Tra ecumenismo e sicurezza
Quali le reazioni del mondo cattolico ufficiale alle
vittorie di Berlusconi e di Alemanno? E' logico chiederlo, pur sapendo che
l'interrogativo riguarda i «palazzi» e non i singoli cattolici, la cui scelta è
ormai autonoma e divisa fra destra e sinistra come quella di tutti gli italiani.
I commenti cattolici ufficiali sono, ovviamente, prudenti e reticenti, ma
qualche indicazione affiora, in maniera abbastanza esplicita, una certa
soddisfazione, i cui motivi sono piuttosto significativi.
Il nuovo Partito democratico non aveva suscitato grandi entusiasmi al di là del
Tevere: troppo legato all'eredità comunista, troppo aperto a forze anticlericali
come i radicali. Troppo incerto - soprattutto - sui temi della famiglia sui
quali il cattolicesimo ufficiale aveva impostato - per così dire - la «sua»
campagna elettorale. Una sconfitta, dunque, gradita se non addirittura
benedetta.
Tanto più che dall'altra parte non erano mancate le «genuflessioni». Prima,
durante e dopo. Alemanno in prima linea, addirittura al santuario del Divino
Amore. E anche Fini con l'omaggio al papa nel primo discorso alla Camera. Una
situazione che, comunque, non può non creare un certo imbarazzo al di là del
Tevere. La campagna elettorale impostata sulla sicurezza è stata ben poco
ispirata, per così dire, alla «carità» cristiana: i rom da allontanare, le pene
da aggravare, la società da ripulire: temi che si sono dimostrati vincenti ma
che certamente hanno ben poco a che vedere con le pagine del vangelo. I
mendicanti non da inserire nella società ma da allontanare. Una società di
ricchi e benestanti che non vuole essere disturbata. Perfino a Assisi, la città
di Francesco e degli Ordini Mendicanti, è proibito mendicare. Il Vaticano
dovrebbe decidere se stare dalla parte dei ricchi o dei mendicanti: difficili e
poco convincenti le mediazioni.
A aggiungere l'imbarazzo la polemica sulle moschee. Mentre il Vaticano tenta,
con difficoltà, di dialogare con i musulmani, parecchie importanti città
italiane rifiutano le moschee per i soliti motivi di sicurezza. Il Vaticano è
incerto fra le esigenze della sicurezza - e del «campanile» - e quelle
dell'ecumenismo, spesso sostenuto più a parole che con i fatti. La vittoria
della destra non apre un periodo facile per il cattolicesimo ufficiale.
Filippo Gentiloni Il manifesto 4/5/08