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E USCII DAL MONDO Nel mezzo di queste tensioni egli aveva udito nel cuore la parola del Signore: "preferisci le cose amare alle dolci e disprezza te stesso" (1 Ccl. V). L'incontro con il lebbroso gli aveva fatto sperimentare fin nel profondo la verità della parola del Signore. E, fatto ancora più meraviglioso, mentre era in preghiera nell'antica povera chiesa di 5. Damiano, la voce del Crocifisso gli aveva detto: "Va', Francesco, ripara la mia casa, che sta per cadere " - In obbedienza pronta a quella voce egli aveva compiuto un gesto clamoroso, che precipitò la situazione della tensione in famiglia. Aveva preso in abbondanza stoffe pregiate dal fondaco paterno ed era partito per Foligno per vendere tutto, anche il cavallo. Ritornato consegnò il grosso gruzzolo al vecchio prete di S. Damiano per il restauro della chiesa. Ma al rifiuto del sacerdote, Francesco gettò il denaro sulla finestrella. li giorno dopo lo raggiunse la convocazione in tribunale dei consoli del Comune: il padre, Pietro di Bernardone, aveva deciso di diseredarlo. Ma nel cuore di Francesco era già maturata la grande decisione: non sarebbe stato Pietro di Bernardone a diseredarlo, ma lui a scegliere per sempre e liberamente il servizio del Padre - Assisi ne parlò per più tempo. Il popolo era accorso in piazza del Vescovado, incuriosito da una simile singolare faccenda, Il "processo" si svolse rapidamente. Il padre presentò al Vescovo Guido le sue accuse contro il figlio dilapidatore dei suoi beni, Come risposta il Vescovo sentenziò che Francesco doveva restituire al padre quanto gli doveva. Francesco, ritiratosi momentaneamente in disparte, si spogliò delle vesti e consegnò tutto a Pietro di Bernardone, dicendo: "Ecco, non solo il denaro; ma tutto gli rendo anche i vestiti. D'ora in poi non dirò più padre mio Pietro di Bernardone, ma Padre nostro che sei nei cieli". Era stato il passo decisivo, la rottura più profonda e più radicale. li ricordo del vecchio prete di S. Damiano era vivo nella memoria di Francesco. Aveva iniziato la sua nuova vita, vestito da eremita, ospite del vecchio sacerdote di S. Damiano. Francesco lavorava per ricostruire e riparare la chiesa, andando ad elemosinare in città le pietre. li buon prete gli dava da mangiare ciò che aveva nella sua povertà. Ma un giorno il prete non vide comparire Francesco al suo povero desco. Salendo lerta che da S. Damiano porta alla città, egli infatti era andato ad elemosinare anche il cibo alla "mensa dei poveri", la "mensa del Signore". Fu tale la vergogna che ne provava, che quando scrisse la Regola, sentì il bisogno di rincuorare così i frati: "Né devono vergognarsi ad elemosina-re perché il Signore si è fatto povero per noi in questo mondo" (Reg. boII. VI). Fu una vittoria su sa stesso come quella del lebbroso che segnerà definitivamente lo stile di vita povero di Francesco. |
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