"I monologhi della vagina si sono inventate. Che avrà mai da raccontare quella bocca carnivora? Ci parlerà di stupri di orgasmi mancati di parti gemellari di menopause precoci. Me ne sto in disparte a testa china pensando di fare anch'io la mia parte non un monologo per carità ma un rap il rap del pene che la vagina teme."
(da "La ballata dell'anatra zoppa" 2004 Moby Dick editore, Faenza)
Giovanna Capucci, romagnola di nascita, ha trascorso molti anni tra Brescia e Milano - dove ha lavorato come p.r. per importanti Case di cosmesi. Attualmente risiede a Faenza. Ha esordito con il libro di poesie Occhi vivi occhi morti.
"Occhi vivi occhi morti", poesie (Edizioni del Leone)
"Twin Towers", poesie (Edizioni del Leone)
"L'ultimo ballo", romanzo (Editing editore)
"La ballata dell'anatra zoppa", poesie (Moby dick editore)
Ironico ed amaro, cantabile. Un libro che fotografa in maniera nitida i molti vizi che accompagnano - a volte inconsapevolmente - i nostri rapporti, non solo affettivi. Una poesia "privata", all'apparenza minimale, capace tuttavia di farsi orchestra - magari quella del Titanic, che invitava alle danze mentre la nave ... Ma a differenza dei suonatori a bordo del transatlantico, dal destino ormai segnato, i musici che Giovanna Capucci evoca in questa Ballata dell'anatra zoppa lanciano un messaggio salvifico e in qualche modo di speranza - anche se spesso, magari, a denti stretti.
"Perla", romanzo (Il ponte vecchio editore)
Una storia d’amore appassionata, che si snoda lungo un’estate e un inverno tra le spiagge di Cesenatico, le colline di Imola e la periferia di Bologna. Protagonisti Dino e Perla, un uomo quarantenne, che ha moglie e figli e una ragazza giovane, maliziosa e pungente, pronta ad offrire su un vassoio d’argento la sua magica sensualità. Ma non è uno dei soliti amori estivi, destinati ad esaurirsi con la fine delle vacanze: questo sogno d’amore travolge e coinvolge, assume il significato profondo e tragico che ogni legame ha quando entra nella dimensione dell’assoluto e uno dei due protagonisti non sa accettare la perdita della sua grande illusione.