Lettere

In questa sezione vengono riportate le lettere più significative. La sezione ha degli aggiornamenti periodici. Se si vuole vedere pubblicato il proprio parere inviateci una e-mail.


ULTIMO AGGIORNAMENTO 10/7/2001.

3 FEBBRAIO 1999:
In un paese in cui il minimo accenno ai valori nazionali diviene motivo di scandalo, in conformita' ad una consuetudine subdola e disgustosa che ha continuato per decenni e tutt'ora continua ad inculcare nelle coscienze degli Italiani il piu' bieco senso di inferiorita' a chiunque e qualsiasi cosa provenga dall'estero (specie da oltr'Alpe), giungo con un po' di sorpresa e non senza sollievo a questo sito nel quale si ha ancora il coraggio di ricordare un'italianita' che va al di la' dei confini dell'attuale Repubblica Italiana, testimone di un'unita' nazionale in realta' incompiuta e che non sara' certo l'Europa di Maastricht e dell'Euro a surrogare, divenendo piuttosto autentico sale sulle ferite d'Italia.
Nato in Lombardia da una famiglia originaria dell'Istria, ho sempre nel cuore la terra di Adolfo Carmine e dei Giovani Ticinesi come pure quella di Nazario Sauro e dei 300 mila e piu' esuli giuliano-dalmati. Da qualche tempo mi interesso del problema degli oriundi italiani nel mondo, con l'auspicio non soltanto mio che una maggiore attenzione da parte delle istituzioni competenti porti a fare di questa importante collettivita' la portatrice dei grandi valori della lingua e della cultura italiana nei Cinque Continenti.
Un saluto cordiale.

Gianluigi Ugo (Milano)

5 FEBBRAIO 1999:
A Verona, dove sono nato e risiedo, è rientrato da non molto un maresciallo dei carabinieri dopo essere stato un anno in missione nell' ex jugoslavia. Raccontandomi della missione mi spiegava che fra i posti più belli che aveva visitato erano Rijeka e Dubrovnik. A questo punto gli ho chiesto, se qualora fosse stato in missione a Londra o a Parigi, al suo rientro avrebbe detto "sono stato a London e Paris" o se lo avrebbe detto in italiano. Mi ha risposto di non aver mai sentito nominare Fiume e di essere convinto che Ragusa fosse solo una città siciliana. Non è certo colpa del maresciallo, ma è semplicemente vergognoso che i suoi superiori (e non solo!) non abbiano mai informato i nostri soldati che stavano calpestando un suolo che per storia e cultura è italiano.

Vinicio Bassa (Verona)

1 MAGGIO 1999:
Benchè cittadino italiano di Bergamo, sono a fianco degli esuli nostri compatrioti cacciati dalle loro case in Istria , Dalmazia etc da mano assassina e comunista. Penso comunque alla fine la storia ci renderà cio' che i traditori ci hanno sottratto.
Saluti Italiani.

Francesco (Bergamo)

8 MAGGIO 1999:
Scoperto per caso il vostro sito, bravi!
Viva l' Italia !

Fabio Ruberti

25 OTTOBRE 1999:
Il sito e' buono; sono d'accordissimo sull'italianità di queste terre. Penso che si dovrebbe fare piu' propaganda, magari in termini meno accesi di queste cose; questo sito è già un ottimo punto di partenza.

Andrea

15 NOVEMBRE 1999:
A tutti i fiumani sparsi per il mondo mando un caro saluto dall' Australia.

Onorina Rubbi (Australia)

20 NOVEMBRE 1999:
La storia ci insegna che con l'arroganza e la prepotenza non si ottiene nulla di duraturo nel tempo. Solo con l'astuzia e l'intelligenza politica potremo forse sentire parlare ancora qualcuno in veneto nelle terre che furono della Serenissima.

1 DICEMBRE 1999:
Non lasciamo che la minoranza italiana in Alto Adige vada scomparendo.

19 GENNAIO 2000:
Comprendo pienamente i valori di questo sito.

Francesco Mansi (Buenos Aires)

20 GENNAIO 2000:
Saluti da un italiano, combattente anticomunista da quando aveva 14 anni (e con 10 anni di ospitalità nelle patrie galere) che il suo pezzo di Dalmazia l'ha conquistata levando di torno quei serbi che tanti a destra esaltano ma che nelle loro mappe per Zara scrivevano "Comune serbo di Zara" e non Italia, come credono troppi ingenui. Chi vuol tornare può farlo, specie ora che quel vecchio comunista di Tudjman ha tolto l'incomodo. Comunque molto meglio qui che non in questa povera Italia in cui il peggio del peggio è al governo. Ritornerò ma in un'Italia liberata da queste presenze.

L.P. (Spalato)
Uno dei 20 italiani di Spalato, insieme al piccolo Eugenio

30 GENNAIO 2000:
Ottimo, facciamo qualcosa di concreto perchè l'Istria torni all' Italia, manifestate il più possibile sopratutto in Istria, il coraggio non vi manca!

23 FEBBRAIO 2000:
Salve! Mi chiamo Dario e scrivo da Padova per complimentarmi con voi per l'ottimo sito che avete realizzato! Volevo inoltre consigliarvi di aggiungere delle pagine con gli elenchi dei nomi delle località che si trovano nelle terre irredente sul modello dei siti tedeschi che riguardano le province ad est dell'Oder passate alla Polonia nel '45. Ecco alcuni esempi: www.schlawe.de ; www.stolp.de ; www.rummelsburg.de . Se vi può interessare possiedo libri, guide, annuari e carte geografiche d' epoca ben dettagliate riguardanti Istria, Venezia Giulia, Dalmazia, Nizzardo etc. Inoltre ho già preparato un elenco di comuni e frazioni della Venezia Giulia-Istria prebellica ed un enorme elenco con i nomi dall' italiano allo sloveno o croato di tutte le città e villaggi dell' Istria.

Dario (Padova)

10 MARZO 2000:
Mi sono commosso leggendo alcuni passi della sezione Eroi Irredentisti! Onore al tuo lavoro!

Mauro (Trieste)

11 MARZO 2000:
Ogni iniziativa a ricordare la da sempre Italica presenza è encomiabile, auguri per il sito.

14 MARZO 2000:
Complimenti per il sito, non ho visto tutto il materiale e non vorrei sbagliare giudizio ,però vi mando questo consiglio: non esagerate mai nei toni, dareste il fianco a chi vuole criticarvi ideologicamente, liquidando tutta la sacrosanta questione dell'italianità come vecchiume.

Un orgoglioso nipote di un Legionario di Fiume

31 MARZO 2000:
VIVA L'ITALIA, FIUME ISTRIA DALMAZIA: RITORNEREMO !

9 MAGGIO 2000:
Bellissimo, però più spazio per Istria e Dalmazia, che ci sono state portate via ingiustamente e lasciamo perdere le altre terre, pure italiane, ma di fatto non più assoggettabili. Del resto la Francia l'abbiamo attaccata noi e tutto sommato con Briga e Tenda ci è andata anche bene. Quanto a Nizza, italianassima, fu sacrificata almeno per una nobile causa. Ma per il resto insistiamo, lasciamo da parte il resto e concentriamoci su Istria e Dalmazia per un nuovo irredentismo, saremo più credibili e più ascoltati e magari otterremo sicuramente qualcosa. Io ho convinto un sindaco di sinistra a gemellare la propria cittadina (Greve in Chianti) con Verteneglio, fra Umago e Cittanova. Presto anche gli Italiani potranno comprare casa là ed allora potremo nuovamente rendere l'Istria tricolore. Sono un giovane avvocato e mi sto interessando al problema dei beni ed alla possibilità di acquistare in Istria. A Verteneglio numerosi terreni del comune possono essere acquistati ed italianizzati prima che lo facciano i tedeschi e gli austriaci. Non perdiamo questa occasione. Istria libera! Roberto Menia sei un mito! Se un giorno sarai Capo del governo o Ministro degli Esteri o della Difesa allora la speranza di noi esuli non sarà delusa.

MarcBarb@

13 MAGGIO 2000:
E' mia intenzione organizzare gita di carattere ideologico-culturale nonchè commemorativa in memoria degli Italiani trucidati nelle foibe con messa in suffragio e deposizione di corona di fiori ai bordi di una foiba oltre che ad una visita nei luoghi d'Istria. Cerco di mettermi in contatto con l'On. Menia e/o l'On. Parigi per migliore organizzazione di una eventuale campagna di sensibilizzazione sull'argomento. C'è nel mio cuore la speranza che un giorno RITORNEREMO.

Vittorio Baccara (Rovigo)

14 LUGLIO 2000:
Sento una grande tristezza per la perdita di queste terre che formano parte della Patria italiana.

franciscomansi@

15 AGOSTO 2000:
Grandissimo sito, mi piace molto. Per il momento dico solo questo.
FORZA ISTRIANI NON ARRENDETEVI!!!!!! NESSUNO HA IL DIRITTO DI TOGLIERVI LA VOSTRA TERRA!!!!

vandenberg@

17 AGOSTO 2000:
Sono triestino e la storia delle mie terre la conosco bene. Perché mai ci si dovrebbe stupire e indignare per la pulizia etnica nel Kossovo e non per quello che la nostra gente ha subito cinquant'anni fa? Ma se oltre il Tagliamento non si sa quasi nulla delle foibe e tutto il resto, la colpa è dell'ipocrisia dei comunisti (oggi DS, ma sempre la stessa m....) che hanno avvelenato la nostra coscienza nazionale. Per me, l'amore per l'Italia e l' avversione per il comunismo sono sinonimi. Viva l' Italia.

Fabio Calabrese (Trieste)

2 SETTEMBRE 2000:
A Milano esiste una via Antonio Grossich, medico patriota, nato a Draguccio (Istria) nel 1849 e morto Fiume nel 1926, dove visse per più di quarant' anni e praticò per primo, nell' ospedale civico di Fiume, la sterilizzazione del campo operatorio con la pennellazione iodica. Coraggioso assertore dell' italianità di Fiume, ebbe grande parte negli avvenimenti della città fino a quando non fu unita all' Italia. E pensare che una volta c' era chi, anche se con un cognome non proprio di origine italiana, ma di cultura e di sentimenti italianissimi, auspicava ed agiva per l' unità d' Italia, mentre oggi c' è chi, pur avendo cognome italianissimo, vuole lo sfascio dell' Italia!

Manlio Savini (Milano)

7 SETTEMBRE 2000:
Credo nel valore sacro della nazione e lancio un appello a chi si identifica nella maestosità del vessillo tricolore, ricostruiamo quella gloria e grandezza che ci hanno reso onore nei secoli precedenti, stiamo attenti all' avanzata della lingua germanica nelle nostre montagne e tuteliamo le minoranze italiane in tutto il mondo.
VIVA L'ITALIA, VIVA GLI ITALIANI

condorone@

2 OTTOBRE 2000:
Sito molto buono. Perchè le minoranze in Italia vengono trattate con i guanti bianchi soprattutto in Friuli, a differenza di quelle italiane in Istria e all' estero?? non è possibile inserire nel sito le testimonianze di qualche nostro fratello che vive in Istria?

cavallonero@

24 OTTOBRE 2000:
Volevo porre all' attenzione generale un tributo che io reputo doveroso verso quei giovani combattenti della Decima Flottiglia Mas che perirono per un ideale in cui credevano fermamente. Volevo ricordare come la citta' ora semi-italiana di Gorizia abbia tributato una calorosa accoglienza ai Reduci della XM che difesero la città dalle mire espansionistiche titine e, precisamente durante la battaglia di Tarnova nel dicembre-gennaio 1944. Un tributo lo merita anche il comandante della XM, il principe Junio Valerio Borghese. Quest' uomo che impiego' l' intera divisione nella strenua difesa dei sacri confini orientali. Forse non tutti sanno che il Comandante Borghese verso il marzo 1945 prese contatti con gli alleati al sud, chiedendo un pronto sbarco in Istria prima che le terre cadessero in mano titina...purtroppo l'appello rimase inalscoltato grazie anche agli zelanti esponenti del CNL... cosi' arrivarono i titini e fu lo sterminio di molti innocenti. E l' inizio del calvario per l' intera regione.
GRAZIE VALOROSI COMBATTENTI DELLA DECIMA. NON VI DIMENTICHEREMO MAI!

Omar Gubernati (Biella)

2 NOVEMBRE 2000:
Purtroppo parlare di "nazione" in Italia non è politicamente corretto. La sinistra è riuscita a far tacere per molti anni i vergognosi crimini delle foibe, perchè compiute dai compagni comunisti titini. L'Istria e la Dalmazia sono e resteranno sempre italiane. La storia di Fiume mi fa piangere come un bambino, la voglia di appartenere all'Italia è un esempio per tutti noi. Da Lecce dove mi trovo non posso che solidarizzare con i FRATELLI d'Istria e Dalmazia. Coraggio.

6 NOVEMBRE 2000:
La piccola società di produzione tv di cui faccio parte ha appena realizzato la videocassetta "IL CARSO E LA GRANDE GUERRA", purtroppo le uniche zone che abbiamo potuto inserire sono quelle comprese tra Gorizia e Trieste. Vorremmo che almeno nella mente l'Istria e la Dalmazia ritornassero italiane. Ci date una mano a realizzare un video patriottico?

greatevents@

8 NOVEMBRE 2000:
Finalmente qualcuno che ha a cuore la storia di chi ha subito abusi ed atrocita' abominevoli da Tito con la complicita' dei governi cosidetti "amici" e del nostro che ancora paga le pensioni a chi ha infoibato senza pieta' i nostri fratelli Italiani!!!

duxquota105@

13 NOVEMBRE 2000:
Avanti! Difendiamo l'italianità dell'Istria, della Dalmazia. Non dimentichiamo. Il Risorgimento non finirà finchè un lembo di terra italiana sarà calpestato dallo straniero. Noi non siamo da meno dei nostri nonni. Istria, Fiume, Dalmazia devono tornare italiane, come italiana deve essere Malta e la Corsica.

Davide Pozzi Marchese di Tornese (Badia Pavese-PV)

19 NOVEMBRE 2000:
Vorrei dire, che a parer mio la perdita di Briga e Tenda non costituirono una perdita..... Abitandoci vicino, li conosco non sono altro che 4 sassi.. La Corsica è meglio lasciarla ai francesi con tutti i problemi che gli da..... Diverso, e il caso dell'Istria, quale perdita. L'Istria, se fosse rimasta italiana, sarebbe molto più ricca, inoltre i croati adesso supplicano i nostri investimenti.

Stefano Baudino (Cuneo)

26 NOVEMBRE 2000:
Complimenti, proprio un sito ben fatto! W l' Italia

Maurizio Mangione (Merano-BZ)

27 NOVEMBRE 2000:
L'Istria, Fiume e la Dalmazia sono italiane, in quanto gli abitanti sono di RAZZA ITALICA. RITORNEREMO!

29 NOVEMBRE 2000:
C'è un gruppo di sedicenti "genitori bilingui" che vuole imporre l'uso del tedesco nelle scuole italiane dell'Alto Adige. E' appoggiato da molti Presidenti di Regione italiani e austriaci. In sostanza il SVP non potendo espellere gli Italiani cerca di tedeschizzarli con un monolinguismo travestito da apprendimento scolastico. Stiamo rischiando di perdere la provincia di Bolzano: il pericolo è reale, concreto, attuale. Personalmente penso che sia urgente formare una nuova classe dirigente nazionale attraverso l'istituzione di licei ed università private fondate sulla priorità dell'identità nazionale (cfr. Liceo militare di Milano e Liceo navale Morosini di Venezia). Inoltre tutte le associazioni patriottiche, a mio modesto avviso, dovrebbero confederarsi in un grande "Ordine Italiano" operante al fine di preservare la sovranità culturale ed economica della Nazione.
Il progetto Euregio (vedi Expo di Hannover) gestito da Friuli e Carinzia per la restaurazione sull'Adriatico dell'egemonia tedesca è l'embrione di un piano volto a smantellare lo Stato Nazionale: anche il federalismo spinto, proposto da Galan (Presidente Regione Veneto), si muove su queste coordinate.
A Varese 2 anni fa si è svolto un convegno per discutere la fine dello Stato Italiano; recentemenbte la rivista "Ideazione" ha proposto una copertina intitolata "Finis Italiae". Anche il progressivo smantellamento della Fiat si muove in senso opposto agli interessi nazionali: chi non produce in loco, deve per forza dipendere dallo straniero. L'Italia sta diventando un grosso bacino di distribuzione commerciale: nulla di più. Importiamo troppi prodotti strategici, a cominciare dall'energia. Se ne avete la possibilità raccogliete dati su questa progressiva colonizzazione e inseriteli su Internet. Bisogna denunciare la svendita della Patria avviatasi a partire dal celebre incontro sul panfilo Britannia del giugno 1992.
L'Italia è sopravvissuta alle invasioni e alle occupazioni gotiche, longobarde, francesi, spagnole, austriache: ora pretendono di sopprimerla per eutanasia. Dobbiamo invertire i ruoli impedendo agli apprendisti stregone regionalisti di alimentare il coma artificiale in cui sta sprofondando l'Antiqua Mater dei nostri avi.
Contro chi vuole ridurre l'Italia ad un' "espressione geografica".

Stefano (Torino)

25 DICEMBRE 2000:
Pur avendo vissuto tutti i trentasei anni della mia vita nella città in cui risiedo (Marano di Napoli) ed avendo conosciuto il dramma dei miei compatrioti giuliano-dalmati solo da pubblicazioni e testi scolastici, ho sempre avvertito questa dolorosa pagina della nostra storia come un evento che ha fatto vibrare in maniera intensa le corde della mia sensibilità, quasi l'avessi vissuto in prima persona o per mezzo di congiunti.
Duemila anni di civiltà italica non possono e non devono soccombere alla barbarie slava ed ai traditori della patria né all'onta del globalismo dilagante.
L'ISTRIA, FIUME e ZARA DEVONO RITORNARE ITALIANE!
Cari esuli non disperate! La storia ed i veri italiani in un futuro non lontano renderanno giustizia del tradimento subito e ancor più del silenzio imposto sulla vostra sofferenza. Nel giorno in cui si fa più amaro il sapore della lontananza dalla vostra terra, vi sono vicino nell'animo e vi auguro comunque un buon Natale.
VIVA LA NOSTRA AMATA ITALIA!

Biagio Pommella (Marano di Napoli-NA)

8 GENNAIO 2001:
Credo che la nostra amata Patria si estenda naturalmente verso est includendo l'Istria e la Dalmazia e verso ovest includendo Nizza e la Savoia. Tuttavia, le mutate condizioni geopolitiche dell'Europa rendono vitale un'integrazione con le nazioni vicine piuttosto che uno scontro muro contro muro per risolvere le questioni territoriali. A costo di non essere popolare in questo sito credo che le armi della diplomazia e dell'integrazione politica ed economica sia quelle vincenti.
Un cordiale saluto

Fabio Maria Bisgotti (Trieste)

10 GENNAIO 2001:
Ogni anno l'INPS paga 200 miliardi agli assistiti che abitano in Croazia e Slovenia, criminali di guerra compresi. Tutti con diritto alla minima. Quindi, VITALIZIO GARANTITO ANCHE PER I CRIMINALI DELLE FOIBE, anche per quelli che sono stati gli artefici di stragi, deportazioni e rastrellamenti. Grazie a loro migliaia di Italiani sono stati trucidati, altri costretti all'esodo .... Più dettagliatamente: l'INPS eroga 29.149 pensioni nella ex jugoslavia. Fra questi vecchietti che hanno diritto alla minima si annidano alcuni responsabili della pulizia etnica perpetrata dai partigiani del maresciallo Tito contro gli Italiani alla fine della seconda guerra mondiale. Crimini di guerra che hanno fatto sparire, nelle cavità carsiche chiamate foibe, migliaia di persone e provocato un esodo di 350mila Istriani, Fiumani e Dalmati. Fino ad oggi abbiamo sborsato oltre 5000 miliardi e non sono servite denunce, interrogazioni parlamentari e inchieste della magistratura per bloccare questa vergogna. Un giornale pubblica i nomi di alcuni degli infoibatori che risultano essere pensionati dell'INPS:
NERINO GOBBO, 79 anni residente in slovenia responsabile di villa Segrè a Trieste, luogo di tortura delle milizie titine;
CIRO RANER, ultimo domicilio in Croazia forse deceduto comandante del lager di Borovnica vicino a Lubiana;
FRANC PREGELJ, 81 anni abita in Slovenia commissario politico del ix corpus del maresciallo Tito a Gorizia;
GIUSEPPE OSGNAC, detto josko 79 anni residente in Slovenia era comandante sanguinario della banda partigiana Beneska Ceta;
MARIO TOFFANIN abitava in slovenia era comandante militare dei Gap dell'alto Friuli responsabile della strage della malga Porzus sui monti friulani.
GRAZIE all'INPS per il vitalizio garantito anche per i boia delle foibe!!!!!!!!!!!! CHE VERGOGNA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pietro (Roma)

17 APRILE 2001:
L'Istria è un dovere per tutti gli italiani e un rispetto per i morti che hanno combattuto perchè questa dolce terra sia e deve essere italiana. Io dico ai nostri politici qual'è il bene più grande per una nazione se non quello di essere tutto unito e condividere il proprio destino. Non voglio fare retorica ho letto in un sito che l'Istria dalla fine dalla guerra ha fatto un salto economico non indifferente mi chiedo cosa avrebbero fatto i Fratelli Istriani se fossero rimasti Italiani. Non mollate gli Italiani con I maiuscola sono con voi.
W L'ISTRIA ITALIANA.

Sandro Lombardi (Cesena)

24 MAGGIO 2001:
Ragazzi, il male di noi giovani Italiani è che non abbiamo più ideali che alimentano la nostra vita, facciamo qualcosa di più elevato che romperci le ossa negli stadi e rincoglionirci nelle discoteche; seguiamo l'esempio dei nostri avi che hanno bagnato di sangue l'Istria la quale ingiustamente è diventata un popolo di nomadi che in Istria ci vanno per sbarcare il lunario e vivere alle spalle di gente che il benessere e il vivere sociale se lo è sempre creato con il lavoro e con il grande ingegno e genialità che ha reso tra i più grandi uomini del mondo, i nostri scienziati, artisti, navigatori.
Organizziamoci per la nostra Istria. "Fatti non fummo per viver come bruti..." disse Dante e disse anche: "...fino all'Istria e alle Alpi Giulie dove l'Italia chide i suoi confini..." Allora Fratelli chiè con me? aderite alla mia idea. Rispondete con un messaggio a questo forum e contattatemi!!! ISTRA LIBERA !!!!!

Galileo (Torino)

7 GIUGNO 2001:
"Inglese, Internet, Impresa". Quest'espressione di Silvio Berlusconi, è l'estremizzazione pericolosa (con riferimento alle prime due parole) di un desiderio, a lungo represso, di modernizzazione del sistema politico e soprattutto economico italiano.
In una realtà di forte appiattimento culturale, complice una notevole disponibilità economica, ogni aspetto del vivere quotidiano, dai rapporti interpersonali alla comunicazione radiotelevisiva, stanno perdendo tutto quanto dia loro un colore italiano. Nessuno nega l'utilità del conoscere l'inglese, ma è parimenti errato farne una sorta di dogma. Alla TV, in italiano è rimasto il parlato, i sottofondi, talvolta persino nelle pubblicità di prodotti tipici nostrani, sono quasi sempre di marca anglosassone: una vera ossessione questa colonizzazione da oltre-atlantico, peggio che durante la Guerra Fredda, quando bisognava stare con l'America per scongiurare - si diceva - il comunismo. In rete poi non ne parliamo: basta fare cenno a qualcosa di innovativo (nuova economia, commercio elettronico ecc.) per darsi un sacco d'arie sciorinando termini incomprensibili sulla cui intraducibilità vi sarebbero seri dubbi. Si aggiunga poi il basso livello di cultura di molti baldi giovani, specie dalle provincie più industrializzate, ma dai quali noi, con le nostre tradizioni, rischiamo di essere travolti come esuli in Patria in nome del loro inglese e dei loro soldi, complice il gentil sesso, fatto di balde giovani svuotate della propria femminilità in cerca soltanto di carriera sognando un posto da segretarie particolari (se non è qualcos'altro) di qualche general manager (tanto per restare in tema di lingua...). Ferma restando poi l'attenzione del centro-destra verso i cittadini italiani all'estero sul piano giuridico-costituzionale, su quello culturale l'interesse verso la lingua e la cultura italiane nel mondo, cui contribuisce la presenza di oltre sessanta milioni di discendenti di italiani nei cinque continenti, è un importante segnale cui è dovere rispondere con immediatezza ed efficacia, ma che Sembra invece non riguardare altrettamto immediatamente le ambizioni del futuro gabinetto. Di qui la necessità, in un paese con alle spalle un'eredità storica di quasi tre millenni ed il 40% del patrimonio artistico mondiale, di utilizzare tutti i mezzi della moderna comunicazione per esortare con fermezza radio, TV, governo e quant'altri ad addivenire e richiamare a propria volta chi di dovere a più italici consigli, prima che accada l'irreparabile.

Gianluigi Ugo (Milano)

10 LUGLIO 2001:
Un ottimo sito su un argomento di impegno sociale e politico come l'irredentismo.

Alessandro Gargiulo (Ascoli Piceno)

19 AGOSTO 2001:
"M'imposi il dovere di rimanere sul posto a sostenere la causa istriana" (Luigi Drioli)

Andrea (Trieste)


SONDAGGIO EFFETTUATO DAL 24/10/2000 AL 8/1/2001. PER L'ISTRIA ITALIANA UN PLEBISCITO!

L' Istria dovrebbe appartenere all' Italia?
Numero votanti: 147
                                              Voti
                96,59%                           142
Non so                 0,68%                           1
No                 2,72%                           4


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