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L’AUMENTO
DELLA TENSIONE
I Polacchi
cominciano a preoccuparsi della minaccia tedesca dopo l’occupazione di
Praga da parte della Wehrmacht, il 15 marzo 1939.
Forte dei
suoi primi successi sulla scena internazionale, Hitler non tarda a
rivendicare Danzica (Gdansk in polacco), porto polacco sul mar Baltico
che divideva il territorio del III Reich e isolava la Prussia orientale
dal resto della Germania
Questo
"corridoio di Danzica" è un non senso dovuto al trattato di Versailles
del 1919, che fu fatalmente destinato a diventare il pomo della
discordia tra i due Paesi.
Dal 31 marzo
1939, il primo ministro inglese Neville Chamberlain aveva dichiarato il
suo sostegno alla Polonia. Anche il capo dello Stato Maggiore francese,
Maurice Gamelin, aveva rassicurato i suoi omologhi polacchi sulla
determinazione della Francia ad aiutarli con tutti i suoi mezzi. Per
Londra e per Parigi, non si può indietreggiare di fronte ad Hitler, come
a Monaco per la questione dei Sudeti (con gli accordi di Monaco del
settembre 1938, le democrazie europee, Inghilterra e Francia,
acconsentivano, con la mediazione dell'Italia, che la Germania di Hitler
annettesse la regione dei Sudeti. Solo pochi mesi dopo, violando gli
accordi, le truppe naziste avrebbero invaso la Cecoslovacchia).
Il Führer poi
prende a pretesto un sedicente attacco polacco, che sarebbe avvenuto
nella notte alla frontiera orientale della Germania, per attaccare i
suoi vicini senza preoccuparsi di una dichiarazione di guerra: in
realtà, si era trattato di una macabra messinscena montata dall’esercito
tedesco con dei cadaveri di detenuti rivestiti di uniformi polacche.
1° SETTEMBRE
Alle ore 4,45
l’esercito tedesco varca la frontiera polacca, è scattato il Fall Weiss,
(cioè il "Piano Bianco") come viene chiamata in codice l’operazione. Non
hanno avuto alcun esito gli appelli di Leopoldo III, re dei Belgi, a
nome suo e di altri sei piccoli Paesi europei, né le esortazioni del
presidente americano Franklin Delano Roosevelt, né le suppliche di papa
Pio XII, né infine la proposta di mediazione lanciata alla ventitreesima
ora da Mussolini: è la guerra. I tedeschi sfondano la frontiera in più
punti con 53 divisioni agli ordini del generale von Brauchitsch,
suddivise in due gruppi di armate: lo Heeresgruppe Nord, al comando del
gen. von Bock, e lo Heeresgruppe Sud del gen. von Rundstedt. Le singole
armate sono comandate dai generali von Kluge, von Kiìchler, List. von
Reichenau e Blaskowitz:alla testa delle unità corazzate ci sono i
generali Guderian, Hoepner e von Kleist, nomi dei quali si sentirà
parlare a lungo negli anni che seguiranno. Le difese polacche in poche
ore sono sconvolte e travolte: i carri armati tedeschi si addentrano
profondamente in territorio nemico. Nel porto di Danzica la vecchia
corazzata e nave-scuola Schleswig-Holstein, di costruzione anteriore
alla I guerra mondiale, bombarda le difese della baia della Westerplatte,
dov’è l’arsenale della marina polacca. Lo stesso 1° settembre Danzica
viene annessa al Reich, anche se l’atto ufficiale di integrazione nello
Stato tedesco avverrà il 1 novembre successivo. L’esito dell’attacco è
scontato in partenza: del resto le linee generali della spartizione
della Polonia sono già previste nelle clausole segrete del patto
russo-tedesco del 23 agosto: in linea generale, la linea di demarcazione
tra Germania e URSS correrà lungo la linea dei fiumi Narew- Vistola-San.
La Lituania entrerà nella sfera d’influenza tedesca, mentre in quella
dell’URSS finiranno Estonia,Lettonia, Finlandia e Bessarabia (che dovrà
essere restituita all’Unione Sovietica dalla Romania).
2 SETTEMBRE
Mentre
ripropone la convocazione di una conferenza internazionale per far
rientrare il conflitto, conferenza che dovrebbe riunirsi il 5 settembre,
l’italia dichiara la propria non-belligeranza. Il governo tedesco
dichiara che rispetterà l’integrità territoriale della Norvegia purché
questa non sia minacciata o violata da paesi terzi. In Polonia intanto
la « guerra lampo » (Blitzkrieg) dei tedeschi procede a gonfie vele: le
quattro « battaglie di confine » (Slesia-Slovacchia, Czestochowa,
Pomerania, Prussia Orientale) sono altrettante travolgenti vittorie
tedesche. Le forze provenienti dalla Germania si congiungono con quelle
uscite dalla Prussia Orientale. La X armata del Gruppo Rundstedt
raggiunge il fiume Warta: in 36 ore è penetrata per 80 km in territorio
polacco. Da sud le truppe del gen. List minacciano già Cracovia. La
Luftwaffe conquista il dominio del cielo: ha distrutto al suolo gran
parte degli aerei polacchi, bombarda i comandi e le strade provocando
l’imbottigliamento delle retrovie nemiche. Febbrili contatti si
succedono per tutta la giornata fra Parigi e Londra: la decisione di
tener fede agli impegni con la Polonia è ferma, ma governi e stati
maggiori non sono d’accordo sulla data e le modalità dell’intervento.
Ore 22:30, a Londra: parlamentari e ministri si recano dal premier
Chamberlain per sollecitare una presa di posizione dura e decisa. E
infatti viene inviato un telegramma all’ambasciatore inglese a Berlino,
sir Neville Henderson, in cui si danno disposizioni circa l’ultimatum da
consegnare al governo tedesco.
3 SETTEMBRE
Francia e
Gran Bretagna entrano in guerra contro la Germania. Ore 9:00
l’ambasciatore inglese a Berlino Henderson consegna al consigliere
d’ambasciata PauI Schmidt, interprete di Hitler, l’ultimatum del governo
di Sua Maestà Britannica. Nel documento si afferma che se entro le
11:00, ossia entro due ore, la Germania non avrà dato assicurazioni
ampie e ben precise circa il ritiro delle sue truppe dalla Polonia, la
Gran Bretagna si considererà in guerra contro il Reich. Anche la Francia
alla fine si muove: alle 12 il suo ambasciatore a Berlino, Robert
Coulondre, consegna l’ultimatum del suo governo: l’ultimatum scadrà il
giorno dopo, 4 settembre.Nel documento tuttavia si evita l’uso esplicito
della parola “guerra”, in un estremo disperato tentativo di conciliare
il dittatore tedesco. Ma il senso del documento è identico. Hitler è
sbalordito: aveva creduto che ancora una volta gli Occidentali non si
sarebbero mossi. A von Ribbentrop che lo ha informato della nuova
situazione, chiede, sorpreso e quasi in tono accusatorio: “E adesso?”.
Ore 11:00 la Gran Bretagna entra uffìcialmente in guerra con la
Germania. Ore 11:15, dalla sua residenza ufficiale al n. 10 di Downing
Street, a Londra, Chamberlain ne dà l’annuncio ai suoi compatrioti. “Non
abbiamo nulla da rimproverarci”, afferma tra l’altro, e conclude: “Dio
ci protegga e difenda il buon diritto”. Viene formato un gabinetto di
guerra: Winston Churchill assume la carica di Primo Lord
dell’Ammiragliato, Eden quella di Segretario ai Dominions. Ore 11:35:
mentre all’ambasciata del Reich a Londra un funzionario del Ministero
degli Esteri inglese (Foreign 0ffice) e l’incaricato d’aff ari tedesco
Kordt stanno urbanamente trattando lo sgombero dei diplomatici tedeschi
e delle loro famiglie dalla capitale inglese, le sirene della difesa
antiaerea danno l’allarme: è il primo di una lunga tragica serie. La
Gran Bretagna decreta il blocco navale della Germania: tutte le merci
dirette in Germania a bordo di navi di qualsiasi nazionalità vengono
confiscate. Ore 17:00 anche la Francia entra in guerra contro il Terzo
Reich (la scadenza dell’ultimatum, prevista in un primo tempo per il
giorno dopo, è stata anticipata). Le 33 divisioni tedesche dello
Heeresgruppe C, il gruppo d’armate comandato dal gen. Ritter von Leeb,
completano lo schieramento a presidio della linea Sigfrido (o Vallo
Occidentale, Westwall) e delle frontiere belga e olandese. India,
Australia e Nuova Zelanda, i dominions più legati alla Gran Bretagna,
entrano in guerra a fianco della madrepatria. Ore 21:00, l’U-Boot 30
affonda la nave passeggeri inglese Athenia di 13.500 t scambiandola per
un mercantile armato: perdono la vita 112 persone tra cui 28 cittadini
americani. Il grave episodio provoca un forte risentimento antitedesco
negli Stati Uniti. In Inghilterra intanto si pensa di riesumare il
sistema dei convogli, già adottato verso la fine della I guerra
mondiale, per difendere i collegamenti marittimi.
4 SETTEMBRE
Il Volkischer
Beobachter sostiene che l’affondamento dell’Athenia è stato voluto da
Churchill per creare un incidente tra la Germania e gli Stati Uniti.
5 SETTEMBRE
L’eroismo dei
polacchi non basta: i tedeschi infatti forzano la linea della Vistola e
si apprestano a superare anche il Narew e il Bug occidentale.
6 SETTEMBRE
La III e IV
armata del Gruppo d’armate Nord e l’VIII e la VI del Gruppo Sud puntano
verso Varsavia. La XIV armata del gen. List conquista Cracovia e marcia
verso la frontiera romena. Il Comando Supremo polacco dirama l’ordine di
ritirata generale sulla linea Narew-Vistola-San. Durante la notte il
governo polacco lascia Varsavia per trasferirsi nella regione di
Luck-Krzemieniec mentre il comando supremo si trasferisce a Brzesko sul
fiume Bug.
7 SETTEMBRE
Avanguardie
francesi, ma si tratta di poco più che pattuglie, varcano la frontiera
tedesca presso Saarlouis, Saarbrùcken e Zweibrùcken: inizia quella che
sarà definita la "dròle de guerre", la “strana guerra”,in cui gli
eserciti si fronteggeranno senza combattere, in attesa di sviluppi
diplomatici che
non verranno.
8 SETTEMBRE
Gli inglesi
rimettono in funzione il sistema dei convogli, già sperimentato nel
corso della 1 guerra mondiale. Sono istituite tre rotte protette, due da
Liverpool e dal Tamigi all’Atlantico, una fra il Tamigi e il Firth of
Forth (Edimburgo).
8-11 SETTEMBRE
In Polonia si
svolge la battaglia di Radom, un centinaio di km a sud di Varsavia. I
tedeschi fanno prigionieri circa 60.000 polacchi.
9 SETTEMBRE
I primi
reparti della BEF (British Expeditionary Force), al comando del visconte
gen. John lord Gort, si imbarcano per la Francia. Ore 7:00 la 4ª
Panzerdivision sferra da sud-est il suo primo attacco contro Varsavia:
dopo 3 ore di combattimento viene respinta sulle posizioni di partenza.
I polacchi si battono con grande coraggio.
10 SETTEMBRE
Di fronte
alle insistenti sollecitazioni del comandante in capo dell’esercito
polacco Edward Rydz-Smigly, il Capo di di Stato Maggiore francese gen.
Maurice Gamelin informa che più di metà delle sue divisioni attive sono
impegnate in combattimenti con il nemico sul fronte nord-orientale, e
che non è possibile fare di più.
11 SETTEMBRE
Il distretto
industriale dell’Alta Slesia è completamente in mano tedesca.
12 SETTEMBRE
Cessano le
effimere quanto inutili azioni francesi contro i tedeschi. Ormai tutti
si rendono conto che è inutile tentare di aiutare la Polonia.
12-18 SETTEMBRE
L’armata
polacca del settore di Poznan, che avrebbe dovuto marciare su Berlino,
opera un imprevisto dietrofront nel tentativo di cogliere sul fianco
l’VIII armata tedesca. Ha inizio la violenta battaglia del fiume Bzura,
nella quale, grazie alla loro superiore mobilità e alla indiscutibile
abilità di manovra, i tedeschi chiudono nella prima grande “sacca” della
storia della guerra, 19 divisioni polacche: vengono fatti prigionieri
170.000 uomini.
13 SETTEMBRE
Come in
Inghilterra, anche in Francia viene costituito un gabinetto di guerra:
Edouard Daladier assume, oltre che la presidenza del Consiglio, il
dicastero degli Esteri.
16 SETTEMBRE
Varsavia è
accerchiata dalle truppe tedesche. Le è intimata la resa, che viene però
sdegnosamente respinta. Il grosso dell’esercito polacco, concentrato tra
Leopoli (Lwow, oggi Lvov, nell’Unione Sovietica) e Chelm (oggi a ridosso
del confine polacco con l’URSS) e comprendente 38 divisioni di fanteria,
11 brigate di cavalleria e 2 brigate motorizzate, viene annientato. I
generali tedeschi propongono di bloccare Varsavia e di attenderne la
resa per fame, ma Hitler replica che la capitale polacca deve essere
considerata come una fortezza e ordina quindi di impiegare contro la
città l’artiglieria e l’aviazione. Particolare curioso: il generale
polacco a capo delle forze che difendono la città si chiama Rommel.
17 SETTEMBRE
Affermando
per bocca di Molotov che il governo polacco ha cessato di esistere,
l’URSS dà via libera alle sue truppe che procedono all’occupazione della
Polonia orientale, praticamente sguarnita di qualsiasi difesa. I
tedeschi occupano Brest-Litovsk, quindi, in ossequio alle clausole
segrete del patto di non-aggressione del 23 agosto, sgomberano regioni e
città già occupate, tra cui Leopoli (oggi Lvov). Il presidente polacco
Ignacy Moscicki, il governo e il comandante in capo delle forze armate
polacche maresciallo Edward Rydz-Smigly si dimettono e si rifugiano in
Romania. Al largo delle coste sudoccidentali irlandesi la portaerei
Courageous viene affondata dall’ U-29 del comandante Schuhart: i morti
sono 500. E il primo colpo grosso portato a segno dalla marina tedesca
contro la flotta britannica. In conseguenza di questo fatto
l’Ammiragliato decide di non impiegare più le portaerei nella caccia ai
sommergibili.
18 SETTEMBRE
Su pressioni
tedesche il governo romeno interna i membri del governo polacco che il
giorno prima hanno chiesto asilo alla Romania.
19 SETTEMBRE
L’Armata
Rossa si congiunge con le truppe tedesche a Brest-Litovsk. Il Führer
entra trionfalmente a Danzica, dove tiene un discorso di politica estera
abbastanza conciliante nei confronti di Francia e Gran Bretagna. La
campagna di Polonia può considerarsi praticamente finita: d’ora in
avanti non avremo che grandi azioni di rastrellamento. Sbarca in Francia
il I corpo d’armata inglese.
27 SETTEMBRE
Assediata,
bombardata dal cielo e da terra, Varsavia è costretta alla resa. Vengono
fatti prigionieri 160.000 uomini. Hitler fa conoscere ai principali capi
della Wehrmacht la sua intenzione di attaccare la Francia, ma i generali
tedeschi si rifiutano, per adesso, di prendere sul serio un programma
che ritengono sproporzionato ai mezzi che hanno a disposizione.
28 SETTEMBRE
Uno degli
ultimi nuclei di resistenza dei polacchi, composto da 4 divisioni
accerchiate dal 10 settembre nella città di Modlin e nella zona di Kutno,
cede le armi dopo essersi battuto con strenuo valore. A Mosca, von
Ribbentrop e Molotov ridiscutono la spartizione della Polonia e
ridefiniscono le sfere d’influenza di Germania e URSS. A quest’ultima
viene data mano libera anche in Lituania, che secondo i precedenti
accordi sarebbe dovuta invece finire sotto l’influenza tedesca. In
cambio la linea di demarcazione russo-tedesca viene spostata a oriente
(i sovietici infatti arretreranno fino alla linea Narew-Bug-San) e la
regione compresa tra la Vistola e il Bug occidentale va alla Germania.
Il territorio occupato dai tedeschi è la regione più ricca della
Polonia, con 22 milioni di abitanti e la quasi totalità delle industrie.
I russi si annettono circa 200.000 kmq di territorio polacco, per lo più
atto allo sfruttamento agricolo, con 13 milioni di abitanti. Viene
firmato un trattato di mutua assistenza tra l’URSS e l’Estonia: i
sovietici acquisiscono il diritto di occupare le principali basi
militari del piccolo paese.
30 SETTEMBRE
Si
costituisce a Parigi un governo polacco in esilio presieduto dal gen.
Wladyslaw Sikorski. La corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee
affonda il piroscafo inglese Clement.
E’ così che
tutto ebbe inizio. Nel 1945 il costo totale della Seconda Guerra
mondiale fu calcolato in 1.154 miliardi di dollari (di allora); il costo
delle distruzioni provocate dalla guerra in 230 miliardi di dollari. Si
è anche calcolato che nella sola Europa occidentale furono completamente
distrutti 1.500.000 edifici e danneggiati 7.000.000. |
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