Stare con Se Stessi

Una riflessione personale sui nostri comportamenti.


Pare che oggi abbiamo rinunciato a "stare con noi stessi". Rifiutiamo di rimanere tranquillamente in ascolto dei nostri pensieri, senza che nessuno o nessuna cosa ci confonda o ci distragga col suo rumore o le sue attrazioni.
E' utile regalarsi ogni tanto cinque minuti per riflettere sulla propria giornata!

Ad esempio, quando non esistevano le moderne tecnologie delle telecomunicazioni, il tragitto casa-ufficio era un momento di riflessione, in piena e assoluta libertà, sui fatti accaduti, le vicende di famiglia, gli amici e i conoscenti, i desideri, i progetti, le delusioni, le speranze, le fantasticherie.
Sui mezzi pubblici Invece, se oggi ti guardi attorno, su qualsiasi mezzo pubblico, vedi la maggior parte delle persone concentrate a sorbire dal proprio biberon tecnologico (leggi: tablet o smartphone) un beverone mentale.

Infatti, oltre che su cose sostanziali, come anticipare il lavoro d'ufficio, controllando la posta o informarsi sui giornali on-line dei fatti recenti, trovi persone, di ogni età, immerse in consultazioni futili, sugli sciocchi lassativi della mente, disponibili a iosa su questo o quel social-network.

Allora, i pensieri, non più spontanei, vengono instradati nel flusso organizzato dei piccoli schermi. Qualcuno ti ha preparato le cose su cui devi pensare, o meglio "non pensare".
Per non parlare del drogaggio da game di ogni sorta, preferiti tempo fa solo dai più giovani, ma oggi con riscontrato gradimento crescente da tutte le età.

Si sta perdendo l'abitudine di stare con se stessi, rinunciando al piacere di lasciar vagare i propri pensieri liberamente. Si preferisce scivolare comodamente, andando in discesa, senza sforzo, su strade precostruite, spegnendo la propria mente.
Non si pensa più, se non su quei binari già pronti: non più padroni di liberare la mente dove ad essa piacerebbe casualmente e occasionalmente andare, seguendo chissà quale debole indizio.

C'è forse paura? Timore di stare con se stessi, dato che tra i pensieri liberi possono sorgere quelli che ci spaventano: le difficoltà, i rischi, le incognite che stanno dietro l'angolo?

Ma se fai così tu assopisci la tua fantasia, ovvero perdi l'opportunità che un tuo pensiero volando sciolto si agganci a qualche tuo ricordo, depositato chissà quando nella tua memoria, per generare una tua idea nuova, per creare un nuova sinapsi nei circuiti della tua mente.
Chi non "sta con se stesso" addormenta la sua fantasia, la propria creatività, col rischio, prima o poi, di perderla del tutto.

L'uomo si distingue dagli automi perchè ha un'anima.
L'anima racchiude: i sentimenti, le emozioni, le speranze, i sogni, la fantasia ...
Senza la fantasia si è un po' meno uomini e più robot.




Uomini o Robot



G.A.

Ritorno alla raccolta



© Copyright Giorgio Altichieri – 11/2015 Tutti i diritti riservati.