Nome scientifico
Castanea sativa
Famiglia
Fagaceae
Nome comune
Castagno
Provenienza
La presenza del Castagno nel nostro Paese risale al periodo dell'Impero
Romano con maestosi esemplari allo stato selvatico, decantati anche da
Virgilio nel suo manoscritto "Le bucoliche". Altri esemplari
sono stati trovati anche nell'Europa centrale e meridionale fino ad
arrivare al Nord-Africa e nell'Asia occidentale. Parecchi studi eseguiti
sul castagno hanno fatto risalire la sua origine nel Sud dell'Europa e non
nell'Asia.
Caratteristiche
botaniche
Il Castagno è una pianta dall'alto fusto, può raggiungere altezze
intorno ai 25-30 m. Ama vivere dai 300 m. fino ai 1.400 m. di altitudine.
Ci sono stati rilevamenti di esemplari anche a livello del mare. Dà
origine a boschi misti con altre latifoglie: Roverella, Cerro, Faggi, e
Pini nei punti più alti. Sono rari i boschi di solo castagno, quelli che
si osservano sono stati impiantati dall'uomo per usi commerciali. Ha una
chioma imponente, ma ariosa di forma rotondeggiante (foto 1).
Le sue foglie sono lunghe 10-20 cm. circa, sono leggermente coriacee, ma
lucenti, lanceolate, glabre e appuntite. Hanno una disposizione sui rami
alternata e sono decidue.
Il colore di queste foglie varia e a seconda dove il nostro sguardo si
ferma ad osservare, notiamo un colore verde scuro, lucente, e coriaceo
sulla pagina superiore e un verde chiaro e opaco sulla pagina inferiore.
Il margine di queste foglie si presenta profondamente seghettato in denti acuti
e forse brevemente aristati.
Per quanto riguarda i fiori del Castagno va subito detto che è una pianta
monoica, cioè in un solo individuo coesistono sia i fiori maschili
che quelli femminili. I fiori maschili sono più appariscenti, delicati,
riuniti in ciuffi formati da più spighette (infiorescenza a spiga, si
nota bene nelle foto 2-3) lunghe 10-20 cm., di colore avorio-giallino.
Ogni fiore maschile sito sulla spighetta risulta costituito da un piccolo
perineo a sei petali, con tanti stami che sporgono all'esterno, i quali
conferiscono a tutta l'infiorescenza un aspetto delicato e soffice. Questi
fiori sono ricchi di nettare e sono molto profumati. Il loro profumo si
può percepire con maggiore facilità, alle prime ore del mattino, quando
l'aria è ancora tersa e resa appena umida dalle goccioline di rugiada.
I fiori femminili non sono appariscenti come quelli maschili, anzi sono
abbastanza bruttini, situati alla base di questi ultimi. Sono formati da
2-3 gruppetti di fiori, circondati da diverse brattee verdi saldate tra
loro, che formano un unico involucro o "cupola". Dopo la
fecondazione dei fiorellini, questa "cupola" si trasformerà nel
caratteristico riccio, che noi tutti conosciamo (foto 4).
A
maturità questa "cupola" si aprirà in quattro parti o valve,
lasciando cadere le castagne o gli acheni (termine botanico per indicare
questo tipo di frutto), ciascuna nata da un solo fiorellino.
Il tronco del Castagno è possente, bello, imponente, negli esemplari
adulti può raggiungere dai 10 o più metri di circonferenza. Esternamente
si presenta con una corteccia di colore di colore grigio-piombo e liscia
nelle piante giovani, negli esemplari adulti la corteccia risulta essere,
invece, rugosa al tatto, di colore bruno e attraversata verticalmente da
profonde e fitte solcature (foto 5).
Terreno
Il Castagno è una pianta che deserta i terreni calcarei, anche in piccola
quantità. Necessita, invece, di terreni umidi o che almeno vengono
inumiditi di tanto in tanto. Tollera abbastanza bene i terreni sabbiosi o
sassosi. Per crescere bene il Castagno ha bisogno, oltre alle suddette
esigenze di terreno, anche di un clima che presenti Estati calde e Inverni
non troppo rigidi, altrimenti può morire. Va ricordato che il Castagno
ama la mezza ombra, non il sole diretto.
Riconoscimento
La specie di Castagno più diffusa in Europa è il Castagno sativa.
Questa, però, può venire confusa con la "Quercia a foglie di
Castagno" (Quercus acutissima carruth), per la somiglianza delle
foglie che, a prima vista, sembrano uguali, ma basterà guardare il tronco
con la sua corteccia così particolare, grigiastra, tipica delle querce
per uscire dall'inganno. Se questo ancora non vi ha convinto ricercate a
terra i caratteristici frutti "le ghiande" con il loro
"cappelletto" o cupola.
Usi e proprietà
Fin dall'antichità il Castagno era molto apprezzato per i suoi frutti,
che in molte occasioni rappresentava l'unica risorsa alimentare della
povera gente, per questo veniva coltivato ovunque potesse vivere,
originando boschi bellissimi. Oggi di questi monumenti viventi non rimane
molto! La raccolta delle castagne veniva svolta manualmente e con cura.
Gli esemplari migliori venivano conservati in luoghi asciutti, freschi e
ventilati per facilitare l'essiccazione, unico metodo che permetteva di
preservare più a lungo questi frutti. Una volta essiccate le castagne
venivano portate al mulino ad acqua con le macine a "pietra" e
macinate. La farina ottenuta serviva per la panificazione, per la
creazione di torte,frittelle dolci e salate e per la preparazione del
famoso "Castagnaccio" con uvetta e pinoli (dolce tosco-emiliano)
molto ricercato e apprezzato ancora oggi.
Il Castagno non ci fornisce solo frutti gustosi, ma anche del buon
legno semi-duro utilizzato nella costruzione di mobili rustici, cucine,
tavoli,botti, utensili vari, interni di armadi, pali per il sostegno delle
linee telefoniche e nell'industria trabearia. In alcuni paesini montani
tosco-emiliani si usa ancor oggi raccogliere anche le foglie secche del
castagno e conservarle durante l'inverno come lettiera e foraggio per
ovini e caprini.
La conoscenza delle proprietà benefiche di questa pianta si perdono nella
notte dei tempi. I suoi frutti, oltre alla grande quantità di amido,
contengono sali minerali, vitamine tra cui la vitamina E in quantità
notevoli; a proposito è noto il detto antico "porta con te una
castagna e il raffreddore da te non ristagna".
Le foglie e la corteccia sono ricchi di tannini e fitosteroli. Le foglie
in erboristeria sono utilizzate come infusi per combattere tossi e
arrossamenti delle prime vie respiratorie.
La corteccia viene impiegata nella preparazione di decotti per lenire gli
arrossamenti delle pelli sensibili.
L'amido dei frutti spesso veniva usato in casa come base per la
preparazione di maschere di bellezza.
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