BERARDO I

CONTE DEI MARSI

(Immagine da Wikipedia)

 

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PREMESSA

In questa breve premessa è giusto spendere qualche parola sulle fonti maggiormente studiate riguardo la figura di Berardo I il Francioso conte dei Marsi. I testi maggiormente considerati sono stati presi tra quelli di Enrico Balla di Pereto e di Franco Francesco Zazzara. I testi di Balla sono molto esaustivi e completi, allo stesso modo di quelli di Zazzara che sono molto interessanti, seppure discordanti su alcune parti riguardanti la linea geneaologica di Berardo I.

In questo lavoro ho cercato di integrare entrambi, insieme ad altre notizie lette da altri siti, con l'intento di creare un lavoro quanto più completo possibile sulla figura di questo importante personaggio della storia abruzzese e italiana. A questo riguardo non si può parlando di Berardo non  discutere delle sue regali origini, per cui sicuramente vi saranno sezioni in questo sito dove si parlerà dei suoi avi illustri, seppure in modo superficiale.

 

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BIOGRAFIA

 

 

- L'origine dell'avventura di Berardo nella contea dei Marsi

Berardo è un membro dell'antica famiglia franca dei Carolingi detentori per molto tempo del potere del Sacro Romano Impero. Berardo all'inizio della sua vita anche in virtù della sua ascendenza illustre è uno dei capitani di Ugo d'Arles, oltre che suo parente.

All'inizio del X secolo l'Italia si è enucleata temporaneamente dall'impero germanico ed è dominata da una forte conflittualità fra i grandi duchi della penisola, che si contendono il trono italiano. In realtà il cosidetto regno d'Italia esiste solo di nome, poichè nella realtà questi duchi sono indipendenti a tutti gli effetti e spesso all'interno di questi grandi ducati esistono feudi più o meno grandi al loro volta indipendenti, per mancanza del controllo centrale. Questo è poi il periodo delle grandi invasioni saracene e ungare che depredano e uccidono senza farsi problemi le popolazioni italiche di questo periodo. In questo momento storico l'Italia è una cornice di staterelli in continua lotta fra loro.

In questo quadro di grande confusione giunge in Italia Ugo D'Arles nel 926 per imporsi come canditato alla corona d'Italia in antogonismo a Rodolfo II di Borgogna. All'epoca questi duchi aspirando alla corona d'Italia potevano poi richiedere l'incoronazione a imperatore del Sacro Romano Impero Germanico. Come detto prima in questa fase l'impero comprende solo la Germania e non l'Italia che però in qualche modo è ritenuta ancora facente parte dell'Impero. Fatto è che Ugo D'Arles scendendo in Italia per battere  Rodolfo, porta con se molti nobili francesi in cerca di fortuna, tra cui il giovane Berardo.

 

 

- L'origine della Contea dei Marsi

La contea dei Marsi è un territorio molto vasto che comprende buona parte dell'Appennino centrale abruzzese. Quindi parliamo di un territorio di montagna che però ha il suo centro nel Fucino, più precisamente nel Lago Fucino che tante pene porta ai suoi abitanti, per le numerose devastazioni che riesce a compiere quando si gonfia e straripa, ma allo stesso tempo è capace di regalare tanta ricchezza sottoforma di un bel clima e di molto pesce buono. La contea dei Marsi per il suo territorio inospitale non è facile da dirigere, ma la sua posizione tra lo stato pontificio e il sud Italia ne fanno un luogo importantissimo. Al livello politico la contea dei Marsi appartiene al ducato di Spoleto e ne rappresenta uno dei grandi feudi in cui esso è diviso. Diciamo che il duca governa un'intera regione, mentre il conte governa il territorio abitato da una stessa popolazione.

La contea dei Marsi sul piano amministrativo comprende tutte le attuali provincie di Rieti, e L'Aquila fino alla bassa Sabina e più altri territori limotrofi. Quindi parliamo di un territorio molto vasto.

La contea dei Marsi o per meglio dire la figura del conte viene istituita dal governo carolingio negli anni 813-20. Il primo conte dei Marsi è stato un certo Ildeberto nominato dall'imperatore Ludovico e durato fino al 851. Successivamente altri si sono succeduti nella carica, ma senza passarsela da una generazione all'altra.

Inoltre tra l'845 e il 910 circa il centro Italia ha vissuto uno dei periodi più cupi della sua storia a causa delle numerose e cruenti invasioni da parte dei Saraceni prima e degli Ungari poi. In questo quadro la Marsica è stata invasa più volte e in tutte queste occasioni vi sono stati gravi atti contro la popolazione locale, come uccisioni di inermi, stupri continui di donne e saccheggi in molti paesi del contado e ciò ha riguardato anche diversi monasteri.

 

 

- Ascesa di Berardo a capo della contea dei Marsi

In Italia Ugo riesce a prendere il trono italiano e successivamente distribuisce diversi feudi ai suoi capitani che lo hanno seguito in questa avventura dalla Francia. A Berardo viene concessa la contea dei Marsi. Da qui inizia la lunga storia della contea dei Marsi sotto la stirpe di Berardo.

 

 

- L'organizzazione di Berardo del territorio della Marsica

Berardo è una persona molto intelligente, molto ambiziosa e vuole più di ogni altra cosa proteggere il suo contado, dalle mire espansionistiche o appetiti dell'aristocrazia romana e spoletina.  Nel 926 le invasioni saracene si possono dire concluse, ora sono gli Ungari il grande pericolo, a causa della loro fama di crudeli guerrieri a caccia di fortuna.

Per questo motivo Berardo riorganizza il territorio marsicano così da renderlo più sicuro. Innanzitutto dirime le questioni di confine con il vicino stato pontificio, attraverso la cessione della Bassa sabina al ponteficie, in cambio del carseolano.

Successivamente dal 926 al 937 per rendere più sicure le sue terre dentro e fuori, Berardo inizia la costruzione di nuovi centri abitati posti in altura e ben difesi da possenti mura e poi favorisce in modo significativo il passaggio della popolazione all'interno delle nuove realtà cittadine. Il passaggio della popolazione all'interno di questi paesi non è immediato per la forte riottosità a cambiare abitudini specie per i più anziani. Ci vorranno molti anni prima che la Marsica possa strutturarsi bene secondo la nuova architettura.

Nella costruzione di castelli e borghi fortificati tre sono le direttrici politiche che vengono seguite, specie nella zona fucense.

- La prima, come abbiamo accennato, è la costruzione di borghi fortificati in punti impervi dei monti marsicani. La costruzione di questi borghi prevede la costruzione di un villaggio attorniato da mura possenti, all'interno del quale la popolazione possa vivere tranquilla. Allo stesso tempo vengono costruiti all'interno dei borghi, castelli o torri, che divengono da subito la sede dell'amministrazione della giustizia, ma soprattutto gli estremi ripari della popolazione in caso di attacco esterno.

- La seconda direttrice riguarda la lontananza tra castelli o castello e torre. In pratica vi è il bisogno di comunicare rapidamente tra i vari castelli, per dare il segnale di un eventuale attacco esterno di modo da provvedere alla difesa della città, per cui le varie fortezze sono costruite a distanza visiva l'una dall'altra. Spesso la comunicazione visiva per dare il segnale di pericolo avviene tramite l'accensione di grandi fuochi posti in cima al paese o comunque su una parte in rilievo ben visibile.

- La terza direttrice riguarda il Lago Fucino. In pratica i conti dei Marsi hanno da sempre posto il Lago Fucino come cuore del loro territorio e lo custodiscono gelosamente, costruendo una rete di castelli e torri attorno a questo così da avere un controllo generale della zona. Inoltre la presenza del lago costituisce un'ottima via di comunicazione anche attraverso il passaggio d'imbarcazioni.

Seguendo queste direttrici la contea dei Marsi diventa un luogo ben protetto e soprattutto funzionante al livello amministrativo.

In tempi di crisi sociale come il periodo medievale, i conti dei Marsi ,oltre che costituire un buon livello organizzativo, favoriscono la costruzione di nuovi monasteri, di modo da consentire ai monaci di agire al livello sociale come centro propulsore economico, per esempio insegnando i mestieri e allo stesso per avere un buon controllo sociale nei confronti delle varie famiglie locali.

 

 

- La politica sociale di Berardo I

Berardo I da uomo intelligente qual'è non si accontenta di una buona organizzazione territoriale, ma cerca di consolidare il suo potere portando sviluppo nel territorio e ciò viene svolto anche tramite l'uso dei monaci. Egli favorisce i religiosi nella costruzione di chiese e monasteri, sia dentro i nuovi borghi che fuori, ma soprattutto favorisce l'azione dei monaci al livello sociale consentendo loro di esercitare nel modo più libero e sicuro possibile la loro azione pastorale, che significa anche insegnare un mestiere alle persone, permettendo poi a queste di provvedere da soli al proprio sostentamento e quello delle loro famiglie.

Così facendo si genera ricchezza e questo porta di riflesso, in questa generale fase di oblio, alla crescita della figura del monaco, vista come esempio di virtù, guida spirituale, ma soprattutto insegnante di vita. CIò avviene non solo nella contea marsa, ma in molti altri territori, dove essi si pongono come faro di consiglio e scuola per la povera gente del posto.

Nel corso del tempo l'affidabilità dei monaci presso la popolazione cresce ancora, generando verso loro un forte attaccamento popolare. Certo questo non significa che non vi siano sorprusi, ma comunque rimangono contenuti a pochi casi.

 

 

- L'esercito di Berardo

Berardo per riuscire ad avere la meglio sui suoi nemici esterni e consentire un buon controllo all'interno, costituisce un forte esercito locale fatto da persone del posto. L'esercito viene formato scegliendo tra i giovani marsicani e peligni. La formazione di questo esercito è tra i primi provvedimenti adottati da Berardo e consente a lui di dare anche un futuro ai tanti giovani del posto. Dopo diversi anni di formazione questo esercito ha la possibilità di esprimersi e misurarsi nel 937, allorquando l'esercito ungaro invade l'Italia e poi la Marsica.

 

 

- L'invasione ungara nella Marsica, la battaglia di Forca Caruso e la rivincita dei Marsi del 937.

Nel 937 il crudele popolo ungaro invade l'Italia meridionale. Nell'Italia centrale gli Ungari invadono e saccheggiano i territori di Beneventoe Capua, compiendo azioni crudeli contro la popolazione e depredando tutto quello che potevano.

Successivamente gli Ungari attaccano e devastono l'abbazia di Montecassino, compiendo anche qui gravi azioni, poi risalgono la valle sublacense giungendo infine nella Marsica, nella zona del carseolano. Qui dopo aver incediato e distrutto i pochi casali isolati presenti attaccano il paese di Pereto, che già in quest'epoca era già un'autentica fortezza.

Il paese di Pereto è uno dei primi paesi ad essere eretti in fortezza sotto la gestione di Berardo I e sappiamo dalle cronache che la fortezza al momento dell'attacco degli Ungari già disponesse di un solido castello.

Tornando agli Ungari questi attaccano con violenza il paese di Pereto, che però a differenza di altri, non cade anzi tende a resistere all'assedio. L'assedio degli Ungari a Pereto diventa lungo a causa dell'accanita resistenza dei Peretani che si sono rinchiusi nel castello. Questo smacco suscita negli Ungari rabbia e frustrazione che loro scaricano sul territorio circostante distruggendo casali, le chiese isolate e i piccoli monasteri presenti intorno nel carseolano. Passato ancora del tempo gli Ungari seppure feriti nell'orgoglio decidono di dirigersi altrove lasciando solo qualche centinaio di loro a proseguire la lotta contro Pereto. La maggior parte degli Ungari a questo punto si dirige nel cuore della Marsica in direzione di Trasacco.

Gli Ungari giunti a Trasacco distruggono il paese mettendolo a ferro e fuoco. Nella distruzione viene anche rasa al suolo la chiesa di San Cesidio, già allora la più antica chiesa cristiana della Marsica. Mentre gli Ungari continuano la loro avanzata, Berardo raduna il suo esercito aggiungendovi tutti gli uomini atti alla guerra presenti tra i Marsi e i Peligni  e li schiera successivamente tra Forca Caruso e Gagliano Sicoli.

Come previsto dopo tanta crudeltà gli Ungari uscendo dalla Marsica, passano per il Passo di Forca Caruso e qui trovano ad attenderli l'esercito di Berardo. A questo punto Berardo e i suoi uomini, spinti dalla forza della disperazione e dal desiderio di vendetta covato a lungo per tutte le persecuzioni subite negli cento anni precedenti, massacrano crudelmente gli Ungari. I Marsi non accontentadosi di ucciderli infieriscono sui loro cadaveri, quasi a voler esorcizzare un demone che da troppo tempo li umiliava.

Il luogo dove avviene la battaglia porta ancora oggi il nome di Valle Micidiale. La felice riuscita dell'impresa ha avuto un effetto di risonanza tale che mai più Ungari o Saraceni sono tornati nella Marsica.

Con questa vittoria Berardo acquisisce un forte credito da parte della popolazione locale sia come guerriero che come guida politica. Con questa vittoria Berardo consolida definitivamente la sua guida sul territorio marsicano, in quanto ha ormai dalla sua la popolazione locale, che riserva a lui e alla sua discendenza una fedele sudditanza e una perenne riconoscenza.

Allo stesso tempo la vittoria di Forca Caruso consolida il potere di Berardo anche al livello politico presso gli altri signori della zona, a partire dai duchi di Spoleto, che mai hanno osato mettere in discussione il suo controllo e quello dei suoi discendenti sul territorio marsicano. Con questa vittoria Berardo avvia  anche un processo d'indipendenza della contea dei Marsi dal Ducato di Spoleto, che si concluderà negli anni 970 sotto il nipote Rinaldo I.

A questo proposito aggiungiamo che seppure la contea dei Marsi diventerà di fatto indipendente dal ducato spoletino, il suo territorio rimarrà parte integrante dell'Impero tedesco, risultando in qualche modo il confine sud dell'impero stesso.

 

 

- La famiglia di Berardo e la sua successione

Una volta raggiunto il proprio prestigio con la vittoria di Forca Caruso, Berardo continua a consolidare il suo contado, costituendo sempre più rocche, torri e borghi fortitificati a sicurezza del suo territorio avendo bene in mente che centro della zona rimane il Lago Fucino. Nell'ultima fase della sua vita Berardo viene man mano affiancato dai figli che vengono prendendo il potere.

La contea dei Marsi è un territorio assai vasto che si struttura intorno a Berardo, che si rivela un fine politico. Alla sua morte avvenuta tra il 947 e il 950 sono i suoi figli a succedergli ognuno responsabile di una parte di territorio, ma tutti rispondenti al primogenito che si chiama Berardo.

Questa solida unione comincerà a disgregarsi dalla terza generazione allorchè inizieranno a manifetarsi le prime insofferenze tra i parenti, che però rimarranno ancora sotto controllo.

Nel quadro successorio abbiamo Berardo primogenito che diventa secondo conte dei Marsi,  quindi Rainaldo che sarà conte di Amiterno,  Teodino conte di Rieti e Forcona, Oderisio conte di Valva e Randuiso conte di Trivento (concessogli  nel 997 dai Principi di Benevento Pandolfo II e Landolfo VI).

Tutti quanti però saranno sudditi del fratello Berardo in quanto primogenito e quindi superiore a tutti. Non solo ma almeno in una prima fase la contea dei Marsi comprenderà ancora questi territori e quindi il loro sarà un potere limitato. Per quel che sappiamo dalle fonti Berardo I muore tra il 947 e il 950.

 

 

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VITA PRIVATA

 

Berardo sposa Doda, figlia di Luidano conte di Amiterno e Forcona da cui ha diversi figli

 

1) Berardo II - Conte dei Marsi, da lui discende tutta la progenie dei Berardi;

2) Rainaldo - conte di Amiterno;

3) Teodino - conte di Rieti e Forcona;

4) Randuiso - conte di Trivento;

5) Oderisio - conte di Valva;

 

 

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BIBLIOGRAFIA

1) http://www.pereto.terremarsicane.it testi del prof. Enrico Balla sulla famiglia Berardi

2) https://francofrancescozazzara.files.wordpress.com/2013/10/la-contea-dei-marsi1.pdf

3) https://sd-1.archive-host.com/membres/up/19704435327476478/Genealogia.pdf

4) https://www.terremarsicane.it/i-conti-dei-marsi-storia-di-una-famiglia/

5) http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letteras/di%20Sangro/DE%20SANGRO.htm

6) http://www.museodellamarsica.beniculturali.it/index.php?it/145/storia-di-celano-dalle-origini-al-1227

 

 

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