
Un appassionante saggio attraverso gli scritti editi e inediti del pittore-filosofo Bragaglia, per ripercorrere i capisaldi del suo pensiero estetico. Formatosi nell’ ambito del Futurismo, dal quale poi prese le distanze negli anni ‘20, contro l’estetica crociana Bragaglia credeva nel valore conoscitivo dell’arte, nella sua intima unione con la filosofia e con ogni aspetto dello spirito umano. La sua idea dell’ arte come visione-introspezione che nasce dall’artista, ma che trova poi riscontro nell’emozionata e congeniale risposta dello spettatore - visione che scatena un’altra visione; la sua rivalutazione dell’occhio interiore della fantasia contro ogni canone precostituito del bello; la sua concezione di opera d’arte come aperta sintesi di tutti i sensi dell’uomo, accordo di cervello e cuore, poesia e pittura, forma pura e contenuto reale; la sua teoria del ritmo come musicalità e danza insite in ogni arte: sono solo alcuni dei tanti aspetti di Bragaglia, che con straordinaria sorpresa si rivelano diretti anticipatori di ciò che saranno l’ermeneutica di Pareyson, l’estetica di Goodman, il pensiero debole di Vattimo.

F. Nietzsche è uno dei filosofi più fraintesi
dell'intera storia del pensiero. Anche la sua vita privata è stata spesso
travisata, specie per quello che riguarda i rapporti tra il filosofo, Lou Salomé
e l'amico Paul Rée. In questo libro si avanza l'ipotesi - basata su diversi
brani tratti dalle opere nietzcheane - che il filosofo abbia coltivato un ideale
androgino di perfetta completezza della personalità umana, anzi "oltre-umana".
Il rapporto di Nietzsche con le donne non fu facile, come facile non è la sua
concezione filosofica. Ma oggi la scienza sembra aprire prospettive molto vicine
al sogno di Nietzsche: così, ancora una volta, la modernità del pensiero del
filosofo tedesco riesce a colpirci con la violenza della vera "dinamite".