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Il gruppo Indians Cento nasce ufficialmente nei primi anni 80 durante gli anni della serie C.Già da allora esistevano da alcuni anni altri gruppi ultras : Commando Ultrà , Gruppo Ceres , i Ribelli , e le Fedelissime.Lo striscione Indians ha visto molti scontri e molte battaglie sugli spalti.Dopo la storica promozione in serie C1 nel 1985/86 il gruppo fu nel suo momento migliore della sua storia,ricordiamo le trasferte in massa nella tanta odiata Ferrara,Mantova,Reggio Emilia,Padova,Ancona,Vicenza e molte altre ancora.I derby in casa contro la Spal furono il massimo e in queste occasioni lo stadio di Cento superò le oltre 5000 presenze sugli spalti e la mitica curva Nord era sempre piena.Purtroppo per motivi societari e sportivi nella stagione 1996/97 venne la fatidica retrocessione nell'anonimato dei Dilettanti ed addirittura nella stagione 1999/2000 la Centese sprofondò in Promozione che grazie a queste delusioni portarono ad un eccessivo e repentino abbandono del tifo ed il propagarsi diminuire di persone allo stadio. Amicizie Naturalmente gli Ultras del Bologna Gioventu' Brianzola Monza Ultras Castel San Pietro
Rivalità Naturalmente tutti i gruppi Ultras della Spal Reggiana Cesena Modena Carpi Suzzara Varese Triestina
La storia della Centese Calcio LA NASCITA DEL CALCIO A CENTO Dal mitico "Spallone alla serie B" Il gioco del calcio a
livello nazionale non ha, come tutti sappiamo, radici ultra secolari ricordiamo
infatti che la Società più vecchia è il GENOA fondata per merito degli inglesi
nel 1893. Pure a Cento il calcio, nonostante sia lo sport più atavico, non ha
origini "centenarie". Bisognerà attendere il 2013 per festeggiare il primo
secolo di vita. L'attuale Centese Calcio è sorta infatti nel 1913 (nella foto a
destra una delle prime formazioni) Dal successo al declino 1947 - 1971
Si ritorna pertanto in C nel 1948/49 imboccando un lento declino. Lasciano i Govoni (i dirigenti della promozione) si scende sempre più di categoria: dopo la C si va in serie D all'inizio degli anni cinquanta. La società attraversa una crisi economica non indifferente e cercando di appoggiarsi a qualche "sponsor" cambia addirittura denominazione, diventando Pro-Calcio Pastificio Barbieri. Possiamo notare come già a quei tempi lo sport sopravvivesse con l'aiuto degli interventi pubblicitari. Successivamente il calcio Centese, dopo aver conosciuto tanta gloria, attraversa in sostanza due decenni 1952/1972 di puro dilettantismo. La conduzione della Società passa attraverso personaggi animati da tanto impegno ed amore per lo sport: Renato Bergonzoni, Adrasto Bonora, Francesco Dinelli per citarne alcuni senza voler dimenticarne altri, ma non aiutati da grosse forze economiche, a livello di risultati sportivi ci si deve accontentare ma, si deve sottolineare che l'impegno di questi personaggi ha tenuto in vita il calcio a Cento in un periodo di scarso interesse. Si passa infine alla dirigenza del defunto Biagio Govoni, nota figura sportiva di Cento, il quale con molta lungimiranza e scaltrezza curava con particolare attenzione il Settore Giovanile dal quale attingevano le grosse società di tutta Italia, ma, non curava altrettanto la prima squadra costretta a vegetare tra la terza e la seconda categoria. Solo nel 1965/66 la Centese rivince un campionato: quello di seconda categoria disputato con giocatori tutti locali guidati dal tecnico Antonio Parmeggiani pure lui di Cento. Mancando purtroppo i sostegni economici per affrontare la prima categoria la società si vide costretta a rinunciare alla promozione. Si continuò pertanto in seconda scendendo successivamente in terza categoria: l'ultimo gradino, dei dilettanti! Si arriva finalmente al 1972 quanto la Centese rinasce grazie ad un gruppo di amici che decise di tentare una vera e propria avventura. 1972 - 1982 DALLA TERZA CATEGORIA ALLE SOGLIE DEL PROFESSIONISMO La nuova società Nell'estate del 1972 un gruppo di centesi, accomunati dalla medesima passione per il calcio e dalla volontà di riscattare il sodalizio biancazzurro dall'anonimato in cui era venuto a trovarsi, decidono di rilevare quel poco che resta della vecchia società. Nasce così la nuova Centese, destinata a raccogliere 1'eredità di una società dal passato, illustre, che aveva saputo scrivere anche pagine importanti, ma che poi, stretta dalla morsa di una crisi profonda, era precipitata via via sempre più in basso, fin quasi a scomparire nel nulla. Il compito che attende il nuovo Consiglio appena formato (una quindicina di persone) e in particolare il neo presidente, Vincenzo Alessio, non è dei più semplici. Si tratta, infatti, di ricominciare tutto da capo. E in effetti la Centese riparte da zero, dalla Terza Categoria dilettantistica. A conferma della bontà dell'opera di ristrutturazione svolta, i risultati sono immediati: in due sole stagioni la Centese sale dalla Terza alla Prima Categoria. Ed è proprio al termine del primo campionato di Prima Categoria, nel giugno 1975, che avviene un fondamentale mutamento nella struttura della società biancazzurra. Viene presa infatti l'importane decisione di trasformare il vecchio sodalizio in Società per Azioni, una scelta di gestione moderna, addirittura d'avanguardia per quei tempi. Si tratta in effetti di uno dei primi esempi in campo nazionale, se non il primo in assoluto, per ciò che riguarda il settore dilettantistico. Oltre alla denominazione ufficiale (che da "A.C. Centese" diviene "Centese Calcio S.p.A."), era già cambiata net 1974 anche la presidenza della società: nuovo presidente: Gianni Fava, che resterà in carica per ben 15 anni, fino al giugno 1989.
I Campionati 1972 -1982 La storia della nuova Centese,
uscita dalla "rifondazione" dell'estate 1972, inizia dal gradino più basso della
gerarchia calcistica, la Terza categoria dilettantistica.
Il campionato di Promozione 1977-78 vede la Centese inserita in un girone insolito, geograficamente orientato a nord-ovest: vi sono squadre delle province di Bologna (Crevalcore), di Modena (Finale Emilia, Mirandolese, Vignolese), ma anche e soprattutto delle province di Reggio Emilia (Brescello, Correggese, Reggiolo), di Parma (Felino, Noceto, San Secondo, Valtarese) e di Mantova (Gazoldo, Gonzaga, Pegognaga, Viadanese). A vincere è proprio una formazione mantovana, la Viadanese. Il piazzamento finale della Centese, settimo posto, è il meno brillante di questo primo scorcio di storia biancazzurra. E’ lo scotto, peraltro prevedibile, che si deve pagare all'inesperienza, in un universo completamente nuovo. Gli anni successivi, tuttavia, prese le misure con la nuova realtà, le cose andranno decisamente meglio, anche perché si tornerà ad una collocazione geografica più tradizionale. Nel girone della Centese torneranno a comparire, infatti, soltanto squadre bolognesi (Anzola, Casalecchio, Crevalcore, Minerbio, Saveniazzaro, poi divenuta semplicemente San Lazzaro), ferraresi (Argentana, Copparese, Portuense, Bondenese, Sant'Agostino) e modenesi (Finale Emilia, Formigine, Mirandolese, Vignolese, Athletic Carpi, San Felice, Sassuolo), oltre alla Correggese. Nella stagione 1978-79 la Centese si piazza al terzo posto, a passare è la Mirandolese. Ma la stagione successiva, 1979-80, ancora una volta al terzo tentativo, arriva la promozione. Anche in questo caso a sancirla sono gli spareggi. L'aver chiuso al primo posto il proprio campionato, infatti, non basta alla squadra biancazzurra, allenata da Novelli, che deve affrontare in un durissimo spareggio a tre le vincitrici degli altri due gironi della Promozione emiliana: in palio l'unico posto disponibile per la Serie D. Vinto il primo spareggio contro il Sant'Arcangelo 3-2 ad Imola), la Centese si gioca tutto contro lo IAG Goito, a Modena. Il verdetto del campo è sfavorevole (0-2), ma la delusione in casa biancazzurra sarà di breve durata: la Centese di li a poco verrà infatti ammessa ugualmente alla Serie D. L'esordio nel calcio semiprofessionistico, nella stagione 1980-81, pone la Centese in un'orbita del tutto nuova. Fra le sue avversarie, oltre a compagini emiliane (Imola, Carpi, Mirandolese, Fidenza) e mantovane (junior Goitese, Viadanese), compaiono per la prima volta formazioni venete (Abano Terme, Chievo, Sommacampagna), romagnole (Russi, Forlimpopoli, Riccione) e marchigiane (Falconarese, Jesi, Vigor Senigallia, Elpidiense, Fermana). Soprattutto in trasferta, sui campi di gara corriincia a fare caldo ... La squadra biancazzurra ha confermato, rispetto all'anno precedente, il blocco difensivo imperniato sul libero Codeluppi e sui fratelli Gino e Franco Vaccari, affiancando a Mauro Cavicchi uno stopper di esperienza come Lievore ed inserendo fra i pali un nuovo portiere, Frignani. A centrocampo, accanto agli uornini-guida Ferioli e Galuppi, Novelli può contare sugli innesti di Amadori e Ginesi. Il torneo si conclude, per la Centese, con un dignitoso settimo posto; ad essere promosse sono Senigallia e Jesi. L'anno dopo la Serie D cambia nome e sostanza: prende la denominazione di campionato Interregionate. Inoltre il semiprofessionismo non esiste più ed ora l'Interregionale rappresenta il vertice del calcio dilettantistico, l'anticamera, in pratica, del professionismo. In questa stagione 1981-82, in cui si festeggia il decennale del sodalizio biancazzurro, la Centese è inserita in un girone essenzialmente emifiano-romagnolo. Rispetto all'anno precedente, non vi sono più le squadre marchigiane; al loro posto compaiono per la prima volta Suzzara, Sassuolo, Ravenna e Cesenatico. Anche le tre formazioni venete sono cambiate: ora vi sono Adriese, Contarina e Rovigo. L'organico biancazzurro si è rinforzato con gli arrivi di Venè e Bramini a centrocampo e di Melucci in attacco. Quest'ultimo, in coppia con Mario Balboni, costituira una formidabile macchina da gol: una. trentina di reti in due, con Melucci addirittura capocannoniere del girone. Fra la Centese e la vittoria finale, al termine di un duello appassionante, si pone soltanto una squadra, il Ravenna. Per i biancazzurri, distanziati alla fine dai romagnoli di tre lunghezze (42 a 45), un secondo posto che vale. Si chiude cosl il primo decennio della Nuova Centese. Un decennio caratterizzato da 4 campionati vinti, 3 secondi, 1 terzo e 2 settimi posti. Un decennio che ha portato il sodalizio biancazzurro dalla Terza Categoria alle soglie del professionismo. 1982 - 1992: L'ERA DEL PROFESSIONISMO SERIE C E COPPA ITALIA I Campionati Il secondo decennio della nuova Centese si apre nella maniera migliore. Nella stagione 1982-83, infatti, ancora al terzo tentativo, arriva la tanto sospirata promozione in C/2. La squadra, allenata da Alberto Novelli, che centra così la seconda promozione della sua carriera sulla panchina biancazzurra, è forte e omogenea in tutti i reparti. In difesa può contare sulla completa affidabilità del portiere Frignani e sulla saldezza dei vari Codeluppi, Franchini, Gino e Franco Vaccari. A centrocampo, con Ferioli, Ginesi, Bramini e Venè, estro e fantasia si fondono con potenza atletica e sagacia tattica. In attacco Mario Balboni, Melucci e il nuovo acquisto Cleto garantiscono un'efficace finalizzazione delle manovre offensive (25 reti in tre, pressoché equamente distribuite). Il campionato si trasforma ben presto in un serrato duello fra le sue due principali protagoniste: la Centese, appunto, e la Virescit Boccaleone, squadra di un sobborgo di Bergamo. Nel girone D dell'Interregionale, in cui è inserita, la squadra biancazzurra si trova a dover affrontare per la prima volta compagini bergamasche (oltre alla Virescit, Romanese e Trevigliese) e bresciane (Pro Palazzolo), accanto alle solite Viadanese, Fidenza, Mirandolese, Carpi, Sassuolo, San Lazzaro, Imola e Russi e alle tre veronesi Pescantina, Sommacampagna e Chievo. In questo contesto, la Centese dimostra di trovarsi perfettamente a proprio agio. Riesce così ad avere la meglio, senza eccessive difficoltà, della tenace resistenza dei rivali bergamaschi, grazie soprattutto all'esito favorevole dei due scontri diretti: 1-0 per i biancazzurri a Cento (gol di Cleto), 0-0 nel delicato e decisivo match di ritorno a Bergamo. Alla fine, fra Centese e Virescit saranno due (42 a 40) i punti di distacco: la C/2 è raggiunta! L'esordio nel mondo del calcio professionistico, come peraltro era lecito attendersi, non è dei più agevoli. Il campionato di Serie C/2 1983-84 fa registrare infatti il peggior piazzamento finale mai ottenuto dalla Centese, nella sua pur breve storia, fino a quel momento: un undicesimo posto a quota 31 punti, a pari merito con altre tre formazioni (Forlì, Brindisi e Maceratese), con una salvezza aritmeticamente raggiunta soltanto all'ultima. giornata (1 - 1 in casa con il Martina Franca). D'altra parte, già al momento della composizione dei gironi, si era capito subito che si sarebbe trattato di un'annata difficile. L'inserimento nel girone C, quello adriatico centro-meridionale, proponeva infatti un impatto con una realtà del tutto nuova, fatta di trasferte lunghissime e di campi di gara dal clima infuocato. In un raggruppamento in cui si va dalla Romagna (Ravenna, Cattolica, Cesenatico, Forlì), alle Marche (Jesi, Osimana, Senigallia, Maceratese, Elpidiense), all'Abruzzo (Giulianova, Teramo), alle Puglie (Monopoli, Brindisi, Martina, Galatina), addirittura alla Basilicata (Matera, Potenza), la Centese si trova ad essere la "punta" più a nord di tutto lo schieramento: un ruolo, senza dubbio scomodo, sotto diversi punti di vista. Di fronte a tali insidie, la squadra biancazzurra, che presenta rispetto alla stagione precedente soltanto pochi cambiamenti (con gli innesti di Artioli e Carpaneda in difesa e di Negri a centrocampo), entra ben presto in difficoltà: a metà stagione si rende necessario il cambio di allenatore, con Tarabbia che subentra a Novelli. Sorretta dai gol di Cleto, la Centese riesce comunque, come abbiamo visto, a conquistare la salvezza, mentre in vetta alla classifica fanno festa Jesi e Monopoli, promosse in C/1. Nella stagione 1984-85, al
secondo anno in C/2, le cose vanno un po' meglio. La Centese è ancora inserita
nel girone C, le sue avversarie sono praticamente le stesse (con le novità
Il terzo anno in C/2, vista la
tradizione consolidatasi nei quasi quindici anni di storia biancazzurra, non può
che portare una promozione. E le premesse, in effetti, ci sono tutte. In primo
luogo, 21 settembre 1986: è il giorno
dell'esordio della Centese in C/1. Al "Bulgarelli" è di scena una grande,
l'Ancona. I biancazzurri di Specchia disputano una splendida partita e si
impongono per La stagione 1987-88 inizia. con
un impegno prestigioso per la Centese, un impegno che proietta la squadra
biancazzurra alla ribalta del calcio nazionale: la partecipazione, per la prima
volta Ora alla guida tecnica della squadra c'è Gianpiero Ventura; fra i giocatori non ci sono molte novità: le principali sono costituite dagli arrivi di Grotto e Mantovani a centrocampo e di Palmieri in attacco. Alla resa dei conti, si alterneranno note positive (il lancio definitivo di Ramponi, 1'esordio di Gubellini) ad altre meno (la delusione Boccia, il ritorno di un irriconoscibile Ginelli)(foto della squadra a sinistra). All'inizio del torneo le cose vanno bene, in casa biancazzurra: la squadra sembra avviata ad un campionato tranquillo. Anzi, arrivano anche tante belle soddisfazioni: la vittoria sulla Spal (2 - 1), la prima dopo tanti anni di attesa, il prestigioso successo sul campo del Vicenza (1-0), firmato da un gol di Tosi. Poi, però, a partire dal mese di gennaio si verifica una netta, preoccupante flessione che porta alle dimissioni di Ventura. Ma neppure il suo, successore Ciscschini riesce a fare meglio, anzi, la situazione peggiora e Ventura viene cosi richiamato alla guida della squadra. Nemmeno questa mossa, tuttavia, riesce a raddrizzare le sorti di un campionato ormai compromesso: la Centese, con 24 punti, termina al penultimo posto, appaiata al Fano. Ma a stagione ormai conclusa, un clamoroso colpo di scena rimette in discussione il verdetto del campo. Un caso di illecito, che vede coinvolte il Pavia e lo stesso Fano, riapre uno spiraglio alle speranze della Centese di evitare la retrocessione. E così sarà: ad agosto, la sentenza dei giudici sportivi sancirà la salvezza dei biancazzurri, "ripescati" per meriti sportivi, a spese di Fano e Pavia. La stagione 1988-89 della
Centese, al terzo anno in C/1, fa venire in mente quelle trame di film in cui la
vittima, scampata una prima volta ad un agguato letale, gira e rigira, fa di
tutto per All'indomani della
retrocessione in C/2, si apre per la Centese un periodo di instabilità
all'interno della società. Il presidente Fava, che già da qualche tempo aveva
manifestato propositi di
Dopo aver sfiorato l'anno precedente la promozione in C/1; e di conseguenza l'immediato ritorno in quella divisione che aveva appena lasciato, la Centese si presenta al via della stagione 1990-91 con più modeste ambizioni: l'obiettivo è un campionato tranquillo, che consenta la valorizzazione di qualcuno dei tanti giovani che compongono la squadra, affidata alla conduzione tecnica di Giancarlo D'Astoli, inizialmente coadiuvato da Vinadio Galetto. Anche quest'anno l'organico è stato ampiamente rinnovato: sono arrivati i difensori Cavalletti e Sottana, i centrocampisti Casonato, Lorenzi, Superbi, Zauli e Mautone, la punta Francini. Inoltre D'Astoli ha portato con sé dalla "Berretti" un gruppo di ragazzi molto promettenti. L'obiettivo della vigilia viene raggiunto senza troppe difficoltà, nonostante i rischi di un campionato che, in prospettiva salvezza, presentava più di una insidia. La Centese disputa un torneo tranquillo, classificandosi alla fine all'ottavo posto, con 34 punti, a pari merito con il Fiorenzuola. I biancazzurri non mancano di togliersi anche qualche bella soddisfazione, come la doppia vittoria (1 -0 e 2 -1) sul Palazzolo e lo splendido successo (3 -2) nel derby di ritorno con la Spal: già, Palazzolo e Spal, proprio le squadre che verranno promosse in C/1…
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