L'Arena di Pola
L'Arena di Pola

" E che i nostri figli e nipoti possano assaggiare a lungo il dolce vino dell' Istria, sentire la brezza malandrina che da Fiume increspa il mare del Quarnaro e godere gli indimenticabili tramonti di Dalmazia "

(Renzo De' Vidovich)

Nell'immagine è rappresentata la prima pagina del quotidiano "L'Arena di Pola" del 4 luglio 1946. "L'Arena", testata storica del popolo istriano negli anni dell' Istria Italiana, rappresentò e ancora oggi rappresenta (viene pubblicato a Gorizia dalla fine degli anni quaranta) un punto di riferimento per istriani in Istria e nel mondo.
Nella pagina è possibile leggere il titolo a caratteri cubitali: "I mercanti di Parigi meditino: O L' ITALIA O L' ESILIO". Il titolo è chiaro: si fa un appello ai quattri "grandi" (sovietici, inglesi, statiunitensi e francesi) affinchè non venga deciso di togliere l' Istria alla madre Patria Italia. Ancora sotto è difficile leggere: "Oltre 20000 cittadini di Pola hanno chiesto finora di lasciare la città in caso di occupazione jugoslava", "Vibrata protesta dei polesi contro l' inumano progetto" e "Un estremo appello ai quattro "grandi" ".
Gran parte di Pola italiana era pronta a lasciare la città in caso di annessione alla Jugoslavia, sancita poi a Parigi il 27 febbraio 1947.
Nella parte centrale della pagina è riportato un articolo intitolato "Ai quattro Grandi.....inquisitori", che viene riportato qui sotto:
"Fra qualche giorno avrete finito la vostra opera, egregi signori. Ve ne ritornerete a casa contenti d' aver fatto, così almeno credete, opera di giustizia e di pace. Se un' intera popolazione maledice il vostro operato; se dei cuori offesi e angustiati imprecano a voi e alla tragicommedia così stupidamente recitata; se un infelice regione, la Venezia Giulia, che credeva di aver trovato finalmente il sicuro posto della pace nel grembo della sua Madre Italia, spasima nel vedersi ceduta all' aborrito jugoslavo che per lei significa esilio e morte della sua gente, soppressione del suo carattere italiano e cancellazione della sua civiltà: ciò poco importa a voi. Voi avete eseguito la vostra parte, avete recitato (bene o male, poco conta); il mondo vi ha visto, la stampa ha parlato di voi e tanto vi basta...
Che avete votato alla mendicità perpetua tutta la popolazione italiana dell' Istria, delle sue isole e di Fiume; che avete bandito per sempre la gaiezza da queste contrade ove d' ora innanzi regnerà solo lo stridore degli schiavi, l' imprecare degli oppressi; che avete rovinato per sempre il l' economia e il benessere della Venezia Giulia; offeso i sentimenti dei suoi abitanti; vilipeso la sua storia e oltraggiato la tradizione; deriso il massimo poeta degli Italiani che voi, pigmei, non potete capire: tutto ciò a voi poco tange.
Avete poco democraticamente, in sedute segrete e senza dare ascolto alle infelici vostre vittime, schiaffeggiato la giusizia. Avete seguito in tutto l' odiatore gli italiani, assertore del panslavismo, l' uomo che giuocando l' Italia sa di giuocare tutta l' Europa, l' uomo che pesca nel torbido: Molotov. Lo avete seguito tanto docilmente da farci pensare all' antico detto: il dio che vuol perderli prima li accieca!
Lo avete seguito con tanta umiltà da farci credere che foste senza spina dorsale. Una profonda pietà si sarebbe impadronita di noi per la vostra meschinità se non avessimo pensato a Bidault. M pensando a questo nostro fratello latino, abbiamo sentito nel nostro cuore solo nausea e disgusto."

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