L' INARRIVABILE SGUARDO DI UN BAMBINO

 

Questo mese “Fuori dal muro” ha deciso di occuparsi del mondo dei bambini e soprattutto ha deciso di farlo senza snaturare il consueto taglio del periodico. E’ stata una scelta, ne siamo perfettamente consapevoli, che ha lasciato fuori gli aspetti più quotidiani e più belli dell’essere “piccoli”. Abbiamo dato per scontato l’unicità indiscutibile di una stagione magica e irripetibile (per certi versi un vero e proprio stato di grazia) dell’esistenza di un uomo. Abbiamo ritenuto che non ci fosse particolare bisogno di riaffermare questo aspetto più o meno sotto gli occhi di tutti e abbiamo dunque preferito porre la nostra attenzione su alcune situazioni che alla logica sopra descritta si sottraggono o si pongono come eccezioni.

Ecco quindi che il lettore potrà trovarsi di fronte a situazioni delicate e “particolari” dell’essere bambini al mondo d’oggi; e la cosa più spiazzante è che, anche scegliendo di muoverci in questo campo, ovunque siamo andati non abbiamo trovato soltanto dolore e sofferenza, bensì siamo tornati spesso a casa arricchiti da sorrisi inaspettati, quasi a testimonianza che gli occhi di un bambino abbiano la magia di vedere “oltre”, di gettare lo sguardo su un mondo diverso.

Ci siamo resi conto di quante siano le persone che dedicano la propria vita o parte di essa a prendersi cura di coltivare e far fiorire quei sorrisi… Anche dove il dramma sembra irreparabile gli occhi di un bambino, se hanno qualcuno disposto a stargli accanto, sono capaci di creare qualcosa di irripetibile e raro.

Proprio di fronte a questa convinzione non abbiamo mancato di denunciare tutte quelle situazioni che vogliono negare tutto questo, chi al sorriso di un bambino preferisce una assurda logica di morte, di soprusi e di violenza. Abbiamo più volte sottolineato, nel corso della nostra pur breve esistenza editoriale, che chi semina morte vedrà nascere sempre e solo morte. Ne restiamo fermi assertori.

Il caso ha poi voluto che questo numero uscisse proprio nei giorni di una decisa presa di posizione: quella del Papa nei confronti della “pedofilia” interna alla Chiesa. Precisiamo che non abbiamo voluto “evitare” l’argomento: se abbiamo presentato come spregevoli e disumane tutte le persone che contribuiscono a “negare” l’infanzia, sfruttando o facendo violenza ai bambini, restiamo ben consapevoli che ogni rappresentante del clero è e rimane prima di tutto un uomo e, proprio come tale, ci sentiamo di ritenerlo “spregevole e disumano” qualora sia arrivato a macchiarsi di questo tipo di crimine orribile. Del resto non diversamente giudicheremmo noi stessi se arrivassimo a tanto.

Ma avrebbe poco senso concludere parlando di queste cose. Preferiamo chiudere commentando una splendida frase di padre David Maria Turoldo: «Restituiscimi all'infanzia, Signore, fa' che ritorni fanciullo, al sapore vero delle cose, al gusto del pane e dell'acqua». Un lucidissimo inno all’unico momento in cui ciascuno è capace di vedere il mondo senza pregiudizi. Sperando sempre di ”avere occhi da bambino”.

 

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