In che modo i Dico minacciano la famiglia?

 

G ENTILE dott. Augias,

ho paura che nel nostro paese stia nascendo un fondamentalismo cattolico. Ci stanno mettendo l'uno contro l'altro. Sono o perlomeno ero cattolica, ora preferisco dire che sono cristiana, una cristiana di sinistra che ha sempre tenuto divisi la religione e il pensiero politico. I miei genitori mi hanno cresciuto secondo gli insegnamenti di Gesù, frequentando la Parrocchia ed il circolo Acli. Mio padre era un operaio, che ha combattuto per un'Italia Libera ed e morto con il sistema nervoso scosso dai tanti bombardamenti subiti. Ho sempre pensato che gli insegnamenti di Gesù Cristo fossero basati sull'amore verso il prossimo, sulla tolleranza, sul perdono, sulla certezza che tutti gli uomini sono uguali, vivo sulla base di questi insegnamenti. Sono sposata ed ho avuto un figlio che il buon Dio ha voluto con sé troppo presto, nonostante ciò ho continuato a credere in Lui , a dedicarmi al volontariato, ad accettare le scelte degli altri. Mi indigna che per qualche uomo della chiesa, solo coloro che erano a Piazza S. Giovanni, rappresentavano l'Italia vera, migliore perché ha deciso di contrarre matrimonio, che importa poi se sia stato una o due volte. Questa ipocrisia dei politici mi fa venire il voltastomaco. Per me la famiglia e dove c'e amore, rispetto, condivisione e i valori della liberta dell'individuo.

Patrizia Duca        patriziaduca@libero. it

 

Ho ricevuto decine di lettere, molte indignate, molte con argomentazioni assai ragionevoli. Che male fanno i Dico? A chi? Che cosa mai tolgono alle famiglie? Che cosa fonda davvero una famiglia: un rito religioso? Una cerimonia civile? O non l'amore? Ho anche letto sul `Corriere della Sera' un interessante sondaggio di Renato Mannheimer. Gli italiani sarebbero favorevoli ai Dico in una misura superiore al 75 percento, se solo non fossero comprese le coppie omosessuali che un po' disturbano e un po' sono state demonizzate per alimentare paure di tipo medievale. S'e parlato poco o niente delle parole indirizzate dal Papa ai vescovi latino-americani. Invece aiutano a capire l'attuale strategia del vertice vaticano. Benedetto XVI ha rivendicato la bontà dell'evangelizzazione di quel continente precisando: «L'annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comporto in nessun momento, un'alienazione delle culture precolombiane, né fu l'imposizione di una cultura straniera».Queste parole sono un insulto alla storia, un oltraggio ai milioni di vittime che lconquista costo. Mi sembra una gaffe peggiore di quella di Ratisbona anche se non c'stata la reazione vivacissima che ci fu allora da parte del mondo islamico. Nella sua monumentale " Historia de las Indias", per citare, una sola fonte e di parte cattolica, Fra Bartolomè de Las Casas enumera le selvagge spoliazioni, gli stermini, gli stupri e le ruberie fatte per conquistare quelle terre in nome dell'impero ma con il pretesto di portarvi la `vera fede'. Con la scusa della croce furono uccisi milioni di esseri umani, un'intera cultura venne spianata in una colonizzazione tra le più selvagge mai avvenute. Giovanni Paolo II ebbe almeno il pudore di chiedere scusa, il papa tedesco nemmeno questo. Figuriamoci che cosa sono le resistenze ai Dico di fronte ad una tale visione della storia.

Corrado Augias       La Repubblica 14/5/07