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Un bel "Manico di Scopa"

Breve storia della Mauser C.96, un'arma di certo non al massimo in quanto a caratteristiche intrinseche di maneggevolezza e praticità, ma dall'indubbio fascino retrò

 

 

 

 

 

 

Oggetto di interesse straordinario tra i collezionisti delle armi d'epoca, in realtà quest'arma, che pure risale al tardo '800, è stata impiegata spesso come simbolo di prestigio personale sia in ambienti militari che civili. Addirittura, in Cina, dove essa ebbe un immenso successo nei primi decenni del XX secolo, venne realizzata come pistola totalmente automatica, a guisa di un vero e proprio mitra.

Le prime armi di questo tipo vennero realizzata dai tre fratelli Feederle, che nel 1896 completarono la progettazione e la Mauser di Obendorf le mise in produzione. Dopo che le prime armi vennero poste in produzione apparvero una serie di appoggi a spalla ed altri accessori complicati. La versione militare arrivò solo nel 1912.

Il modello scelto dai militari tedeschi era camerato in calibro 9mm Parabellum, ma altri modelli cameravano una cartuccia da 7,63 mm col bossolo a bottiglia.

Per evitare confusioni sulle pistole d'ordinanza era inciso un grosso "9" dipinto in rosso sulle guancette in legno. La canna era da 140mm.

Il funzionamento era complesso: al momento dello sparo la canna, l'otturatore e il castello/impugnatura venivano mantenuti solidali da un apposito elemento mobile di bloccaggio che si trovava incernierato nel castello e che ingranava al di sotto dell'otturatore, il quale si muoveva avanti e indietro contenuto dentro l'estensione posteriore della canna.

Dopo lo sparo l'elemento mobile ritardava l'apertura fino a quando la pressione non fosse diminuita ad un valore accettabile, poi l'elemento ruotava, avendo l'impulso dello sparo vinto la sua inerzia, svincolando l'otturatore e la canna dal castello.

La canna retrocedeva di poco, per poi essere bloccata e tornare in avanti spinta da una sua molla di recupero.

L'otturatore invece retrocedeva di molto, espellendo il bossolo spento, poi tornava in posizione spinto dalla sua molla di recupero e avanzando camerava un'altra nuova cartuccia. Ovviamente si trattava di un meccanismo molto complesso  che richiedeva accurata lavorazione. Il caricatore da 10 colpi, questi ultimi inseriti in clips per il caricamento rapido, era parte integrante del castello.

Nonostante il costo, quest'arma era richiesta in grandi quantità subito dopo la sua apparizione sia da civili che da militari.

La prima commessa militare di una certa importanza, fu quella della Regia Marina Italiana nel 1899. Uno dei motivi principali era certo l'aspetto esteriore, che attraeva moltissimo nonostante il nomignolo 'Broomhandle' ('Manico di scopa'), o 'coscia di pollo' affibbiato a tali armi per via della forma del calcio.

Sembra che esse dessero a chi le portava un senso di grande importanza e prestigio. Ma chi ne subiva le conseguenze era ancora più impressionato, perché nonostante la canna non fosse tanto lunga, la C/96 sparava un proiettile ad alta velocità letale anche a lunghe distanze, tanto che tra gli accessori extra vi era un alzo da ben 1000 metri.

Altri oggetti erano un calcio-custodia in legno che conteneva anche gli attrezzi per la manutenzione. Tale "Calciolo" poteva essere incastrato nel calcio vero e proprio della pistola, così da formare una piccola carabina.

Molti ufficiali al tempo della Prima guerra mondiale erano armati con tale arma, anche perché all'epoca dovevano in genere armarsi a loro spese.

Churchill, durante il periodo trascorso nell'esercito inglese come ufficiale di cavalleria, ne aveva una, che, come racconta lui stesso nelle sue memorie, gli salvò la vita durante la battaglia di Omdurman contro i dervisci del Mahdi.

Tra le prime varianti, degna di nota è quella camerata per il calibro 9mm Mauser Export, più potente della Parabellum.

Nel 1916 i tedeschi introdussero invece la Parabellum da 9mm per le loro armi. Queste non si dimostrarono molto inclini a funzionare bene nelle condizioni del fango delle trincee e così vennero studiate per altri ruoli, come quelli di impiego aria-aria ai primordi dei combattimenti aerei (in pratica i piloti si prendevano a revolverate tra loro), cosa che ebbe un certo successo date le caratteristiche dell'arma. Poi arrivarono le mitragliatrici e il tempo del 'bricolage' nelle armi di bordo aeronautiche finì presto.

Dopo la guerra, quest'arma continuò ad attrarre molti clienti civili, militati e paramilitari. In Spagna e Cina nacquero versioni a fuoco automatico alimentate con caricatori da 20 colpi.

La Mauser si ritrovò moltissimi "cloni" sul mercato e rispose con la Mauser Modello 712, che permetteva il fuoco automatico in condizioni di elevata sicurezza rispetto alle copie realizzate da altri Paesi. Una di queste armi uccise Alessandro I di Jugoslavia.

Le Mauser erano micidiali quasi quanto un fucile ma molto più facili da occultare e puntare.

Durante la Seconda guerra mondiale vennero ancora usate, sebbene in quantità molto inferiori. Il suo maggior impiego era quello in azioni contro i partigiani, lontano dalla prima linea.

 

 

 

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