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 Libro del mese   

Anno 2010


Revisione storiografica GIUGNO 2010 Prima edizione,
2009

Il Regno del Nord

Arrigo Petacco

Il Regno del Nord
1859: il sogno di Cavour infranto da Garibaldi


Angela Pellicciari

I panni sporchi dei Mille

Pellicciari
Siamo nel 1859. Il Regno di Sardegna già da qualche anno attua un'ambiziosa politica estera, volta ad espandere i propri confini. A sud aveva la Repubblica di Genova. Ad Est il Lombardo-Veneto.
La Repubblica di Genova poteva prenderla da sé (infatti la conquistò, a cannonate), mentre il Lombardo-Veneto era territorio degli Asburgo d'Austria, e da sola Torino non ce la poteva fare.
Carlo Alberto, nel 1848, aveva attaccato da solo Vienna ed era rimasto sconfitto. Abdicò.
Il suo successore, Vittorio Emanuele, aveva le stesse aspirazioni. Con il vantaggio di avere al suo fianco Camillo Cavour.
Cavour entrò al governo nel 1855. Poi fece una rapida carriera e divenne primo ministro.
Fu lui ad avere l'idea di partecipare alla guerra di Crimea (1856). Fu sempre lui a concepire il piano che è al centro del libro: allearsi segretamente con la Francia convincendo Napoleone III che valeva la pena combattere per il Regno di Sardegna.
Da parte sua Napoleone III aspirava ad aumentare la sua influenza sull'Italia. Infatti il patto doveva soddisfare le reciproche esigenze: ai Savoia sarebbe andato tutto il nord Italia, mentre la Francia avrebbe ottenuto un regno nuovo di zecca vicino allo Stato della Chiesa (di cui era già la principale protrettrice); al vertice dello stato sarebbe stato posto il cugino di Napoleone III, Girolamo.
Per predisporre meglio Napoleone III all'alleanza con gli italiani, Cavour ebbe l'idea di incaricare la contessa di Castiglione, donna bellissima, di entrare nelle grazie dell'imperatore.
Il patto segreto venne stipulato Napoleone III e da Cavour in una località termale (per non dare nell'occhio): Plombières, il 21 luglio 1858.
Pensate: nel marzo di tre anni dopo i Savoia avrebbero avuto: la Lombardia, la pianura cispadana, il Centro, tutto il Sud e, nonostante la protezione francese, anche più della metà dello Stato della Chiesa!
Come potè succedere? Andiamo con ordine.
Fino al maggio 1859 tutto andò come da accordi:
1) 30 gennaio: la figlia di Vittorio Emanuele, Clotilde, va in moglie al cugino di Napoleone III, Girolamo. Girolamo, principe, è pronto a diventare Re dell'Italia centrale.
2) Guerra contro l'Austria (27 aprile-11 luglio). Qui bisogna spendere qualche parola in più.
Mentre la guerra con l'Austria era in corso, Cavour aveva deciso che era venuto il momento di presentare al nuovo Re di Napoli, Francesco II, il progetto dei tre stati concepito l'anno prima a Plombières. La nuova mappa dell'Italia prevedeva un Regno del sud allargato a Umbria e Marche. Francesco II rifiutò decisamente l'offerta, poiché era contrario ad appropriarsi di territori papali. Napoli quindi non entrò in guerra a fianco del Piemonte contro l'Austria.
Le trattative di Cavour alla luce del sole finiscono qui. Ora parliamo delle mosse fatte in violazione dei patti. Poco dopo l'inizio della guerra, il primo ministro di Sardegna scatenò delle insurrezioni nei Ducati emiliani, nelle quattro Legazioni pontificie e nel Granducato di Toscana. Nel giro di due mesi, tra maggio e giugno, i legittimi regnanti furono allontanati (per le 4 Legazioni, i cardinali legati). Cavour inviò a presidiare i territori due suoi uomini: Massimo D'Azeglio a Bologna (poi sostituito da Luigi Carlo Farini) e Bettino Ricasoli a Firenze. I due presero tutti i poteri ed impedirono il ritorno delle vecchia dinastie prima che si svolgesse il congresso di pace.
E così fu. Ma insurrezioni erano scoppiate anche nelle Marche e in Umbria, territori papali come le quattro Legazioni.

L'11 luglio Piemonte e Francia vinsero la guerra, ma Napoleone III si accordò separatamente con l'Austria per concedere l'armistizio. Il Regno di Sardegna ottenne solo la Lombardia, mentre il Veneto rimase all'Austria. La pace sarebbe stata firmata in un successivo congresso, la cui data sarebbe stata fissata in un secondo momento. Napoleone propose all'imperatore d'Austria l'idea di una confederazione italiana e trovò l'accordo con Francesco Giuseppe. In pratica i due re decidevano quale sarebbe stato il futuro assetto politico dell'Italia.

Cavour, arrabbiatissimo per essere stato scavalcato (e anche perché non aveva ottenuto il Veneto), si dimise da primo ministro (luglio 1859); il suo posto venne preso da Urbano Rattazzi.
Come reagì l'imperatore dei francesi quando seppe che Cavour, invece di preparare il centro Italia per la Francia, ci si era apparecchiato il suo tavolo?

Napoleone III in un primo momento affermò che quello che succedeva in Toscana non gli interessava: il Piemonte poteva pure prendersela. Successivamente cambiò idea anche sul resto.
Nel dicembre 1859 fece dare alle stampe un pamphlet in cui l'anonimo autore sosteneva che il pontefice aveva tutto da guadagnare da una diminuzione del proprio potere temporale. Roma e il Lazio gli potevano bastare. Fu una grossa concessione ai Savoia.
L'opuscolo suscitò grande scandalo. Comunque, fu il via libera al Regno di Sardegna anche in quei territori.
Era tempo che Cavour tornasse al potere: ciò avvenne il 20 gennaio 1860.
L'11 e 12 marzo 1860 si tennero i plebisciti di annessione dei territori insorti al Regno di Sardegna.

Intanto i piani di Cavour furono scombussolati dall'impresa dei Mille. La spedizione guidata da Garibaldi, aveva invaso il Regno delle due Sicilie. Protetta dalla marina inglese, era sbarcata senza affanni a Marsala.
L'avanzata dei Mille sul territorio fu fulminea: il 25 giugno 1860 la guerra in Sicilia era conclusa.
Francesco II, allarmato, mandò un emissario a Torino per annunciargli che accettava il patto che aveva rifiutato l'anno prima. C'erano buona possibilità che venisse accettato: Garibaldi era mal visto da tutte le corti d'Europa. Ma in un anno le cose erano molto cambiate.
Cavour, che in vita sua non era mai stato più a sud di Firenze e non aveva assolutamente preso in considerazione l'idea di conquistare il Regno delle Due Sicilie, aveva capito che poteva approfittare della situazione. Non rispose a Francesco II, anzi nelle sue azioni successive favorì la caduta del re.

La battaglia decisiva fu combattuta sul fiume Volturno nell'ottobre 1860 e fu vinta dai garibaldini. La conquista del Regno delle Due Sicilie venne completata all'inizio del 1861. I territori vennero annessi al Regno di Sardegna con un plebiscito.

Quello che non mi convince di questo libro è l'atteggiamento di Cavour nei confronti dei Mille. Ma davvero Cavour non sapeva niente dell'iniziativa di Garibaldi? I Mille scompaginarono i suoi piani?
Io qualche anno fa ho letto "I panni sporchi dei Mille" di Angela Pellicciari. In questo volume è raccontata un'altra storia: Cavour sapeva tutto della spedizione di Garibaldi.
Anzi: l'invasione fu programmata ai piani alti dei palazzi torinesi del potere.
Anzi: Cavour inviò in Sicilia un suo uomo, Giuseppe La Farina, a seguire la spedizione da vicino con l'ordine di informarlo quotidianamente per lettera. Cavour poi rispose puntualmente impartendo le sue direttive al fiduciario. Inviò anche armi ai Mille.

Ecco perché ho inserito il libro della Pellicciari in questa stessa scheda. Il libro della Pellicciari corregge quanto dice Petacco nell'ultima parte del suo saggio.