La Chiesa Francescana

La Chiesa e il Convento furono voluti dal marchese Orlando con un testamento delle 1453 ma, causa contrasti, la costruzione fu ritardata di 17 anni. Esecutori della volontà paterna furono i due fratelli Gianlodovico e Pallavicino.
Fu scelto il luogo fuori delle mura; ragioni storiche e religiose concorsero allora, in tutta Italia, a determinare la precisa scelta del luogo su cui far sorgere le primitive Chiese Francescane. Con la decadenza dei castelli e dei monasteri, che attorno al 1000 avevano legato a sé le popolazioni, era venuto meno il centro di vita.
La plebe scese dai monti e preferì portarsi a ridosso della città, sistemandosi fuori delle mura, in case assolutamente modeste.
San Francesco e i suoi frati, nei loro viaggi, amavano prendere riposo nei sobborghi della città, perché lì trovavano l'uomo nuovo, di popolo minuto e lavoratore, libero dai legami del Comune; San Francesco vi scoprì un terreno ideale per predicare; ed ecco, lui, o i primi frati, scegliere un prato come luogo di predicazione; un sasso sotto i piedi per alzarsi quattro dita su gli uditori; da dentro le mura giungono gli artigiani, qualche uomo di studio e molti ragazzi.
In seguito si pensò di mettere al coperto il prato; sorse la Chiesa dei Frati. Di regola, la pianta è a croce latina, perché San Francesco amava firmarsi con “tau”, una crocetta. I muri della Chiesa sono esili, privi di decorazione importanti: un Crocifisso posto alle spalle dell'altare sopra il coro, e poi scene, scene dipinte o scolpite (Via Crucis) della Natività e della Passione di Cristo, perché il popolo veda dopo aver ascoltato la parola di Dio.

L'interno della Chiesa è disteso come un prato verde; non è interrotto da cripta, o transetto, o presbitero; ci si trova a proprio agio, com’essere in casa propria; vi si circola liberamente.
Interno a tre navate, che si stende su due colori: rosso e bianco. La navata mediana è doppia rispetto a quelle laterali. La forma e le dimensione dei piloni sono rispondenti alle caratteristiche delle chiese francescane sorte in Emilia nel 400.
Lo slancio verticale, proprio del gotico, qui è smorzato; vi si respira, tuttavia, un’aria tipica di piccola basilica; vastità frenata, nell'impeto, dalla forte distanza tra i sostegni, e conseguentemente, dall'ampiezza delle volte.
Il tempio è diviso mediante un sistema di pilastri polistili, alternati a pilastri cilindrici.
Le navate, sia centrale che laterali, hanno archi a volte ogivali, provvisti di cordonature, che informano quattro spicchi per ogni campata. Una disposizione che si troverà quasi analoga nelle chiese francescane di Cortemaggiore, Cotignola, Bologna e Mirandola.
L'abside, nella parte interna, presenta un profilo fortemente abbassato rispetto al corpo della Chiesa; ci appare di proporzioni molto modeste, coperta da volte a spicchi. Esternamente l'abside rivela un profilo diverso: ha ugualmente poligonale, ma con rinforzi di lesene agli spigoli.
È concordemente riconosciuto che il lato sinistro esterno della Chiesa, che comprende l'abside centrale che il campanile a torre, per un'armonica varietà di rapporti, offre le più suggestiva visione del complesso.