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:: XENA E IL
MOSTRO URLATORE ::
di
CHIARA
Tutto
cominciò quando Xena e Olimpia passarono per caso nel paese di
Vidigulfabus.
Olimpia era andata a comprare nuove provviste e Xena si era fermata a
riposarsi all’osteria.
Mentre stava bevendo udì una voce familiare che la chiamava: si voltò e
vide Hercules. Dopo essersi salutati, Xena chiese a Hercules cosa stesse
facendo in quel villaggio.
Lui rispose: “Mi trovo in questo paese perché devo armarmi. Domani dovrò
affrontare una dura battaglia”
“Contro di chi?” chiese Xena con curiosità
“Sto andando a Landrianus, un paese a mezza giornata da qui. Mi è
giunta voce che ci sia un mostro, che con il suo urlo disumano sta
sterminando gli abitanti”.
“Allora vengo con te”.
Sellati i cavalli Xena, Olimpia ed Hercules partirono verso Landrianus,
dove arrivarono la mattina dopo.
Notarono subito che il paese era semideserto, e i pochi abitanti rimasti
erano terrorizzati.
I tre entrarono nell’osteria del paese dove li accolse un’arzilla
vecchietta che, tra un bicchiere e l’altro, raccontò loro la storia di
Landrianus: “Fino a due lustri fa vivevamo in pace, eravamo un villaggio
tranquillo e mio figlio era proprietario dell’osteria. Da noi non
c’erano guerre grazie alla vigilanza delle 4 sorelle guerriere. Poi un
giorno arrivò una strana donna, che venne qui vestita di nero. Mio figlio
le chiese se voleva qualcosa, e lei spalancò la bocca: ne uscì un suono
spaventoso e acutissimo. Mio figlio morì sul colpo, insieme ad altri tre
clienti. Allora lei ha preso i loro cadaveri e li ha trascinati fino alla
grotta sotto il castello. Ogni tre giorni lei scende in paese e fa uno
strillo, raccoglie i corpi e se ne va. Nemmeno le 4 sorelle sono riuscite
a fermarla”.
Durante il pasto Xena ed Hercules pensarono cosa fare:
“La cosa migliore è che tu ed Olimpia vi fermiate qui. Io andrò al
castello e cercherò d fermare quel mostro”
“Non pensarci nemmeno. Io verrò con te e Olimpia starà al villaggio”
“Ma Xena, non sono più una fanciulla, voglio venire anche io!”
“Olimpia, proprio perché non sei più una fanciulla voglio che tu resti
qui.
Ascolta, metti che sia io che Hercules veniamo sconfitti: chi proteggerà
il villaggio? Resta qui e taci. Hercules, comincia ad avviarti, io ti
raggiungo subito”.
Dopo pochi minuti Hercules e Xena arrivarono alla grotta indicatagli
dall’anziana. Xena prese il cerchio rotante e sfoderò la spada mentre
Hercules entrò.
Xena lo seguì: la strada che stavano percorrendo era piena di cadaveri in
decomposizione e la parte superiore della grotta era stata buttata giù.
“Ascolta Xena, lascia andare avanti me. Se non riesco a sconfiggerla
allora puoi provarci tu”
“No Hercules, tu hai bisogno di me perché ho appena capito chi è il
mostro.
Se il racconto della vecchia è vero, mi dici come fa lei ad essere
sopravvissuta?”
“Domanda intelligente Xena, peccato che tu ci sia arrivata troppo
tardi!”
Hercules e Xena si voltarono: dietro di loro c’era l’anziana
locandiera.
“Ma come può essere?” chiese Hercules stupito
“È semplice: io sono la figlia di Vulcano e di una mortale e mi chiamo
Cornella. Il mio sogno è sempre stato diventare un grande guerriera, ma
purtroppo, a causa della mia voce acutissima, riesco solo a uccidere. Ho
anche chiesto alle 4 sorelle guerriere, ma anche loro non mi hanno voluta.
Così ho deciso di vendicarmi...”
“...e ora vuoi fare uno strillo qui dentro, così grazie al rimbombo
riuscirai a eliminare tutti quelli del villaggio. Ho indovinato?”
“Si, è così, e voi non mi potete fermare perchè ho come ostaggio la
vostra amichetta”.
Da
sotto il mantello comparve la faccia di Olimpia: “Catturarla è stato
facile come bere un bicchiere d’acqua, mi è bastato fingere di essere
in pericolo”.
A quel punto Hercules si gettò addosso a Cornella, che iniziò a
strillare; Xena allora prese il cerchio rotante e lo lanciò con forza
contro il mostro, riuscendo ad ucciderlo.
Dopo qualche giorno Hercules si riprese:
“Xena,
mi devi molte spiegazioni. Come facevi a sapere tutte quelle cose? E perchè
Cornella non ti ha assordata?”
“Vedi Hercules, prima di andare via ho detto a Olimpia di fornire
tutti gli abitanti del villaggio di tappi per le orecchie e ne ho presi 4
per noi; Olimpia aveva i suoi al momento dello strillo, e io, appena ho
capito cosa stava per accadere mi sono messa i miei. Ma tu sei corso via
prima che io ti dessi i tappi, così l’urlo ti ha assordato”.
“E Cornella?”
“Ha fatto conoscenza col mio cerchio rotante”.
“Allora ci vediamo” disse Hercules, prima di lasciare Landrianus
“Contaci” risposero Xena ed Olimpia.
Poi
il viaggio ricominciò. |