SUICIDIO IMPERFETTO

- Allora Yellow, qual buon vento ti porta?
- Ad una certa età, il bar è l'unico posto dove si trova un po' di calore umano.
- Sì, è vero. In famiglia alla sera ci sono solo grane e lamentele da ascoltare.
- Dicevi "vento"... mi viene in mente una storia.
- Wow! Barman, un litro di rosso! Tutti da Yellow che ci racconterà una sua indagine.

Versando l'amabile liquore nel bicchiere Yellow prese a narrare:
"Una mattina fui chiamato a S. Monica Beach, perché avevano trovato un cadavere sulla spiaggia.

Con Black White arrivai sul posto; tirava un forte vento dal nord del Pacifico. Eravamo tutti con il bavero rialzato per ripararci. Il cadavere giaceva sulla sabbia sotto una fila di palme.

Ogni volta che vedevo un cadavere sentivo salire dal petto un fortissimo senso di rivolta come se fosse la prima volta.

Mi avvicinai con cautela per osservarlo meglio. Il morto, un uomo baffuto sulla quarantina, giaceva supino, un po' raggomitolato, camicia gialla e cravatta abbinate perfettamente con un impermeabile color vinaccia. Aveva un buco sulla tempia destra, da dove era uscito un rivolo di sangue, lasciando una traccia lineare, che, come una lama di coltello colava fino al mento. Nella mano destra teneva ancora una pistola.

- Allora, Yellow, com'è morto?
- Non lo so, BW. Ma osserviamo e ragioniamo: primo, impugna una pistola per cui siamo indotti a pensare che l'abbia usata per spararsi. Secondo, nessuna traccia sulla sabbia...
- Per forza, con questo vento che soffia da ieri sera...
- Già... Terzo, è morto da parecchie ore perché il sangue...
- E' coagulato.
- Bravo! Quarto, niente sabbia nel coagulo, quindi...
- Non è morto qui, durante la bufera di questa notte, ma vi è stato trasportato dopo che il sangue si è coagulato al riparo, in una stanza.
- Esatto! Ma guarda meglio, White: c'è un particolare inconfondibile a favore dell'omicidio. Lo vedi, White?

Vicenza, aprile 2000

By Alessandra Biasi, Elisa Viotto, Andrea Guerra,
della mitica 3 A, di via Antonini