:: SURALE ::
di
MARCO

  Il gelido vento che soffia da nord scuote le abitazioni del villaggio di Virna mentre le strade rese fangose dall’incessante pioggia trasportano detriti e ossa di animali provenienti dal bosco. L’unico suono udibile è lo scrosciare delle acque, nessun uomo, nessun segno di vita per le oscure vie, se non quella tenue luce proveniente dalla finestra di una locanda.

Nella grande stanza, seduti a uno dei molti tavoli liberi, quattro uomini si scambiano occhiate, i loro volti illuminati dalla soffusa luce di una candela trapelano una profonda preoccupazione.
Malek: – Sembra che la pioggia non abbia intenzione di smettere. Sono cinque notti che continua a piovere, non vi viene in mente niente? -
Zafir: - Che vuoi dire? -
Malek: - Cinque giorni Zafir… cinque giorni che succedono cose parecchio strane qui… -
Farseo: - Già… quell’intero gregge di pecore trovato completamente dilaniato per cominciare -
Malek: - Tutto è iniziato con l’arrivo di quella… -
Hulkan: - Hey, attento come parli, potrebbe sentirti -
Farseo: - Ricordi cosa è successo alla moglie di Oebalo? -
Zafir: - Ah quella povera donna, che Plutone l’abbia in fede -
Farseo: - L’hanno trovata riversa in una pozza di sangue, uccisa da non si sa cosa -
Malek: - Invece si che lo sappiamo, lo sappiamo tutti ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo -
Hulkan: - Tu pensi sia stata lei…? -
Malek: - No, ne sono sicuro. Da quando è successo sembra che l’ira degli dei si sia abbattuta su Virna. -
Zafir: - Eppure era così indifesa… non posso crederci -
Malek: - Sei troppo giovane Zafir, se anche i tuoi figli fossero stati uccisi barbaramente come quelli di molti padri del villaggio sapresti che è stata lei -
Zafir: - Ma Surale è solo una ragazza! -
 Sugli occhi dei compagni si dipinge uno sguardo spaventato, i loro occhi si sbarrano fissando atterriti il volto di Zafir che, a sua volta impietrito dalla loro reazione, si irrigidisce
Malek: - Sei pazzo! Ci potrebbe sentire! -
Farseo: - Non dovevi pronunciare quel nome nella mia locanda -
Hulkan: - Lo avevo detto di non dire il suo nome…
Un fruscio e un colpo sordo proveniente dall’esterno fa sussultare i quattro
Hulkan: - A… avete sentito? -
Malek: - E’ la fine…. -
Passi leggeri come quelli di un fanciullo si avvicinano alla porta, Zefir fissa il volto di Malek incapace di emettere il minimo suono, i passi si fermano, qualcosa gratta la porta.
Farseo: - No… no… moriremo tutti…-
Un irreale silenzio riempie la stanza immersa nelle tenebre, un silenzio rotto da un forte boato e dal sibilo del vento che entra nella locanda spegnendo la candela. Sull’orlo della porta che si è appena spalancata sorge una figura imponente avvolta in un mantello nero.
Hulkan: - Ti prego Zeus proteggici… -
La misteriosa figura entra con due passi e si ferma, i suoi occhi nascosti sotto la stoffa pesante fissano penetranti i quattro uomini
Hulkan: - Ti prego non ucciderci! -
Xena: - Uccidervi? Perché dovrei? -
Il mantello cade e sotto di esso, stretta in una veste di cuoio, vi è Xena: la principessa guerriera
Xena: - Vi ho forse spaventati? Non era mia intenzione… -
Hulkan si fa tutto spavaldo
Hulkan: - Spaventarci? Noi? Ma che ti passa per la testa donna? -
Farseo: - Cerchi un posto dove dormire guerriera? -
Xena: - Si, io e la mia amica siamo state sorprese dalla tempesta e… -
Gabrielle entra tutta bagnata e si ferma di fianco a Xena per parlarle ignorando gli uomini
Gabrielle: - Ho legato i cavalli Xena, spero stiano buoni -
Il locandiere guarda esterrefatto Gabrielle
Farseo: - Xena hai detto? Xena di Anfipoli? -
Gabrielle guarda Xena sorridente
Gabrielle: - Vedo che la fama ti precede ovunque eh… -
Farseo: - Vi prego lasciate che metta i vostri cavalli nella mia stalla, venite con me ora vi mostro la vostra stanza, sarete mie ospiti per stanotte! -
Xena: - Oh ti ringrazio ma… -
Farseo: - No no no! Non sia mai detto! Stanotte sarete mie ospiti e vi darò la camera migliore -
Xena: - Davanti a tanta generosità non si può che accettare -
Gabrielle e Xena seguano l’uomo su per le strette scale buie, intanto Malek le segue con lo sguardo e quando sono sparite al piano superiore guarda il giovane Zafir e dice
Malek: - Forestieri… non sopporto i forestieri -
Intanto Xena e Gabrielle seguono Farseo per il lungo corridoio, giunti davanti a una porta l’uomo la apre lasciando vedere l’interno della stanza. Il pavimento di legna è qua e la coperto da morbidi tappeti rossi, il grosso letto matrimoniale ricoperto di soffiici cuscini è sormontato da un grande quadro raffigurante una donna vestita di viola che severa guarda il centro della stanza. Il caminetto, posto dalla parte opposta del letto, illumina la camera con le fiamme del fuoco che vi arde guizzante dentro. Gabrielle entra e si guarda attorno felice
Gabrielle: - È stupenda -
Farseo: - Sono contento che vi piaccia, vi auguro una buona notte e se vi serve qualsiasi cosa mi trovate nella stanza davanti -
Xena gli sorride e fa un cenno di saluto con la mano. L’uomo se ne va chiudendo delicatamente la porta, Gabrielle nel frattempo si è buttata sul letto a faccia in giù sprofondando nel morbido materasso. Xena si dirige verso un sedia e dopo essersi tolta l’armatura e aver poggiato le armi si siede per togliersi gli stivali
Xena: - Che bello avere una stanza calda e comoda dopo una lunga giornata a cavallo -
Gabrielle: - Ti rendi conto? Ti conoscono persino qua -
Xena: - Bhe non siamo molto lontane da Anfipoli -
Gabrielle:  - chissà, forse un giorno anche io sarò famosa come te -
Xena dopo essersi tolta gli stivali va alla finestra e guarda fuori incuriosita
Gabrielle: - Che guardi? -
Xena: - Strana pioggia questa, è iniziato a piovere appena siamo entrate nel villaggio -
Gabrielle:- e con questo? Dai ora vieni a letto, devi sentire quanto è comodo! -
Xena si sdraia di fianco a Gabrielle e subito gira la testa dall’altra parte per dormire
Gabrielle: - Sai Xena, quando ho cominciato a scrivere poemi non pensavo che qualcuno li avesse prima o poi letti, ma ora che in molti hanno potuto farlo sono felice. Molta gente ha conosciuto una Xena diversa, non la Xena sanguinaria di un tempo ma quella buona e generosa di ora, e questo grazie ai miei scritti, mi rende felice sapere di averti aiutata in qualche modo…
Gabrielle si volta verso Xena
Gabrielle: - Xena? Che fai dormi?
Xena:- Ronf…. ZZzzzZZZzzz..... Ronf….

  L’indomani un debole raggio di sole si fa strada tra gli appannati vetri delle finestre accarezzando il viso di Xena che giace ancora addormentata
Xena: - Uff… ghgh… -
Xena si volta dall’altra parte per evitare la luce trovandosi di fronte al viso di Gabrielle, nel frattempo il sole raggiunge anche la giovane principessa amazzone che d’impulso si gira anche lei dando una manata sulla faccia di Xena
Xena: - Hey! -
Ancora addormentata Xena si alza dal letto e seduta guarda la sua compagna comodamente sdraiata,
Xena: - Svegliati dormigliona, è ora di partire -
Gabrielle non da cenni di vita, Xena afferra il cuscino e lo tira a Gabby
Gabrielle: - Mhm… lasciami dormire… è presto… -
Xena: - Lo so che è presto ma è ora di partire -
Xena comincia a indossare molto svogliatamente la sua armatura e gli stivali, Gabrielle si mette seduta e mentre si stropiccia gli occhi
Gabrielle: - Sai Xena, ho fatto un sogno strano, c’eravamo tu e io e stavamo camminando in un bosco e poi… -
All’esterno della locanda si sentono delle urla, Xena afferra la spada e il cerchio rotante e si precipita fuori dalla porta
Quando arriva al piano terra è tutto deserto, si dirige verso la porta. Il cielo è ancora uggioso e si può sentire l’odore della terra ancora bagnata, le pozzanghere torbide riflettono i deboli raggi di sole che di rado attraversano le nuvole. Xena si dirige verso un gruppetto di gente urlante che sta circondando un albero.
Xena: - Lasciatemi passare -
la guerriera si fa spazio tra la gente fino ad arrivare al centro, davanti ai suoi occhi il corpo di una donna giace in una pozza di sangue con il volto girato verso il terreno. Xena guarda la scena atterrita fino a quando la giovane Gabrielle non la raggiunge
Gabrielle: - Xena che succ… -
Le parole le si strozzano in gola davanti al terribile spettacolo, passati pochi attimi anche Malek, l’uomo che vi era la notte prima nella taverna, giunge sul posto
Malek: - Vado a chiamare il becchino del villaggio… -
Xena lo segue
Xena: - cosa l’ha uccisa? -
Malek: - e io come faccio a saperlo? -
Xena: - Si tratta sicuramente di un omicidio -
Malek: - Mhm… no, bestie feroci….-
L’uomo continua per la sua strada mentre Xena si ferma e lo guarda andare via
Zafir: - Pss, psss -
Xena si gira verso Zafir che sta appostato in un angolo dietro a una capanna, il ciondolo argenteo che è solito portare risplende sotto i raggi del pallido sole
Zafir: - Pss, vieni qua -
Zafir fa cenno di andare da lui e Xena prontamente ci va
Zafir: - Quella donna morta… -
Xena: - Che sai di quella donna? -
Zafir: - Malek ti avrà detto che sono state le bestie feroci -
Xena: - Non è così? Cosa è stato? -
Zafir: - Lui non vuole che se ne parli, specialmente ai forestieri ma… -
Zafir si interrompe e si gira verso la strada dove Malek sta arrivando in compagnia di un altro uomo,  una volta passati Xena si gira di nuovo verso Zafir ma lui è sparito. Una volta trovata nella locanda trova Gabrielle che chiacchera con il locandiere
Farseo: - …e poi gli ho afferrato la gola e… -
Xena: - Gabrielle -
Gabrielle: - Oh Xena, Farseo mi stava raccontando di quando ha messo in fuga dei briganti -
Xena sorride e prende Gabrielle per una spalla portandola più lontano poi a bassa voce per non farsi sentire dice
Xena: - Sta succedendo qualcosa di strano -
Gabrielle: - la donna morta? Farse dice che sono state… -
Xena: - … le bestie feroci lo so, ma ci stanno nascondendo qualcosa -
Gabrielle: - Come fai a dirlo? -
Xena: - Quel giovane, Zafir, mi voleva dire qualcosa a proposito ma siamo stati interrotti -
Gabrielle: - Cosa facciamo? -
Xena: - Cominciamo a chiedere a Farseo se ci da una stanza anche per stanotte poi vedremo -
Gabrielle va dal locandiere e si siede accanto a lui
Gabrielle: - Davvero portentoso come li hai fatti scappare ma… volevo chiederti… -
Farseo: - Volete rimanere di nuovo a Virna? -
Gabrielle: -  A dire il vero… si -
Farseo: - Siete libere di rimanere quanto volete come mie ospiti -
Gabrielle sorride affettuosamente e fa un cenno col capo a Xena per dirle che è tutto a posto.
La giornata prosegue senza inceppi e la notte passa serena, il mattino seguente Xena si sveglia molto presto e senza svegliare Gabrielle si dirige all’esterno decisa a risolvere l’enigma. All’interno della locanda, seduto dietro al bancone, Farseo le fa un cenno col capo
Farseo: - Mattiniera stamane -
Xena si dirige verso di lui e si siede su uno sgabello davanti a lui
Xena: - Già, ho un po’ di acquisti da fare… -
Mente Xena, Farseo pulisce dei boccali così lei chiede distrattamente
Xena: - Strano ragazzo quello Zafir non trovi? -
Farseo: - E’ un gran bravo figliolo, e anche se suo padre è morto circa un lustro orsono lui continua a portare avanti la sua attività… eh già… davvero un bravo ragazzo…
Xena: - E riguardo alla donna trovata morta ieri…? -
Farseo smette di pulire e guarda Xena con aria un po’ preoccupata
Farseo: - Co… cosa? -
Xena: - Nulla… a quando i funerali? -
Farseo si rilassa
Farseo: - A stasera probabilmente, sai il becchino deve ancora preparare il corpo per… -
Xena si alza e scappa fuori dalla locanda
Farseo: - Hey dove…? -
Xena si dirige con passo veloce verso il luogo in cui, il giorno prima, aveva visto dirigersi Malek. Dopo poco arriva dinnanzi a una capanna il cui aspetto tetro preannuncia ciò che vi è all’interno
Xena: - C’è nessuno? -
Xena entra e si guarda attorno, solo poche candele illuminano l’ambiente, si respira un aria molto pesante e le pareti scure sono cosparse qua e la di bende giallastre e strani attrezzi
Xena: - Si può? -
Becchino: - Chi è? -
Una figura molto magra e dalle vesti stracciate si alza da dietro un tavolo
Becchino: - Chi sei tu? -
Xena: - Salve, sono venuta per vedere una persona e…-
L’uomo ridacchia
Becchino: - Mi sa che hai sbagliato posto mia cara, qui la gente non ama conversare -
Xena: - Al contrario, è giusto questo il posto che cercavo… vorrei vedere la donna uccisa ieri, è qui? -
Il Becchino la squadra da capo a piedi
Becchino: - Sei una parente? Solo ai parenti è concesso vedere il corpo -
Xena: - Io… io sono un’amica si… un’amica lontana… -
Il becchino la guarda ancora
Becchino: - D’accordo seguimi, la stavo giusto per inumare -
Xena segue l’uomo al di là di una porta. Posto al centro della stanza vi è un grosso tavolo di legno su quale è poggiato il corpo della donna. Il becchino la indica con il dito
Becchino: - Eccola lì -
Xena: - Grazie, vorrei stare un po’ sola con lei se non le dispiace… -
Becchino: - Certo ma non molto… -
il becchino le si avvicina e a bassa voce dice
Becchino: - … devo fare in fretta se no comincia a puzzare -
Xena fa un sorriso tra il divertito e il disgustato poi aspetta che l’uomo lascia la stanza e si avvicina al tavolo.
Con gli occhi fa passare il viso del cadavere e commenta a bassa voce
Xena: - Nessuna traccia di lividi sul viso… forse non ha combattuto… -
Guarda le mani
Xena: - Non ha nemmeno tirato pugni o sberle… sembra non abbia reagito all’aggressione… -
Xena si tira su e pensa
Xena: - Ma da dove proveniva tutto quel sangue? -
Con un rapido colpo toglie il panno che copriva il petto
Xena: - Uhuuu… chi può aver fatto un simile scempio? Solo una bestia fornita di artigli -
Mette di nuovo il panno a posto
Xena: - Malek aveva ragione solo una bestia feroce può aver fatto questo -
Nel frattempo il becchino torna con in mano un vassoio ricoperto di attrezzi taglienti, bende e profumi
Becchino: - Oh povera donna… le bestie non l’hanno risparmiata…
Xena: - Che bestie feroci si aggirano da queste parti? -
Becchino: - Bhe… lupi… nessun altro animale pericoloso se non quelli -
Xena: - La ringarzio e… -
Lancia uno sguardo alla salma
Xena: - … buon lavoro -
Uscita dalla capanna fa per andare di nuovo alla locanda ma Gabrielle la ferma a metà strada arrabbiata
Gabrielle: - Ma ti sembra il caso di andartene via così?! -
Xena: - Dovevo fare una cosa… -
Gabrielle: - Una cosa? E ti costava tanto dirmelo? -
Xena: - No ma… -
Gabrielle: - Ti rendi conto di quanto mi sono preoccupata? -
Xena: - Gabrielle andiamo! Sono stata via solo pochi minuti! -
Gabrielle la guarda stizzita
Xena: - Sono andata a vedere il corpo della donna, dubitavo ti sarebbe piaciuto vedere il cadavere -
Gabrielle: - Ah… se la metti così… è qui che è stata uccisa vero? -
Gabrielle indica l’albero ai limiti del bosco
Xena: - Si… vieni andiamo a dare un’occhiata -
Le due si dirigono verso l’albero e una volte giunte in prossimità Xena comincia a guardare il terreno
Gabrielle: - Cosa cerchi? -
Xena: - Tracce di lupi… -
Gabrielle: - E’ così che è morta? Uccisa da dei lupi? -
Xena: - Così dicono… -
Xena si abbassa per vedere meglio il terreno
Gabrielle: - Ma scommetto che per te non è così -
Xena: - Esatto -
Gabrielle: - Posso sapere perché o pensi possa non farmi piacere anche questo? -
Xena si alza
Xena: - Per prima cosa il lupi attaccano sempre in gruppo e un gruppo di lupi sarebbe stato sicuramente avvistato dalle guardie del villaggio -
Poi Xena si gira e indica un muro a circa cinque metri su cui è appesa una torcia
Xena: - Secondo, quella torcia viene accesa di notte e il lupi temono il fuoco, non si sarebbero mai avvicinati. Terzo invece… -
Si sposta accanto all’albero
Xena: - I lupi non si arrampicano sugli alberi -
Dicendolo indica dei segni di unghie sulla corteccia e un ramo piegato poco più in alto. Gabrielle la guarda preoccupata
Gabrielle: - Cosa credi che sia? -
Xena: - Non lo so, ma voglio scoprirlo -
Gabrielle: - Dovresti parlare con Zafir, lui ha cercato di dirti qualcosa ricordi? -
Xena: - Si, lo farò stasera stessa -
Il sole sta per tramontare e in una piccolo capanna Zafir lavoro la legna con una piccola lima, Xena entra dalla porta con un sorriso
Xena: - E così sei un falegname -
Zafir alza lo sguardo sorpreso
Zafir: - Xena, che ci fai qui? -
Xena: - Devo parlarti… anzi, sei tu che devi parlare a me -
Zafir: - A che proposito? -
Xena: - Non lo so… comincia col dirmi cos volevi ieri prima che arrivasse Malek -
Zafir mette giù gli attrezzi da lavoro
Zafir: - Lui non vuole lo si dice in giro -
Xena: - Chi? -
Zafir: - Malek! Dice che parlarne la attirerebbe su di noi -
Zafir sembra molto agitato, Xena gli si avvicina e lo fa sedere
Xena: - Ora rimani tranquillo e dimmi cosa sta succedendo -
Zafir: - Io ero molto piccolo quando è iniziato tutto, sono passati quasi quattro lustri… Una mattina d’inverno alcune donne del villaggio trovarono una bambina molto piccola nella piazza del villaggio, nessuno sa come ci è finita, era avvolta in un panno di seta nera. Il nostro villaggio decise di adottarla e le donne facevano a turno per allattarla, pian piano crebbe e… non so come dire ma era strana, aveva un aria così… così… diabolica quasi malvagia. Spesso venivano trovati animali morti in giro per il villaggio, uccisi barbaramente, sventrati e in un lago di sangue. Quando lei compì quattro lustri cominciarono a succedere cose ben peggiori, quasi ogni notte un abitante veniva trovato morto nella stessa maniera degli animali. Cinque giorni fa alcuni uomini trovarono delle tracce di sangue sui vestiti della ragazza e la misero al bando… -
Xena: - Come? -
Zafir: - La presero con la forza e l’abbandonarono nel bosco, in pasto ai lupi… -
Xena: - Tu pensi sia stata lei? -
Zafir: - Non credo… -
Xena: - Vedrai andrà tutto a posto, prenderemo chi sta commettendo questi omicidi -
Alla taverna  Farseo e Hulkan chiacchierano seduti accanto al bancone, Xena arriva e si ferma di fianco a loro
Farseo: - Se cerchi Gabrielle è appena salita in camera -
Xena: - A dire il vero sto cercando Malek -
Hulkan: - Malek? -
Xena: - Si, proprio lui. Sapete dove posso trovarlo -
Farseo: - Se ne è andato poco fa, aveva delle cose da fare -
Un lampo illumina la stanza e la piaggia riprende a cadere tra i sordi boati dei tuoni
Hulkan: - Ecco di nuovo il temporale, è una maledizione questa ve lo dico io! -
Farseo versa un nuovo boccale di birra all’amico, Xena saluta e si inoltra nello stretto corridoio che conduce al piano di sopra. Nella stanza da letto Gabrielle giace coricata intenta a scrivere un resoconto della giornata sulla sua pergamena.
Gabrielle: - “…e Xena piantò in asso la sua amica per indagare sul fatto accaduto in paese…” -
Poggia l’estremità della penna sul mento e riflette per qualche secondo
Gabrielle: - No, non è fine dire che mi ha piantata in asso, forse è meglio… -
dalla porta entra Xena
Gabrielle: - Eccola qui la nostra guerriera, ti sei divertita con Zafir? -
Xena: - Non dirmi che sei in collera con me perché non ti ho voluto portare -
Gabrielle: - No, affatto… allora dove ero rimasta? Ah si “e Xena… -
Ma si interrompe ancora vedendo Xena che guarda alla finestra pensierosa
Gabrielle: - A che pensi? -
Xena: - A cosa sta accadendo in questo villaggio, ho una brutta sensazione -
Un lampo illumina per una frazione di secondo il cortile della locanda ma a Xena è più che sufficiente per distinguere una figura nera fuggire verso il bosco. La mattina Xena si alza di buon ora e tirandosi su dal letto trova Gabrielle che la fissa già vestita
Xena: - Che… che ci fai già sveglia…? -
Gabrielle: - Mi sono svegliata prima di te così non ti sarà facile seminarmi -
Xena sbadiglia e si infila stivali e armamenti vari.
Gabrielle: - Allora? Che facciamo oggi? Da dove iniziamo la caccia all’assassino? -
Xena: - Voglio cercare Malek -
Gabrielle: - Credi ci sia lui sotto tutto ciò? -
Xena: - No -
Gabrielle la guarda male
Gabrielle: - Ti spiace non rispondermi a monosillabi? Vorrei capire anche io cosa sta succedendo e aiutarti se posso -
Xena si alza dal letto, apre la porta e fa cenno di andare, Gabrielle la segue fuori dalla locanda.
Gabrielle: - Dove si trova Malek? -
Xena: - Non ne ho la minima idea, dobbiamo dividerci e cercarlo -
Gabrielle: - Ok, io vado da quella parte -
Intanto indica col dito una larga via che le sta di fianco
Xena: - Io andrò di là -
Xena e Gabrielle si dividono
Xena si addentra per le strette vie del villaggio, una brezza fresca scuote i tendoni del mercato allestito in un angolo mentre il cicaleccio delle gente che acquista riempie gli attimi in cui i rombi di un lontano temporale non tuonano. Xena si avvicina a un mercante
Xena: - Salve, avete visto un certo Malek? E’ un uomo sulla cinquantina, alto, magro con lunghi capelli bianchi… -
Mercante: - No mi dispiace signorina ma se vuole ho del buonissimo pesce arrivato ora dal Peloponneso -
Dicendolo gli scuote davanti una triglia puzzolente. Xena fa un passo indietro
Xena: - La ringrazio ma non ho fame -
Mentre la Principessa Guerriera è intenta a dare la caccia a Malek nel mercato la giovano Gabrielle si dirige nella periferia, tra le cascine che circondano il villaggio. Dopo pochi minuti di cammino si trova accanto a un fiume, un grande cartello reca la scritta “FIUME STROPIA”
Gabrielle: - Oh… questo fiume passa anche da Potidea -
Un rumore dietro di lei la fa sussultare, subito estrae le sue armi dagli stivaletti e con circospezione si dirige verso il luogo da cui proveniva il rumore
Gabrielle: - Chi è la? -
Avanza, scrutando tra le fronde dei cespugli immobili, lo scrosciare del fiume rende difficile udire i suoni. Arrivata dinnanzi a un cespuglio fa roteare i Sai tra le mani e con un colpo taglia l’arbusto facendolo cadere a terra. Una lepre corre via ma lo sguardo di Gabrielle è rapito da un oggetto seminascosto nell’erba.
Gabrielle: - E questo cosa… ? -
Si china per esaminarlo, è una cesta di vimini ricoperta qua e la da una sostanza biancastra e appiccicosa.
Gabrielle: - Cosa diavolo è questa roba? Forse è meglio che ne porti un po’ a Xena –
Proprio mentre sta per raccoglierne un po’ una voce alle sue spalle la interrompe
Malek:- Cosa ci fai tu qui?! -
Gabrielle: - Malek… Xena ti sta cercando giù al villaggio -
Malek: - Questa è la mia proprietà, vattene subito! -
Gabrielle: - Non mi sembra il caso di essere così scortesi stavo solo… -
Malek fissa la cesta sporca della misteriosa sostanza, poi con uno sguardo minaccioso posa gli occhi su Gabrielle
Malek: - Fuori subito di qui -
Gabrielle si alza
Gabrielle: - D’accordo, non ti scaldare -
poi se ne va turbata da quel comportamento così strano. La notte nella stanza della locanda racconta l’accaduto all’amica con tutti i particolari
Xena:  - che Giove mi fulminasse se quell’uomo non nasconde qualcosa -
Gabrielle: - credi sia legato con gli omicidi? -
Xena: - ne sono quasi certa -
Gabrielle: - ora che sappiamo dove abita possiamo fargli qualche domanda, ma vai tu, io non mi fido… -
Xena: - no, dobbiamo agire in un altro modo -
Xena si alza dalla sedia su cui era seduta e ponendo spada e chakram sull’armatura invita Gabrielle a preparasi
Gabrielle: - Dove andiamo? -
Xena: - A pedinare Malek -
Gabrielle: - pedinare?! E dove ci dovrebbe condurre? -
Xena: - Lo scopriremo presto -
Le due si affrettano a raggiungere il terreno di Malek, Gabrielle conduce la sua compagna fino al luogo in cui aveva trovato la cesta ma…
Gabrielle: - E’ sparita!! -
Xena: - parla piano scommetto che… -
Un rumore di passi provenienti dalla riva opposta del fiume
Xena: - Nascondiamoci! -
Xena trascina Gabrielle dietro alcuni cespugli, poi stando bene attente si mettono in ascolto. Scrutando da dietro un ramo vedono due figure avvicinarsi al fiume. Una è sicuramente Malek ma l’altra… non si capisce cosa  sia l’altra… una donna probabilmente avvolta in una veste nera lunga fino ai piedi con un grosso mantello dello stesso colore che le nasconde mani e spalle, il viso è nascosto dietro una folta chioma di capelli corvini che le scendono fino all’altezza dei seni.
Donna: - Come hai potuto lasciare tracce così evidenti? -
Malek: - Perdonami… -
Donna: - Gettalo nel fiume -
Malek prende una cesta da per terra e la getta nel fiume il più lontano possibile
Gabrielle: - E’ quella la cesta di cui ti parlavo! -
Xena le fa cenno di tacere poi tornano a guradre la scena
Malek: - credi abbiano capito mia signora? -
Donna: - No… sono troppo stupide per essersene accorte -
La donna estrae un braccio dal lungo mantello mostrando la mano bianca e scheletrica a Malek
Donna: - Per la tua imprudenza verrai punito -
Dalle mani escono lunghi artigli neri
Malek: - No… no ti prego no… -
La donna alza una mano e con forza colpisce la gola di Malek, rosse scie di sangue cadono dalla ferita colorando l’acqua del fiume. Gabrielle si lascia scappare un gridolino di spavento, la figura si gira di scatto verso il nascondiglio delle due guerriere, Xena e Gabrielle rimangono immobili speranzose di non essere state sentite. Xena lancia uno sguardo all’amica per rassicurarla ma quando gli occhi ritornano sul luogo in cui stava la donna Xena si accorge che è sparita.
Gabrielle: - Dove è sparita? -
Un ombra incombe alle spalle delle due, Xena mette una mano sulla spalla di Gabrielle
Xena: - Salta! -
Spiccano un salto in avanti arrivando vicino alla sponda, si girano e dietro di loro la donna le fissa dal cespuglio in silenzio
Gabrielle: - Chi sei? -
Donna: - Non mi riconosci? -
Un leggero soffio di vento sposta i capelli della donna lasciandone intravede il viso. Xena è percorsa da un brivido, quel viso… quel viso le è familiare e tutto comincia a prendere un senso
Donna: - Preparatevi a morire -
Xena afferra la mano di Gabrielle, la donna spicca un salto altissimo diretta verso le due con gli artigli diretti verso le loro gole
Xena: - Corri!! -
Le guerriere corrono all’impazzata verso il bosco saltando tronchi e arbusti spinosi, dietro di loro la donna salta da un ramo all’altro dei frondosi alberi, agile più di un amazzone.
Gabrielle: - ci sta raggiungendo! -
Xena: - Pensa a correre non ti fermare!! -
la corsa prosegue nel fitto del bosco, la pallida luna illumina debolmente il sottobosco, un rovo ferisce un braccio di Gabrielle, il rumore dei rami si fa sempre più forse e vicino
Xena: - più veloce!!! -
Ancora qualche metro e l’inseguimento finisce, sole nel bosco si fermano per riprendere fiato
Gabrielle: - Dov’è finita? -
Xena: - non lo so, non la sento più -
Gabrielle: - forse si è arresa -
Xena si scruta attorno
Xena: - Torniamo al villaggio -
Una volte giunte nella loro stanza…
Gabrielle: - Era una baccante quella? -
Xena: - No… era… -
Gabrielle si massaggia il braccio dolorante, Xena le si avvicina
Xena: - Che ti sei fatta? -
Gabrielle: - Solo un taglio -
Xena: - fa vedere -
Xena guarda il braccio dell’amica, un profondo taglio le parte dalla spalla per arrivare circa a metà braccio
Xena: - Dobbiamo disinfettarlo, hai perso molto sangue -
Gabrielle: - Non fa molto male… dimmi piuttosto cosa credi che sia quella specie di donna -
Xena prende alcune pezze le imbeve in un tinozza e le passa sulla ferita di Gabrielle per pulirla
Xena: - Vedi Gabrielle… quando quel soffio di vento ha mosso i suoi capelli…. -
Gabrielle: - Le hai visto il viso? Chi era? -
Xena smette di pulire la ferita e guarda Gabrielle
Xena: - Eri tu -
Gabrielle: - Io? Ma che dici Xena io ero di fianco a te… -
Gabrielle si ferma un attimo a pensare
Gabrielle: - Speranza… quella donna era Speranza… -
Xena: - No Gabrielle, Speranza è morta per fortuna. Ma tutto si collega se pensiamo che… -
Gabrielle: - ma certo, la cesta… il fiume che passa per Potidea…. Quella donna è la figlia di Speranza… è mia nipote -
Xena: - Si, è probabile che quando tua figlia ha dato alla luce Il Distruttore abbia avuto anche una seconda figlia, quando ha intuito che avevo scoperto il suo trucco ha pensato di nasconderla per far si che non l’avremmo uccisa -
Gabrielle: - E quella strana gelatina che ricopriva la cesta era il bozzolo in cui era racchiusa prima di nascere, proprio come speranza… ciò vuol dire che è una mezza divinità come la madre? -
Xena: - Dimentichi chi è il padre -
Gabrielle: - Marte… come facciamo a… a eliminarla? -
Xena: - Credo sia ancora vulnerabile, se i suoi poteri si fossero già sviluppati  avrebbe potuto ucciderci al fiume-
Una lacrima scende dagli occhi di Gabrielle
Gabrielle: - Il passato torna sempre… vero Xena? -
Xena asciuga la lacrima con il dito
Xena: - Supereremo anche questa non preoccuparti -
Xena da un bacio sulla fronte dell’amica
Xena: - Dormiamo, domani sarà una giornata faticosa -
Xena si distende sul letto e Gabrielle la segue
Gabrielle: - Xena… -
La guerriera alza la testa dal cuscino
Xena: - Che c’è? -
Gabrielle: - Ti voglio bene -
Xena: - anche io Gabrielle. Ma ora dormi -
Anche Gabrielle si distende e si addormenta.
La mattina si svegliano e assieme scendono alla locanda, Farseo è come al solito dietro il bancone pronto per accogliere i clienti
Farseo: - Ben svegliate Principesse Guerriere -
Gabrielle ridacchia
Gabrielle: - Io non sono una Principessa Guerriera -
Farseo le sorride e serve una zuppa dall’aspetto invitante
Gabrielle: - Cos’è? -
Farseo: - La specialità della casa, rimette in sesto anche i guerrieri più malconci -
Gabrielle: - Ti sembro malconcia? -
Farseo: - Bhe quella ferita lo fa presumere… avete visto il vecchio Malek? -
Gabrielle: - farseo mi spiace ma Malek è… -
Xena si fa andare la zuppa di traverso
Xena: - è partito -
Gabrielle guarda Xena come per dire “ma che dici?!” e lei le fa capire che non è il caso di dire la verità
Gabrielle: - Ehm… si è partito per… per… -
Xena: - per la Siria -
Farseo: - La Siria?! Ma è lontanissima! -
Gabrielle: - Doveva fare degli affari… sai questi allevatori… -
Farseo: - Strano non mi abbia detto nulla... -
Xena: - Si, strano eh -
Farseo: - Oh no! Si è anche scordato la sua bisaccia! L’ha dimenticata due notti fa alla locanda, era così di fretta -
Xena: - Gliela riportiamo noi, a cavallo lo raggiungeremo in un batter d’occhio -
Farseo prende una borsa da sotto il banco e la poggia sul bancone davanti a Xena
Farseo: - Portategli i miei saluti -
Xena afferra la bisaccia e si alza, poi dice nell’orecchio a Gabrielle
Xena: - Cerca di capire dove potrebbe nascondersi quella donna -
Gabrielle annuisce, Xena saluta Farseo e lascia la locanda
Gabrielle: - senti Farseo… non è che conosci qualche posto un po’ appartato per… -
Farseo si volta di scatto con una faccia sconcertata, Gabrielle capisce subito che aveva frainteso
Gabrielle: - Oh no no! Intendevo un posto per scrivere i miei poemi!! Magari nel bosco… -
Farseo sorride
Farseo: - il vecchio tempio di Minerva, è in rovina dopo la caduta degli Dei -
Gabrielle: - perfetto! Come ci si arriva? -
Farseo: - Prendi il sentiero che conduce nel bosco se lo segui verso Ovest, non puoi sbagliare -
Gabrielle si alza
Gabrielle: - Ti ringrazio. La zuppa era ottima! -
Esce dalla locanda, appena attraversata la porta una mano l’afferra e la trascina in disparte
Gabrielle: - Xena! -
Xena: - Guarda cosa ho trovato nella bisaccia -
Xena mostra un ciondolo sporco di sangue
Gabrielle: - Ma è il ciondolo di Zafir! -
Xena: - Si, quell’essere deve averlo rapito quando ha scoperto che ci voleva aiutare -
Gabrielle: - Dobbiamo cercarlo -
Xena: - Hai scoperto dove potrebbe nascondersi quel mostro? -
Gabrielle: - Nel vecchio tempio di Minerva -
Xena: - Sai come arrivarci? -
Gabrielle: - Si -
Xena: - Andiamo allora -
Xena e Gabrielle si dirigono nel bosco, dense nubi nere coprono il cielo
Gabrielle: - cosa sta succedendo? -
Xena: - Sa che la stiamo cercando, non ci renderà le cose semplici -
Le nubi sono talmente tante che in un batter d’occhio è come se fosse scesa la notte. Il percorso che porta al tempio sembra farsi più tortuoso, strani effetti di luce rendono le sagome degli alberi simili a inquietanti figuri con le braccia tese verso il cielo nero. Le due guerriere continuano a camminare ignorando gli strani rumori che provengono dalla vegetazione che le circonda, passati molti minuti di cammino una radura si apre davanti ai loro occhi. Un imponente edificio di pietra si staglia con forza verso il cielo, le scalinate sono ricoperte dalla vegetazione e le erbe rampicanti si insinuavano nelle crepe dei muri, due maestose statue di Gorgone sembravano sorvegliare l’entrata al tempio.
Gabrielle: - Xena… -
Gabrielle indica la porta di pietra sulla cui soglia avanzava la donna
Donna: - Vi stavo aspettando -
Xena: - Arrenditi finché sei ancora in tempo -
Donna: - Ahahahaha! Stupide, siete cascate nella mia trappola -
Xena: - Sappiamo chi sei -
Donna: - Io sono Surale, figlia della dea Speranza e nipote di Dahak il signore dell’eterno fuoco… -
Surale lancia uno sguardo a Gabrielle
Surale: - E anche tua nipote -
Gabrielle: - Tu lo sapevi… sapevi chi ero da quando ho messo piede in questo villaggio -
Surale: - Avvertivo la tua presenza da giorni ormai -
Xena: - Cosa vuoi da lei? -
Surale: - Il suo sangue, così srò legata a lei per l’eternità -
Gabrielle: - Non avrai mai il mio sangue mostro! -
Surale: - Oh… ma l’ho già -
Surale mostra un piccola fiala contenente un liquido rosso, Gabrielle e Xena sussultano
Surale: - Non ricordi? Ti sei ferita nel bosco… -
Gabrielle: - No… -
Surale: - Prima ucciderò voi e poi porterò a termine il piano di mia madre -
Surale porta la fiala alla bocca
Surale: - Per Dahak -
Ne trangugia il contenuto, un forte vento scuote i rami, le nuvole turbinano come un tornado sopra il tempio abbandonato, un fulmine precipita dal cielo colpendo Surale e sollevandola da terra, Gabrielle si accascia al suolo
Xena: - Gabrielle!! -
Lampi di luce riempiono la porta del tempio mentre la semidea levita in una specie di trance, come se quei fulmini la ristorassero di un’energia divina, un energia ampiamente distruttiva. Surale apre gli occhi e punta lo sguardo su Xena
Surale: - Sei pronta a morire Xena? -
Due lampi colpiscono le statue di Gorgone che stanno ai lati della scalinata, subito la pietra cade lasciando libere le creature che riposavano all’interno. I due mostri dai capelli di serpente lanciano sibili e avanzano striscianti verso Xena che prontamente estrae la spada, le Gorgone estraggono gli archi e mirando scagliano frecce una dietro l’altra. Xena tente in ogni modo di pararle con la spada spezzandole e facendole rimbalzare, una freccia mira dritta verso Gabrielle che stesa a terra sembra aver perso i sensi ma Xena l’afferra con la mano le rilancia verso la gorgonie che l’aveva scagliata colpendola in piena fronte e uccidendola. Lanciano il suo urlo di battaglia la Principessa Guerriera corre verso il mostro rimasto ancora vivo spezzando le frecce con la spada, arrivata a pochi metri di distanza spicca un salto e atterra alle spalle del nemico, con un fendente di spada gli mozza la testa di netto. Xena si gira verso Surale
Xena: - Non erano poi tanto forti -
Ma la donna è sparita, Xena si guarda attorno finchè non si accorge che Surale si trova alle spalle di Gabrielle con gli artigli rivolti verso l’alto pronta ad affondarli nella carne della giovane
Xena: - Noooooooo -
Con velocità afferra il Chakram e lo lancia, colpisce un albero e fila dritto vero Surale colpendole gli artigli e troncandoli tutti poi rimbalza su un altro albero e infine torna nella mani di Xena che con un altro salto mortale arriva dietro surale colpendola alla schiena con un calcio. Surale si rialza e tenta di colpire la gola di Xena con la mano che ancora è fornita di artigli ma viene parata con la spada
Xena: - Per essere una dea sei piuttosto scarsa -
Surale: - Ahaaaa!! -
Xena: - Iiiiiiiiiiiaaaaaaaa -
e con un salto all’indietro le sferra potenti calci sul volto
Surale: - La vita di Gabrielle è legata alla mia Xena, uccidi me e ucciderai lei, siamo legate da un vincolo di sangue ormai -
Xena appare sconcertata, da una parte deve uccidere una semidea che conquisterà il mondo se non viene fermata ma dall’altra se che se lo fa dovrebbe uccidere anche la persona che più ama al mondo.
Surale: - Ebbene? Intendi sacrificare la sua vita? -
Un branco di corvi sospinti dal vento vola sul tempio, Xena li nota e un sorriso le se dipinge sul volto, estrae il chakram
Xena: - Surale… guarda su -
Lancia il cerchio che colpisce l’ala di uno dei corvi, il sangue del volatile cade sul viso della dea, il chakram torna giù velocissimo rimbalza su uno dei muri del tempio e si dirige verso Surale mozzandole la testa poi si impianta in un albero.
Il cadavere della donna cade a terra pesante e subito accanto ad esso cade anche quello del corvo ferito. Xena corre da Gabrielle e l’aiuta a rialzarsi
Xena: - Come stai? -
Gabrielle: - E’ morta vero? È tutto finito? -
Xena: - Si, è tutto finito -
Xena abbraccia Gabrielle e l’aiuta a rialzarsi, in poco tempo il cielo torna limpido e le due si incamminano verso il villaggio.
Quella stessa sera alla locanda le due guerriere raccontano tutto a Farseo e Hulkan
Farseo: - Ma perché Gabrielle non è morta quando poi hai ucciso Surale? -
Gabrielle: - Xena aveva intuito che per sopravvivere Surale aveva bisogno di sangue, ma se il sangue della persona che bevevo era ancora viva si creava una specie di legame tra i due -
Xena: - Quando ho visto lo stormo dei corvi go fatto in modo di bagnarle la bocca con il sangue di uno di essi in modo che il legame con Gabrielle venisse spezzato -
Hulkan: - Così poi hai ucciso Surale e l’unico che ci è andato di mezzo è stato quel povero corvo -
Xena: - esatto -
Gabrielle prende un ciondolo e lo poggia sul tavolo, Hulkan lo riconosce subito
Hulkan: - Ma appartiene a Zafir! -
Xena: - Apparteneva… credo sia morto, mi spiace -
Farseo: - E’ stato un bravo ragazzo… -
Gabrielle: - Ma è morto cercando di aiutarci a sconfiggere Surale -
Xena si alza
Xena: - Gabrielle, è ora che andiamo a riposare, domani ripartiamo -
Gabrielle si alza e entrambe vanno a riposarsi nella loro stanza per poi ripartire verso nuove avventure