FURTO A SCUOLA
Il perito dei Caramba scrisse un paio di righe al computer e
le mandò in stampa. Prese il foglio e lo confrontò con quello sulla scrivania
del Preside.
"Non c'è dubbio, maresciallo" concluse rivolgendosi al suo superiore. "Il biglietto
con la rivendicazione del furto è stato scritto con questo computer."
Il maresciallo trasse un sospiro di sollievo. Si trattava di un furto di preziose
attrezzature della scuola media "Calderari" ed ora almeno c'era una traccia
da seguire.
"Impronte digitali?" domandò. "O è sperare troppo?"
"Sì, maresciallo. Prima di usare questo computer lo abbiamo esaminato. Qualcuno
ha cercato di pulire i tasti: infatti erano tutti lustri, eccetto che per un'impronta
d'indice sulla lettera A. L'abbiamo già rilevata e consegnata alla scientifica."
"Bene. Nell'attesa voglio interrogare tutto il personale della scuola… Signor
Preside, mi faccia avere l'elenco, gli orari, gli spostamenti di tutti in questi
ultimi giorni… Grazie."
"Maresciallo, non vorrà mica sospettare del personale della scuola, insegnanti
e collaboratori…?"
"Lasci fare a me, Signor Preside. Conosco la prassi."
Il maresciallo rilesse per l'ennesima volta il foglio della
rivendicazione del furto:
"Computer, video, Internet, CD, telefonini…, strumenti
infernali e diseducativi! Sono l'inizio della fine della conoscenza! Non avranno
mai albergo in questa scuola! Firmato: Il vendicatore solitario."
Alzò dal foglio i suoi gelidi occhi per fissare il Direttore
amministrativo, il primo a presentarsi all'interrogatorio.
"Buongiorno, maresciallo."
"Buongiorno. Mi dica, direttore, come funzionano i sistemi di sicurezza della
scuola?"
"Mi dispiace deluderla, maresciallo. In tutta la scuola c'è una sola porta blindata,
nella sala computer. Per tutto il resto, compresa la porta d'entrata, serrature
normali, chiavi in triplice copia, una al Preside, una a me, una al capobidelli."
"E l'attrezzatura rubata dove si trovava?"
"In magazzino. Era appena arrivata, cinquanta milioni di spesa, ancora inscatolata…"
"Chi n'era a conoscenza?"
"Io, il segretario, alcuni collaboratori che hanno scaricato i pacchi, il vicepreside,
qualche ragazzo che si trovava a quell'ora nell'atrio…"
"Uhm…" fece il maresciallo con disappunto. Troppi indiziati.
Poi rivolto al Direttore chiese: "Che tipo è il segretario?"
"Una brava persona. Silenzioso, riservato, sempre disponibile. Una rarità nella
pubblica amministrazione. Quando fu inviato qui, era risultato primo in graduatoria
al concorso, specie per le sue doti in dattilografia."
"Ma a lei non piace, vero?"
"Beh, troppo chiuso per i miei gusti, e anche troppo curioso, sempre lì a spulciare
i documenti, a correggere le virgole, controllare gli ambienti… Chi glielo fa
fare? Non mi stupirei se fosse coinvolto in questa brutta faccenda."
"Questo ancora non lo sappiamo. Ancora una domanda, direttore. Quanti computer
avete in segreteria?"
"Quattro. Due governativi."
"Lei li usa?"
"Sì. Ho frequentato un paio di corsi accelerati per imparare. Ma di solito,
come le dicevo, i documenti li stende il segretario."
"Va bene. Basta così. Può andare."
Appena uscito il Direttore si fece avanti l'appuntato per annunciare
che il segretario s'era presentato all'interrogatorio.
"Grazie" rispose il maresciallo, "ma non ho bisogno di interrogarlo. Credo proprio
che lui non c'entri con il biglietto e il furto… Sentiamo invece qualcun altro."
"Perché il maresciallo ha cancellato il segretario dalla lista dei sospettati?"
si domandava l'appuntato e assieme a lui anche noi.
Vicenza, maggio 2000
By Denis Faggion, Marco Telatin, Francesco Monti,
della mitica 3 A, di via Antonini