo mie care, mi farò viva io domani all’alba…Ora vi lascio, ho sprecato troppe energie, vado a farmi un bel bagno ristoratore!!!! A domani!”
Svanì nuovamente com’era arrivata. Gabrielle e Xena si guardarono negli occhi e sorrisero…
“Ci pensi Xena?? Presto saremo nuovamente insieme e sta volta, mia cara principessa, non ti lascerò più…”
“Gabrielle io non desidero altro che starti vicino ancora…Ma…”
“Ma cosa? Non dirmi che sai ancora pensando alle quaranta mila anime di Higuchi…Lo sai bene che hai riscattato il tuo debito, sacrificando a tua vita e liberandole da Yodoshi non ti sembra un grande sacrificio questo??”
“Lo so, ma ti ho già detto…Se tornassi in vita le lascerei in balia del male…E non posso permetterlo…”
“Ascoltami Xena:  io credo che ormai tu debba lasciare alle spalle questa vicenda,   
E pensare al futuro…Devi liberare la tua mente…”
“… E’ vero hai ragione. Ho perso tutto quello che avevo di più prezioso al mondo perché quelle anime vengano liberate…HO PERSO TE…”
“Ma no, non mi hai mai perso…Nel bene, nel male, nella morte io sarò sempre al tuo fianco! Allora non hai capito ciò che provo??? IO TI AMO con tutta me stessa e per riaverti farei qualsiasi cosa…Ricordalo sempre.”
“Anch’io TI AMO Gabrielle…Quello che provo è un sentimento vero e puro, che non avevo mai sentito neanche per Marcus, per Aristarco o per Hercules…Quando arriverà il momento proveremo a tutti quanto è immenso il nostro amore e nessuno potrà mai dividerci……”
La nave attraccò in Grecia alle prima luci dell’alba, e Gabrielle approfittò della magnifica giornata per rilassarsi. Il mercato intorno al porto era gremito di persone che barattavano e vendevano la loro merce. La sua attenzione si soffermò su un piccolo mercante d’armi, ed incuriosita decise di dare un’occhiata.
L’uomo proveniva sicuramente dalle terre lontane di Lahoma, stava mostrando delle lance ad alcuni guerrieri, Gabrielle entrò nella piccola bottega senza dire nulla…
Un’enorme vastità di armi di ogni genere erano deposte su due lunghi bancali, dalle spade, alle lance, ai giavellotti e molte ancora. Alcune erano in ottimo stato sicuramente forgiate di recente, altre invece erano oramai in degrado, ed il metallo stava perdendo le proprie qualità.
“Cosa stai cercando fanciulla? Io ti posso aiutare, hai per caso bisogno di una nuova arma??”
“Oh, no grazie! Stavo soltanto dando un’occhiata!!” Eh, si! A Gabrielle di certo non servivano nuove armi! Il mercante osservò la giovane donna: aveva gli occhi di un falco e i movimenti leggiadri del cigno…La veste avuta in dono dalla malvagia Akemi, le conferivano purezza ed eleganza. Sulla cintola dei pantaloni c’era il Chackram di Xena, sul dorso della schiena teneva la sacra Katana, ed infine nelle ripiegature dei calzari, le sue armi preferite, quelle che sapeva utilizzare meglio, i Saai.
“Bhe se ti dovesse servire qualcosa, chiama pure, io sarò qui fuori.”
Gabrielle annuì, l’uomo si voltò uscì dalla stanza e si mise a chiacchierare con altri mercanti.
La giovane amazzone fece scorrere le proprie mani su ogni spada, su ogni lancia, facendo sembrare di essere un’esperta in armi da guerra…Si divertiva, e sorrideva cosa che ultimamente non faceva molto spesso. Ad un tratto si soffermò su una spada, incrostata dal terriccio, tutta logorata e segnata da molti combattimenti. La prese tra le mani, ed ebbe una strana sensazione, come se l’avesse già vista in qualche luogo…Chiuse gli occhi ed ebbe come una visione: vide Xena nelle sue battaglie con la spada in mano mentre sconfiggeva Callisto, lottare con Marte, combattere con Yodoshi, uccidere alcuni briganti…
“E’ la spada di Xena…Ma come è possibile??”
“Non mi dire che vuoi acquistare quella spada? Solitamente ci gioca mio figlio, è leggera e maneggevole, ma se utilizzata nel modo giusto, può essere invincibile!”
“Dimmi buon uomo, dove l’hai trovata?”
“Bhe, ecco…Io viaggio molto, ora…Non ricordo…”
“Ti prego cerca di ricordare…E’ importante.”
“Ah si! L’ha trovata mio figlio in una radura molto lontana dalla Grecia, Credo in Oriente…Ma non saprei indicarti il luogo.”
“Deve essere lei per forza! Quanto vuoi per questa spada?”
“Bhe è ridotta molto male, vediamo…5 monete credo possano bastare, in più avrai anche un potente liquido ed una pietra per lucidarla…Ne avrai di lavoro…”
“Ti ringrazio.”
Gabrielle salutò il mercante e si allontanò, ancora incredula del ritrovamento…
“Questo è un segno…E’ il destino che ha voluto che la ritrovassi!”
La giornata proseguì tranquilla, la giovane amazzone si sistemò in una locanda dove trascorrere la notte. Quella sera, non ebbe incubi, per la prima volta dopo molto tempo dormì tranquilla, profondamente senza alcun timore, pensando al futuro, guardando avanti, e non più al passato. L’indomani si svegliò al sorgere del sole, con un motivo per ricominciare a vivere e a lottare…La sua amata Xena. Si alzò dal letto completamente nuda, e sentì la solita presenza alle sue spalle…
“Vorrei avere un po’ di riservatezza PRINCIPESSA GUARDONA…Lo sai che non è educato spiare???!”
“Ehi! Ma non è mica la prima volta che ti vedo nuda! Che problema c’è?”
“E’ che…Mi sento in imbarazzo ora che le cose tra noi sono cambiate…Cerca di capire…”
“Si va’ bene, d’accordo d’accordo ma non c’è bisogno che tu ti vesta così in fretta!!!!” Le due amiche scoppiarono in una risata.
“Ho interrotto qualcosa? Scusatemi ma potreste fare queste cose quando non ci sono io non vi pare??”
“No, no!! Non è come pensi tu, mi stavo preparando. E ti stavamo aspettando.”
“Uhm, se volete più tardi passare nel mio tempio in Grecia vi posso preparare un bel bagno caldo…Ho proprio degli oli favolosi da farvi provare!!”
“Va’ bene, accettiamo molto volentieri!”
Xena in realtà non vedeva l’ora di trascorrere un po’ di tempo con Gabrielle, avevano un sacco di cose da dirsi, ma ora bisognava concentrarsi soltanto sul viaggio che stavano per intraprendere. Venere spiegò loro cosa avrebbero dovuto fare una volta arrivate alla fonte del monte Tonal, e le due guerriere ascoltavano attentamente ogni parola della Dea. Ci fu un breve silenzio, poi Gabrielle si alzò in piedi ed esclamò:
“E’ l’ultima occasione che ho per riportarti da me…Questa volta non credere che mi lasci suggestionare dal tuo orgoglio! Torneremo insieme, o in un modo o nell’altro…Ricordalo!”
“Xena…Mi sono scordata di dirti una cosa molto importante…Eh-eh!!!” Xena roteò gli occhi verso l’alto e attese che la Dea parlasse.
“Tu nel viaggio verso la fonte non potrai accompagnare Gabrielle, dovrà affrontare i demoni del suo passato e lo dovrà fare da sola.”
“D’accordo…” Si voltò verso Gabrielle: ”Io ti aspetterò sul monte Tonal, e ricordati che sarò sempre con te…” Si avvicinò all’amica dandole un bacio sulla fronte e svanì nel nulla…
Gabrielle afferrò la mano della Dea e la guardò fissa negli occhi azzurri.
“Andiamo!!” Venere annuì e si trasportarono ai piedi del monte Tonal.
“Ora non posso più fare nulla per voi…Ce la devi fare da sola piccola mia.”
“Tu hai già fatto molto per noi, ricorda…Non lo dimenticheremo mai. Sei un’amica a cui tengo tanto…” Si abbracciarono e Venere sparì.
Gabrielle si voltò osservando il sentiero lungo il pendio: il paesaggio che la circondava era oscuro e pieno di insidie. Teneva sempre la mano sulla spada, pronta per qualsiasi cosa potesse accadere, per qualsiasi cosa potesse uscire da quei cespugli. Camminò tutto il giorno e quando scese la notte decise di accamparsi nei pressi di un bosco di faggi, per riposarsi. Accese il fuoco, preparò il giaciglio per la notte. La lepre catturata durante il cammino cuoceva a fuoco lento. Dopo averla divorata avidamente si sdraiò ad osservare le stelle.
Cercava di pensare al momento in cui lei e Xena si sarebbero riabbracciate e con quel dolce pensiero, si lasciò trasportare nelle braccia di Morfeo, non sapendo che il giorno che l’attendeva…Sarebbe stato un inferno.
I primi raggi del sole illuminarono il suo volto costringendola ad alzarsi. Scese al ruscello per dissetarsi a sciacquarsi il viso. Vide la sua immagine riflessa nell’acqua limpida, e ad un tratto quell’immagine mutò…Era sempre il suo volto, ma con i capelli lunghi, come li portava un tempo, e lo sguardo perfido…Capì subito cosa stava accadendo e cerco di mantenere la calma, affrontando con coraggio il primo ostacolo che le si era presentato sul suo cammino. Si voltò di scatto ed una presenza molto familiare le apparve dinanzi.
“Speranza…Sei proprio tu?”
“Si madre…Sono io…Tua figlia…Ti ricordi ancora di me?”
“Certo, come potrei dimenticarti? Tu sei mia figlia, e per quanto tu mi abbia fatto del male ti ho voluto bene, sei sangue del mio sangue…”
“Madre…Tu hai lasciato che Xena mi volesse uccidere…E quando io ho ucciso Seleuco…Voi vi siete separate. Infondo il vostro legame non è poi così forte, non credi?” Gabrielle non sapeva che dire…Le parole di sua figlia nascondevano un fondo di verità: la collera e l’odio le avevano divise, Xena la stava per gettare nel vuoto……..Ma l’amore le aveva fatte tornare insieme!!!!
“Tu sei un demone del mio passato, tu vuoi distogliermi dalla mia missione, ma io non cederò…No…Io e Xena siamo fatte per stare insieme e ci rincontreremo molto presto! Hai dimenticato parte della storia, Speranza: noi ci siamo ritrovate. E’ vero, gli amici litigano, soffrono…Ma se l’amicizia è vera e il sentimento è puro, nulla può separare due persone fatte per stare insieme!”
Gabrielle afferrò il braccio di Speranza e la fece cadere nel ruscello…Sparì nelle acque da dove era venuta. Aveva superato la prima prova, e non era stato facile.
Proseguì il suo cammino, osservando ogni albero, ogni roccia ed ogni creatura del bosco, senza abbassare mai la guardia. Sapeva che da un momento all’altro si sarebbe presentato qualcuno….
“Vieni fuori, chiunque tu sia…Non ho paura di affrontarti!!!”
“Davvero? Ne sei sicura?” La voce era familiare. Una donna con in mano un pugnale sbucò da dietro una roccia: aveva lunghi capelli biondi ed occhi cerulei.
“CALLISTO???”
“Si sono proprio io…Dimmi ti sono mancata?”
“Per niente. Che vuoi?”
“Che domande…Ucciderti! Non puoi riportare in vita Xena…Non te lo posso permettere!!”
“Ma come…Non capisco…Xena ti ha salvato dall’Averno quando era un arcangelo…Non capisco…”
“Non c’è niente da capire mia cara: semplicemente che l’anima di una persona che ha seguito il male per così tanto tempo non può cambiare…Come è successo a me e come è successo a Xena. Per tutti questi anni lei ha soffocato la sua parte oscura, ma chi ti dice che riportandola in vita non torni ad essere malvagia?”
“No non Xena…Lei ha rinnegato quel tempo.”
“Sei troppo fiduciosa Gabrielle…”
“Ascoltami: nel corso della mia vita ho dovuto fare molte scelte, e non sempre ho scelto la via più giusta. Ho sempre cercato di risolvere i miei problemi con le parole…Ma ho imparato che con te non è possibile!!!”
“E allora combatti!”
Callisto estrasse la spada dalla cintola e si scagliò su Gabrielle. In realtà questa è fu prima volta che le due guerriere si affrontarono e la giovane amazzone riusciva perfettamente a tenere testa a Callisto. Era come se conoscesse ogni sua mossa ogni su colpo un secondo prima dell’attacco.
“Ti difendi bene, Gabrielle.”
“E non hai ancora visto niente!”
Questa volta fu lei ad attaccare, scagliando con forza i suoi Saai, ma Callisto non ebbe difficoltà a schivarli. Estrasse la sacra Katana e colpì Callisto. La lotta continuò ancora, sempre in perfetta parità; è in questi casi la mente più forte a vincere, quella che riesce a mantenere più a lungo la concentrazione. Gabrielle aspettava soltanto che il suo avversario facesse un passo falso e così accadde: riuscì a disarmare Callisto trafiggendola con la spada. Lo spirito della guerriera si dissolse, sparendo nella radura.
“E’ stata dura ma nulla riuscirà a fermarmi…Nulla.” Sfinita per il combattimento, più mentale che fisico, si accampò ai piedi di una grande quercia. La luna illuminava la sua bionda chioma facendola risplendere. Si sedette accanto al fuoco, sorseggiando l’infuso di bacche di ginepro, ottimo rimedio contro la stanchezza.
“Domani sarà l’ultimo giorno di viaggio, se avessi auto un cavallo ci avrei impiegato meno tempo…Pazienza la mia attesa sarà ricompensata. Meglio accendere un altro fuoco…” Accese un altro fuoco vicino il giaciglio, si coricò e si addormentò dolcemente….
La mattina seguente si svegliò riposata, gioiosa e frizzante. Si mise in cammino cercando di tenere gli occhi aperti. Superò valli, colline, fiumi e boschi fino a quando, uscendo da una radura vide la vetta del monte Tonal.
“Finalmente ci sono riuscita!” Non poteva crederci, aveva raggiunto la meta e i sarebbe ricongiunta a Xena. Affrettò il passo, per raggiungere prima possibile la fonte miracolosa; si guardò attorno, ammirando estasiata la vallata che le si presentava dinanzi.
“Aspetta un attimo…Non credere che ti lasci passare così facilmente!” Gabrielle sentì una voce alle sue spalle, delicata ma allo stesso modo tenebrosa. Una voce familiare che aveva già udito in passato ma non ricordava in che occasione. Si voltò lentamente, e fissò negli occhi la persona che le stava di fronte, con sguardo stupito ed un po’ intimorito.
“Akemi…? Tu qui? Ma…Non capisco…”
“Certo, sono venuta per aprirti gli occhi…E per fermarti!”
“Fermarmi? Per quale motivo? Tu vuoi bene a Xena…E non ti farebbe piacere che tornasse in vita?”
“Xena non può tornare tra i vivi…Chiudi gli occhi Gabrielle…Per un istante…”
Chiuse gli occhi cercando di fidarsi di Akemi, quando li riaprì si sentì svenire…L’intera vallata era coperta di persone: donne, uomini, anziani e bambini…Sembravano non finire mai…
“Queste sono…Sono…”
“Esatto sono le quaranta mila anime di Higuchi, che Xena ha ucciso incendiando la città, e per cui dovrà pagare il prezzo, non potendo tornare da te…”
“Ma Xena ha pagato il suo debito…Lei…Si è riscattata.”
“Questo è quello che credi tu…”
“Ma ci deve essere un modo per…Non…Non può finire così!!”
Il sole stava tramontando in fretta e Gabrielle doveva trovare una soluzione al più presto. Cadde sulle ginocchia, mettendosi le mani tra i corti capelli dorati. Non poteva crederci, la felicità era così vicina da poterla toccare con un dito, ma non poteva…In preda alla disperazione scoppiò a piangere non riuscendo a capire, a trovare una via d’uscita. La stridula risata di Akemi rimbombava nella sua testa, e ormai aveva perduto quasi tutte le speranze quando udì una voce…
“Non arrenderti!! Non arrenderti mai Gabrielle!!” Era Xena, che le parlava dal profondo del suo cuore.
“Hai ragione, non posso arrendermi proprio ora!!!!!” Si alzò asciugandosi le lacrime dal viso. Istintivamente estrasse il Chackram dalla cintola, non sapendo ancora cosa avrebbe fatto, ma il suo sguardo era pieno di determinazione, di grinta e coraggio. Magicamente si aprì un varco nel cielo, ed un guerriero scese a cavallo, raggiungendo la giovane amazzone. Cavalcava uno splendido destriero bianco, ed indossava un’armatura forgiata in oro, che risplendeva sotto i raggi del sole.
“Ascoltatemi!! Questa donna ha dimostrato grande coraggio e forza di volontà, merita il mio aiuto… Io sono Cassio, generatore di una nuova stirpe di guerrieri pronti a sfidare le forze del male…” Gabrielle stringeva ancora il Chackram tra le mani e il Dio Cassio lo notò sorridendo. Come per incanto l’arma si vibrò nell’aria, circondato da una intensa luce. La divinità pronunciò alcune parole incomprensibili e si rivolse a Gabrielle.
“Afferra quest’arma, utilizzala con ardore e dignità. So che comprenderai le mie parole.”
“Ti ringrazio Dio Cassio…Dal profondo nel cuore.”
“il mio compito qui è terminato…Sii felice ed un giorno ci rincontreremo.”
Gabrielle annuì, mentre la divinità scompariva tra le nuvole sul suo cavallo. Afferrò il Chackram scagliandolo con forza sulle anime della città di Higuchi. Ad una ad una si dissolsero nell’aria, raggiungendo il luogo a loro assegnato. Il Chackram si divise in due colpendo più anime e rendendo tutto più veloce. Si riunì tornando nelle mani di Gabrielle, ma schivando Akemi.
“Akemi ho liberato per sempre Xena dal suo debito…Ora tocca a te!”
“Nooo!!! Lei non sarà mai tua!!!”
Gabrielle colpì la ragazza con il SACRO CHACKRAM e come le anime di Higuchi…Svanì nel nulla…Per sempre.
Era finita. Corse il più velocemente possibile sulla cima del monte Tonal e quando la ebbe raggiunta, si guardò attorno, in cerca della sua amica.
“Quello…E’ il monte Fujii…Quanti ricordi orribili…Ricordi che voglio cancellare dalla mia mente…”
“Gabrielle…”
“Xena…Hai visto? Ci sono riuscita…E sai perché? Perché sapevo di averti al mio fianco.”
“Lo so, ma ora andiamo.”
Gabrielle annuì e seguì la sua amica. Durante il tragitto verso la fonte regnava il silenzio, nessuna delle due emise una parola. Quando furono vicino alla fonte Xena si fermò.
“Gabrielle aspetta… Io sono sicura di quello che provo e non ho paura di quello che potrebbe accadere…Il mio amore per te è sincero…”
“Anche per me è lo stesso…”
Si strinsero per mano e si avvicinarono alla fonte. Vicino all’acqua miracolosa c’erano due calici. Xena li immerse entrambi porgendone uno a Gabrielle.
Tenendosi ancora per mano, avvicinarono i calici alle labbra, fissandosi negli occhi come per timore di vedersi un ultima volta. Bevvero un lungo sorso, Gabrielle abbassò lo sguardo il tempo necessario per appoggiare il calice che sentì cadere quello di Xena…La sua amica non le era più accanto…Il panico stava salendo dentro di lei…
“Xena…? Ma dove sei?”
“Sono qui Gabrielle…”
Si voltò e vide la sua amica avvolta in un cerchio luminoso, indossava l’armatura di sempre. Era bellissima i raggi illuminavano i suoi lunghi capelli neri e i suoi occhi color del cielo…Gabrielle sorrise, non rendendosi conto delle lacrime che scivolavano dal suo volto. Corse verso di lei, e l’abbracciò più forte che poteva, come per paura di perderla di nuovo e Xena fece lo stesso.
“Ehi, non così forte o mi soffocherai!”
“Xena…Sei qui…Con me…E lo sarai per sempre questa volta…Non è vero?…Non mi lascerai più?”
“Si…Non ti lascerò…Per sempre insieme…”
Finalmente erano unite, di nuovo insieme. In quel momento, che sembrava infinito, avrebbero voluto dirsi molte cose, ma le parole a volte non sono necessarie per descrivere i sentimenti, bastava scrutare i loro volti.
“Ce l’avete fatta…”
“Venere!! Tu qui?”
Gabrielle corse ad abbracciare la Dea, colei che aveva reso possibile tutto questo.
“Venere, ti ringrazio, senza di te questo non sarebbe potuto accadere… Io e Gabrielle non avremo potuto rincontrarci…Sei una cara amica…Non scorderemo mai quello che hai fatto per noi…”
Gli occhi della Dea erano colmi di lacrime e stavano per esplodere dalla gioia, nessun mortale le aveva mai detto una cosa simile…
“Bhe… Non vorrete farmi piangere…Piuttosto, quell’invito presso il mio tempio è ancora valido e se accettate vi ci posso portare subito…”
“Certo che accettiamo! Sono sfinita, avrei proprio bisogno di un buon bagno…” Esclamò Gabrielle.
“D’accordo…Allora…Via!!”
 E con un semplice schiocco di dita si ritrovarono all’interno del tempio dove per loro era stato preparato un buon bagno caldo e delle vivande.
“Ma…Dov’è Venere?”
“Mie care, io sarei di troppo!! Restate quanto volete!!…Ah! Dimenticavo! Andateci piano con la frutta…Ho versato un po’ di afrodisiaco di troppo!!”
Xena guardò il soffitto roteando gli occhi verso l’alto, poi il suo sguardo si fermò su Gabrielle…Stava fissando l’acqua, così calma e limpida, con lo sguardo perso nel vuoto…
“Cosa c’è Gabriellle?”
“Non posso ancora crederci…Sei qui al mio fianco…Mi sembra un sogno…Ma sai, da tutti i sogni prima o poi ci si deve risvegliare e tutto svanisce…”
“Questo non è un sogno…E’ la nostra nuova vita insieme, la mia e la tua…La nostra… E sarà sempre così.”
Si avvicinarono…Sempre di più scambiandosi un lunghissimo bacio…Gabrielle indietreggiò…
“Aspetta!! Mi sono ricordata che ho una cosa per te…”
“E non me la potresti mostrare più tardi??!”
“No è importante…Non essere impaziente!”
Gabrielle si alzò, dirigendosi verso la bisaccia, estrasse la spada che aveva acquistato da quel mercante ad Anphipoli e la porse a Xena.
“Ma questa… E’ la mia spada…Come è possibile…L’avevo sepolta insieme alla mia armatura…Ma…Dove l’hai trovata???”
“E’ una lunga storia, te la racconterò più tardi” Si accorse che alla cintola aveva ancora appeso il Chackram, anche quello apparteneva a Xena…
“Tieni, anche questo è tuo…”
“No…Voglio che sia tu a tenerlo. Ti ho visto in azione sul monte Tonal, e devo ammettere che sei diventata più abile di me nel maneggiarlo…E’ tuo ora…”
“Xena…Grazie! Sai mi ci stavo affezionando! Ma perché vuoi separarti da lui? E’ la tua arma preferita…L’hai forgiata tu…”
Con voce scherzosa la guerriera rispose:
“Bhe sai… Da spirito ho avuto molto tempo per riflettere e ho pensato ad una nuova arma…”
“Lo sapevo che c’era qualcosa sotto!! Adesso vedrai!!”
Afferrò Xena per un braccio e la spinse in acqua cadendoci dentro anche lei.
“Ecco! Hai visto? Volevo gettare solo te in acqua, ora le mie vesti sono tutte inzuppate!!”
“Ma sarà più divertente sfilartele adesso…”