L'ecumenismo ignorato

Si sta svolgendo proprio in questi giorni (4-9 settembre) nella città rumena di Sibiu la III Assemblea ecumenica europea: un appuntamento molto importante; tema: «La luce di Cristo illumina tutti. Speranza di rinnovamento e unità in Europa». A Sibiu i mass media del nostro paese non prestano grande attenzione. Sono evidentemente distratti sia dalla presenza invadente del cattolicesimo, sia dalla crisi dell'ecumenismo.
Sul primo motivo è inutile insistere: basti pensare allo spazio che i media hanno dato all'incontro del papa con i giovani a Loreto. Un incontro certamente numeroso ma anche carico di contraddizioni.
Il mondo cattolico condanna una società dominata dal potere del denaro, ma insieme se ne serve e ne fa parte. Una contraddizione sulla quale bisognerà riflettere.
Come sulla crisi dell'ecumenismo, non soltanto europeo. A Sibiu in questi giorni non è mancata la presenza cattolica, ma si è trattato soltanto di una presenza piuttosto modesta. Quasi timorosa se non addirittura imbarazzata. Fra i circa duemila rappresentanti di tutte le chiese cristiane non sono mancati alcuni cattolici (Pax Christi, comunità di base, ecc.). ma è innegabile il peso - contrario - del recente documento vaticano che ha ribadito l'esclusività della chiesa cattolica come dell'unica pienamente vera chiesa di Cristo. Un forte colpo all'ecumenismo cattolico («Ferita a morte la credibilità dell'ecumenismo» ha scritto Alberto Melloni), già indebolito negli ultimi anni dopo il concilio Vaticano II. I protestanti italiani chiedono (il settimanale Riforma): «Noi non siamo chiesa?». Migliore il rapporto del cattolicesimo con l'ortodossia, anche se anche in questo campo non mancano le difficoltà.
Fra la corretta difesa dell'identità e le spinte fondamentaliste non è facile per nessuno imboccare la via giusta e mantenere il timone al centro. Sia a Sibiu che a Roma.

  

Filippo Gentiloni    Il manifesto 9/9/07