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UN TRALICCIO PER TUTTI !
(CLICCA QUI per vedere i disegni)
All'inizio della mia attività radioamatoriale ero giovane e senza
soldi, ma con una passione spropositata per questo hobby che mi ha
spinto a far fronte ai problemi pecuniari con l'autocostruzione .
Naturalmente era il traliccio il mio primo ostacolo,come del resto
per tutti coloro che hanno intenzione di montare un'antenna, e quindi
ho dovuto studiare a lungo una soluzione che mi permettesse di avere
un oggetto sicuro,robusto,facile e veloce da costruire !
E proprio sfogliando una rivista mi cadde l'occhio sul traliccio
Giovannini in tubolare quadro con carrello scorrevole da cui adottai
alcune soluzioni meccaniche, ma che poi dovetti adattare alle mie
esigenze rivelandosi il cosidetto "ASSO DI BRISCOLA" !
Ma partiamo con ordine e , soprattutto , Voi che cercate tra queste
righe una soluzione pratica e veloce,non cambiate pagina!
Il traliccio tipo Giovannini in tubolare quadro, dicevo, è stato
l'esempio su cui ho basato il mio progetto : inizialmente erano solo 6
metri (tanti sono quelli che si trovano in verghe intere) che ho dovuto
dividere in 3 tronconi da mt 1,5,mt 2,5 e mt 2 .
Queste misure sono determinanti per la installazione del primo tratto
del traliccio senza bisogno di incontrare particolari difficoltà di
installazione mantenendo i piedi saldamente sul tetto e senza che
qualcuno dia una mano (così rare da trovare, queste persone !) .
Vedremo più avanti come.
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Il traliccio in questione è, quindi,una verga di 6 mt di ferro quadro
80 x 80 mm e tagliato in varie sezioni per permetterci l'installazione
senza grosse acrobazie , quindi bisognerà sapere quanto spazio abbiamo
in verticale sottotetto e quale essere la struttura muraria che ci
aiuterà a sorreggerlo, prima di tagliare a fette il nostro tubo .
Se si usufruisce di una parete portante,per fissare il traliccio è
fortemente consigliato una serie di staffe che possano fermare lo stesso
con delle barre filettate attraverso alla parete tenendo ben presente
che tra muro e traliccio andrà interposto un qualsiasi materiale che possa
servire ad assorbire le vibrazioni che in un futuro si presenteranno
quando tirerà vento o si gireranno le antenne col rotore.
Notabene : RICORDARSI DI METTERE UN CATINO O UNA VASCA ALLA BASE ADATTA
ALLA RACCOLTA DELLA CONDENSA CHE SI FORMERA' INESORABILMENTE !!
Stabilito tutto ciò,si prenderanno le misure del primo tratto del
traliccio che dovrà uscire dal tetto per circa mt 1 e che ,sotto tetto,
deve essere di una misura tale da favorire una buona situazione di
stabilità e solidità (da mt 1 in su) quindi ci troveremo il primo tratto
del traliccio che sarà circa di mt 2 .
A questo punto bisogna studiare la misura successiva che bisognerà
installare stando coi piedi ben piantati sul tetto : la mia misura è di
mt 2,5 .
ATTENZIONE : questa misura sembra semplice,tutto sommato,ma quando ci
si trova sul tetto da soli, a mani nude, col pezzo in mano da inserire
nel tratto sottostante e vi rendete conto che tanto leggero poi non è,
beh, vi assicuro che le cose cambiano decisamente !
Quindi consiglio un sistema di argano con palo secondario di lavoro
attaccato alla base del traliccio che possa aiutarvi in questa e nelle
fasi successive della installazione.
Tagliato anche il secondo pezzo,rimane mt 1,5, che sarà quindi più
leggero da tirare su, e bisognerà chiudere in qualche modo questo tubo,
se non vogliamo che si riempia d'acqua a qualsiasi acquazzone .
A tale proposito io ho provveduto facendo saldare a un pezzo di
80 x 80 mm lungo cm 50 , un piatto di 80x80x10 mm.e così abbiamo anche
il "tappo" che chiuderà la testa del traliccio.
Ora passiamo alla fase delle varie giunzioni tra i pezzi poc'anzi
descritti.
Si dovrà fissare da un lato del pezzo,all'interno, due angolari di
70 x 70 x 5 mm. lunghi cm 40 dove 20 cm saranno fissati all'interno alla
base del secondo tratto e 20 cm saranno quelli che si infileranno al
tratto sottostante . I pezzi saranno così fissati con dei bulloncini in
acciaio inox mm. 6 x 20 e dovranno essere piazzati in modo tale da
permettere lo scorrimento del carrello .
Il carrello : io ho adottato un sistema abbastanza scomodo, in verità,
ma che mi da più affidabilità . Si tratta di un tubo quadro di 100x100 mm
lungo mt 1 sul quale ho piazzato delle ruote per tenerlo centrato e alla
cui base ho fatto saldare una piastra con rinforzi per farvi alloggiare
il rotore.
Dalla parte opposta,è stato saldato un tubo che ha la funzione di
tenere in guida il mast e il cuscinetto reggispinta.
Si può, eventualmente,provare a fare un carrello con dell'angolare
da 50 x 50 x 5 mm e adattare il tutto alla bisogna,ma qui non ho dati da
suggerire.
Naturalmente, per la base del rotore, ognuno si dovrà regolare a seconda
delle proprie necessità . Ricordarsi di creare un sistema di aggancio
per i tiranti che si metteranno in tensione durante il sollevamento del
carrello.
Arrivati a questo punto, bisogna stabilire le ruote dove passano, per
fare in modo che non si incrocino con le teste dei bulloncini che fissano
i tre pezzi del nosto traliccio,quindi fare attenzione alla disposizione
del tutto prima di procedere con la collocazione o dei bulloncini o
delle ruote.
E' possibile fare delle slitte in teflon da inserire all'interno del
carrello, in sostituzione alle ruote, e posizionando le stesse in
corrispondenza degli angoli : risulterebbe tutto più facile, come
autocostruzione. Suggerisco delle liste da 8x20x100 mm .
Durante l'installazione il carrello in tubo quadro andrà montato
ovviamente prima di aver inserito il secondo tratto del traliccio,
mentre quello in angolare potrebbe essere montato anche a installazione
finita,se tenuto insieme con dei bulloni e non saldato.
Per sollevare il carrello, e tutto quello che vi monterete,Vi suggerisco
un verricello con cavo d'acciaio che non sia inferiore a mm 6 (portata
circa 250 kg) così da poter stare tranquilli durante le operazioni di
installazione, e per fare in modo che il tutto funzioni, bisognerà
applicare al tappo del traliccio un paio di angolari su di un lato e
un paio di angolari in testa i quali serviranno a sostenere due pulegge
di teflon dentro le quali scorrerà il cavo d'acciao (vedi disegno).
E fino a qui,la struttura del traliccio e del carrello: ora ecco la mia
personale soluzione per la installazione e la solidità del tutto.
Ho fissato una scaletta a circa 10 cm dal traliccio,tenuta alla base e
in testa al traliccio con degli angolari .
Questo mi permette di montare tutto il traliccio senza alcun problema
procedendo di pari passo alla installazione della scala .
La scaletta è divisa in 2 tronconi e bloccata da un paio di bulloni,a
installazione terminata, e quando avremo le antenne su in posizione,
verrà fissata al traliccio tramite degli angolari di 30x30x3 mm lunghi
cm 25 almeno in 3 punti equidistanti tra loro.
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Questa scaletta rende oltremodo la vita più facile anche per operazioni
a installazione avvenuta o per semplici controlli di manutenzione.
Per non lasciare il cavo di sollevamento in trazione,io ho adottato un
sistema a staffa che aziono manualmente e metto in posizione a solleva-
mento avvenuto, grazie alla scaletta (vedi particolare su foto carrello).
Tutto quanto fin qui descritto è ovviamente fatto con ferro "sporco",
cioè non trattato, quindi bisognerà procedere alla zincatura a caldo di
tutto.
E per chi ha avuto la forza di giungere fino a queste righe, ora passiamo
ai costi : il trucco sta nel trovare un fabbro locale onesto e io ho avuto
questa fortuna, quindi, tra ferro e zincatura sono arrivato a 150 Euro
(oppure 300.000 delle vecchie care Lire!), che contro ai milioni che chiedono
dei tralicci già pronti, non è poco !
Si, sono d'accordo con chi sostiene che c'è troppo da lavorare e c'è
da fare fatica, ma se non altro io ci ho provato e alla fine sono più
soddisfatto dei risultati ottenuti per ciò che è stato fatto con le
proprie mani .
Infine, vogliamo giudicare come si comporta l'oggetto ?
Tanto per dare un'idea di quel che questo traliccio sorregge,date una
occhiata alle foto: prima era un sistema monobanda a castello,e ora c'è
una delta loop.
Consideriamo anche il fatto che può essere estensibile a ben oltre i 6 mt,
naturalmente fermo restando ciò che vi si insatalla dopo e con tiranti
adeguati. Col passare degli anni sono state fatte alcune migliorie che
non risultano dalle foto, ma che sono state descritte in questo articolo
e per ciò che riguarda la manutenzione, una volta ingrassati i punti
critici e messo i tiranti opportuni,ci si può anche dimenticare di averlo
sul tetto !
Quindi direi, visto che sono 18 anni che è in funzione, che regge bene!
Auguro buon lavoro a chi si ripromette di procedere in questa opera,
sottolineando il particolare che "CHI FA DA SE ........."
Sono,come sempre ,a disposizione per chiarimenti .
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IK4DCS FRANCO