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:: PER SEMPRE
::
di
MARCO
ATTENZIONE:
Questo racconto parla della morte di Gabrielle e del suo dolore per la
perdita di Xena,
se in qualche modo questo potrebbe darvi fastidio... leggetevi
qualcosaltro!
Da
un anno esatto dalla morte di Xena molte cose sono cambiate. Ad Anfipoli,
proprio dietro la locanda di Cyrene, è stato costruito un mausoleo in
onore della Principessa Guerriera. E' lì che è ora Gabrielle,
inginocchiata dinnanzi all’urna nera contenente le ceneri dell’amica
perduta. Nella mano stringe un fazzoletto di seta bianca e con gli occhi
fissi sul terreno le sue labbra si muovono, parla…
Gabrielle: - Sono tornata a trovarti visto? Te lo avevo promesso…
è passato un anno Xena… un lungo anno. Ho girato il mondo come tu mi
avevi detto, ho vagato per le terre dei faraoni e mi sono soffermata sulle
foci del Nilo a ricordare… quante avventure che abbiamo passato insieme
noi due… Perché Xena… -
La giovane stringe con forza il fazzoletto e i suoi nervi si tirano in un
espressione di rabbia
Gabrielle: - Perché?! Come hai potuto lasciarti uccidere così?!
Non hai pensato a me?! Maledette… siano maledette quelle quarantamila
anime! Tu valevi molto di più!! -
Porta le mani al volto mentre le calde lacrime le accarezzano il viso per
poi cadere sul marmo del pavimento
Gabrielle: - Non ce le faccio… non resisto senza di te… mi
manchi Xena. Hai lasciato il vuoto dentro di me… si è così che mi
sento… vuota come il vaso di Pandora… perché anche la speranza mi ha
lasciata ormai… la speranza di vederti di nuovo, la speranza di
abbracciarti e di… baciarti-
Gabrielle piange stringendo l’orlo del vestito vellutato
Gabrielle: - Chi mi darà dei buoni consigli? Chi mi conforterà
nei momenti tristi? Chi Xena? Chi?! Senza di te sono come un tempio senza
le sue colonne… destinata a crollare… si, forse non subito ma mi sto
sbriciolando, pietra per pietra e inesorabile crollerò -
L’amazzone guarda l’urna e si asciuga gli occhi poi si alza e poggia
una margherita accanto al monumento.
Gabrielle: - Mi manchi Xena… -
Con gli occhi lucidi lascia il mausoleo e si dirige verso la porta che da
alla locanda, si gira di nuovo per guardare la cupola e l’entrata
scolpita nella roccia.
Gabrielle sale le scale di legno e entra nella porta della sua camere, si
avvicina al letto e da esso raccoglie un oggetto circolare, lo guarda e lo
porta alla luce di una finestra, il chakram rispecchia i raggi del solo
illuminando il volto della giovane, un’altra lacrima le accarezza il
volto e cade sull’oggetto metallico. Urla di donne provengono
dall’esterno, Gabrielle alza lo sguardo alla finestra, un uomo a cavallo
seguito da altri tre a piedi è entrato nella piazza brandendo la sua
scimitarra, di corsa la giovane scende aspettandoli nello spiazzo davanti
alla locanda.
Uomo a cavallo: - E’ questa Anfipoli…-
Gabrielle: - Cosa volete? -
Uomo a cavallo: - Fatti da parte ragazza -
Gabrielle: - Ho chiesto: cosa volete? -
Uomo a cavallo: - Ahaha! Siamo qui per Xena -
Gabrielle: - Arrivate tardi allora… è morta… -
Uomo a cavallo: - Lo sappiamo bene, sono le sue ceneri che vogliamo
-
Gabrielle estrae le armi dagli stivaletti e facendole roteare si mette in
posizione d’attacco.
Gabrielle: - dovrete passare prima sul mio cadavere -
Uomo a cavallo: - Sarà un piacere farlo… Uccidetela!! -
Uno degli uomini parte correndo verso Gabrielle con la spada distesa in
avanti ma lei para con i suoi Sai e girandogli intorno gli sferra un
calcio sulla schiena, subito il secondo uomo tenta di colpirla con un
bastone chiodato ma la giovane si abbassa per schivare il colpo e con
la,punta di una delle sue armi gli trafigge lo stomaco, una piccola
capriola all’indietro ed è di nuovo pronta per battersi ma si accorge
che l’uomo a cavallo sta correndo verso il mausoleo, troppo tardi per
raggiungerlo correndo. Mette una mano sul fianco e senza pensarci un
secondo lancia il Chakram con tutta la forza, il cerchio fende l’aria e
colpisce il brigante sulla testa disarcionandolo, poi torna nella mani di
Gabrielle.
Gabrielle: - Non lascerò che ti prendano Xe… -
Le sue parole vengono troncate da un dolore lancinante al fianco, abbassa
lo sguardo e la punta di una freccia le trapassa la pancia da parte a
parte, si accascia la suolo, in quel momento ricorda che il terzo uomo era
in possesso di un arco, lo sente fuggire. Gli uomini che avevano assistito
alla scena la circondano per aiutarla.
Cittadino: - Cosa possiamo fare? -
Gabrielle prende la mano dell’uomo
Gabrielle: - Devi spezzare la freccia -
L’uomo, anche se un po’ impaurito, prende la punta della freccia e la
spezza. Gabrielle stringe i pugni
Cittadino: - Ora? -
Gabrielle: - Estraila -
Cittadino: - Non posso… non… -
Gabrielle: - estraila! -
L’uomo mette le mani sulla parte dietro della freccia e con un colpo
secco la estrae, La giovane lancia un urlo
Cittadino: - E’ finita? -
Gabrielle prende da terra la punta della freccia insanguinata e la porta
al naso
Gabrielle: - E’ avvelenata… -
L’uomo strabuzza gli occhi e l’aiuta ad alzarsi da terra conducendola
nella locanda seguiti dalla folla.
Pochi minuti dopo la ragazza è sdraiata su un letto con la fronte madida
di sudore, gli occhi stanno a malapena aperti e le occhiaie si fanno
sempre più scure. Da una porta una donna entra con in mano una ciotola
contenente un liquido fumante.
Donna: - Ecco, bevi questo -
la donna glielo porge alle labbra ma Gabrielle gira la testa dalla parte
opposta e allontana la ciotola con la mano tremante
Donna: - Ma è l’antidoto, cara devi berlo altrimenti… -
Gabrielle: - No… -
Gabrielle chiude gli occhi, una figura cammina verso di lei, in uno
svolazzante abito bianco Xena le sorride dolcemente porgendole la mano,
lei la prende e la segue.
Di nuovo insieme… per sempre. |