Il cognome: ricerche etimologiche

Generalità

Lo studio del significato e dell'origine dei cognomi ricade in una branca della onomastica, l'antroponimia, (mentre l'altra branca è la toponomastica ovvero lo studio del significato dei nomi di luoghi). L'onomastica è una scienza fondamentalmente linguistica se pur con numerose intersezioni con altre scienze quali storia, sociologia, antropologia ecc.

Per cognome, s'intende il nome proprio che appartiene ad una famiglia e che si tramanda di padre in figlio. La parola deriva dal latino cum nomine nel senso che si accompagna al nome per meglio caratterizzarlo.

Fra i popoli antichi non esisteva il cognome, perlomeno nel senso in cui lo intendiamo oggi. Un uso più vicino a noi, cominciarono a farlo i Romani e solo per i cittadini liberi. Generalizzando e semplificando, possiamo dire che essi adottavano la formula:

prenomen + nomen + cognomen + agnòmen

dove:

Come detto, questo tipo di  distinzione era a retaggio dei soli patrizi in quanto i plebei non prendevano il nome non del padre bensì del loro padrone mentre gli schiavi non avevano alcuna distinzione.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, cessò l'uso di prenomi, nomi e cognomi ed in epoca tardo antica e alto medievale, le famiglie non avevano nessun appellativo che le distinguesse.

Non si può parlare tout-court di una ripresa di un sistema distintivo delle persone. Sarebbe necessario, infatti, specificare i seguenti parametri:

Solo attraverso queste distinzioni si può spiegare la notevole differenza con la quale gli studiosi indicano i periodi di rinascita del cognome.

Il Muratori indicava dal X al XIII secolo proponendone un uso raro e a solo beneficio dei nobili per il primo secolo e , successivamente, un uso modesto e poi un usi diffuso fra i nobili nonchè un principio d'uso da parte della ricca "borghesia".

Il Gaudenzi posticipa più o meno le stesse condizioni di almeno tre secoli affermando che ancora nei secoli XIII e XIV la maggior parte delle famiglie ne erano prive, nel XV si diffuse nelle città mentre nel contado ancora nel XVI molte gamiglie non l'avevano. Inoltre, continua il Gaudenzi, in Romagna vi fu' un ritardo rispetto all'Italia centro-settentrionale di almeno un secolo mentre nel meridione, specie nelle campagne, quasi fino al XVIII secolo varie famiglie ne furono prive.

Mediando le varie opinioni, si può affermare che il periodo di massimo sviluppo per la formazione dei cognomi vada dal XIII al XV secolo mentre prima e dopo,  lo sviluppo fu' estremamente variabile. E' inoltre certo il fatto che i nobili di antica stirpe, generalmente feudale, ebbero per primi il cognome seguiti dalla nuova nobiltà, poi da quei popolani che emersero per potenza o ricchezze e solo molto più tardi se ne trasmise l'uso anche ai ceti meno abbienti.

Nel XVII-XVIII secolo, inoltre, non solo cessò la tendenza alla neo formazione di altri cognomi ma anzi iniziò la tendenza contraria che diverrà sempre più forte specie quando le leggi degli stati fissarono in modo pressochè immutabile il cognome delle persone segnandone così l'estinzione per tutte le famiglie senza discendenza maschile.

Altro  motivo di discordia tra gli studiosi del passato, furono le classificazioni secondo cui ordinare l'origine dei cognomi. Credo di non sbagliare affermando che una classificazione moderna come quella proposta dal De Felice, riassuma in se' quelle classiche. Inoltre il De Felice dispone di quei dati statistici dei quali il Gaudenzi (1898) sentiva dichiaratamente la mancanza.

TIPO

SOTTOTIPO

%

ESEMPI

1. Nomi personali o individuali

37%

1.A

Nomi di tradizione generica o aspecifica

13%

  • di fondo germanico

10%

Arduino, Guido, Rodolfo

  • di fondo latino diretto o indiretto tramite il greco e l'ebraico
3%

Augusto, Alba, Mario, Silvio

  • di altre tradizioni (greco-bizantina, araba, ebraica, francese, spagnola, ecc.)
ca. 0%

1.B

Nomi di tradizione religiosa cristiana e, in minima parte ebraici 13%
  • di fondo latino diretto o indiretto
10%
  • Abbondio, Benedetto, Domenico, Orsola ecc.
  • Alessandro, Filippo, Giorgio (se greci)
  • Maria, Matteo, Pietro (se ebraici)
  • di fondo germanico
1%

Anselmo, Alberto, Bernardo

  • di fondo israelitico
1%

Abramo, Isacco, Baruch

1.C

Nomi di formazione medioevale in lingua volgare 10%
  • augurali e/o gratulatori
9%

Arrivabene, Benvenuto, Bonaventura, Ventura

  • teoforici,  apotropaici e di tovatelli
1%
  • Diolaiuti, Laudadio, Omodeo, Sperindio
  • Conforto, Rimedio, Afflitto
  • Esposito, Ignoto, Innocente, Proietto, Trovato

1.D

Nomi di tradizione dotta (1%)
( letterari o storici riassunti nel Basso Medioevo o nel Rinascimneto da fonti per lo più scritte, specie classiche, francesi o provenzali)
1%
  • Baiardo
  • Lancilllotto
  • Tristano

2. Soprannomi

15%
A carattere continuativo
In origine possono aver avuto carattere distintivo, scherzoso, polemico ma anche offensivo, dispregiativo.
8%
  • riferiti a caratteristiche fisiche (più numerosi)

Biondo, Rosso, Nero, Grasso, Grosso, Magro, Piccolo, Bello e Bellomo, Brutto, Quattrocchi, Zoppo, Sordo ecc.

  • riferiti a caratteristiche intellettuali, di carattere o di comportamenti abituali

Avveduto, Astuto, Allegro, Ardito, Brusco, Malinconico, Rustico, Taccabrighe, Bevilacqua, Fumagalli, Tagliavini, Pittavini ecc.

Vari ed occasionali
Per la loro natura non danno, in genere, la possibilità di capire il legame fra significato lessicale e persona denominata
7%

Maccaferri, Magnavacca, Pappacoda, Pittaluga, Rasulo, Squarcialupi, Taglialatela ecc.

 

3. Nomi aggiunti 48%

3.A

Etici e toponimi
Anche toponimi usati con valore di etnici
37%

Greco , Tedesco, Latino, Longobardo, Siciliano ecc.

3.B

Patronimici e matronimici
La bassa percentuale attribuita a questo gruppo si spiega col fatto che molti di questi cognomi si confondono col gruppo dei nomi personali
1%

 

  • Espressi con preposizioni

D'Ambrosio, D'Alessandro, Di Giovanni, Del Santo, D'Anna, De Luca, De Maria ecc.

  • Espressi con articolo determinativo

Lo Mauro, La Franca

  • Col semplice nome

PierMaria, Massimo, Antonio

  • Con il prefisso "fi"

Firidolfo

  • Con le particelle della lingua slava -ic in italiano -ich, -ic, -ig

Momich, Simonich, Marussig

3.C

Nomi di mestiere
ma anche carica, ufficio, dignità o grado (militare, civile, ecclesiastico, famigliare), condizione sociale ecc.
10%
  • Fabbro ( o Ferraro)
    Magnano ( o Magnino)
    Fattore (o Manente, Masiero, Masoero, Massaro ecc.)
    Medico, Speziale, Avogadro
  • Almirante, Console, Capitano, Cattano
  • Abate, Cardinale, Vescovo

Davanti all'esigenza di caratterizzare i nomi di battesimo delle persone, si offrirono varie alternative che furono, in minor o maggior misura, tutte egualmente percorse ed i cui esiti si ritrovano oggi come cognomi su qualunque elenco telefonico.

Bisogna inoltre tener presente che nei documenti antichi si possono verificare alcune modificazioni dei cognomi di varia entità quali:

  • uso alternante del singolare (Macchiavello, Orsino, Mazzolino) o del plurale per ragioni di varia natura fra le quali l'uso del genitivo patronimico;
  • caduta delle particelle  prepositive 'di', 'de', 'dei' (degli Uberti, degli Orsini)
  • i cognomi delle donne venivano scritti spesso al femminile (Maria Orsina, Elena Colomba)
  • alternanza dei cognomi (specie patronimici) con i soprannomi che, magari, in altri documenti cedono nuovamente il posto al cognome di partenza.

Altra considerazione di fondamentale importanza è che lo stesso cognome è sorto in diverse zone d'Italia in maniera del tutto indipendente. Ciò a significare che l'omonimia non è condizione sufficiente a che esista una parentela.

A quanto sopra va' aggiunto che la ricerca delle radici del cognome della propria famiglia, possono spesso divenire estremamente complesse, a meno che non esistano documenti antichi che spieghino più o meno esplicitamente, l'origine del cognome e la storia della famiglia.

Bibliografia:

  • CARATTI DI VALFREI, Scopri le origini della tua famiglia, Mondadori, 1991
  • SPRETI, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1928-1936, ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore
  • SPRETI - G. DEGLI AZZI VITELLESCHI, Saggio di bibliografia araldica, 1936, ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore
  • DE FELICE, Dizionario dei cognomi italiani, 1978, Mondadori
  • F. DEGLI UBERTI, Come costruire il proprio albero genealogico, 1991, De Vecchi Editore
  • DUFRESNE (DU CANGE), Glossarium ad scriptores mediae et infimae latinitatis, 1762, Basilea, Thurnisii
  • A. GAUDENZI, Storia del cognome a Bologna nel XIII secolo, in Bullettino dell'Istituto Storico Italliano, N. 19, Roma, 1898.

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