OMICIDIO SUGLI SCI
- Ah, l'amicizia! Un gran dire… ma i dolori più grandi vengono
da lì. Ti fidi, ti abbandoni, esponi la parte più intima, più indifesa…
- Che c'è, Yellow, un'altra storia?
- Sì, ma versa un altro rosso.
"Ero in vacanza sull'altopiano del Colorado. Una mattina camminavo in un sentiero tra i pini e respiravo un'aria così pura che induceva a riconciliarmi con il mondo: gli uomini non ce l'avrebbero fatta a consumarla con il loro inquinamento. Squillò il telefonino. C'era stato un omicidio, urgeva la mia presenza, dicessi dove mi trovavo che un agente sarebbe venuto a prelevarmi con la pantera delle nevi.
Dopo pochi minuti mi trovavo sul luogo del delitto. In uno
chalet isolato un giovane era stato assassinato.
- Buongiorno, tenente.
- Non tanto buono, vero, White?
- L'ho trovato una mezz'oretta fa. E' stato colpito in testa con una bottiglia.
- Vedo.
Il corpo giaceva in mezzo alla stanza, era un po' bluastro, un rivolo di sangue
segnava il viso, gli occhi chiusi, una crepa tra i capelli con ancora dei
vetri conficcati. Provai un conato di vomito, come sempre quando mi trovavo
di fronte ad un cadavere.
Ci guardammo intorno e non vedemmo altro che due bicchieri sul tavolo, un paio di guanti sulla panca e, vicino al caminetto quasi spento, un berretto, occhiali da neve, il giubbotto della stessa foggia dei pantaloni del morto.
- Evidentemente due amici si sono fermati qui a brindare, hanno acceso il fuoco, hanno parlato, poi uno a tradimento ha freddato l'altro. Qui non c'è altro. Usciamo a prendere un po' d'aria.
Sotto il portico dello chalet c'era un mucchio di legna segata a misura di stufa, un parapetto un po' sgangherato, una panchina con sopra plastiche e carte abbandonate.
Guardai verso l'alta montagna, verginale nel suo mantello di neve. Unico segno umano le tracce lasciate dai due sciatori che poco tempo prima s'erano fermati allo chalet. Spostandomi per guardare a valle rovesciai inavvertitamente un paio di sci. Mentre li riappoggiavo al muro, accanto a due racchette da neve scempie, pensai che fossero del morto. Infatti da sotto lo chalet partivano le tracce di un solo sciatore, indubbiamente l'assassino.
- White, presto, accendi la pantera e seguiamo quella scia, prima che sia troppo tardi!
La neve aveva ripreso a fioccare imperterrita e anche gli alberi sembravano rassegnati sotto il suo peso.
Giunti a mezza costa ci fermammo ad interrogare alcuni turisti ed uno ci confermò di aver visto poco prima uno sciatore scendere fuori pista dalle parti dello chalet, ma che mai avrebbe potuto identificarlo.
- Presto, in paese, presso l'albergo dove finisce la pista! - dissi.
Arrivati, mi misi ad osservare attentamente il via vai di turisti e sciatori nel parcheggio davanti all'albergo. La fitta nevicata obbligava ad abbandonare le piste. C'era una confusione bestiale.
Ma il mio occhio sapeva cosa cercare. Fortuna volle che il colpevole non fosse ancora partito verso la città. Lo intravidi insieme ad una giovane donna, con sci e racchette in spalla, mentre si avviava a caricare l'auto.
Non feci altro che ordinare ai miei due agenti d'arrestarlo. Un particolare l'aveva tradito ed infatti in tribunale fu riconosciuto colpevole e condannato.
Allora, amici, prima versate un altro bicchiere di questo buon cabernet barricato all'europea, e poi indovinate qual è stato l'indizio rivelatore."
Gli astanti si guardavano pensierosi, nessuno voleva sbagliare per primo e maledicevano segretamente Yellow, che adesso si gustava soddisfatto il suo vino preferito, perché sapeva nascondere con maestria i dettagli essenziali alla risoluzione del caso.
Vicenza, gennaio 2000
By Silvia Zancan, Elisa Viotto, Riccardo Ghirardello,
della mitica 3 A, di via Antonini