Armamento

Nave Audace D 551

Pag. Principale



   Cannone navale calibro   76mm           Missile Tartar  RIM-24               Armi leggere il vecchio  M.A.B.

   Cannone navale calibro 127mm           Lanciatore missili Mk 13             Pistola Beretta 951

   Lanciarazzi SCLAR 105 mm                Missile antinaveTeseo

   Lanciasiluri Mk 32                               Missile Aspide                              Siluro Pesante A-184


  Evoluzione del cannone navale polivalente Otomelara da 76mm

Capacità: L'Otomelara 76/62 è un cannone navale polivalente costruito dalla compagnia italiana OtoMelara. Questo pezzo d'artiglieria è capace di una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido, che lo rende particolarmente adatto per la difesa anti-missile, può essere usato anche in altri ruoli come la contraerea,il bombardamento navale e costiero. Inoltre la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantità di tipi di munizionamento. L'intero sistema è inoltre molto compatto ed è quindi installabile anche su navi di piccole dimensioni ed è completamente comandabile da remoto.

Peso: 7.500 kg (senza munizionamento)

Dimensioni: largo 3,15 m, lungo 7,28 m (3,66 m senza cannone) nella versione con copertura stealth,  la torretta standard ha un raggio di 3 m

Calibro: 76 mm

Elevazione: -15° / +85°

Velocità di elevazione: 35°/s con accelerazione di 72°/s2

Velocità di rotazione: 60°/s con accelerazione di72°/s2

Raffreddamento: Acqua di mare, necessaria per tiro continuo

Cadenza tiro: 120 proiettili al minuto (85 il compatto)

Gittata d'ingaggio: 9 km con munizionamento standard

Gittata con DART: fino a 30 km e 10 km per un missile che non effettua manovre evasive

Accuratezza tiro: 0,3 mrad

Alimentazione: 440V, trifase, 60 Hz, circuito principale 115V, monofase, 400 Hz, servo e synchro network

Munizioni: munizioni generiche da 76 mm, tra cui a frammentazione, incendiarie, anticarro, da esercitazione, a scoppio ritardato, a scoppio ravvicinato e munizionamenti guidati avanzati Davide/DART

Note: In fase avanzata di sviluppo è anche il munizionamento guidato anti-missilistico Davide, in pratica le munizioni DART possono correggere la propria traiettoria grazie all'illuminamento del bersaglio per controbatterne le manovre e intercettarlo. Questo cannone ha avuto un grande successo di export tant'è che è montato su navi di 53 marine, in alcuni casi è prodotto in licenza.

Davide/DART: a fine anni 90, grazie agli enormi sviluppi dell'elettronica è iniziato lo sviluppo di proiettili guidati da fasci RF generati dalla torretta (il sistema è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche).La torretta produce 4 fasci RF che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile corregge la sua direzione per rimanere all'interno dei fasci. I proiettili Dart sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un sabot raggiungono i 76 del cannone. Ogni proiettile è lungo 670 mm e pesa 3,4 kg senza il sabot, 4,0 kg intera e la sola testata pesa 2,5 kg. Il proiettile ha delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore RF.
La prima torretta prototipo è stata realizzata nel 2007 (i cannoni installati sui caccia Orizzonte-Doria sono retrofittabili con il solo aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar e il nuovo scudo) e testata a settembre. A dicembre la torretta è stata testata nel poligono di tiro in sardegna con un sistema per il controllo di tiro Dardo-F. . All'inizio dell'estate del 2008 è stato richiesto da NAVARM l'aggiornamento di un cannone al sistema Davide/Strales proveniente da un pattugliatore classe Cigala Fulgosi senza specificare quale unità.
Le prove del marzo 2009 presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ) hanno effettuato con successo le prove stabilite che hanno visto lo sparo di 2 proiettili singoli e di una raffica da 3 proiettili contro bersagli a 8 km. La raffica da 3 colpi è quella attualmente previsto nell'impiego antimissile.
Per la fine del 2009 è previsto che il sistema venga testato su un pattugliatore classe Cigala Fulgosi con prove di tiro con le nuove munizioni guidate in accoppiamento con il radar NA-25X. Una volta terminate le prove il sistema rimarrà pienamente funzionante a bordo della nave.
E' allo studio una versione meno sofisticata, e meno costosa, l'ATE (Anti-Terrorism Engagement) e adatta a bersagli aerei a bassa manovrabilità o navi, per quest'ultimi è disponibile una versione priva di testata per immobilizzare il bersaglio senza distruggerlo.

L'attuale tabella di marcia prevede l'installazione nativa del DART su FREMM e Cavour e l'upgrade, man mano che si reperiscono i fondi, dei cannoni dei pattugliatori classe Cigala Fulgosi e poi dei caccia antiaerei Doria.

Costruttore: Otomelara

Costo:  76/62: tra 1,5 e 2 milioni di $, dipende dal numero di pezzi ordinati

Costo stimato Davide/Dart: relativo all'industrializzazione ed alla qualifica. Oneri globali pari a 17,1 milioni di € con completamento previsto nel 2013.  Parte dei costi anno 2008 => 1,0 milioni di euro

76/62 SR in versione standard e con scudo stealth

Munizionamento Davide / Strales / DART e cannone modificato

 

 

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Cannone navale polivalente Otomelara da 127/54, 127/54 LW e 127/64 LW/LC

e munizionamento Vulcano

Capacità/storia: L'Otomelara 127/54 mm è un cannone navale polivalente costruito dalla compagnia italiana OtoMelara. Questo pezzo d'artiglieria è capace di una cadenza di tiro molto elevata che lo rende particolarmente adatto per la difesa e l'attacco contro obbiettivi di superficie navale e costiero, supporto alle operazioni navali e come contraerea come ruolo secondario. Inoltre la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantita di tipi di munizionamento. La versione compatta lo rende adatto a tutte le grandi unità fino alle unità medie come le fregate leggere.
E' stata sviluppata, dal 1992, una versione leggera (Lightweight LW) del Compatto che ha permesso di ridurre il peso a circa 25 tonnellate contre le 37,5 di prima. Il prototipo è stato testato estensivamente a terra tra il 1998 e il 2000 e successivamente è stato installato a bordo di nave Bersagliere per un'ulteriore serie di test e prove di fuoco in mare che si sono completate nella primavera del 2003.
All'inizio degli anni 2000 è iniziato il programma del munizionamento guidato VULCANO, ancora in sviluppo, è in grado di estendere il raggio utile oltre i 100 km.
Attualmente è in sviluppo la versione 127/64 LW, precedentemente LC (Long Carbine), per contrastare la concorrenza e i primi clienti saranno la Marina Militare Italiana che lo installerà nelle fregate FREMM GP e la Marina Tedesca che lo installerà nelle fregate F-125. Questa nuova versione permetterà un incremento di circa il 20% delle prestazioni del munizionamento Vulcano. La nuova canna da 64 calibri è più lunga di 1,3 metri e quindi il cannone deve essere adattato per supportare il maggior peso, una maggiore pressione e un maggior rinculo. Oto spera di sviluppare un cannone che rimanga al di sotto delle 30 tonn utilizzando alcune parti in titanio.
Nel 2009 è stato reso noto che il nuovo 127/64 LW/LC avrà una scudatura diversa da quella del 127/54 LW ed inoltre è allo studio una versione ancor più stealth con canna a scomparsa. Il nuovo cannone ha 54 proiettili pronti al fuoco in 4 caricatori da 14 e può sparare munizioni di vario tipo in sequenze casuali ed è in grado di distinguere automaticamente le varie tipologie utilizzate. Sono in fase di sviluppo sistemi di momentazione semi-automatica e completamente automatica per la movimentazione di fino a 350-400 colpi oltre ai 56 già caricati.

Peso: 37.500 Kg, il LW 25.000 kg (senza munizionamento); /64 LW: 29.000 kg

Dimensioni: largo 4,5 m, lungo 9,9 m (6 m senza cannone) ; il LW è largo 4,46 m, lungo 9,0 m (5,6 m senza cannone)

Calibro: 127 mm / 5 pollici

Elevazione: -15° / +83° , il <br/> -15° / +70°

Velocità di elevazione: 30°/s con accelerazione di 40°/s2

Rotazione: 330°, il LW 310° (+/- 155°)

Velocità di rotazione: 40°/s con accelerazione di 45°/s2, il LW 36°/s con accelerazione di 50°/s2

Raffreddamento: Acqua di mare, necessaria per tiro continuo

Cadenza tiro: 40 (LW 35) proiettili al minuto con 66 già caricati, la carica può avvenire anche durante l'uso

Gittata d'ingaggio: 14 km con munizionamento standard

Gittata massima: oltre i 100/120 km con munizionamento guidato Vulcano

Accuratezza tiro: -----------------

Alimentazione: 440V, trifase, 60 Hz, circuito principale 115V, monofase, 400 Hz, servo e synchro network

Munizioni: munizioni generiche da 127 mm, tra cui a frammentazione, incendiarie, anticarro, da esercitazione, a scoppio ritardato, a scoppio ravvicinato e munizionamenti guidati avanzati Vulcano

Munizionamento VULCANO

Programma: E' in fase avanzata di sviluppo il munizionamento guidato e non. Il requisito iniziale era per l'adozione di munizionamento a media gittata non guidato (Extended Range - ER) per distanze fino a 70 km e munizioni guidate a lunga gittata (Long Range - LR) per distanze fino a 120-140 km. Questo requisito è stato avvallato dal parlamento italiano agli inizi del 2000 per fornire un'adeguata protezione alle truppe di terra sul campo di battaglia. La necessità, contemplata anche in ambito NATO nelle misure "Defence Capability Iniziatives" (DCI), era per realizzare sistemi d'arma terrestri e navali con le seguenti caratteristiche:
- tempestiva ed agevole ridislocabilità, in relazione alla piattaforma;
- elevata precisione, conseguibile con l'impiego di munizionamento guidato;
- elevata prontezza d'intervento;
- maggiore distanza "stand-off" dalle difese avversarie.
Un requisito fondamentale per l'Italia è anche la retrocompatibilità con i sistemi d'arma già in dotazione e non solo per quelli di prossima generazione. L'Italia, infatti, partecipa sia per la marina, per i cannoni da 127 mm, sia per l'esercito per munizionamento da 155 mm per il Pzh2000 dell'Esercito Italiano. La natura del munizionamento rende adatto l'uso anche su piattaforme come i semoventi M-109L e M-109A5 e agli obici ULH M-777, FH-70 e 155mm/52. I partner internazionali sono l'Olanda (unitasi il 3 aprile 2003 per la fase 1), la Spagna e un cliente è la Germania per munizioni per i cannoni 127/64 LW per le fregate di nuova generazione F125.
Il programma è stato improntato in 3 fasi per diminuire il rischio tecnologico e per spalmare su più esercizi finanziari i costi di sviluppo.
La prima fase è stato lo studio di fattibilità delle 2 tipologie di munizioni ed è terminata nel 2006.
La seconda fase è incentrata nello sviluppo del munizionamento non guidato ER e la sua industrializzazione. Nelle intenzioni iniziali questa fase doveva essere terminata nel 2008 ma a causa della crisi finanziaria il pagamento di questa fase si esaurirà solamente nel 2011.
La terza fase è incentrata nello sviluppo del munizionamento guidato LR e la sua industrializzazione. Nelle intenzioni iniziali questa fase doveva iniziare nel 2006 ed terminare nel 2010. Le ultime notizie indicano il termine del finanziamento nel 2013.
Con le prove del 2008 le munizioni di tipo ER hanno raggiunto i 63 km.
Il kit di upgrade "Vulcano" oltre all'installazione su nave Bersagliere, utilizzata per le prove, verrà installato anche su un 127 compatto a bordo di una nave della classe De La Penne in fase di ammodernamento, probabilmente la capoclasse stessa.

Caratteristiche: La munizioni sono composte da due sezioni (vedi foto). Il componente davanti ha delle alette canard. La parte anteriore contiene la testata di guerra da 15 kg e ha 6 alette. In tutto il proiettile pesa circa 20 kg con 2,5 kg di esplosivo. Le munizioni saranno di 3 tipi:
-- Vulcano A (ER) - versione base non guidata che può raggiungere i 70 km e può essere utilizzata contro ogni tipo di obiettivo navale, terrestre o aereo. Dovrebbe essere disponibile dal 2008.
--
Vulcano B (LR) - versione antinave guidata nel finale da un sensore infrarosso (IR) che inizia a cercare il bersaglio ad una distanza di 6 km e ad un'altezza di 2,5 km. Può raggiungere i 70 km o anche 90 km se sparato dalla canna da 64 calibri. La testata esplode dopo aver penetrato lo scafo della nave bersaglio. Otomelara indica una "kill probability" dell'80% con il primo colpo contro una nave delle dimensioni di una fregata. La munizione dovrebbe essere disponibile dal 2011.
--
Vulcano C (LR) - munizione completamente guidata tramite GPS e IMU (Inertial Measurement Unit). Il proiettile viene sparato fino a 25 km in altezza dove viene guidato dal sistema IMU costantemente aggiornato dal GPS proseguendo a velocità supersonica con angolo di discesa costante. L'ultima fase del volo avviene in picchiata sull'obbiettivo. Dovrebbe essere disponibile dal 2011 e la gittata dovrebbe essere di circa 100-120 km.
Sono previste in futuro anche la versione
C1 con l'aggiunta della guida semi attiva per agganciare un bersaglio illuminato da un osservatore a terra o da un velivolo e la versione C2 con l'aggiunta di un uplink per aggiornare i dati sul bersaglio

Costo Vulcano: Il costo dello studio di prefattibilità e fattibilità (fase 1) è costato 41 milioni di euro ed è terminato nel 2006.
La fase 2 del programma dal costo di 14,6 milioni di € e con termine nel 2011 è stato ripartito negli anni tra cui:
2004 => 1,0 milioni di euro
2005 => 2,8 milioni di euro
2006 => 4,8 milioni di euro
2007 => 9,1 milioni di euro
2008 => 0,3 milioni di euro
L'Olanda ha partecipato alla fase 2 con 19 milioni di €.
La fase 3 del programma dal costo di 82,3 milioni di € e con termine nel 2013.

Costruttore: Otomelara

127/54 LightWeight con schema

127 Compatto con schema

 

Munizionamento Vulcano

     

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 Missile navale terra aria a medio raggio   RIM-24  Tartar

 Il Tartar RIM-24 della General Dynamics era un missile navale terra aria a medio raggio (SAM), ed è stato tra i primi a missili terra aria in dotazione sulle navi  Americane  United States Navy The Tartar was the third of the so-called "3 T's", the three primary SAMs the Navy fielded in the 1960s and 1970s, the others being the RIM-2 Terrier and RIM-8 Talos . Il Tartar è stato il terzo del cosiddetta serie " 3 T " i primi SAM che la Marina schierò negli anni 1960 e 1970, furono il    RIM -2 Terrier e il RIM-8 Talos 

 

   Specifiche  RIM-24 Tartar   

Dati per RIM-24B (eccetto dove indicato)  Nota: I dati sono stati prelevati  da fonti differenti pertanto possono contenere variazioni.  Le cifre di seguito riportate possono quindi essere imprecise!

Lunghezza

 4,72 m (15 ft 6 in), RIM-24A: 4,60 m (15 ft 1 in)

Apertura alare

 0,61 m (24 in)

Finspan

 1,07 m (42,3 in)

Diametro

 0,34 m (13,5 in)

Peso

 590 kg (1310 lb); RIM-24A: 580 kg (1280 lb)

Velocità

 Mach 1,8

Altezza

 20000 m (65000 piedi); RIM-24A: 15000 m (50000 ft)

Range

 30 km (16 nm); RIM-24A: 14 km (7,5 nm)

Propulsione

 MK 27 propellente solido a doppia spinta (boost / sustain)

 Motore

 a razzo

Testata

 60 kg (130 libbre) continua-HE asta testata

 Storia

 Il tartar è nato per la  necessità di dotare le navi più piccole con un sistema più leggero, e che potesse colpire obiettivi a distanza molto ravvicinata.  In sostanza, il tartar era semplicemente un RIM-2C Terrier senza il booster secondario.  Al tartar non è mai stata data una designazione SAM-Nx, ed è stato indicato semplicemente come "Missile Mc 15, fino a quando il sistema di designazione unitaria Army-Navy è stato introdotto nel 1963.

 Il tartar è stato utilizzato su varie navi, con diverse modalità. Inizialmente è stato impiegato con l’Mk 11 lanciatore a braccia gemelle, in seguito su navi che utilizzavano l’MK-13  e l’Mk-22  a braccio singolo di lancio.  Sulle prime versioni si è rivelato inaffidabile.  Il tartar viene migliorato con un programma retrofit di aggiornamento, il migliore risultato viene ottenuto con il RIM-24C.  L’ulteriore sviluppo viene abbandonato e viene progettato per sostituirlo  un nuovo missile, il  RIM-66 Standard, ma Anche dopo l'uscita del nuovo missile, le navi continuarono ancora ad usare il tartar perché ancora dotate del Tarta Guided Missile Fire Control System.

 Variazioni

-Tartar missile guidato Fire Control System-

Il missile tartar guidato Fire Control System è un sistema di difesa aerea sviluppato dalla Marina degli Stati Uniti per difendere la navi da guerra di attacco aereo.  Dalla sua introduzione il sistema è stato migliorato e venduto a diversi Stati alleati.

  Un RIM 66 Standard missile sul lanciatore Mk 13   Sistema di controllo radar AN7SPG-51        TARTAR

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                        Lanciatore missili   Mk 13                     

Il  sistema di lancio guidata missili (GMLS) Mk-13 è un braccio lancia missili singolo progettato per  l’uso sulle fregate e altre navi militari. Il Mark 13 è attrezzato per il fuoco del RIM-66 Standard, RIM-84 Harpoon e RIM-24 Tartar di missili anti-aerei e anti-nave difesa, ed è in grado di sostenere un ritmo di lancio di un missile ogni otto secondi. La capacità massima  di 40 missili  è suddivisa in due anelli concentrici di stoccaggio-missili che sono posizionati in verticale, 24 per l'anello esterno e 16 in quello interno. In caso di incendio, il sistema è dotato di aspersione rivista, CO2 e la soppressione di soppressione di richiamo.                   A causa del suo caratteristico design a singolo braccio armato, l’Mk 13 è spesso definito come la "slot machine". Il sistema di lancio per missile guidato Mk-22 (GMLS) è una variante del lanciatore Mk-13 che ha all'interno solo 16 posti di accumulazione rispetto al lanciatore Mk-13

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 Missile antinave Teseo/Otomat Mk.2 e Mk.2A

 Dimensioni: lungo 4,46 m, diametro 0,4 m

 Peso: 770 kg

 Propulsione: turbojet

 Portata: oltre i 150km

 Guida: inerziale, GPS, traiettoria programmabile con l'utilizzo di punti di navigazione e aggiornabile attraverso la connessione dati (nelle ultime versioni), ricerca attiva nella fase finale

 Velocità massima: elevata subsonica, circa 210 m/s

 Impiego: antinave e obbiettivi vicini alla costa nelle ultime versioni

 Note/Programma: Famiglia di missili trentennale che si è sviluppata negli anni e arrivato alla Mk.2 block IV. Impiegato da 12 marine militari e costruito in oltre 1000 esemplari dagli anni 70.
Negli anni 2000 è iniziato lo sviluppo per realizzare una versione aggiornata del missile, denominata Mk.2A (Ammodernato) e a novembre 2007 sono avvenuti i lanci di test, prima dal poligono di tiro sardo con un missile privo di testata e poi il 19 novembre un missile completo lanciato dal De La Penne. L'aggiornamento conferisce al missile una capacità base per il land attack. Il missile è stato completamente digitalizzato. La Marina Militare ha deciso di portare al nuovo standard 38 missili, numero probabilmente ridimensionato visto il taglio di fondi al programma. Il missile verrà commercializzato con il nome di Otomat block IV.

Costruttore: MBDA System

Costo stimato: parte dell'elenco degli investimenti annuali:
2003 => 5,0 milioni di euro
2004 => 5,5 milioni di euro
2006 => 0,2 milioni di euro
2007 => 0,4 milioni di euro
2008 => 0,3 milioni di euro
La spesa complessiva prevista nel 2008 è di 28 milioni di euro entro il 2013. Nel 2004 la spesa complessiva era di 53 milioni di euro.

    Teseo  Otomat

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

                                  foto Usnavy

 

Otomat Mark 2

 

Foto amatoriale dal Perù

                                                                                                                                                                           

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  Missili Aspide

Aspide 2000 e sistema antiaerei Albatross, Spada e Spada 2000

Caratteristiche Missile Aspide / Aspide 2000

Dimensioni: lunghezza di 3,7 m; diametro del corpo di 0,2 m e apertura alare di 0,99 metri per i missili aerei e di 0,68 m per i missili da batterie antiaeree terrestri e navali

Velocità: mach 4

Massa complessiva: 240 kg

Testata: 35 kg di tipo a frammentazione

Raggio: 40 km aviolanciato; 13-15 km la versione terrestre e circa 20 km nella versione 2000

Guida: a ricerca semi-attiva

Propulsione: a razzo con combustibile solido

Programma: Missile derivato dallo Sparrow americano ma profondamente rivisto in elettronica, testata, ali di guida e motore. La versione aviolanciabile è stata utilizzata dal solo F-104.
Il missile è stato ampiamente utilizzato in sistemi antiaerei nel sistema navale Albatross utilizzato dalle classi Lupo e Maestrale e dal sistema terrestre Spada in uso nell'Aeronautica Italiana.
Negli anni 2000 è stato sviluppato un aggiornamento del missile e dei sistemi di lancio, installabile come upgrade nei sistemi esistenti, che hanno permesso un incremento significativo delle prestazioni.
Per la versione aviolanciata era iniziato lo studio per la versione mk 2 per far diventare il missile da medio a lungo raggio ma venne abbandonata a favore dell'AMRAAM e del Meteor.

Costruttore: Selenia / Alenia Difesa ora MBDA Italia

Un lanciatore Albatros per missili Aspide

Missile Aspide della Marina Peruviana

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 Lanciarazzi SCLAR , SCLAR-H

Dimensioni: 1,88 m x 1,794 m x 2,06 m

Peso: a vuoto: 1.150 kg, con 20 razzi da 105 mm: 1.750 kg

Arco rotazione: -150° / +150°

Alzo: -5° / +60°

Capacità: può contenere 20 razzi pronti al lancio

Rateo di fuoco: 1 razzo al secondo

Impiego:  Lo SCLAR è un sistema lanciarazzi multiplo prodotto dalla Breda Meccanica Bresciana, utilizzato in genere dalle navi per il lancio di falsi bersagli come bengala e chaff. Ha un calibro da 105 mm, elevabile e brandeggiabile, e può lanciare anche razzi esplosivi in un raggio di 10 km. Il lanciatore è progettato per l'accurata distribuzione dei falsi bersagli fornendo in tal modo la difesa passiva per la nave contro missili a ricerca radar e IR; le tipiche modalità di funzionamento (a vari intervalli) includono: Confusione (diluizione); Dissimulazione; Distrazione; Dump;
Le sue caratteristiche principali sono:
- possibilità di carico simultaneamente diversi tipi di razzi (Chaff, IR, bengala);
- selezione automatica dei razzi da lanciare;
- possibilità di ripetuti ingaggi, a causa della disponibilità di un gran numero di razzi, caricati in singoli contenitori sigillati;
- controllo automatico da parte della suite da guerra elettronica della nave;
- pieno coordinamento con i sistemi di difesa attiva della nave; - capacità di funzionamento in tutte le condizioni atmosferiche e in condizione NBC (funzionamento automatico);

Costruttore:  Otomelara ex Breda Meccanica Bresciana

 Lanciarazzi Sclar Fregata Scirocco

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  Lanciasiluri triplo MK 32-

Il lanciasiluri è un dispositivo atto al lancio di un'arma autopropulsa subacquea, chiamata siluro.

Esso può essere di vario tipo, modello e calibro. Attualmente i lanciasiluri, che hanno assunto un grande ruolo tra la prima e la seconda guerra mondiale, sono relegati essenzialmente ai sottomarini, sotto forma di 4-6 tubi di lancio di grosso calibro (tipici 21 pollici, 533 mm) per l'impiego di armi pesanti antinave o antisommergibile, ma anche missili antinave, antisommergibile o mine di vario genere.

Sulle navi di superficie sono presenti in genere 2 lanciasiluri leggeri da 12,5 pollici ovvero 324 mm, per siluri leggeri antisommergibile, anche se tali armi sono utilizzabili solo in caso di azioni ravvicinate, ben dentro la portata dei siluri pesanti dei sommergibili. Altre marine, come quella francese, italiana e soprattutto sovietica/russa, hanno lanciasiluri da 533 anche per le navi di superficie, talvolta anche quintupli, anche se ora prevalentemente per armi antisommergibile autoguidate

 

Su Nave Audace erano presenti 2 lanciatori tripli MK 32 per siluri ASW da 324 mm ( 12 armi KM 46 – A244 )

 

 

Il sistema MK 32, usato in molte unità di varie marine, consiste in una coppia di lanciasiluri trinati capaci di sganciare siluri leggeri tipo A244 o MK 46. Destinato a combattimenti antisommergibili ravvicinati, il siluro viene lanciato mediante l'aria compressa contenuta in una culatta situata nella parte posteriore del tubo lanciasiluri

 

Uno dei lanciasiluri tripli Mk32 a bordo del Grecale (F 571)

Un lanciasiluri Mk32 a bordo di un'unita della US Navy

 

 

MK 46

A 244

Tipo   siluro leggero
Impiego da nave o aeromobile da nave o aeromobile
Sistema di guida autoguida attiva-passiva sensori acustici
Costruttore Alliant Techsystems WASS
Peso 234.8 kg 244 kg
Lunghezza 2.59 m 2.8 m
Diametro 323,7 mm 324 mm
Gittata 10 km 13,5 km
Velocità 45 nodi 16 m/s  -  max 20 m/s
Testata   45 kg
Spoletta ad aria compressa ad impatto
 ( foto sopra )  Un siluro Mk 46 a bordo di un cacciatorpediniere della Classe Arleigh Burke

 

Il siluro A244/s è un tipo di siluro leggero ASW che può essere lanciato sia da navi di superficie che da mezzo aereo come l'elicottero ed individua il bersaglio mediante sensori acustici.

Nella sua ultima versione è A244/s mod.3, viene costruito dall'azienda italiana WASS del gruppo Finmeccanica e commercializzato dal consorzio italo/francese EuroTorp.

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 A-184 (siluro) 

L'A184 è un siluro pesante a doppio ruolo, filoguidato con sistema di autoguida attiva finale, progettato e realizzato dall'azienda italiana Whitehead, ora WASS del gruppo Finmeccanica. 

Nel 1971 il Ministero della Difesa Italiano emise una richiesta per un nuovo siluro da adottare nelle unità di superficie e sottomarini della Marina Militare. La Whitehead presentò il progetto dell'A184 nel 1974 anno in cui venne adottato dalla forza navale italiana.

L'A184 è un siluro pesante, ovvero della classe dal diametro da 533 mm, della lunghezza di 6 m per 1.265 kg di peso. Le prestazioni sono tipiche delle armi elettriche con batterie Ar-Zn, ovvero velocità di circa 36 nodi per circa 17 km oppure 24 nodi per 20-25 km.

Destinato a ricoprire i ruoli antisommergibile ed antinave, nella Marina Militare viene utilizzato in tutti i sommergibili operativi di classe Nazario Sauro, Enrico Toti e Salvatore Todaro.

Attualmente, oltre ad essere impiegato nella forza navale italiana, viene esportato all'estero ed impiegato nella Indian Navy e Marina de Guerra del Perú, oltre ad un interessamento da parte di Taiwan.

Siluro pesante A-184

 

Impiego imbarcato
Costruttore WASS
Impostazione 1971
In servizio 1974
Ritiro dal servizio In serzizio
Peso 1.265 Kg
Lunghezza 6 m
Diametro 533 mm
Gittata 9,2 miglia a 38 nodi
13,7 miglia a 24 nodi
Velocità massima 38 nodi
Testata 250 Kg

         

        

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   vvvvvv M. A. B.                                                                                                 

 Moschetto Automatico Beretta  M.A.B .

 Nazione  Italia
 Tipo  Mitra
 Era  Moderna
 Progettista  Tullio Marengoni
 Utilizzatori  Italia Germania Romania Argentina
 Guerre  Seconda guerra mondiale
 Calibro  9 mm x 19
 Munizioni  9 M38 Fiocchi - 9 mm Parabellum
 Azionamento  Doppio
 Cadenza di tiro  550 colpi al minuto
 Velocità volata  390 m/s ( 9mmx19Parabellum)
 410 420 m/s ( 9M38 Fiocchi )
 Gittata utile  100 - 200 metri
 Peso  4,8 Kg
 Alimentazione  Caricatori da 10 - 20 - 30 - 40 colpi
 Organi di mira  Fissi

Un po' di storia

Il MAB 38  era in calibro 9 mm fiocchi m.38. Fu ideato e disegnato da  Tullio Marengoni ed entrò in produzione nel 1938. Primo e più importante acquirente dell'arma fu il ministero delle colonie che equipaggiò con esso la Pai (Polizia dell'Africa Italiana), tanto che nel maggio 1939 il sopra citato ministero ne aveva ordinati già 2000 esemplari all'azienda di Gardone Val Trompia. Contemporaneamente ne fu iniziato l'acquisto anche dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del  Ministero dell'Interno per potenziare l'armamento dell'allora regio corpo degli agenti di pubblica sicurezza. Benché già presentato con successo nel giugno del 1938 alle autorità militari e nonostante fosse stato subito omologato dall'Ispettorato di Artiglieria del Regio Esercito, inaspettatamente non fu adottato altrettanto velocemente da quest'ultimo, che decise di introdurlo in servizio solo nel dicembre del 1941, seguìto dalla Regia Marina che ne armò tutto il personale del Battaglione "NP" (Nuotatori Paracadutisti) e dalla Regia Aeronautica che ne consegnò pochi esemplari al suo Battaglione "Adra" (Arditi Distruttori Regia Aeronautica).
A causa del lento ritmo di produzione iniziale l'arma rimase piuttosto rara nel Regio Esercito. Solo nel 1943, parallelamente alla caduta di Mussolini e alla fuga dei reali in Puglia, vennero raggiunte quote di produzione significative.
Per questo motivo il mitra venne adottato soprattutto dalle forze Repubblicane e, conseguentemente, cadde spesso nelle mani dei partigiani.

MAB 38 - Questa fu la prima versione prodotta dalla Beretta ed era caratterizzata dall'attacco della baionetta posto inferiormente al manicotto di raffreddamento della canna, poco prima dello spegnifiamma. Quest'ultimo era a sua volta caratterizzato da due larghi fori rettangolari longitudinali. L'arma era munita di alzo con cursore mobile graduato fino a 500 metri mentre la baionetta (simile a quella del fucile 91/38, escluso il sistema di innesto all'arma poiché la baionetta del fucile menzionato era munita, oltre all'innesto posto inferiormente sulla fascetta bocchino anteriore uguale a quello saldato sotto il manicotto del MAB 38, anche dal classico anello di innesto alla canna) aveva la lama pieghevole che andava ad alloggiare in un apposito incavo ricavato nella parte inferiore apicale esterna del fusto in legno.

Il MAB 38 aveva due grilletti: l'anteriore per il tiro semiautomatico e quello posteriore per l'automatico; subito sopra al ponticello dei grilletti, a livello del grilletto posteriore, vi era un pulsante dalla testa zigrinata e movimento trasversale, tramite il quale si bloccava o sbloccava il grilletto posteriore. L'otturatore dell'arma era munito di percussore mobile la cui punta fuoriusciva dal foro anteriore dell'otturatore solo all'atto della sua chiusura comandato da una levetta imperniata sul lato inferiore dell'otturatore. Questo movimento era causato dal contrasto che la levetta aveva, a fine corsa dell' otturatore, con l'espulsore a sua volta fissato sul lato anteroinferiore interno della culatta. La molla di recupero dell'otturatore, dal diametro assai inferiore a quello interno della culatta, era alloggiata in un tubo dal diametro leggermente superiore alla molla (detto tubo guida-molla): questo era posteriormente chiuso con una rondella dello stesso diametro interno della culatta al cui centro si trovava una protuberanza che fuoriusciva dal tappo di chiusura posteriore dela culatta. Questa versione fu prodotta dal 1938 fino alla fine del 1941.

Questa storica arma è stata prodotta in una moltitudine di versioni ed e stata oggetto di svariate modifiche ma nonostante l'età viene ancora impiegata  nei servizi di guardia ed di rappresentanza, non è troppo pesante ed e comodo da tenere sul presentat arm, perlomeno fino a trent'anni fa ! bei tempi !

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BERETTA 951

Nel 1940 la Beretta iniziò a mettere a punto una pistola a chiusura geometrica stabile. Prendendo ispirazione dalla Walther P38, la pistola Beretta a culatta fissa, necessaria per sparare in tutta sicurezza il potente munizionamento in calibro 9 mm Parabellum, utilizzò lo stesso sistema di chiusura a blocco oscillante, ideato da Barthelmes, che adottava la pistola tedesca. Inizialmente, il modello 951 non convinse del tutto, a causa della debolezza del fusto della pistola, originariamente concepito per essere costruito in Ergal, una lega di alluminio usata in aeronautica. Il telaio fu così sostituito con uno realizzato in robusto acciaio. Con questa modifica, il modello “951 Brigadiere” entrò in produzione nel 1955. Questa pistola è stata a tutti gli effetti la vera progenitrice di quella che sarebbe diventata una delle famiglie di pistole più famose e apprezzate al mondo; quella della Beretta serie 92.

 


La pistola Beretta modello 951 in calibro 9x19 mm, è stata alla base del progetto che ha portato allo sviluppo della 92FS.







 

Una interessante vista della pistola modello 951. Notate lo svincolo tra canna e carrello funzionante a blocchetto oscillante, posizionato sotto la camera cartuccia della pistola.

 

Il modello 951 era una pistola con la parte superiore del carrello tagliata, caratteristica tipica delle pistole Beretta, dotata di un caricatore amovibile capace di contenere 8 colpi in calibro 9x19 mm disposti su un sola fila (caricatore monofilare). E’ dotata di cane esterno, ha un funzionamento in sola singola azione e ha il pulsante di sgancio del caricatore posto nella parte bassa dell’impugnatura. La pistola, giudicata di ottima qualità come tutte le pistole Beretta, è stata adottata dalle Forze Armate Italiane, dai corpi di Polizia e Carabinieri, nonché dagli eserciti Israeliano ed Egiziano.

Agli inizi degli anni ’70, dal modello 951, nacque il modello 92, dotato di un moderno grilletto a doppia azione e di caricatore di grande capacità contenente ben 15 proiettili in calibro 9 mm parabellum disposti su due file sfalsate (caricatore bifilare). Riprendendo il progetto originale della 951, la nuova pistola è dotata di un leggero fusto in alluminio aeronautico Ergal.

          Beretta M 951                                                            

Nazione Italia
Tipo pistola semiautomatica
Storia
Periodo di produzione 1949 - 1980
Paesi utilizzatori Italia - Egitto - Israele - Nigeria - Tunisia
Varianti Helwan - M951 "Brigadier" - M951R - M952 - M952 "Special" - M952 "Target"
Specifiche tecniche
Munizioni 9 x 19 mm Parabellum  ( M 1951, M951 "Brigadier", M951R )
7,65 mm Parabellum  ( M952, M952 "Sport", M952 "Target" )
Azionamento rinculo corto, blocco a caduta
Velocità alla volata 360 m/s(9x19 parabellum), 375 m/s(7,65 parabellum)
Gittata utile 40-80m
Lunghezza 203 mm ( M 1951 )  -  215 mm ( M951R )
Peso 870 g ( M 1951 )  -  1350 g ( M951R )
Alimentazione caricatore estraibile a 8 colpi, la M951R usa un caricatore da 10 colpi
Organi di mira mire fisse: mirino a lama frontale, tacca di mira posteriore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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