America |
Compostezza e grande dignità dei familiari delle 265 vittime |
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di Vincenzo La Gamba Belle Harbor. Tutti uniti nel dolore per celebrare il primo anniversario a Belle Harbor a seguito del disastro aereo di dodici mesi fa. Poi le parole: "Scambiatevi adesso un segno di pace, abbracciandovi e dichiarando di amarvi l'un l'altro". Così ha esortato il Rev. Ricardo Fajardo subito dopo il minuto di raccoglimento osservato dai congiunti delle 265 vittime innocenti di quel tragico incidente aereo dell'American Airlines, Volo 587. É stato uno dei momenti toccanti di questa giornata che ha marcato il primo anniversario di una tragedia di cui oggi si sa poco o nulla circa le cause del disastro. Né é seguita spontanea da parte dei presenti la “rendizione” di un "God Bless America" che ha scaldato i cuori di chi, quel momento, stava tappezzando di fiori il recinto ove é avvenuto il disastro aereo. La comunità dominicana, oltre un migliaio, ha risposto "Dio benedica la Repubblica Dominicana", adornando il recinto di rose bianche messe gentilmente a disposizione dalla comunità del luogo. Lungo la Newport Avenue e sulla 131.ma Strada di Belle Harbor i fiori si contano a migliaia, come centinaia sono le fotografie e dediche alle vittime del volo 587, quasi tutte di nazionalità dominicana. Simultaneamente nella Repubblica Dominicana si svolgevano funzioni commemorative da parte di parenti e congiunti delle vittime che vivono in quell' isola.
C'é da rilevare la compostezza e la grande dignità dei
familiari delle vittime prima e dopo il minuto di silenzio nel luogo
ove é avvenuto l'incidente aereo, anche se qualcuno non ce l'ha fatta
e si é sfogato in un pianto liberatorio. Anche le personalità politiche ed in particolare la Sen. Hillary Clinton, si sono messe da parte e hanno recitato un ruolo di secondo piano, tale é stata la commozione che ha pervaso i presenti nella zona di Belle Harbor, assurta agli onori della cronaca: da zona residenziale del Queens é diventato un punto geografico, noto in tutto il mondo all'indomani di un presunto atto terroristico, che, in verità, non aveva nessun fondamento. Le cause del disastro aereo pare siano altra natura. Sta ai responsabili accertarne le vere cause. Il cielo plumbeo e la pioggia a catenelle ha accolto la comunità dominicana al Jacob Riis Park. Si é incominciata con ben 27' di ritardo la funzione mattutina a causa del traffico che ha coinvolto tre degli autobus venuti da varie zone dell' aera metropolitana. A parlare per primo il Sindaco di New York Mike Bloomberg, che ha rivolto ai presenti un messaggio di "conforto". Monsignor Martin Geraghty, Parroco della Chiesa di San Francis de Sales in Belle Harbor, ha recitato una preghiera in inglese, in cui ha messo in evidenza i segni della "speranza" per i congiunti delle vittime e la "salvezza" per coloro che sono nel Regno dei Cieli. E’ seguita un'altra preghiera in lingua spagnola, rivolta dal Rev. Ricardo Fajarda, Parroco della Chiesa di San Caterina di Genova - Washington Heigths ( New York) - alla comunità dominicana presente, in cui ha parlato di un "Dio Misericordioso" che vuole bene alle vittime e ai parenti delle vittime.
Due poesie, una in inglese letta da Faith Peithman,
un'altra in lingua spagnola letta da Anaoly Liranzo, orfana di
padre a causa del disastro di un anno fa, hanno fatto da anteprima ad
una accorata "Ave Maria", da parte di un coro, il cui sottofondo
(pareva fatto apposta) era il suono delle onde oceaniche del mare di
Riis Park. Da rilevare che una messa in suffragio di Kathie Lowler, una delle cinque vittime del luogo, é stata officiata dal suo boss Mons. Joe Bracken, Vicario della Diocesi di Brooklyn, mentre un'altra, officiata da Mons. Geraghty, é stata offerta dalla comunità religiosa di Belle Harbor in memoria delle altre vittime, incluse quelle del figlio di Kathie, Chris Lowler, Helen e Tom Concannon oltre all'italo-americano Franco Pomponio. Va inoltre sottolineato il coinvolgimento della comunità ebraica di Belle Harbor, che ha offerto un servizio commemorativo presso il Tempio Beth El della 135.ma Avenue di Belle Harbor, con un concerto di canzoni in lingua ebraica e letture della stessa. Il dolore é universale. Non ha forma, razza, credo e religione.
Belle Harbor, esaltata per essere una comunità unita,
non é altro che una comunità ordinaria che ha dimostrato coraggio,
forza e determinazione in tante situazioni straordinarie. |
America: «Compostezza e grande dignità dei familiari delle 265 vittime - Ricordato a Belle Harbor il disastro aereo dello scorso anno» di Vincenzo La Gamba, New York - America Oggi, 17 novembre 2002