
Saltella
in equilibrio sulle strisce pedonali
Le donne sono bestie, sono uguali agli animali
Ricoperte dalle piume dalla testa ai piedi
Girano a milioni ma qui intorno non vedi
Gli scrittori sgangherati ossessionati dal lavoro
Chitarristi squattrinati con la vita uguale a loro
Abbracciati per la strada ad insultare il clero
Semafori ambulanti fanno tutte le chiusure.
Terra
di passaggio, con intorno le montagne
Terra sulle scarpe, sulle suole c'è il catrame
Zona di clausura per le colpe da pulire
Rogna dentro il sangue da decontaminare.
Allegri
come rane quando piove per la strada
Erba, asfalto, erba ma tu guarda che fortuna
Arricchiti dalla grappa, dall'argento della luna
Scappati dalle buche della metropolitana
La città mi vuole male, porta dritto all'ospedale
Chiude un occhio per scherzare cerca il ferro nelle brache
Manda luce anche di notte, non riesco più a dormire
Esco solo quando piove.
Terra
di passaggio, con intorno le montagne
Terra sulle scarpe, sulle suole c'è il catrame
Zona di clausura per le colpe da pulire
Rogna dentro il sangue da decontaminare.
Cammina
sulle punte
Sopra ai ferri del treno
Continua a giocare, fai un passo per volta.
Non dire una parola
Se non riesci a parlare
Se c'è un buco nella strada serve un passo più lungo.
Che
cosa mi succede.
La pelle di gallina
Corre sopra alla schiena
Il cerchio delle ruote gira senza la benzina.
Ci sono i vetri rotti
Le bestemmie sopra il muro
Il fumo delle fogne chiuso dentro nel tombino.
Che cosa mi succede.
La
bruma ritorna dentro al fiume,
La luna ritorna dietro al sole
Una macchina procede camminando sulla strada e poi si ferma.
Cammina
sulle punte
Sopra i ferri del treno
I piedi nudi nella terra, dentro ai campi del vino.
La bruma ritorna dentro il fiume,
La luna ritorna dentro.
Disegna
un quadro che descriva quei colori
Che sia in grado di spiegare la bellezza
Delle cose naturali e del pensiero.
Disegna quello che ricordi se mi guardi
Quando dici che hai capito una persona
Quando sai quello che ho perso per davvero
Dietro al mondo per amore.
Disegna
un quadro che descriva quella strada
Che sia in grado di cambiare qualche cosa.
Ho bisogno di canzoni
Nina che vola, con le canzoni
E farò anch'io le mie provviste questa volta
Per non essere distratto dall'amore.
Dal Porto di Genova partirà
Con altri colori, per altre città.
Nina sorride mentre guarda di fuori,
Dal porto di Genova lo aspetterà.
Ho
bisogno di canzoni
Nina che vola, con le canzoni.
Trasformare
le parole, domandarti amore
Fare finta che sia un gioco non avere più pazienza,
Non avere una divisa per comprarsi le amicizie,
Per risolvere i problemi senza usare la fatica.
Versami
una punta di allegria
Nel mio bicchiere
Che mi serve per pensare
Che non siamo più obbligati
Tutti i giorni e poi le notti
Da una regola sbagliata.
Ma
sì, che è importante un po' di musica
E poi, e poi ritornare ad esser liberi
Ma sì, che importante fare musica
Per amore smisurato per le ballerine.
Trasformare
i sentimenti,
Trasformare l'acqua in vino
Non mi serve niente altro
Che essere libero di amarti.
La mia casa è sempre aperta
Qualche giorno tornerò
Sulla strada che mi porta proprio fino a dove sei.
Versami
una punta di allegria
Nel mio bicchiere
Che mi serve per pensare
Che non siamo più obbligati tutti i giorni
E poi le notti
Da una regola sbagliata.
Ma
sì, che è importante un po' di musica
E poi, e poi ritornare ad esser liberi
Ma sì, che importante fare musica
Per amore smisurato per le ballerine.
Trasformare
le giornate in un sabato felice
Fare finta che sia un gioco non avere più risorse
La mia casa è sempre aperta, la mia porta è sempre quella,
Qualche giorno tornerò proprio fino a dove sei.
Hey,
amico
Raccontagli al tuo fratello
Cosa gli hai mischiato
Di così malato dentro il caffè.
Sono caduto, come un soldato
La rinuncia obbligata fa male davvero.
Si muove la terra, la deriva dell'uomo
Quando Rita si spoglia ancora, per me.
E
poi corre
Sopra ai campi aperti
Dove una volta non c'era la strada.
Diavoli
e Santi
Sono nient'altro che niente
Un rifugio sicuro per chi odia la gente.
Ma le nuvole stanche sono pronte a cadere ancora,
Si muove la terra.
Maledetta Africa.
Hey,
amico
Raccontagli al tuo fratello
Il presagio cattivo
Delle congiunzioni astrali malate.
Rita è bruciata, si è bruciata la testa
Un suicidio da strega, perfetto e violento.
E
poi corre
Sopra ai campi aperti
Dove una volta non c'era la strada.
Diavoli
e Santi
Sono nient'altro che niente
Un rifugio sicuro per chi odia la gente.
Ma le nuvole stanche sono pronte a cadere ancora.
Si muove la terra, si muove ancora.
Hey,
amico
Raccontagli al tuo fratello
Che cosa gli costa la tua civiltà
Il processo lento delle cose giuste
Cancellare alla svelta ogni testa sbagliata, cattiva e malata.
Un metro dall'Africa o dalle pietre di Zuma
Infilare una croce nella testa di un uomo
Cambia
il tempo, solo e niente altro
Malattia, che può far male.
Diavoli
e Santi
Le malattie della mente
Un rifugio sicuro per chi usa la gente.
Ma le nuvole stanche sono pronte a cadere ancora.
Si muove la terra, cammina ancora
Dentro
muy dentro
Cerca nel fondo
Incastrato dentro il cuor
Dentro
il cervello disastro umano
Mi voluntad destruyó
Poquito
a poco
Trova il suo posto
"O barbarie. Invasor".
Si
prende il giorno la fatàl malinconia
Colora in nero e si cattura la mia vita
Premeditada y divina.
Maligno
crudele
Sono devoto, vuoto
Desertificao
Permesso
e concesso
Di usare il male
Amaro e delizioso è.
"T'amerò,
odiarti poco"
Della mia cieca devoción.
Si
prende il giorno la fatàl malinconia
Colora in nero e si cattura la mia vita
Premeditada y divina.
Voglio
disintossicarmi
Fastidiosa dipendenza
Prima che sia tardi.
Tiñes
mis dias de fatal melancolía
Eres el hacha que astilló toda mi vida
Premeditada y divina.
(Héctor Buitrago, Andrea Echeverri; adattamento italiano del testo di A. Ducoli)
Disperazione
Camminare sulla strada della desolazione
Consolazione
L'alluvione questa volta ha risparmiato il rione.
Bella impressione
Controllare che sull'acqua non si può camminare
La commozione
Quando la pioggia arriva in faccia ricomincia a cadere.
Il
temporale impone il ritmo sul viale
Le cicche morte stanno sotto alle suole,
Lei non mi vuole.
Palpitazione
L'eccitazione lascia il segno e chiama un'altra canzone
La dispersione
Tutte le case sono intorno ma le vedo straniere.
Concentrazione
La situazione non mi piace vuole la soluzione
Liberazione
L'alluvione arriva in basso ma comincia più il alto.
Il
temporale impone il ritmo sul viale
Le cicche morte stanno sotto alle suole,
Lei non mi vuole.
Delirio ordinario
24-11-00
Il
freddo assassino accompagnato dal vento
Sa un milione di sistemi per entrare nel cappotto
Le stagioni sono quattro, le mie gambe solo un paio
Le mie dita sono dieci, togli due che fanno il doppio.
Cade pioggia sulla testa.
Un
milione di mestieri per scappare dalla noia
Spingi sempre la carriola fuori dalla paranoia
Il mio vecchio sta incazzato, sta aspettando sul selciato
"Lascia fare al fortunato tu sei solo un disgraziato".
Cade pioggia sulla testa.
Fortunati
sono i belli, sono sempre più contenti
Non gli serve più pagare per fare all'amore
Non gli serve far l'amore per comprarsi da mangiare
Non gli serve proprio niente
Non gli occorre più la gente.
Cade pioggia sulla testa.
Un
milione di sistemi e mi ritrovo ancora qui
Colpa della gratitudine dovuta e non cercata
Colpa dell'ingratitudine malata e mai curata
Della cronica esigenza di non essere mai senza.
Fuori
dalla finestra
Questa stanza è vuota
Non ti vedo, non ti credo.
Mi
trascinano via i cartelloni accesi
Le pubblicità per le famiglie pronte
Marta, la tua finestra è spenta.
Lenta,
come le gambe in mezzo al traffico
Gli alberi intorno si spogliano lenti.
Le
tue parole sono di ghiaccio
Galleggiano ferme dentro il mio cuore inerme
Allagato, acqua salata scende dagli occhi.
Parole
contate che segnano il tempo
Della nostra stanza vuota, senza ritegno
La vita è poca per la mia causa, non è abbastanza.
Lenta,
come le gambe in mezzo al traffico
Gli alberi intorno si spogliano lenti.
Un
ordine falso mi dice lontano
Ordine strano come i cubi per strada
Il tuo cuore di pietra mi da un po' di fastidio
Rallenta il ritmo, la digestione.
Lenta,
come le gambe in mezzo al traffico
Gli alberi intorno si spogliano lenti
In ottobre,
Quando la febbre prende la carne e morde.
A PROPOSITO DI QUESTI GIORNI
26-10-2000
Le
gocce piccolissime
La pioggia non esiste
Si aprono diverse soluzioni
Sopra gli orizzonti aperti delle nostre fantasie
Coprire la tua pelle con i baci.
Agli
angoli dei muri le bambine colorate
Con il gesso nella mano
Fanno il gioco dell'amore
Si aprono le nuvole
Si asciugano le strade
Dentro ai prati e sulle case
Sta asciugando il temporale.
Qui
l'amore mi ha già ucciso altre volte
Ogni volta che succede sono triste.
Le
gocce sono acqua che si alza dalla terra
La bottega della gente mostra tutta la lussuria
Gli orizzonti sono chiari
I colori sono accesi
Sulla faccia della gente
Sopra ai muri delle case.
Qui
l'amore mi ha già ucciso altre volte
Ogni volta che succede sono triste
e fa più male.
UOMINI
DELLE TAVERNE (LA FIERA)
01-09-2000
La
mia stamberga è chiusa nel mattino,
Qualche volta, nel pomeriggio
Apri la porta esce il fumo, appena la chiudi rientra da solo.
La
fiera si ferma quando arriva la sera
Appena sopra il selciato ci cammina il motore.
Le ombre gentili che accarezzano i muri
Passano davanti ai portoni prima di essere qui.
Le
mie navi nel porto sono andate da sole,
Per amore del sale hanno messo le vele.
La gente si è fermata a pensare come i quadri sul muro
I cani sono andati per strada per cercare qualcuno
Stelle
filanti, sogni e desideri.
Quando passa la fiera
E un piccolo uomo che rincorre i suoi sogni
Una goccia di vento leggero, e gli camminano via.
La
fiera ogni anno ha riempito la strada
La paura del tempo che diventa un ricordo
Un ricordo confuso, un dettaglio noioso
Il sole passa dietro alla cima
Ritornerà la mattina.
Le
mie navi nel porto sono andate da sole,
Per amore del sale hanno messo le vele.
La gente si è fermata a pensare come i quadri sul muro
I cani sono andati per strada per cercare qualcuno
Dammi un altro bacio ancora

La
mia stamberga sta chiusa nel mattino,
Qualche volta nel pomeriggio
Apri la porta esce il fumo, appena la chiudi rientra da solo.
Quest'anno
la fiera è più bella dell'anno passato
Si accorgono tutti e non lo dice nessuno,
Il responsabile beve, ogni volta con il suo braccio destro
Entrano i cani, cani e balordi.
La
fiera ogni anno è sempre uguale
Si dice meno noiosa del solito amore,
Il responsabile dice: "una grossa fatica,
E chi non capisce non potrà mai capire".
Ho
le navi nel porto e ho paura di andare,
Mi accorgo che ho sbagliato provincia e ricomincio a cantare.
La gente costruisce le cose come le vede,
Io costruisco la gioia ma nessuno mi crede....
Stelle
filanti, sogni e desideri.
Quando passa la fiera tutti vogliono bere
Dentro a questa stamberga che conosce la gente
Che ha imparato a capire quando serve davvero.
Perché
la fiera ogni anno riempie la strada
Ha paura del tempo perchè passa veloce
Passa avanti la curia, passano i comandanti
Entrano i ladri, ladri e bugiardi.
Ho
le navi nel porto e ho paura di andare,
Mi accorgo che ho sbagliato provincia e ricomincio a cantare.
La gente costruisce le cose come le vede,
Io costruisco la gioia ma nessuno mi crede....
Dammi un altro bacio ancora, uno ancora.

Prodotto
da Arcangelo Buelli e Massimo Saviola. Editato, missato e masterizzato da
Arcangelo Buelli. Direzione musicale di Massimo Saviola.
Tutti i testi sono di Alessandro Ducoli; Maligno è una canzone degli
Atercipelados (Caribe Atomico, 1998 BMG Ariola de Colombia; adattamento italiano
del testo di Alessandro Ducoli). La Banda del Ducoli è: Arcangelo "Arki"
Buelli (batteria), Massimo Saviola (Fender Jazz bass '67, basso fretless,
contrabbasso), Renato Saviori (pianoforte), Lorenzo Lama (chitarre), Alessandro
Ducoli (voce); hanno inoltre suonato: Guido Bombardieri (sax soprano e clarinetto
basso), Fausto Beccalossi (fisarmonica), Oscar del Barba (piano elettrico
e tastiere), Elena Sbalchiero e Marco Bortoli (cori).
Il coro in Maligno è stato eseguito da Beppe Donadio e dalle Bluesisters (Elena Sbalchiero, Stefania Martin, Terry Campagna). Realizzazione grafica a cura di Giuseppe Donadio e Alessandro Ducoli. Tutte le fotografie sono di Fabio "Mr. Slade" Gamba (la sua foto è stata "scattata" da Paolo Morgandi). Marzo 2002-Febbraio 2003.
I campioni sono stati registrati da Massimo Saviola e da Alessandro Ducoli (le rane sono state tratte da Note di notte del Gruppo Nisoria di Vicenza; Giancarlo Fracasso e Renato Bonato).
Grazie a tutti i nostri compagni di viaggio (Fabio, Agnese, Valentina, Damiano, Nadia e Veronica) e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo disco: Paolo Morgandi, i "superstiti" del Mercato dello Statuto di Genova (Gianpiero Santi, Taufik Medini, Antonella Gambarini, Cristina Gelli, Giovanni Battista "Padrone di Genova" Baseggio, Mirella Baseggio, Maria Girone, Maria Grazia Bruzzone, Gianni Nespoli e Oreste Santi, e tutti gli altri), Stelliano & Tico (sax e fisarmonica dalla Romania), la meravigliosa Antonella Gesuplina, Bruno Franceschelli, Emanuele Di Marco, Giuseppe Dalia (per il suo baghèt), Boris Savoldelli (maestro del canto e della pazienza), Giuliano Muratori (per il suo Petrof). Un grazie particolare a Diego Muratori per tutta la sua amicizia (noi si beve soltanto il tuo vino ....). Nina è stata scritta per ricordare Fabrizio De André.




