John Mayall (Bluesbreakers)

 

 

A NEW DAY RISING

IL FUOCO E L'ACQUA

maya1.BMP (9260214 byte)John Mayall 1966

BLUES BREAKERS WITH ERIC CLAPTON (as John Mayall's Bluesbreakers, Decca LK4804, luglio 1966)

All Your Love / Hide Away / Little Girl / Another Man / Double Crossing Time / What'd I Say / Key To Love / Parchman Farm / Have You Heard / Ramblin' On My Mind / Steppin' Out / It Ain't Right

John Mayall: v.pn.or.ar. / Eric Clapton: chs.v. / John McVie: bs. / Hughie Flint: bt. + Alan Skidmore:saxt. - John Almond:saxb. - Dennis Healy: tr. - Tds. Gus Dudgeon - Prod. Mike Vernon

maya7.BMP (3117910 byte) Mayall with Eric Clapton (1966)

L'album registrato dai Bluesbreakers con Eric Clapton è un lavoro piuttosto ortodosso, con versioni di classici blues tirati a lucido che mettono in risalto la chitarra di Clapton, lirica e potente al tempo stesso. Particolarmente brillanti risultano l'impeccabile All Your Love (Rush-Dixon), gli effervescenti strumentali Hide Away e Steppin' Out, la cover della What'd I Say di Ray Charles, il gustoso arrangiamento pianistico di Ramblin' On My Mind (Robert Johnson), brano nel quale si narra che Clapton esordisca come cantante; da sottolineare la presenza di alcuni brani di discreta fattura composti da Mayall (Little Girl, Key To Love) e di una canzone a firma Mayall/Clapton (Double Crossing Time). Un disco che va considerato tra i classici del blues revival inglese più rigoroso. valutazione:8,5

maya2.BMP (3332694 byte)P. Green maya3.BMP (3648734 byte)J. McVie maya4.BMP (3739062 byte)A. Dunbar

A HARD ROAD (as John Mayall's Bluesbreakers, Decca LK/SKL 4853, febbraio 1967)

A Hard Road / It's Over / You Don't Love Me / The Stumble / Another Kinda Love / Hit The Highway / Leaping Christine / Dust My Blues / There's Always Work / The Same Way / The Supernatural / Top Of The Hill / Someday After Awhile (You'll Be Sorry) / Living Alone

John Mayall: v.pn.or.ar.ch. / Peter Green: chs.v. / John McVie: bs. / Aynsley Dunbar: bt. + John Almond, Alan Skidmore, Ray Warleigh: sf. - Stu. West Hampstead Studios, Londra - Co. John Mayall - Tds. Gus Dudgeon - Prod. Mike Vernon

Registrato in cinque sessioni, dall' 11 ottobre all' 11 novembre 1966, A Hard Road propone un suono decisamente più moderno e grintoso rispetto all'album con Clapton. Merito dello stile esuberante e "selvaggio" del nuovo chitarrista Peter Green e di una sezione ritmica che, con l'innesto dell'eccellente Aynsley Dunbar, guadagna in sicurezza, potenza e varietà timbrica. Green si lascia trasportare dal fervore di The Stumble ed è eccitante nella rilettura della Dust My Blues di Elmore James, dove si produce in frasi lancinanti. Ma soprattutto il chitarrista offre un fondamentale contributo creativo con le notevoli The Same Way e The Supernatural, un brano strumentale giocato sulla riuscita fusione tra la sezione ritmica piuttosto informale e la chitarra che disegna inafferrabili linee profonde e suggestive, che non poco serviranno a Carlos Santana per definire il suo inimitabile stile. Tra le composizioni di Mayall, più numerose e qualitative del solito, spiccano la title track e Another Kinda Love. valutazione: 8,5

maya5.BMP (11836534 byte)la crociata blues di John Mayall

CRUSADE (as John Mayall's Bluesbreakers, Decca LK/SKL 4890, settembre 1967)

Oh, Pretty Woman / Stand Back Baby / My Time After Awhile / Snowy Wood / Man Of Stone / Tears In My Eyes / Driving Sideways / The Death Of J.B. Lenoir / I Can Quit You Baby / Streamline / Me And My Woman / Checkin' Up On My Baby

John Mayall: v.pn.or.ar.ch. / Mick Taylor: chs. / John McVie: bs. / Keef Hartley: bt. / Chris Mercer: sax. / Rip Kant: sax.

Con la registrazione di Crusade, Mayall torna ad un convinto rigore stilistico promuovendo una vera e propria "crociata" a favore della musica blues che ottiene buon riscontro di pubblico (numero 8). L'impostazione degli arrangiamenti risente anche della costante presenza dei fiati di Mercer e Kant, che contribuiscono ad arricchire l'aspetto timbrico del suono e a renderlo piacevolmente scorrevole. Nonostante la giovane età, Mick Taylor si dimostra chitarrista tecnicamente dotato, stilisticamente privo di sbavature, che (contrariamente a Green) si affida a un timbro strumentale agile e limpido, e le versioni di Oh, Pretty Woman, My Time After Awhile, della strumentale Driving Sideways e la possente Checkin' Up On My Baby sono di alto livello. Stratosferica la proposta del classico di Willie Dixon, I Can Quit You Baby, e pure piace il leggero soul blues di Snowy Wood, unico brano a firma Mayall-Taylor. Crusade rappresenta uno dei momenti di maggior fulgore del John Mayall legato alla tradizione blues. valutazione: 8

BARE WIRES (as John Mayall's Bluesbreakers, Decca LK/SKL 4945, giugno 1968)

Bare Wires - Where Did I Belong - Start Walking - Open A New Door - Fire - I Know You - Look In The Mirror / I'm A Stranger / No Reply / Hartley Quits / Killing Time / She's Too Young / Sandy

John Mayall: v.ar.ts.ch. / Mick Taylor: chs.hawaiian guitar / Henry Lowther: tr.vi. / Chris Mercer: saxb.saxt. / Dick Heckstall Smith: saxt.saxs. / Tony Reeves: bs.cb. / Jon Hiseman: bt.pr.

Bare Wires è idealmente suddiviso tra una prima sezione costituita da una singolare suite blues che titola l'intero lavoro e una seconda parte più in linea con la precedente produzione di Mayall. Gli aspetti moderatamente innovativi e sperimentali della suite di Bare Wires, interamente composta da Mayall, creano un affascinante contrasto con il blues sempre rigoroso della struttura complessiva dell'opera, sostenuta da una sezione ritmica che si affida alla colorita poliritmia di Hiseman e alle capacità tecniche di Reeves, e valorizzata dall'inserimento dei fiati che dettano gli arrangiamenti con originalità. La litania di Bare Wires introduce Where Did I Belong, un quieto brano sottolineato dal violino di Lowther. La successiva Start Walking accende improvvisamente il ritmo, con belle cadenze blues jazz e la brillante chitarra di Taylor, notevolmente irrobustita rispetto a Crusade. Open A New Door offre interessanti arrangiamenti dei fiati che modellano il dinamico blues di base; in Fire il suono del complesso presenta parti improvvisate che allontanano dal classico approccio stilistico dei Bluesbreakers, riproposto su I Know You, un sofferto blues con inserti di clavicembalo. Chiude la suite l'incalzante Look In The Mirror, con gli strumenti che s'incrociano in un'elastica jam e la prestazione di Heckstall Smith ai sax tenore e soprano, soffiati all'unisono. Nella seconda parte del disco spiccano i fiati blues di I'm A Stranger, il moderato gusto soul di No Reply, il brioso strumentale Hartley Quits (un brano di Taylor) e il magro folk blues di Sandy. valutazione: 8+

maya6.BMP (8538822 byte)Captain Bluesbreaker

BLUES FROM LAUREL CANYON (as John Mayall, Decca LK/SKL 4972, dicembre 1968)

THE TURNING POINT (as John Mayall, Polydor 582/583 571, settembre 1969)