INTERESSI PERSONALI

 

BASKET

Non posso non riconoscere che il basket è lo sport che preferisco maggiormente.
Lo pratico dall'età di sei anni: qualcuno sostiene che sono nato con il pallone in mano.
Preferisco seguire il basket americano in quanto più spettacolare e rapido rispetto a quello europeo.
Dato che la pallacanestro americana non è fruibile in chiaro, sono costretto ad avvalermi del canale tedesco DSF.
Ritengo che il basket italiano non sia sufficientemente valorizzato dalle tv nazionali e ciò mi costringe a tenermi aggiornato tramite giornali e televideo.
Sia per il basket americano, sia per quello nostrano, non ho una squadra del cuore; ho dei giocatori che mi piacciono più di altri.
Ti ricorda qualcosa per caso il nome di Earvin Magic Johnson? Beh, non si può pensare ad un quintetto base senza di lui, non ti pare? Lui era in grado di guardare a sinistra e passare la palla a destra. Ho avuto la fortuna di vederlo giocare in Italia qualche anno fa, durante un tour promozionale ! Che spettacolo !!!
E che cosa ti ricorda il nome di Larry Bird (Boston Celtics) ? A me ricorda una persona il cui fisico non era tagliato per il basket, ma la sua visione di gioco e la sua tecnica erano sopraffine.
E do you remember Julius Irving, alias Doctor J (Philadelphia 76'ers)? Di lui si può dire che anticipò di dieci anni Michael Jordan. Se non ci credete, acquistate una videocassetta di DJ e giudicate voi.
E Michael Jordan? Di lui mi hanno impressionato, oltre alle doti fisiche, anche due caratteristiche: la determinazione e la voglia/forza di essere il numero uno. Infatti, non penso sia facile trovare le motivazioni per vincere sei titoli NBA con i Chicago Bulls.
Parlando dei giocatori d'oggi, mi piacciono molto "l'italo-americano" Kobe Bryant dei Lakers, Kevin Garnett dei Minnesota Timberwolves, Penny Hardway e Jason Kidd dei Phoenix Suns. Ed ancora: Vince Carter dei Toronto Raptors e Jason Williams dei Sacramento Kings.

LETTURA

Un'altra mia grande passione è la lettura.
Purtroppo, avendo studiato per molto tempo, non ho mai avuto tempo e voglia di leggere.
Come capita alla gran parte dei ragazzi d'oggi.
Appena laureatomi, però, ho scoperto la lettura. Una bella scoperta.
Leggere è come aprire uno scrigno: esse ti affascina, ti ammalia, ti attira perché non ne conosci il contenuto; e quindi inizi a fantasticare. Mano a mano che apri lo scrigno, cioè il libro, rimani sorpreso davanti al suo contenuto.
Questa è stata la sensazione che ricavo quando vengo rapito dai libri di Clive Cussler, Patricia Cornwell, David Ford e John Katzenbach. Per chi non li conoscesse, sono autori di libri di avventura e di thriller.
Durante le ultime vacanze di Natale ho avuto modo di leggere "Dio li fa e poi li accoppia" di Giobbe Covatta. Esilerante, divertente ed ironico. Più di qualche volta mi sono ritrovato piegato su me stesso dalle risate. Volete un suggerimento: se avete mezza giornata libera, leggetelo. Non ne rimarrete delusi.

MUSICA

Il gruppo musicale per cui vado pazzo sono i Pink Floyd. Sono insuperabili, proprio come alcuni loro dischi. 
Tanto per citarne un paio: The Wall, il "concept album" più bello mai scritto e suonato sinora; The dark side of the moon, che detiene il record di permanenza nella classifica degli Usa (più di 700 settimane consecutive, vale a dire più di dieci anni !!!).
The Wall è un album doppio incentrato sul muro che una celebre rock star ha costruito attorno a sé nel corso degli anni. Un muro che lo circonda e lo tiene lontano dagli altri. Il muro dell'incomunicabilità; lo stesso muro che oggi molti si costruiscono senza esserne consapevoli.
The dark side the moon è un album che parla di tutto ciò che può indurre la gente alla pazzia: il tempo, i soldi, il successo e la guerra. Proprio come oggi.
Nonostante i due album siano stati scritti rispettivamente nel 1973 e nel 1979, ritengo che la loro musica nonché i loro testi siano più che attuali.
Mi piacciono in quanto hanno un modo di costruire i suoni che esula dai canoni moderni: le loro melodie sono un intreccio ben amalgamato di sonorità. La loro musica non si basa su due note, come sempre più di frequente capita di sentire oggigiorno. I Pink Floyd preferiscono usare tutte le note in un'orchestrazione che, in alcuni casi, sfiora la perfezione.
Un altro motivo per cui mi piacciono è dato dai testi: profondi e pieni di immagini poetiche.
Raramente dicono cose ovvie.

CONTINUA

 

 

 

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