Modernità Crisi e Information Technology
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Prolusione_ Modernità Crisi e Information Technology

La pagina web che si apre sul monitor ad inizio corso è qualcosa di anomalo e nuovo: vi è un estratto dalla prolusione del prof. Saggio “Architetture della crisi” che subito ci sbatte in viso il tema centrale del corso, ma soprattutto della nostra futura professione di architetti, ovvero che _la modernità (e con essa l'Architettura della Modernità) non è un valore temporalizzabile, è uno stato, una tensione che "fa della crisi un valore"_ qualcosa che sentivamo esistere, ma mai formalizzato da nessuno in questi termini.
Subito dopo una serie di immagini del film il Gattopardo e di architetture che hanno segnato la storia fino a oggi.

Ma prima di parlare di questi cerchiamo di definire cosa si intende per modernità e da dove ha inizio, passando attraverso varie ipotesi:

1_ dalla scoperta dell’America;
2_ dalla rivoluzione industriale e dalla rivoluzione francese.

Queste sono due ipotesi cronologiche, contrastanti con il concetto sopra espresso che la modernità non è un valore temporalizzabile. Quindi tentiamo con la modernità intesa come rottura dei canoni e i contenuti del passato: ovvero quella modernità il cui campione è Baudelaire; oppure un periodo di cambiamenti radicali, l’affacciarsi di un mondo diverso e portatore implicito di elementi positivi (positivismo), al di là degli artisti che vivono sempre in maniera più critica. In questo ambito di indagine l’architettura è quella che arriva al Bauhaus o dal 1928 ai CIAM. Ma anche questo è un campo di ricerca troppo distante dalla premessa iniziale. Quindi partiamo da quel filone di immagini presenti sulla pagina web riferita alla prolusione al corso caad 2006.
Partiamo dal Gattopardo. La scena presa in esame è quella che apre le vicende del film: ovvero un gruppo di nobili ripreso nel momento della preghiera. In questa scena bloccata nella sua classicità qualcosa in sottofondo comincia ad agitarsi, i più giovani avvertono il cambiamento in atto, l’arrivo dei garibaldini: questa è quella novità, la crisi che sconvolge i canoni di un mondo classico e rompe le sue regole, ne cattura le menti più giovani, come quella di Tancredi che non vede l’ora di abbandonare il vecchio mondo per le nuove prospettive apertesi.
Proprio in questa scena è racchiuso il significato di modernità: essa nasce dal lavoro che si svolge nell’affrontare problemi e situazioni di crisi per trasformarli in valore. Questo fa si che l’architettura abbia un senso etico ed estetico proprio di un determinato periodo, ovvero implichi una condizione ambientale fortemente caratterizzata da una forma di pensiero comune, un “paesaggio mentale”.
E’ quello che accomuna tutte le immagini successive che riguardano architetture dal Rinascimento fino al Guggenheim di Gehry; immagini che parlano di crisi ma anche di risoluzione, quindi di prospettiva come modernità nel controllare lo spazio e prefigurarlo costruttivamente, passando per la trasparenza di architetture come il Bauhaus fino alle potenzialità dell’Information Technology, che nel mondo della comunicazione porta al superamento di barriere un tempo invalicabili.
A questo proposito cade il quesito sull’ultima immagine che si eleva a metafora del titolo del corso: cosa succede?

Un sordomuto che attraverso un videotelefonino riesce a comunicare. La crisi è tramutata nel valore aggiunto dell’oggetto tecnologico, e l’Information Technology l’elemento imprescindibile alla risoluzione. Ecco manifestarsi la modernità, colei che non è temporalizzabile, ma che appartiene a tutta la storia umana, colei che stimola il progresso.  

 
 

 

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