Dalmazia

" Per 377 ani, la nostra fede, el nostro valor, t'Ó sempre custodito per mar dove n'Ó ciamÓ i to nemisi, o San Marco. Per 377 ani le nostre sostanze, el nostro sangue, le nostre vite xe stade sempre per ti e felicissimi s'avemo reputÓ. TI CON NU, NU CON TI, semo stai sempre vittoriosi, sempre illustri e virtuosi "

(Giuseppe Viscovich)

Regione costiera d'Europa, si stende lungo l'Adriatico dalla baia di Buccari al fiume Boiana. Le coste, tra le pi¨ belle e caratteristiche del continente, si sono formate per un fenomeno di bradisismo, lento abbassamento del terreno: il mare ha invaso le valli, lasciando scoperte le parti pi¨ alte dei rilievi e dando luogo a profonde insenature (famosa quella di Cattaro) e a tantissime isole, pi¨ di ottocento, molte delle quali allungate e parallele alla costa. Il clima Ŕ mediterraneo. L' economia si basa su alcune colture (vite, frutta e olivo), sulla pesca, su risorse minerarie, sul turismo e sull' industria, entrambi in continuo sviluppo. Politicamente la Dalmazia Ŕ suddivisa tra le neo repubbliche di Croazia (i 3/4 circa), Bosnia-Erzegovina e Jugoslavia (Montenegro). Gli abitanti sono circa 1 milione, divisi in vari gruppi etnici. L'elemento croato Ŕ prevalente ma, alla vigilia della prima guerra mondiale gli italiani erano quasi la metÓ della popolazione. I centri pi¨ importanti sono: Spalato, Zara, Ragusa, Cattaro, Sebenico e Tra¨, tutte con tracce di dominazione romana e soprattutto veneziana.
A Zara, Spalato sono presenti comunitÓ di italiani, mentre gli esuli sono raggruppati nelle associazioni "Dalmati Italiani nel mondo-Libero Comune di Zara in Esilio" e "Associazione Nazionale Dalmata".
E' la terra di Francesco Rismondo e Vincenzo Serrentino.

STORIA
Molti credono che gli slavi siano stati sin dai tempi pi¨ antichi i primi abitanti della Dalmazia e che il dominio veneto abbia poi prodotto l'italianizzazione di parte di essi. Ci˛ Ŕ del tutto falso. La Dalmazia prende il nome dall' antica trib¨ degli illiri (che non erano slavi). Era una popolazione fiera e bellicosa, dedita alla pastorizia, ma soprattutto alla navigazione e alla pirateria. Proprio per liberare l' Adriatico dai pirati, i romani nel I secolo a.C., con Pompeo e Cesare, occuparono la costa dalmata con la conseguente latinizzazione della popolazione. Solo nel VII sec. giunsero gli slavi senza riuscire tuttavia ad imporre il loro linguaggio agli autoctoni presso i quali, nel frattempo, stava avvenendo la trasformazione del latino nel suo derivato volgare locale, il dalmatico. Nel secolo XIV al dalmatico subentr˛ progressivamente il veneto-italiano che divenne la lingua ufficiale e culturale delle cittÓ della regione.
Dall'anno mille, fino alla fine del settecento, la Dalmazia divenne parte integrante della Repubblica di San Marco, per merito del dominio di Venezia sull'Adriatico. Nel 1797, per la pace di Campoformio, la Dalmazia pass˛ all' Austria ma pochi anni dopo, nel 1806, torn˛ al Regno Italico, insieme all'Istria. In seguito, dopo alcuni anni segnati da aspre vicende, la regione torn˛ di nuovo all' Austria. Scossa per tutto l'ottocento da moti patriottici (specie a Zara, dove nel 1848 e nel 1861, la popolazione manifest˛ accesi sentimenti di italianitÓ), la regione fu contesa tra annessionisti appoggiati dall'Austria e Irredentisti italiani. Con il patto di Londra del 1915, la Dalmazia fu promessa all'Italia. Ci˛ fu aspramente contestato dal presidente americano Wilson nel corso della conferenza di pace. Dopo aspre discussioni che accesero in tutta Italia ondate di risentimento nazionaliste e fasciste, la Dalmazia venne consegnata alla Jugoslavia, in base al trattato di Rapallo del 1920: passarono all'Italia, solo la cittÓ di Zara e le isole di Lagosta e Pelagosa. La decisione provoc˛ l'abbandono di quasi tutta la popolazione di lingua italiana (circa 10 mila) verso Zara e verso altri centri d' Italia. Nel 1941, la regione fu occupata dall' esercito italiano, costituendo, oltre a Zara, due nuove provincie: quelle di Spalato e di Cattaro. Ma due anni dopo gli jugoslavi rioccuparono l'intera regione per un breve periodo in quanto i tedeschi intervennero immediatamente, assoggettando tutta la regione fino alla sconfitta del '45. Con il trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, la Dalmazia divenne parte integrante della Jugoslavia. La nuova nazionalitÓ e le violenze da parte dei partigiani del maresciallo Tito causarono un secondo esilio di gran parte della comunitÓ italiana di Zara e di altri centri.
La dissoluzione della Jugoslavia nel 1991 divise politicamente la Dalmazia in tre parti: quasi tutta alla Croazia e dei piccoli territori meridionali alla Bosnia Erzegovina e alla nuova Jugoslavia.

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